(3) Può succedere che si desideri fare o che si faccia un uso della
sessualità diverso da quello iscritto da Dio nella natura umana e nella
finalità specificamente umana dei suoi atti. In questo modo viene negato
il linguaggio interpersonale dell'amore e gravemente compromesso, mediante un
disordine oggettivo, il dialogo autentico di vita disposto dal Creatore e
Redentore del genere umano. Essendo la dottrina della Chiesa cattolica ben
conosciuta dall'opinione pubblica, non è necessario tornarvi in questa
sede3. La dimensione sociale del problema richiede tuttavia uno sforzo
supplementare di riflessione per mostrare, specialmente a coloro che detengono
responsabilità pubbliche, la non auspicabilità di elevare queste
situazioni private al rango di pubblico interesse. Con il pretesto di
regolamentare un quadro di convivenza sociale e giuridica, si cerca di
giustificare il riconoscimento istituzionale delle unioni di fatto, che
diventano istituzioni sanzionate a livello legislativo da diritti e da
doveri, a detrimento della famiglia fondata sul matrimonio. Le unioni di fatto
vengono poste così ad un livello giuridico simile a quello del
matrimonio. Una tale convivenza viene qualificata pubblicamente di
"bene", elevandola ad una condizione simile, o perfino equiparandola
al matrimonio, a pregiudizio della verità e della giustizia. In questo
modo, si contribuisce fortemente al deterioramento di questa istituzione
naturale, assolutamente vitale, fondamentale e necessaria all’insieme del corpo
sociale, che è il matrimonio.
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