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| Leon Battista Alberti Uxoria IntraText CT - Lettura del testo |
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«Questo adunque fu mio consiglio tacendo e dissimulando soffrirla, quale chi sarà che non lo giudichi prudentissimo e iustissimo, quando per altri cagioni mosso e per quanto la prova dimostrò, potrà vederlo pieno d'utilità, onesto e vacuo d'ogni molestia. Seguinne ch'e' suoi per buona relazione della donna me tanto amorono che nulla alla benivolenza e studio del beneficarmi vi si potea agiugnere. Seguinne ch'ella mai si sentiva stracca compiacermi, e quasi come diliberasse contendere e certare meco in chi di noi più fussi amorevolezza, continuo mi si porgea mansueta e trattabile, e la licenza avea meco la rendea, credo, sazia solo di que' primi lievi trastulli amatori. E chi pertanto non avesse in me biasimato ogni durenza? Sarebbe stata sevizia odiosa la mia asperarmi contro la donna, sarebbe immanità la mia contenermi duro con chi io avea e' dì miei e intere le notti a vivere.» |
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