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1.2. Il ruolo della
famiglia
8. Riteniamo che
la Dichiarazione del 1948, ispirata a valori antropologici ed
etici fermamente stabiliti e sostenuta da convinzioni di ordine morale
oggettivo radicate, abbia saputo rispondere bene a circostanze culturali,
socio-economiche e politiche storicamente situate, e che conservi tutto il suo
valore. Resta intatta la sua capacità di creare e di animare un dialogo efficace
e fecondo con il mondo di oggi, con i suoi interrogativi e le sue sfide. E in
questa prospettiva che, di fronte ai molteplici aspetti della crisi attuale,
deve essere facilitata la promozione dei « Diritti dell'uomo ».
9. Di fondamentale
importanza per la promozione dei diritti umani è il riconoscimento dei «
diritti della famiglia », il che implica la protezione del matrimonio nel
quadro dei « diritti dell'uomo » e della vita familiare come obiettivo del suo
ordinamento giuridico. Secondo la Carta dei Diritti della Famiglia presentata
dalla Santa Sede, la famiglia deve essere concepita come soggetto che integra
tutti i suoi membri. Essa è, pertanto, come un insieme che non deve essere
diviso nel suo trattamento, isolando coloro che ne fanno parte o invocando
ragioni di supplenza sociale che, pur se necessaria in numerosi casi, non deve
mai porre il soggetto famiglia in posizione marginale. Famiglia e
matrimonio esigono di essere difesi e promossi non soltanto dallo Stato, ma da
tutta la società. Essi richiedono l'impegno deciso di ogni persona giacché è a
partire dalla famiglia e dal matrimonio che si può dare una risposta integrale
alle sfide del presente e ai rischi del futuro.
10. Sfide come le
minacce alla sopravvivenza, la « cultura della morte », la violenza, la
mancanza di protezione, il sottosviluppo, la disoccupazione, le migrazioni, le
distorsioni dei mezzi di comunicazione, ecc., si possono affrontare con
successo soltanto a partire dalla concezione che i diritti umani si sviluppano
attraverso la famiglia, trasformando la società che in essa e da essa viene
generata.
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