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5.3. Solidarietà tra uomini
e donne
58. Come prima
comunità naturale, la famiglia è il luogo esemplare della solidarietà. E nella
famiglia che l'essere umano acquisisce poco a poco coscienza della propria
dignità e il senso della responsabilità, ed impara a prestare attenzione agli
altri. Nella famiglia la solidarietà si sviluppa al di là della relazione
d'amore tra i coniugi; si estende alle relazioni tra genitori e figli, tra
fratelli, e tra generazioni.
59. La vera
comunione della solidarietà incorpora e si edifica sulla reciprocità dei
sessi. L'uomo e la donna condividono allo stesso modo i benefici e gli
oneri della solidarietà. Sono complementari: « Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò » (Gn 1,27). Per
manifestare di essere immagine del Dio trinitario, l'essere umano deve spiegare
la sua esistenza secondo due modalità complementari: quella maschile e quella
femminile. L'esistenza umana è quindi partecipazione dell'esistenza di un Dio
che è comunione d'amore.
60. Uguaglianza di
dignità non significa uniformità indifferenziata. Chiamati dal Creatore a
vivere in relazione di comunione, reciprocità e solidarietà, uomini e donne
contribuiscono in modo originale alla famiglia e alla società. Una vera «
cultura dell'uguaglianza » è quella che accoglie e rispetta il contributo
originale tanto degli uomini quanto delle donne.
61. Come persone,
uomini e donne condividono dimensioni e valori comuni fondamentali. In ognuno
di loro, tuttavia, questi valori si diversificano per forza, interesse ed
enfasi, e questa diversità si trasforma in fonte di arricchimento. Pertanto, la
solidarietà si realizza più pienamente quando donne e uomini cooperano gli uni
con gli altri in relazione di reciprocità e complementarità.
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