(22) E' necessario, dunque, sottolineare la gravità e il carattere
insostituibile di alcuni principi antropologici relativi al rapporto
uomo-donna, fondamentali per la convivenza umana e ancor più per la
salvaguardia della dignità di ogni persona. Il nucleo centrale e
l’elemento essenziale di questi principi è l’amore coniugale tra
due persone di pari dignità, ma distinte e complementari nella loro
sessualità. È la natura del matrimonio come realtà
naturale e umana ad essere in gioco, ed è il bene dell'intera
società ad essere in causa. “Come tutti sanno, oggi non si mettono in
discussione soltanto le proprietà e le finalità del matrimonio,
ma il valore e l’utilità stessa dell’istituto. Pur escludendo indebite
generalizzazioni, non è possibile ignorare, al riguardo, il fenomeno
crescente delle semplici unioni di fatto (cfr. Familiaris consortio, n.
18) e le insistenti campagne d’opinione volte ad ottenere dignità
coniugale ad unioni anche fra persone appartenenti allo stesso sesso”
35.
Si tratta di un
principio basilare: per essere amore coniugale vero e libero, l'amore deve
essere trasformato in un amore dovuto in giustizia, mediante l’atto liberamente
scelto del consenso matrimoniale. “Alla luce di questi principi può
essere stabilita e compresa l’essenziale differenza esistente fra una mera
unione di fatto – che pur si pretenda originata da amore – e il matrimonio, in
cui l’amore si traduce in impegno non soltanto morale, ma rigorosamente
giuridico. Il vincolo, che reciprocamente s’assume, sviluppa di rimando
un’efficacia corroborante nei confronti dell’amore da cui nasce, favorendone il
perdurare a vantaggio del coniuge, della prole e della stessa società”
36.
In effetti, il
matrimonio – che fonda la famiglia – non è un “modo di vivere la sessualità
in coppia”: se fosse solo questo, si tratterebbe di una modalità in
più tra le varie possibili37. Non è neanche la semplice
espressione di un amore sentimentale tra due persone: questa caratteristica
è attribuita all'amore in generale nel quadro di un'amicizia. Il
matrimonio è più di questo: è unione tra una donna e un
uomo, in quanto tali, nella totalità del loro essere maschile e
femminile. Se questa unione può essere stabilita soltanto mediante un
atto di libera volontà dei contraenti, il suo contenuto specifico
è determinato dalla struttura dell’essere umano, donna e uomo, e
cioè donazione reciproca e trasmissione della vita. Questo dono di
sé in tutta la dimensione complementare della donna e dell'uomo, con la
volontà di doversi l'uno all'altro in giustizia, si chiama
coniugalità e i contraenti si costituiscono quindi in coniugi:“questa
comunione coniugale affonda le sue radici nella naturale
complementarietà che esiste tra l’uomo e la donna, e si alimenta
mediante la volontà personale degli sposi di condividere l’intero
progetto di vita, ciò che hanno e ciò che sono: perciò la
comunione è il frutto e il segno di una esigenza profondamente umana”
38.
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