(10) L'uguaglianza di fronte alla legge deve rispettare il principio di
giustizia, che esige che si tratti ciò che è uguale come uguale,
e ciò che è diverso come diverso; cioè che ciascuno abbia
ciò che gli è dovuto in giustizia. Questo principio di giustizia
si infrangerebbe se si desse alle unioni di fatto un trattamento giuridico
simile o equivalente a quello spettante alla famiglia fondata sul matrimonio.
Se la famiglia matrimoniale e le unioni di fatto non sono simili né
equivalenti nei loro doveri, funzioni e servizi alla società, non
possono neanche essere simili né equivalenti nello status
giuridico.
Il pretesto
addotto da coloro che premono per il riconoscimento delle unioni di fatto
(cioè la "non discriminazione"), comporta una vera
discriminazione della famiglia matrimoniale, che sarebbe posta su un piano di
uguaglianza con tutte le altre forme di convivenza, senza tenere assolutamente
conto dell’esistenza o meno di un impegno di fedeltà reciproca e di
generazione-educazione dei figli. La tendenza attuale di alcune comunità
politiche a discriminare il matrimonio riconoscendo alle unioni di fatto uno
statuto istituzionale simile o equivalente a quello del matrimonio e della
famiglia o perfino equiparandolo, è un grave segno di deterioramento
della coscienza morale sociale, di "pensiero debole" di fronte al bene
comune, quando non si tratta di una vera e propria imposizione ideologica
esercitata da gruppi di pressione influenti.
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