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2.1. Il fondamento della
fraternità
12. Da sempre si
sono cercati nell'uomo gli aspetti propri del suo essere. Nel nostro secolo, le
molteplici scienze umane hanno studiato l'uomo a sufficienza; tuttavia, mai si
è chiesto con tanta insistenza chi è l'uomo. Non si è ancora superato il
seguente paradosso: da una parte mai si è parlato tanto dell'uomo, della sua
dignità, libertà, grandezza e potere, e, dall'altra, mai l'uomo è stato tanto
oppresso, fatto oggetto di terribili massacri, umiliato dalla violenza,
soprattutto da parte dei potenti.12 Le guerre mondiali, le
guerre fratricide (ogni guerra lo è, poiché « ogni uomo è mio fratello »), le
guerre tribali, rappresentano un capitolo oscuro della storia. E ancor più lo
sono gli attentati contro i più deboli, gli innocenti, una categoria di persone
oppressa in molti modi.13 Fin dall'antichità si è ritenuto
che l'uomo sia caratterizzato dalla ragione. Euripide affermava che «
l'intelletto è Dio in ognuno di noi ».14 Nello stesso senso,
Platone 15 e Aristotele 16 indicarono la
ragione come quella facoltà che contraddistingue l'uomo. Dalla celebre
definizione di Boezio: « Individua substantia rationalis naturae », San
Tommaso d'Aquino, proseguendo sulla stessa strada, riconobbe che l'uomo è una persona
e che esso è quanto di più perfetto esista in tutta la natura: perfectissimum
in omni natura. L'uomo è un essere sussistente, corporeo e spirituale; è un
insieme strutturato. E distinctum subsistens in intellectuali natura.
13. I concetti di
persona e di dignità sono reciprocamente relazionati, ma non si identificano.
La persona si riferisce all'essere nel suo grado più alto di perfezione, nelle
sue tre note di sussistenza, spiritualità e totalità. La dignità si riferisce
anzitutto ad una qualità dell'essere, ad un valore che può essere opposto ad un
antivalore. Ogni persona, per il fatto di essere persona, possiede una dignità
connaturale, che va riconosciuta e rispettata.17 Però la
persona, per il fatto di essere libera e in un processo di crescita, è chiamata
ad acquisire un'altra dignità mediante lo sviluppo delle proprie possibilità
umane. In questo senso può possedere ugualmente una dignità acquisita,
che conquista conformemente a come si perfeziona nel proprio ordine umano.
14. Come immagine
di Dio, l'uomo è stato creato da un atto di amore. Dio ha voluto conferire
all'uomo una natura distinta da tutto l'ordine creato. L'uomo si innalza tra
gli altri essere creati: li trascende. Tutti partecipiamo all'esistenza in
modo personale per opera dello stesso Dio creatore. Come creatura personale,
dotata di ragione e di libera volontà, chiamata alla felicità eterna, ogni
essere umano riflette qualcosa della magnificenza divina. Questo è il
fondamento ultimo e imprescindibile della nostra fraternità.
15. La famiglia è
il luogo per eccellenza, il più propizio e insostituibile per il riconoscimento
e lo sviluppo della persona nel suo cammino verso la piena dignità. In essa la
persona compie i primi passi dello sviluppo umano. In essa si riceve non solo
un utero materno, ma anche, come indica San Tommaso, un « utero spirituale ».18
E in questo ambito familiare e formativo che ha inizio il processo educativo e
la promozione dell'essere umano. Il soggetto che non riceve questa prima
promozione familiare incontra molte difficoltà nel conseguire la pienezza della
dimensione umana a cui è chiamato dalla sua condizione di persona.
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