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Il
riconoscimento e l'equiparazione delle unioni di fatto discriminano il
matrimonio
(16) Accordando un riconoscimento pubblico alle unioni di fatto, si crea un
quadro giuridico asimmetrico: mentre la società assume obblighi rispetto
ai conviventi delle unioni di fatto, questi non assumono verso la stessa gli
obblighi propri del matrimonio. L'equiparazione aggrava questa situazione
poiché privilegia le unioni di fatto rispetto al matrimonio,
esonerandole dai doveri essenziali verso la società. Si accetta
così una dissociazione paradossale che si traduce in pregiudizio per
l'istituzione familiare. Per quanto riguarda le recenti proposte legislative di
equiparare le unioni di fatto, incluso quelle omosessuali, alla famiglia
(occorre tener presente che il loro riconoscimento giuridico è il primo
passo verso la loro equiparazione), è opportuno ricordare ai parlamentari
che essi hanno una seria responsabilità di opporvisi, poiché
"i legislatori, e in modo particolare i parlamentari cattolici, non
dovrebbero favorire con il loro voto questo tipo di legislazione poiché
contraria al bene comune e alla verità dell’uomo e quindi veramente iniqua”
18 . Tali iniziative legali presentano tutte le caratteristiche di non
conformità alla legge naturale che le rendono incompatibili con la
dignità di legge. Come dice Sant'Agostino "Non videtur esse lex,
quae iusta non fuerit"19 . Occorre riconoscere un fondamento
ultimo all'ordinamento giuridico20 . Non si tratta, pertanto, di
pretendere di imporre un determinato "modello" di comportamento
all'insieme della società, ma che sia riconosciuto, nell'ordinamento legale,
il contributo imprescindibile apportato al bene comune della famiglia fondata
sul matrimonio. Laddove la famiglia è in crisi, la società
vacilla.
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