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6. DIRITTI DELLA FAMIGLIA E SUSSIDIARIETÀ
6.1. Società civile,
società politica
62. La Chiesa
riconosce e sostiene il dovere indispensabile dello Stato di difendere e
promuovere i diritti umani. Le istituzioni politiche hanno la responsabilità
naturale di fornire un quadro giuridico equo affinché tutte le comunità sociali
possano cooperare al raggiungimento del bene comune. Il principio di sussidiarietà
è in sé un principio del bene comune, che deve essere considerato al
più ampio livello, come universale. Per questo i diritti umani — e in
particolare quelli della famiglia — possono svilupparsi soltanto operando
secondo la sussidiarietà. « La dottrina della Chiesa ha elaborato il principio
detto di sussidiarietà. Secondo tale principio "una società di ordine
superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine
inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in
caso di necessità e aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre
componenti sociali, in vista del bene comune"52 ».53
63. La Dichiarazione
Universale non solo riconosce esplicitamente la distinzione tra
società e Stato, ma valorizza anche il contributo al bene comune di molte
comunità che costituiscono ciò che Tocqueville ha chiamato « società civile »,
in contrasto con la « società politica ». La « società politica » ha come
ragion d'essere l'esercizio del potere, con, nel caso, il ricorso alla
coercizione. Per questo l'esercizio del potere deve essere strettamente
controllato da regole costituzionali. Lo Stato non può intervenire in campi in
cui l'iniziativa dei singoli, delle comunità, delle imprese è sufficiente.
64. Questa
distinzione illustra il ben fondato principio di sussidiarietà. Mentre la
società politica ricorre costantemente al potere, ai suoi agenti, ai suoi
regolamenti, la società civile si vale di affinità, di alleanze volontarie, di
solidarietà naturali. Tale distinzione illumina pertanto la ricca realtà della famiglia.
Essa è il nucleo centrale della società civile. Occupa certamente un ruolo
economico importante, ma ha ruoli molteplici. E soprattutto una comunità di
vita, una comunità naturale. Di più, essendo fondata sul matrimonio, presenta
una coesione che non esiste necessariamente nei corpi intermedi.
65. Una cosa che
ha prodotto un impatto negativo negli ultimi decenni, è il fatto che la
famiglia sia stata oggetto degli stessi attacchi che lo Stato ha diretto contro
gli altri corpi intermedi, sopprimendoli o cercando di gestirli a sua
somiglianza. Quando lo Stato si arroga il potere di regolamentare i vincoli
familiari, di dettare leggi che non rispettano quella comunità naturale, che è
anteriore a lui,54 sorge il timore che lo Stato si approfitti
delle famiglie per il proprio interesse e, invece di proteggerle e di difendere
i loro diritti, le disabiliti o le distrugga per dominare i popoli.
66. La Dichiarazione
Universale previene tali deviazioni. Riconosce il diritto dell'uomo e della
donna a costituire una società matrimoniale 55 e quindi a
creare una famiglia. Il Santo Padre, seguendo la dottrina del Concilio Vaticano
II, ha ricordato che la famiglia « è la "prima e vitale cellula della
società" ».56 La Dichiarazione insiste sul fatto
che questa cellula « fondamentale e naturale » 57 merita la
protezione non solo da parte dello Stato, ma anche della società. Così quindi
la Dichiarazione promuove lo sviluppo della famiglia in mezzo ad altre
comunità, ma enfatizza il carattere unico di questa istituzione
naturale.
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