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3.3. Lavoro e famiglia
25. Il lavoro, diritto
e dovere,29 esprime e realizza la dignità dell'individuo;
manifesta la sua capacità di dominio sul mondo che lo circonda, contribuisce
allo sviluppo della personalità 30 e rende possibile la
crescita della civilizzazione. L'insieme della società, degli organi e delle
politiche degli stati, devono creare le condizioni atte a far sì che ci siano
possibilità di lavoro per tutti. Non si deve dimenticare che « il lavoro è il
fondamento su cui si forma la vita familiare, la quale è un diritto
naturale e una vocazione dell'uomo. Questi due cerchi di valori — uno congiunto
al lavoro, l'altro conseguente al carattere familiare della vita umana — devono
unirsi tra sé correttamente, e correttamente permearsi. Il lavoro è, in un
certo modo, la condizione per rendere possibile la fondazione di una famiglia,
poiché questa esige i mezzi di sussistenza, che in via normale l'uomo acquista
mediante il lavoro ».31
26. Deve essere
riconosciuto lo specifico contributo offerto dai genitori alla società
attraverso il loro lavoro. Ciò che la madre apporta alla famiglia e, per mezzo
di essa, alla società è degno della più alta considerazione e d'altro lato ha
suscitato l'attenzione di alcuni degli intellettuali più importanti della
nostra epoca. Il contributo specificatamente materno si constata in modo
particolare nel campo dell'educazione, della salute, dell'istruzione, della
formazione religiosa e di tutte le attività che riguardano il benessere della
famiglia e dei suoi membri. Giovanni Paolo II ha sottolineato più volte
l'importanza di tale contributo.32 Naturalmente l'insistere
sul contributo della madre non deve eclissare l'importanza dell'apporto
specifico del padre; entrambi i contributi sono complementari.
27. Concretamente,
l'uomo e la donna, nella famiglia, complementano il loro lavoro e collaborano
per la piena realizzazione della loro vita coniugale e nell'educazione e nel
benessere della prole. Tenendo conto del fatto che la maternità —
insieme alla paternità — fa parte del dono creatore più eccelso del genere
umano, cioè la trasmissione della vita, l'organizzazione della società e le
leggi dello Stato devono permettere che la struttura e la remunerazione del
lavoro facilitino alla donna la realizzazione della propria vocazione di madre,
durante la gestazione e l'allattamento dei figli.33
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