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«E ancora chi con più copia volesse estendersi direbbe ne'
campi, in essercito e fra l'uso dell'armi solere un solo consiglio, una sola
opera, una sola ora, una sola vittoria rendere glorioso in tutta la vita e
famoso colui in chi la fortuna più che la sua virtù fu da essere premiata, se
così s'afferma la fortuna molto valere ove Marte se impacci. Ma in sé direbbe
costui essere stata perpetui anni essercitata sua virtù, e d'ora in ora esserli
bisognato innovare e adoperare suoi ottimi consigli, esserli stato opera
continua star pronto e desto con certa ragione e virile sofferenza che da parte
niuna sua prudenza o virtù si possa in lui desiderare, e sua essere propria
laude e sola sua, dove non con arme e aito della multitudine, non con occasione
de' tempi o di luogo alcuno superò l'impeto de' nimici, ma con soli suoi
auspizi e guida, con sola sua bene adattata e ben retta ragione, con solo suo
offermato e mantenuto officio, esso superò la iniquità della fortuna sua, e
oppresse la infamia la quale da molti lati li si insurgea. Simili e più altre
cose altri forse eloquente adurrebbe per amplificare le lodi sue e rendersi da
maravigliarlo e preporlo. Io qui nulla altro che tanto el semplice e nudo mio
merito volli esplicare, ove io sperava tanta in voi essere prudenza e
intelligenza, che sanza altri ornamenti di eloquenza esso per sé si porgerebbe
tale che da voi impetrerebbe, quale aspetto profferirete a mia laude e dignità,
iustissima e religiosissima sentenza.»
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