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V –
Matrimonio cristiano e unione di fatto
Matrimonio
cristiano e pluralismo sociale
(30) Da alcuni anni la Chiesa insiste in maniera rinnovata sulla fiducia dovuta
alla persona umana, alla sua libertà, alla sua dignità e ai suoi
valori, e sulla speranza nell’azione salvifica di Dio nel mondo, che aiuta a
superare ogni debolezza. Allo stesso tempo, esprime la sua profonda
preoccupazione di fronte ai numerosi attentati contro la persona umana e la sua
dignità, facendo notare certi presupposti ideologici propri della
cultura detta “postmoderna” che oscurano i valori derivanti dalle esigenze
della verità sull’essere umano, e che li rendono difficili da
vivere.“Non si tratta più di contestazioni parziali e occasionali, ma di
una messa in discussione globale e sistematica del patrimonio morale, basata su
determinate concezioni antropologiche ed etiche. Alla loro radice sta
l’influsso più o meno nascosto di correnti di pensiero che finiscono per
sradicare la libertà umana dal suo essenziale e costitutivo rapporto con
la verità” 70.
Quando la
libertà è separata dalla verità, “viene meno ogni
riferimento a valori comuni e a una verità assoluta per tutti: la vita
sociale si avventura nelle sabbie mobili di un relativismo totale. Allora tutto
è convenzionabile, tutto è negoziabile: anche il primo dei
diritti fondamentali, quello alla vita” 71. Questa messa in
guardia può certamente essere applicata alla realtà del
matrimonio e della famiglia, fonte unica e alveo pienamente umano della
realizzazione di questo diritto primordiale. Questo succede quando si tollera
“una corruzione dell’idea e dell’esperienza della libertà, concepita non
come la capacità di realizzare la verità del progetto di Dio sul
matrimonio e la famiglia, ma come autonoma forma di affermazione, non di rado
contro gli altri, per il proprio egoistico benessere” 72.
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