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La
società e lo Stato devono difendere e promuovere la famiglia fondata sul
matrimonio
(29) In breve, la promozione umana, sociale e materiale della famiglia fondata
sul matrimonio, e la protezione giuridica degli elementi che la compongono nel
suo carattere unitario, sono un bene non solo per i singoli componenti della
famiglia, ma anche per la struttura e il buon funzionamento dei rapporti
interpersonali, l’equilibrio dei poteri, la garanzia delle libertà, gli
interessi educativi, l’identità dei cittadini e la ripartizione delle
funzioni tra le diverse istituzioni sociali: “determinante e insostituibile
è il ruolo della famiglia nel costruire la cultura della vita”
60. Non bisogna dimenticare che se la crisi della famiglia è stata,
in talune circostanze e sotto certi aspetti, una delle cause di un
intervenzionismo accresciuto dello Stato nel campo a lei proprio, non è
meno vero che in ripetute altre occasioni e sotto altri aspetti le iniziative
dei legislatori hanno favorito o provocato difficoltà e perfino la
rottura di numerosi matrimoni e famiglie. “L’esperienza di diverse culture
attraverso la storia ha mostrato come sia necessario per la società
riconoscere e difendere l’istituzione familiare (...) La società, e in particolar
modo lo Stato e le Organizzazioni Internazionali, devono proteggere la famiglia
con misure di carattere politico, economico, sociale e giuridico, miranti a
consolidare l’unità e la stabilità della famiglia in modo che
essa possa esercitare la sua specifica funzione” 61.
Oggi più
che mai è necessario – per la famiglia e per la stessa società –
accordare la giusta attenzione ai problemi ai quali il matrimonio e la famiglia
devono far fronte attualmente, nel rispetto assoluto della loro libertà.
A questo scopo, c’è bisogno di creare una legislazione che protegga i
suoi elementi essenziali, senza limitare la loro libertà di decisione,
in particolare per ciò che riguarda il lavoro femminile, quando è
incompatibile con lo stato di sposa e di madre62, la “cultura del
successo” che impedisce a coloro che sono nella vita attiva di rendere i loro
obblighi professionali compatibili con la loro vita familiare63, la
decisione di accogliere i bambini, che i coniugi devono prendere secondo la
loro coscienza64, la difesa del carattere permanente al quale le coppie
sposate aspirano legittimamente65, la libertà religiosa e la
dignità e uguaglianza di diritti66, i principi e le scelte
relative all’educazione voluta per i figli67, il trattamento fiscale e
le altre disposizioni di natura patrimoniale (successioni, alloggio, ecc.), il
trattamento dell’autonomia legittima della famiglia, e infine il rispetto e il
sostegno delle sue iniziative nel campo politico, specialmente quelle che riguardano
l’ambiente familiare68. Di qui la necessità di stabilire una
chiara distinzione, sul piano sociale, tra fenomeni di natura differente nei
loro aspetti giuridici e nel loro contributo al bene comune, e di trattarli
come tali. “Il valore istituzionale del matrimonio deve essere sostenuto dalle
pubbliche autorità; la situazione delle coppie non sposate non deve
essere messa sullo stesso piano del matrimonio debitamente contratto”
69.
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