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Le unioni
di fatto e il patto coniugale
(12) La valorizzazione delle unioni di fatto presenta anche una dimensione
soggettiva. Siamo di fronte a persone concrete, con una visione propria della
vita, con la loro intenzionalità, in una parola, con la loro
"storia". Dobbiamo considerare la realtà esistenziale della
libertà individuale di scelta e della dignità delle persone, che
possono sbagliare. Però nell'unione di fatto, la pretesa di
riconoscimento pubblico non riguarda solo l'ambito individuale delle libertà.
È opportuno pertanto affrontare questo problema dal punto di vista
dell'etica sociale: l'individuo umano è una persona e pertanto un essere
sociale; l'essere umano non è meno sociale che razionale9.
Le persone si
possono incontrare nel dialogo e riferirsi a valori condivisi e ad esigenze
comuni per ciò che riguarda il bene comune. In questo campo, il
riferimento universale, il criterio non può essere altro che quello
della verità sul bene umano, una verità oggettiva, trascendente e
uguale per tutti. Raggiungere questa verità e rimanervici è
condizione di libertà e di maturità personale, vero scopo di una
convivenza sociale ordinata e feconda. L'attenzione esclusiva al
soggetto, all'individuo, alle sue intenzioni e alle sue scelte, senza il minimo
riferimento a una loro dimensione sociale e oggettiva, orientata al bene
comune, è il risultato di un individualismo arbitrario e inaccettabile,
cieco ai valori oggettivi, contrario alla dignità della persona e nocivo
per l'ordine sociale. "Occorre dunque promuovere una riflessione che aiuti
non solo i credenti, ma tutti gli uomini di buona volontà, a riscoprire
il valore del matrimonio e della famiglia. Nel Catechismo della Chiesa
Cattolica si legge: La famiglia è la cellula originaria della vita
sociale. È la società naturale in cui l’uomo e la donna sono
chiamati al dono di sé nell’amore e nel dono della vita.
L’autorità, la stabilità e la vita di relazione in seno alla
famiglia costituiscono i fondamenti della libertà, della sicurezza,
della fraternità nell’ambito della società. 10 Alla
riscoperta della famiglia può arrivare la stessa ragione, ascoltando la
legge morale inscritta nel cuore umano. Comunità fondata e vivificata
dall’amore, 11 la famiglia trae la sua forza dall’alleanza
definitiva di amore con cui un uomo e una donna si donano reciprocamente,
diventando sempre collaboratori di Dio nel dono della vita” 12.
Il Concilio
Vaticano II segnala che il cosiddetto amore libero ("amore sic dicto
libero") 13 costituisce un fattore disgregante e distruttore del
matrimonio, mancando dell'elemento costitutivo dell'amore coniugale, che si
fonda sul consenso personale e irrevocabile mediante il quale gli sposi si
donano e si ricevono reciprocamente, dando origine in questo modo a un vincolo
giuridico e a un’unità suggellata da una dimensione pubblica di
giustizia. Ciò che il Concilio qualifica come amore "libero",
contrapponendolo al vero amore coniugale, era allora - ed è ora - il
germe che genera le unioni di fatto. In seguito, con la rapidità con cui
si producono oggi i cambiamenti socio-culturali, ha fatto ugualmente sorgere il
progetto attuale di conferire uno status pubblico a queste unioni di
fatto.
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