1-incon | incre-spera | spesi-vorre
grassetto = Testo principale
Capitolo, Paragrafo grigio = Testo di commento
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3 uxo, 11| 11-~ ~«E a me qui che partito
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27 uxo, 23| molesta. E tu, Acrino, per non abbatterti fuori a chi forse parlasse
28 | abbia
29 uxo, 1| morte, sé adornò con quelli abiti e insigni trionfali, indosso
30 pro | commendarmi a tutti noto e accettissimo; e ancora ch'io vedo te
31 uxo, 17| tanto essercitata sarebbe accommodatissima alla pace e quiete e dolce
32 uxo, 10| ostinata di dì in dì a me accrescerà nuovi sospetti, e goderà
33 uxo, 8| instituto biasimare altri per accumularmi laude. Tanto affermo, con
34 uxo, 21| loda l'animo suo quanto accusa el consiglio per quale sé
35 uxo, 23| della fortuna, delli dii, accusava se stessi che più volessi
36 uxo, 9| istrutte e viziate per scusarse accuseranno me essere geloso, più crederanno
37 uxo, 4| acuserete mio instituto, ancora accuserete el mio troppo verso di voi
38 uxo, 8| porgea e opponea dura e acerba, che furono tali e tanti
39 uxo, 13| quale a me sarebbe stata acerbissima trovarla. Fu adunque prudenza
40 uxo, 18| queste cose dure, aspere e acerbissime. Tu curasti ch'ella non
41 uxo, 18| mia dura, bizzarra, sempre acigliata, sempre aparecchiata a contendere
42 uxo, 1| quali con sue virtù a sé acquistorono nome e gloria, e alla patria
43 uxo, 14| ragione di vendicarmi e d'acrescermi inimicizia e infamia. E
44 uxo, 1| maggiore Mizio, l'altro Acrinno, l'ultimo Trissofo), e simili
45 uxo, 4| 4-~ ~«Se acuserete mio instituto, ancora accuserete
46 uxo, 16| guida, con sola sua bene adattata e ben retta ragione, con
47 uxo, 7| a cui e' vostri animi se adirizzino a gratificarli.»~ ~
48 uxo, 24| tranquillità; e voi, padri, li adiudicasti a chi turbò con suoi sospetti
49 uxo, 24| dicessi a te fussino stati adiudicati, che credi, non griderebbe
50 uxo, 16| esserli bisognato innovare e adoperare suoi ottimi consigli, esserli
51 uxo, 23| persone infame quale ella adoperasse in essere con meno pericolo
52 uxo, 24| figliuoli miei, voglio adoperiate vostro ingegno, industria,
53 uxo, 1| grande e grave a morte, sé adornò con quelli abiti e insigni
54 uxo, 24| chiedere questi ornamenti? Non aducendo altre ragioni che solo queste:
55 uxo, 24| di tua virtù, che meriti aduci tu, quale primo e ultimo
56 uxo, 16| cose altri forse eloquente adurrebbe per amplificare le lodi
57 uxo, 23| queste ragoni le quali ora v'adussi, perché vedea pronte le
58 uxo, 10| sospetti, e goderà vedermi affannato. E quando io ben l'avessi
59 uxo, 24| gravissimi pericoli, con molto affanno, con lunghe vigilie, sovenni
60 uxo, 16| essere premiata, se così s'afferma la fortuna molto valere
61 uxo, 10| sieno caduti tali casi; affermeranno che di questa femminile
62 uxo, 8| accumularmi laude. Tanto affermo, con mia equabilità e continenza
63 pro | mosterremo qual sia l'animo e l'affezion nostra insieme, e concerteremo
64 uxo, 6| si può fra pronti ingegni agitare causa alcuna sanza veemenza.»~ ~
65 uxo, 12| beneficarmi vi si potea agiugnere. Seguinne ch'ella mai si
66 | agli
67 uxo, 10| consigliarsi quale non rompa in ira agravando a sé stessi incommodo; e
68 uxo, 16| sua, dove non con arme e aito della multitudine, non con
69 uxo, 6| Statuito el dì, convenuti gli albitri e costoro, cominciò de'
70 | Alcuni
71 uxo, 10| pur persevero mostrandomi alienato da lei, ella per inimicarmi
72 uxo, 22| paterni, averlo in luogo d'alieno e ignoto, se non li ubidiva. «
73 uxo, 23| non vo moglie. Né mi curai allegarvi queste ragoni le quali ora
74 uxo, 6| primo virtuoso. Ma come bene allevati e civili fratelli, per non
75 | alli
76 | allo
77 | allora
78 | alquanto
79 uxo, 24| non griderebbe egli ad alta voce questa essere cosa
80 | altra
81 | altrove
82 uxo, 22| saziare d'uno e poi d'un altro amante, e questa nulla potersi
83 uxo, 14| racontarlo? Vedea io gli amanti or l'uno or l'altro el dì
84 uxo, 2| laude e insieme fra voi amantissimi. Lodovi che per vostra osservanza
85 uxo, 13| femmine non offerirsi e amare chi mostri piacerli sue
86 uxo, 7| laude da pari amirarli e amarli. Ma diede la fortuna a me
87 pro | non sopra tutti gli altri amarti, da cui, omo degnissimo
88 pro | induceano ch'io te molto amassi, Pietro. Vedeati modestissimo
89 uxo, 11| trattarla come molto da me amata e approvata onesta e pudica,
90 uxo, 1| posposto a' primi lodati e amati cittadini. Costui sendo
91 uxo, 12| que' primi lievi trastulli amatori. E chi pertanto non avesse
92 pro | degna maturità. Riderai e amera'mi, e da me aspetterai simili
93 pro | uomo virtuosissimo e a me amicissimo, pregiato e utilissimo cittadino,
94 uxo, 7| ogni simile laude da pari amirarli e amarli. Ma diede la fortuna
95 pro | modestissimo e umanissimo e amorevole di ciascun buono e studioso
96 uxo, 12| relazione della donna me tanto amorono che nulla alla benivolenza
97 uxo, 16| eloquente adurrebbe per amplificare le lodi sue e rendersi da
98 | anche
99 uxo, 7| me primo a cui e' vostri animi se adirizzino a gratificarli.»~ ~
100 uxo, 1| stato popolo fra' Greci antiqui vittorioso in arme e temuto
101 uxo, 18| sempre acigliata, sempre aparecchiata a contendere e onteggiare.
102 uxo, 8| qualunche cosa onde voi chiaro e aperto scorgiate ogni mia ragione
103 | appresso
104 uxo, 11| come molto da me amata e approvata onesta e pudica, non sarà
105 uxo, 23| Acrino, e diligentissimo, non arbitrava poterti dire cosa la qual
106 uxo, 9| rissa: ella irritata e meco arderà di sdegno e con tutti furierà
107 uxo, 24| queste parole, con che fronte ardiresti chiedere questi ornamenti?
108 uxo, 21| ingegno e d'animo fervente e ardito, sorise e pregò e' padri
109 uxo, 6| me vera modestia, né voi aresti da riputarmi prudente, s'
110 uxo, 16| essercito e fra l'uso dell'armi solere un solo consiglio,
111 uxo, 15| femmina iniqua, inetta, arogante, insolente, con ordine e
112 uxo, 18| strana, traversa, bestiale, arrabiata. E sia, priegovi, non meno
113 uxo, 24| dispiace una femmina petulca, arrogante, immodesta. E s'ella teco
114 pro | prontissima in rendermi con ogni arte, con lodarmi e commendarmi
115 uxo, 19| non ad altro che a studi e arti di lascivia e incontinenza,
116 uxo, 11| saziarsi. E fie utile non ascoltando, non mostrando credere,
117 uxo, 6| onestà e religione. E spero ascolterete noi con quanta da ora ci
118 uxo, 18| onteggiare. Tu del tuo consiglio aseguisti frutto, quiete in casa,
119 uxo, 12| stata sevizia odiosa la mia asperarmi contro la donna, sarebbe
120 uxo, 18| tutte queste cose dure, aspere e acerbissime. Tu curasti
121 uxo, 19| che chi quanto e' debba aspetterà ch'elle non vogliano cose
122 pro | Riderai e amera'mi, e da me aspetterai simili maggiori premi alla
123 uxo, 22| e' parenti e cognati me assediavano, espugnavano, dessi al padre
124 uxo, 6| essere contenzione chi di noi assegua questi ornamenti, ma quasi
125 uxo, 11| pur la punissi, che altro asseguirei io che solo, in luogo de
126 uxo, 5| virtù e ornati di costumi, asseguiremo.» In questo le lagrime loro
127 uxo, 7| riciterò; e non mi diffido, asseguirò che voi statuirete me primo
128 uxo, 21| che e' poco abbino dicendo asseguito quel che cercavano. Se così
129 pro | sia lo studio e opera tua assidua e prontissima in rendermi
130 uxo, 7| mia età sempre me diedi assiduo e fermo a tutti gli studi
131 uxo, 6| ora ci porgete umanità e attenzione; e in nostre discettazioni,
132 uxo, 15| vive. A me, né guardi, né atti, né parole, né cosa per
133 uxo, 4| mortali prudentissimo e attissimo, né posso me stesso certificare
134 uxo, 1| gloria, e alla patria sua augumentorono degnità e autorità. Fra
135 uxo, 16| nimici, ma con soli suoi auspizi e guida, con sola sua bene
136 uxo, 23| coniunzioni, né per mia austerità fu mai chi cercasse con
137 | aver
138 | averlo
139 uxo, 21| schifare quale e' non puote aversità ma per meglio reggersi,
140 | avessero
141 | avessi
142 uxo, 2| beni e fortune, i quali l'avolo vostro, omo degno di memoria,
143 uxo, 21| così si sommise a tanta avversità e grave sorte.~
144 uxo, 1| a mezzo il letto con sua barba e fronte piena di maestà,
145 uxo, 23| me turbai: solo mi parea bastassi dirvi, non vo moglie. Né
146 pro | educato in famiglia nobile e beata. Onde io sperava vederti
147 uxo, 15| ottimo instituto a bene e beato vivere, continuando suo
148 uxo, 25| nobilissimi e massimi, non bellezza di sposa, non proposte amplitudine,
149 uxo, 12| benivolenza e studio del beneficarmi vi si potea agiugnere. Seguinne
150 pro | io intendo quanto sia la benevolenza tua verso di me, e poich'
151 uxo, 2| per vostra osservanza e benigna natura sempre volesti che
152 uxo, 12| tanto amorono che nulla alla benivolenza e studio del beneficarmi
153 uxo, 18| femmina strana, traversa, bestiale, arrabiata. E sia, priegovi,
154 uxo, 8| voglio sia mio instituto biasimare altri per accumularmi laude.
155 uxo, 12| pertanto non avesse in me biasimato ogni durenza? Sarebbe stata
156 uxo, 9| dispiacciono? S'io solo a lei biasimo suoi detti o fatti, subito
157 | bisogna
158 uxo, 15| subitezza cosa onde poi gli bisognasse dire: non vorrei così avere
159 uxo, 16| e d'ora in ora esserli bisognato innovare e adoperare suoi
160 uxo, 14| miei più curioso non li bisognava, mi riferiva cose quali
161 uxo, 18| io soffersi la mia dura, bizzarra, sempre acigliata, sempre
162 | breve
163 uxo, 8| E se cosa niuna sarà sì brutta che detta in luogo e tempo
164 uxo, 2| rallegrarmi avere voi con studio e buone opere cupidissimi di laude
165 uxo, 10| primo né solo a cui sieno caduti tali casi; affermeranno
166 uxo, 3| muovere. Questi non sanza cagion voglio sieno non in comune
167 uxo, 16| volesse estendersi direbbe ne' campi, in essercito e fra l'uso
168 uxo, 1| pretesta vesta regale, in capo la ghirlanda con sue fronde
169 uxo, 24| conservai a' miei cittadini la cara e dolce libertà, ozio, quiete
170 uxo, 18| disturbi l'amicizia e le care unioni dovunche ella in
171 uxo, 5| remettere suo cura verso e' cari figliuoli, somirando l'uno
172 uxo, 5| e ancora dalla pietà e carità del padre, il quale e' così
173 uxo, 10| a cui sieno caduti tali casi; affermeranno che di questa
174 uxo, 22| preghiere né a minaccie alcune cedendo, o interlassando suo preso
175 uxo, 9| meco mi consigliai. Né, cercando evitare quello che tenuto
176 uxo, 19| se quelle che non possono cercano potere, quelle che possino
177 uxo, 13| è stoltizia grandissima cercare in pruova cosa quale a me
178 uxo, 23| mia austerità fu mai chi cercasse con sua voluttà e mia infamia
179 uxo, 21| dicendo asseguito quel che cercavano. Se così sia che chi dice,
180 uxo, 11| impudicissima. S'io forse cercherò punirla, non sanza grave
181 uxo, 6| fautori parziali; qual cosa né cerco né da voi aspetto, ché sempre
182 | certa
183 uxo, 12| diliberasse contendere e certare meco in chi di noi più fussi
184 uxo, 4| attissimo, né posso me stesso certificare tanto, e ciascuno di voi
185 uxo, 6| Padri, se io non fussi certissimo essere in voi verso di ciascuno
186 uxo, 1| Fra questi dicono fu uno chiamato Cleiodromo, uomo fuori in
187 uxo, 1| fronte piena di maestà, chiamò a sé tre suoi, e' quali
188 uxo, 6| multiplicare fra loro contenzione, chiamorono arbitri e' vecchi della
189 uxo, 8| qualunche cosa onde voi chiaro e aperto scorgiate ogni
190 uxo, 24| con che fronte ardiresti chiedere questi ornamenti? Non aducendo
191 uxo, 21| sorise e pregò e' padri non chiedessero da se simili ornamenti in
192 uxo, 24| chi e dove e quando rida o cianci una lieve e fallace femmina'.
193 uxo, 26| presso a' sacerdoti della dea Cibeles.~ ~
194 uxo, 6| Ma come bene allevati e civili fratelli, per non multiplicare
195 uxo, 1| questi dicono fu uno chiamato Cleiodromo, uomo fuori in essercito
196 uxo, 23| essere trattata peggio che la cognata la quale filice vivea libera
197 | colei
198 uxo, 5| somirando l'uno l'altro collacrimarono e alquanto tacerono. Ultimo
199 uxo, 8| sempre in questo fuori di colpa, certo sarà da non essere
200 uxo, 22| fratelli, tutti li persuadeano, comandavano, pregavano pigliasse moglie;
201 uxo, 6| convenuti gli albitri e costoro, cominciò de' fratelli el maggiore
202 uxo, 3| cittadino, io il simile dovessi commendarlo e a solo uno, e a chi ne
203 pro | ogni arte, con lodarmi e commendarmi a tutti noto e accettissimo;
204 pro | in quale tu non legga e commendi a memoria qualche mio scritto
205 uxo, 15| reggendo sé stessi mai commettessi per ira o subitezza cosa
206 uxo, 14| la publica buona fama, e commodo fuggire la capitale inimicizia
207 uxo, 14| perturbato o in parte alcuna commosso o concitato a mala ira e
208 uxo, 7| adrieto molt'altre nostre commune lode, breve riciterò; e
209 uxo, 23| E insieme a me parea non comodo ch'io dicessi a te cosa
210 uxo, 25| propulsai da me ogni dura compagnia in casa e ogni sinistro
211 uxo, 20| Acrino qui a questa materia comparando instituti, cure e molestie
212 uxo, 8| sofferenza mia, parte vi movea compassione el tanto mio, quanto io
213 uxo, 12| ella mai si sentiva stracca compiacermi, e quasi come diliberasse
214 uxo, 18| tanta equanimità e ben composta ragione che a loro femminili
215 uxo, 2| turbate e voi con ragione ben composti.»~ ~
216 uxo, 6| solo alla condizion del concertare, poiché raro si può fra
217 pro | affezion nostra insieme, e concerteremo vincere l'uno l'altro d'
218 uxo, 3| e' vostri maggiori a me concessero, ma el iudizio e consenso
219 uxo, 14| parte alcuna commosso o concitato a mala ira e inutile sdegno.
220 uxo, 6| immoderato, ma solo alla condizion del concertare, poiché raro
221 uxo, 24| se stessi impose servile condizione e indegna d'animo libero,
222 uxo, 5| licito procedere più oltre confortandolo.~ ~
223 uxo, 18| con gli altri mariti né a' congiugati ragionevole fortuna sarebbe
224 uxo, 11| capitale inimicizia de' congiunti a chi amava. Più fie utile
225 uxo, 18| e io il simile ebbi in coniugio femmina strana, traversa,
226 uxo, 23| sottomettendosi ciascun dì a nuove coniunzioni, né per mia austerità fu
227 uxo, 9| 9-~ ~«Dico, padri, che conoscendo io in la donna che fu mia,
228 uxo, 13| proclive a ogni lascivia, e conoscere quanto quasi niuna si truova
229 uxo, 2| proccurai fussi, e così vi conosco modesti e diligenti: date
230 uxo, 19| disputando dimostrarlo. Essi bene conoscono per età e per uso la volubilità,
231 uxo, 5| ti fummo ossequentissimi, conscendere in grado onorato, quale
232 uxo, 3| concessero, ma el iudizio e consenso di tutti e' cittadini solo
233 uxo, 24| impeto de' nimici, il quale conservai a' miei cittadini la cara
234 uxo, 20| la vita per ottenerla e conservàlla.~
235 uxo, 20| sollecitudine e cure, e che considerassino a chi di loro più sia stata
236 uxo, 17| ornamenti; ma pregarlo seco consideri qual fatto de' due fusse
237 uxo, 22| contenere con infinita guardia, consiglia'mi non torla.~
238 uxo, 9| desideri, più giorni meco mi consigliai. Né, cercando evitare quello
239 uxo, 22| provincia, in quale ben consigliando sé stessi, nulla né a suasione
240 uxo, 24| se tu con custodirla e contenerla facesti el debito tuo, che
241 uxo, 12| sarebbe immanità la mia contenermi duro con chi io avea e'
242 uxo, 14| in me nulla desiderasse a contentarsi, ivi in me ella volesse
243 uxo, 2| non se non in molta parte contento, poich'io lascio le fortune
244 uxo, 14| essere men che ottima e continentissima.»~
245 uxo, 16| consigli, esserli stato opera continua star pronto e desto con
246 uxo, 15| instituto a bene e beato vivere, continuando suo modesto incetto di perseverare
247 uxo, 3| cittadini solo alla mia virtù contribuirono; e sono tali che non tanto
248 uxo, 17| altri, a costui siano ancora contribuiti gli altri ornamenti; ma
249 | contro
250 uxo, 9| con tutti furierà d'ira e contumacia, maladirà el dì ch'ella
251 uxo, 21| inconstanza e perfidia del mare, e convenirli così, non per schifare quale
252 uxo, 6| sua causa. Statuito el dì, convenuti gli albitri e costoro, cominciò
253 uxo, 4| pace, pigli a sé questa corona, questa vesta e questi ornamenti
254 pro | nostra simile al padre tuo Cosmo, uomo virtuosissimo e a
255 uxo, 2| desiderio mio, quando vi vedo costumati e buoni; ed esco di vita
256 pro | iudicava per tua virtù e costume certo meritavi da me e da
257 uxo, 9| accuseranno me essere geloso, più crederanno che a me; parte, dolendoli
258 uxo, 24| fussino stati adiudicati, che credi, non griderebbe egli ad
259 uxo, 11| fare sì che per me loro non cresca occasione da sospettare
260 uxo, 7| cose lodatissime: vedestimi crescere in età sempre ingegnandomi
261 uxo, 24| uno ottimo marito, non mi crucciai per sue alcune inezie. Oh
262 uxo, 24| pregiato marito! E se tu non ti crucciasti, non era in te iusto sdegno,
263 uxo, 11| mio pericolo, non sanza crudelità, né sanza gravissima sollecitudine
264 uxo, 18| facile e non studiosa e cupida d'imporre e disseminare
265 uxo, 2| con studio e buone opere cupidissimi di laude e insieme fra voi
266 uxo, 6| uscito di vita, pur tenea cupidità e' figliuoli di quella non
267 pro | già ch'io conobbi te tanto cupido de' miei scritti, mi piacque
268 uxo, 23| dirvi, non vo moglie. Né mi curai allegarvi queste ragoni
269 uxo, 24| te non peccò, se tu con custodirla e contenerla facesti el
270 | dall'
271 uxo, 21| animo virile gl'incommodi e danni e' quali m'erano necessari
272 uxo, 14| molto sarebbe redundatone danno. Fu onesto fuggire la discordia
273 uxo, 4| disaminerete. Adunque chi sé darà primo virtuoso, siali a
274 uxo, 11| estimare in miglior parte tanto darli occasione che ella dove
275 uxo, 23| nonché non favellare e darsi sollazzo, ma né mirare né
276 uxo, 2| conosco modesti e diligenti: date adunque cura e opera, e
277 uxo, 26| presso a' sacerdoti della dea Cibeles.~ ~
278 uxo, 3| degnità e rarità loro vi debbono muovere. Questi non sanza
279 uxo, 24| falsa gloria? In cose più degne (direbbe el padre nostro),
280 uxo, 24| alcune inezie. Oh meriti degnissimi! Oh virtù maravigliosa!
281 pro | altri amarti, da cui, omo degnissimo d'essere amato, io tanto
282 | dei
283 uxo, 11| ella dove seco forse così deliberi satisfarsi, possa sanza
284 | dell'
285 uxo, 26| trionfali ornamenti intanto si deponessero presso a' sacerdoti della
286 uxo, 15| più che in la mia quale descrisse vita, veemente. Sarebbe
287 uxo, 14| che, ove ella in me nulla desiderasse a contentarsi, ivi in me
288 uxo, 19| non vogliano cose a loro desideratissime e più che altra qualvuoi
289 uxo, 9| matrimonio non iuste voglie e desideri, più giorni meco mi consigliai.
290 | dessi
291 uxo, 16| opera continua star pronto e desto con certa ragione e virile
292 uxo, 24| essere cosa iniqua, cosa detestabile? Non direbbe egli: 'A me
293 uxo, 14| quali io potea interpetrarle dette per me. Da infinite parte
294 uxo, 21| animo sostenersi: simile chi dica, io tacito soffersi la insolenza
295 | dice
296 uxo, 9| involuti pensieri, e meco dicea: in che onesto modo poss'
297 uxo, 1| degnità e autorità. Fra questi dicono fu uno chiamato Cleiodromo,
298 | dieci
299 uxo, 24| alle mie mirifiche virtù; dielle a me, il quale con gravissimi
300 uxo, 18| de' suoi; fuggisti cose difficili, gravi, moleste, fuggisti
301 uxo, 7| breve riciterò; e non mi diffido, asseguirò che voi statuirete
302 uxo, 12| compiacermi, e quasi come diliberasse contendere e certare meco
303 uxo, 2| così vi conosco modesti e diligenti: date adunque cura e opera,
304 uxo, 23| vigilantissimo, Acrino, e diligentissimo, non arbitrava poterti dire
305 uxo, 20| premio della virtù, e non si dimenticassero quanto la virtù mai fu disiunta
306 uxo, 8| ira e furore, fu dove io dimostrai quanto in me fussi prudente
307 uxo, 19| sapientissimi, disputando dimostrarlo. Essi bene conoscono per
308 uxo, 12| mosso e per quanto la prova dimostrò, potrà vederlo pieno d'utilità,
309 uxo, 10| riferiscalo io a' suoi, diranno me essere né primo né solo
310 uxo, 14| Occoreano non pochi che per dirmi cosa mi dispiacessi narravano
311 uxo, 23| solo mi parea bastassi dirvi, non vo moglie. Né mi curai
312 uxo, 4| vostra usata modestia el disaminerete. Adunque chi sé darà primo
313 uxo, 6| severissimi, appresso de' quali e' discettassero ciascuno la sua causa. Statuito
314 uxo, 6| attenzione; e in nostre discettazioni, se forse scorreremo in
315 uxo, 23| soffristi in casa infinite discordie, continuo tumulto e turbolenza:
316 uxo, 11| infamia insieme e odio e disgrazia de' cognati suoi e capitale
317 uxo, 20| dimenticassero quanto la virtù mai fu disiunta dalla fatica e dal sudore,
318 uxo, 18| me esser stato a te non dispari. Tu soffristi femmina vagola
319 uxo, 9| ch'e' suoi costumi a me dispiacciono? S'io solo a lei biasimo
320 uxo, 24| né ha stomaco a chi non dispiace una femmina petulca, arrogante,
321 uxo, 14| pochi che per dirmi cosa mi dispiacessi narravano sue istorie; e
322 uxo, 19| dottissimi e sapientissimi, disputando dimostrarlo. Essi bene conoscono
323 uxo, 25| temperatissimi troppo immodesto disputatore. Non mi distenderò adunche
324 uxo, 18| studiosa e cupida d'imporre e disseminare in le famiglie odi e infamia.
325 uxo, 11| amava. Più fie utile adunque dissimulare non vedere quello che non
326 uxo, 14| sollecitavano. Io fuggia vedere, dissimulava avere veduto, tacea. Non
327 uxo, 25| immodesto disputatore. Non mi distenderò adunche lodando me stessi.
328 uxo, 22| e' mortali quasi a gara e distribuita faccenda a me sono stati
329 uxo, 18| inaudita che femmina non disturbi l'amicizia e le care unioni
330 uxo, 9| dolendomi co' suoi sarà se non disutile impresa; a' quali s'io porto
331 uxo, 7| la fortuna a me propria e diversa materia in quale io essercitassi
332 uxo, 22| ne' templi, ne' publici diversori ancora, mai a me fu luogo
333 uxo, 5| da' proposti regi e quasi divini ornamenti, e ancora dalla
334 uxo, 14| inutile sdegno. E parsemi divino consiglio essere alla donna
335 uxo, 18| non vive, narrarne cose divolgatissime. Ma che possiamo noi stimare
336 uxo, 19| e più che altra qualvuoi dolcezza gratissime, costui mio consiglio
337 uxo, 23| tumulto e turbolenza: ella si dolea degli uomini, della fortuna,
338 uxo, 9| crederanno che a me; parte, dolendoli sua infamia, mosterranno
339 uxo, 9| suo onesto sollazzo. Né dolendomi co' suoi sarà se non disutile
340 uxo, 9| ma stenti servendo a chi dolga ogni suo onesto sollazzo.
341 uxo, 15| simile a me si glorierebbe e domanderebbe dove altrove in qual si
342 uxo, 3| patria mia sapientissima donato in premio della virtù a
343 uxo, 14| secludere ogni severità donde a me molto sarebbe redundatone
344 uxo, 22| gli parea, mentre le loro donne erano vive, che mai avessero
345 uxo, 1| gemmate, i quali ornamenti in dono e premio alle sue ben guidate
346 uxo, 19| bisogna a costoro, uomini dottissimi e sapientissimi, disputando
347 uxo, 20| ramentassero che quelli ornamenti doveano essere quasi premio della
348 uxo, 11| a me qui che partito si doverebbe? Non punirla? Forse quella
349 uxo, 3| cittadino, io il simile dovessi commendarlo e a solo uno,
350 uxo, 18| amicizia e le care unioni dovunche ella in mezzo segga. E in
351 uxo, 21| vivere, non loda la virtù, ma duolsi della sua imprudenza che
352 uxo, 24| egregia laude; né molta durasti fatica mitigarla e renderla
353 uxo, 18| nome che tutte queste cose dure, aspere e acerbissime. Tu
354 uxo, 12| avesse in me biasimato ogni durenza? Sarebbe stata sevizia odiosa
355 uxo, 12| immanità la mia contenermi duro con chi io avea e' dì miei
356 uxo, 3| inconsiderato, sia fatto prima per eccitarvi insieme a virtù e desiderio
357 uxo, 14| me. Da infinite parte era eccitato, tratto, impinto a rompere
358 uxo, 9| suoi detti o fatti, subito eccito in casa intollerabile rissa:
359 uxo, 24| teco fu facile, non fie tua egregia laude; né molta durasti
360 uxo, 18| donna contumace, lieve, elata, rissosa; e io il simile
361 uxo, 8| lascivo e petulco, d'animo elato e molto superbo, rissosa,
362 uxo, 16| più altre cose altri forse eloquente adurrebbe per amplificare
363 uxo, 16| sanza altri ornamenti di eloquenza esso per sé si porgerebbe
364 uxo, 11| quello che non bene si possa emendare, che mostrarsi curioso dove
365 uxo, 9| maladirà el dì ch'ella entrò sotto questi tetti, dove
366 uxo, 14| offermato, sempre placabile, equabile, lenissimo, mai per qual
367 uxo, 8| Tanto affermo, con mia equabilità e continenza di me stesso
368 uxo, 18| truova tanta lenità, tanta equanimità e ben composta ragione che
369 uxo, 23| ancora non poco della mia equità e modestia, mai con niuno
370 | eran
371 uxo, 1| tre suoi, e' quali avea eredi, figliuoli non dissimili
372 uxo, 24| indegnissima di chi abbi l'animo erto e virile? S'ella per te
373 uxo, 2| vedo costumati e buoni; ed esco di vita non se non in molta
374 uxo, 1| uomo fuori in essercito ed espedizion d'arme e in consiglio a
375 uxo, 2| satisfatto all'officio mio e alla espettazione de' buoni nostri cittadini
376 uxo, 20| per quale si loda chi vi espone la roba, el sudore, el sangue,
377 uxo, 22| cognati me assediavano, espugnavano, dessi al padre mio questa
378 uxo, 22| pigliasse moglie; minacciavanlo esredarlo, privarlo de' beni paterni,
379 uxo, 6| questi ornamenti, ma quasi essamine a chi di noi meno manchi
380 uxo, 5| famiglia nostra ogni tuo essemplo, padre, e ogni tua gloria
381 uxo, 8| come materia in quale io me essercitai, fia tale che nulla porga
382 uxo, 7| diversa materia in quale io essercitassi ogni mia virtù. Questa una
383 pro | a riconoscere scritti ed essercitazioni mie letterarie, tanto che
384 | esserti
385 uxo, 16| chi con più copia volesse estendersi direbbe ne' campi, in essercito
386 uxo, 1| amato da' suoi finitimi ed esterni popoli. E forse vi si ramentano
387 uxo, 21| orare la causa se fussero estesi; ma parerli che e' poco
388 uxo, 11| investigare poco ti giovi; estimare in miglior parte tanto darli
389 uxo, 7| nostro; in quali virtù non mi estolgo essere stato a' miei fratelli
390 uxo, 4| felicità e ottima quiete ed eterna pace, pigli a sé questa
391 uxo, 9| consigliai. Né, cercando evitare quello che tenuto occulto
392 uxo, 22| quasi a gara e distribuita faccenda a me sono stati in questo
393 uxo, 10| onore io non sia quello che faccia la plebe testimone di tanta
394 | facciate
395 | facesse
396 | facesti
397 pro | vederai materia scritta pur faceta e iocosa e non inutile in
398 uxo, 24| rida o cianci una lieve e fallace femmina'. E tu, Mizio, udite
399 uxo, 24| ti vendichi questa vana e falsa gloria? In cose più degne (
400 uxo, 1| nomi di molti Lacedemoniesi famosi, i quali con sue virtù a
401 uxo, 16| glorioso in tutta la vita e famoso colui in chi la fortuna
402 | farà
403 | fare
404 | farsi
405 uxo, 2| officio così facciate, come fate, che io benché morto abbia
406 uxo, 6| non communi arbitri, ma fautori parziali; qual cosa né cerco
407 uxo, 23| non sia lecito, nonché non favellare e darsi sollazzo, ma né
408 uxo, 14| per qual si fusse altrui favole volli né meco essere né
409 uxo, 6| gratificare a uno, meno favoreggiare all'altro, forse qui io
410 uxo, 24| placai una importuna femmina, feci ch'ella predicava me essere
411 uxo, 4| primo virtuoso, siali a felicità e ottima quiete ed eterna
412 uxo, 24| inquieta e inconstantissima femminella'? Poi si volgerebbe, credo,
413 uxo, 7| essere non ultimo di cui voi fermiate opinion non mediocre a riputarmi
414 uxo, 7| sempre me diedi assiduo e fermo a tutti gli studi e cose
415 uxo, 21| giovane d'ingegno e d'animo fervente e ardito, sorise e pregò
416 uxo, 8| quale io me essercitai, fia tale che nulla porga molestia
417 uxo, 21| consiglio per quale sé indusse a fidarsi della inconstanza e perfidia
418 uxo, 23| che la cognata la quale filice vivea libera e soluta, sé
419 uxo, 14| Alcuni ad altro proposito e fine porgeano suo detti e sentenze,
420 uxo, 14| odio chi essi inimicavano, fingeano cose moleste. Alcuni ad
421 uxo, 1| reverito e amato da' suoi finitimi ed esterni popoli. E forse
422 uxo, 1| Lacedemoniesi essere stato popolo fra' Greci antiqui vittorioso
423 uxo, 1| capo la ghirlanda con sue fronde di sodo oro e gemmate, i
424 uxo, 14| perseguitavano, sollecitavano. Io fuggia vedere, dissimulava avere
425 uxo, 23| a te cosa qual tu parte fuggivi sapere, e parte meglio di
426 | fui
427 | fummo
428 uxo, 9| arderà di sdegno e con tutti furierà d'ira e contumacia, maladirà
429 uxo, 8| inacerbisca precipitoso ad ira e furore, fu dove io dimostrai quanto
430 uxo, 21| che per orare la causa se fussero estesi; ma parerli che e'
431 uxo, 24| per onestarti dicessi a te fussino stati adiudicati, che credi,
432 uxo, 22| tutti e' mortali quasi a gara e distribuita faccenda a
433 uxo, 18| inconstanti, importune, superbe, gareggiose, ostinate. Propria e non
434 uxo, 9| scusarse accuseranno me essere geloso, più crederanno che a me;
435 uxo, 1| sue fronde di sodo oro e gemmate, i quali ornamenti in dono
436 uxo, 25| sinistro romore fuori tra le genti».~
437 uxo, 1| vesta regale, in capo la ghirlanda con sue fronde di sodo oro
438 uxo, 9| iuste voglie e desideri, più giorni meco mi consigliai. Né,
439 uxo, 21| ultimo minore de' fratelli, giovane d'ingegno e d'animo fervente
440 uxo, 11| tuo investigare poco ti giovi; estimare in miglior parte
441 uxo, 12| quale chi sarà che non lo giudichi prudentissimo e iustissimo,
442 uxo, 10| E quando io ben l'avessi giunta impudica, che poi riferiscalo
443 uxo, 6| sollecitassi che oltre alla giustizia volessi essere non communi
444 | gl'
445 uxo, 18| fortuna sarebbe a chi potesse gloriarsi avere femmina presso a se
446 uxo, 24| femminile, non t'è egli vergogna gloriartene? E s'ella avesse peccato,
447 uxo, 2| venire tale che voi potessi gloriarvi essermi figliuoli. Da voi
448 uxo, 15| Sarebbe chi simile a me si glorierebbe e domanderebbe dove altrove
449 uxo, 6| trionfali ornamenti, e rendersi gloriosi del nome d'esser detto primo
450 uxo, 16| una sola vittoria rendere glorioso in tutta la vita e famoso
451 uxo, 13| sì sozza che non studi e goda essere mirata: né possono
452 uxo, 10| accrescerà nuovi sospetti, e goderà vedermi affannato. E quando
453 uxo, 2| rendervi di dì in dì migliori, godo avere satisfatto all'officio
454 uxo, 5| ossequentissimi, conscendere in grado onorato, quale per tuo suffragio
455 uxo, 1| cittadini. Costui sendo in età grande e grave a morte, sé adornò
456 uxo, 13| 13-~ ~«Certo è stoltizia grandissima cercare in pruova cosa quale
457 uxo, 25| potea muovere: non dote grandissime, non parentadi nobilissimi
458 uxo, 11| loro incerte e a me mal grate, e al tutto fare sì che
459 uxo, 24| patria nostra, il quale seppe gratificando a una femmina rendersi pregiato
460 uxo, 6| tale che nulla vorrete, per gratificare a uno, meno favoreggiare
461 uxo, 7| vostri animi se adirizzino a gratificarli.»~ ~
462 uxo, 19| altra qualvuoi dolcezza gratissime, costui mio consiglio farà
463 uxo, 8| infamia, e nulla torni in gravezza a chi fu sempre in questo
464 uxo, 11| sanza crudelità, né sanza gravissima sollecitudine e molestissime
465 uxo, 5| del padre e dalle parole gravissime tanto piene di degnità,
466 uxo, 24| dielle a me, il quale con gravissimi pericoli, con molto affanno,
467 uxo, 1| essere stato popolo fra' Greci antiqui vittorioso in arme
468 uxo, 24| adiudicati, che credi, non griderebbe egli ad alta voce questa
469 uxo, 15| chi seco vive. A me, né guardi, né atti, né parole, né
470 uxo, 22| potersi contenere con infinita guardia, consiglia'mi non torla.~
471 uxo, 15| ogni minimo a sé sospetto guardo ingelosiscono, vivono in
472 uxo, 16| con soli suoi auspizi e guida, con sola sua bene adattata
473 uxo, 1| dono e premio alle sue ben guidate vittorie esso avea dalla
474 | ha
475 uxo, 22| averlo in luogo d'alieno e ignoto, se non li ubidiva. «Né
476 uxo, 12| contro la donna, sarebbe immanità la mia contenermi duro con
477 uxo, 8| Lascio adrieto le parole immoderate, e' rimbrotti assidui, e'
478 uxo, 6| nostro del vincere come immoderato, ma solo alla condizion
479 uxo, 24| femmina petulca, arrogante, immodesta. E s'ella teco fu facile,
480 uxo, 25| uomini temperatissimi troppo immodesto disputatore. Non mi distenderò
481 uxo, 16| molto valere ove Marte se impacci. Ma in sé direbbe costui
482 uxo, 15| tacendo, dissimulando, imperando, reggendo sé stessi mai
483 uxo, 17| diede domestico principato e imperio sopra gli altri, a costui
484 uxo, 16| porgerebbe tale che da voi impetrerebbe, quale aspetto profferirete
485 uxo, 14| parte era eccitato, tratto, impinto a rompere in qualche inconsulta
486 uxo, 10| a sé stessi incommodo; e imporrannomi che per loro e per mio onore
487 uxo, 18| non studiosa e cupida d'imporre e disseminare in le famiglie
488 uxo, 18| essere lascive, inconstanti, importune, superbe, gareggiose, ostinate.
489 uxo, 24| domestico, e a se stessi impose servile condizione e indegna
490 uxo, 9| suoi sarà se non disutile impresa; a' quali s'io porto cosa
491 uxo, 21| virtù, ma duolsi della sua imprudenza che così si sommise a tanta
492 uxo, 11| persevarebbe essere ogni dì più impudicissima. S'io forse cercherò punirla,
493 uxo, 8| consigliato che non subito inacerbisca precipitoso ad ira e furore,
494 uxo, 18| rara, fratello mio, cosa inaudita che femmina non disturbi
495 uxo, 9| a' quali s'io porto cosa incerta, parte a lei e alla madre,
496 uxo, 11| meno parlare di cose a loro incerte e a me mal grate, e al tutto
497 uxo, 15| continuando suo modesto incetto di perseverare a sé e a'
498 uxo, 21| soffersi con animo virile gl'incommodi e danni e' quali m'erano
499 uxo, 3| stimiate da me, omo non inconsiderato, sia fatto prima per eccitarvi
500 uxo, 8| importuna e contumace, di mente inconstante e lieve, d'ingegno lascivo
501 uxo, 18| femmine essere lascive, inconstanti, importune, superbe, gareggiose,
502 uxo, 24| e detti d'una inquieta e inconstantissima femminella'? Poi si volgerebbe,
503 uxo, 14| impinto a rompere in qualche inconsulta ragione di vendicarmi e
504 uxo, 19| studi e arti di lascivia e incontinenza, tale che chi quanto e'
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