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L’impegno
sociale
(47) Per molti nostri contemporanei, la cui soggettività è stata
per così dire “demolita” dalle ideologie, il matrimonio è quasi
impensabile; la realtà coniugale non ha alcun significato per queste
persone. Come può la pastorale della Chiesa diventare, anche per loro,
un avvenimento di salvezza? A questo proposito, l’impegno politico e
legislativo dei cattolici che hanno responsabilità in questi campi
è decisivo. Le legislazioni conformano, in larga misura, l’ethos di
un popolo. A tale proposito, è particolarmente importante chiamare a
vincere la tentazione di indifferenza negli ambienti politici e legislativi,
insistendo sulla necessità di rendere pubblicamente testimonianza della
dignità della persona. L’equiparazione delle unioni di fatto alla
famiglia implica, come abbiamo visto, un’alterazione dell’ordinamento orientato
verso il bene comune della società, e comporta una svalutazione
dell’istituzione matrimoniale fondata sul matrimonio. Essa costituisce dunque
un male per le persone, le famiglie e la società. Il “politicamente
possibile” e la sua evoluzione nel tempo non può fare astrazione dei
principi fondamentali della verità sulla persona umana, che devono
ispirare gli atteggiamenti, le iniziative concrete e i programmi per
l’avvenire100. Risulta ugualmente utile rimettere in discussione il
“dogma” del vincolo indissociabile tra democrazia e relativismo etico, sul
quale si fondano numerose iniziative legislative tendenti ad equiparare le
unioni di fatto alla famiglia.
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