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Leon Battista Alberti
Sofrona

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a'-trist | trova-zio

                                                  grassetto = Testo principale
    Capoverso                                     grigio = Testo di commento
1 | a' 2 13 | delle bellezze e de' nostri abiti quali tu vituperi in quella 3 4 | alcuna amata mia fui poco accetto. Né, se io forse in quelle 4 14 | quando che sia lodandole, accuserei me aver errato, se mai non 5 1 | scriverti, sarebbe molto adattato raccontar qui l'amore sempre 6 5 | che sia tutto il si fa adorare da questi poeti e oratori 7 | adunque 8 4 | cosa se farete, non dubito affermerete me degno d'essere amato.~ 9 4 | loro, credo, arai non altro aiuto che a benificare chi ami 10 | alcuno 11 | all' 12 10 | assai che ragion v'induca ad allettare molti chieditori, se non 13 | alquanto 14 2 | adunque Sofrona con voce altiera e fronte aspera, e con gli 15 | altrove 16 | altrui 17 2 | soffrire un cruccio di chi t'ama, dove tu scrivi, chi non 18 6 | sapete farvi amare. E se io amai in trecca costumi e modi 19 6 | vostra virtù ci sforza ad amarvi: altri forse direbbe trovarsi 20 8 | ragionevole se una femmina amasse. In ogni storia mai mi rammenta 21 4 | mi glorio mai ad alcuna amata mia fui poco accetto. Né, 22 4 | affermerete me degno d'essere amato.~ 23 3 | vendicarlo in libertà da quella amatoria sua servitù, in quale e' 24 4 | aiuto che a benificare chi ami con fede e con prudenza, 25 6 | chi rispondesse: se noi amiamo, vostra virtù ci sforza 26 1 | in più modi necessità ad amicizia e ottimi legami di benivolenza, 27 11 | industria, ch'e' nostri mariti amino chi noi vogliamo e perseguitino 28 1 | antiqui scrittori me sentiva ammonito essere nostro debito, quanto 29 1 | adattato raccontar qui l'amore sempre a me e a tutti e' 30 3 | se altra cagion così le amovesse, e se altro odio le incendesse 31 | ancor 32 | ancora 33 3 | presenti donne mi porsero animosissime. Io qual, tu sai, sono di 34 1 | Ma poiché dai prudenti antiqui scrittori me sentiva ammonito 35 11 | consiglio simile all'oracolo d'Apolline, poiché così inesperte vi 36 | appena 37 13 | tutto fuggire quello ch'ella appetiva, per potere a primavera 38 4 | rissose. E tu da loro, credo, arai non altro aiuto che a benificare 39 4 | costoro, pur stimo e da te aranno ottimi essempli e precetti 40 3 | medesime lettere el pregai l'ardesse, solo per non dare occasione 41 13 | nostri mariti, stimi tu aremo da pensare altro che di 42 1 | perizia di perfettissime arti fra tutti e' sacerdoti, 43 4 | numero de' quali mi persuado ascriverete me, quale di voi qualcuna 44 2 | con voce altiera e fronte aspera, e con gli occhi, uhi!... 45 2 | soffrirli non sa amare? Aspetta, e me guida e capo, averci 46 9 | come dono, ma come devuto aspettate ogni nostra cortesia, e 47 11 | astuzia in noi, che persino assiduo sappiamo tenere in casa 48 11 | Sciocchi! Quanto più sete astuti, più ivi sete inetti. Volete 49 1 | degni di memoria, iocosi, e atti a sollevarti l'animo da 50 1 | e prestantissimo. Quale autore e tutore d'ogni mia dignità 51 | aver 52 | averci 53 | avere 54 | averli 55 | averlo 56 | avesse 57 | avesti 58 | avuto 59 13 | veggovi diventati statue balocche; e che qui qual di voi co' 60 13 | tutte volendo sappiamo: e basti questo della prudenza e 61 13 | de' costumi nostri, delle bellezze e de' nostri abiti quali 62 8 | cagion sia che, seguite da belli, prudenti, modesti, nobili 63 4 | arai non altro aiuto che a benificare chi ami con fede e con prudenza, 64 9 | vostra virtù più che nostra benificenza essere contenti per liberalità 65 1 | amicizia e ottimi legami di benivolenza, sarebbe lungo recitarli. 66 4 | in quelle lettere a Paulo biasimai costume alcuno in femmine, 67 5 | non perseguisse odiando e biasimandoti? Ingrato fastidio di questi 68 6 | imperio, chi a ragione me ne biasimerà! E se io fui non superbo 69 11 | ingegno che tu non conosca bisognarci di molti tristi eleggere 70 11 | tristi eleggere uno forse buono. Ma credi che più niuno 71 1 | sollazzo a questa nostra comune calamità scriverti quanto a questi 72 2 | e capo, averci tutte tue capitali inimiche».~ 73 2 | amare? Aspetta, e me guida e capo, averci tutte tue capitali 74 1 | vita L. Conte, tuo zio, cardinale religiosissimo, e omo per 75 1 | tuo incomodo e sinistro caso sentirne come amico in ogni 76 6 | che solo in mezzo ivi del cervello.~ 77 10 | induca ad allettare molti chieditori, se non vi grada pattuirvi 78 1 | quel giovane teologo in chiesa qual tu sai, fra più donne 79 | Ciascuno 80 11 | vi vediamo; e ivi, gente cieca, vi dileggiamo! Ché se così 81 6 | mai chi sia savio dalla cintola in giù, né stare altrove 82 | ciò 83 13 | balocche; e che qui qual di voi co' nostri ornamenti vestito 84 2 | fanciulle! E ch'è nostra colpa, se tu non sai soffrire 85 13 | da pensare altro che di comandarli? Eh, lievati quella oppinion 86 11 | inesperte vi soprastiamo! E ben comprendo, perché così conoscete sarebbe, 87 1 | sollazzo a questa nostra comune calamità scriverti quanto 88 11 | prevedere e investigare e conietturare nostre parole e gesti, e 89 11 | tardo d'ingegno che tu non conosca bisognarci di molti tristi 90 11 | ben comprendo, perché così conoscete sarebbe, però inducesti 91 1 | rimasa vedova, molto si consiglia con quel giovane teologo 92 11 | Quanto sarebbe ogni nostro consiglio simile all'oracolo d'Apolline, 93 11 | sarebbe, però inducesti questa consuetudine di recluderci in fra e' 94 1 | e' miei mostrò in vita L. Conte, tuo zio, cardinale religiosissimo, 95 9 | nostra benificenza essere contenti per liberalità nostra.~ 96 11 | disponemmo averlo per quasi continuo altro a noi marito?~ 97 | contro 98 11 | crescere fuori in mezzo l'uso e conversazion delle persone, che credi? 99 9 | devuto aspettate ogni nostra cortesia, e gloriatevi quasi vostra 100 13 | intero inverno simulando durò costante; mostrò al tutto fuggire 101 | costoro 102 4 | lettere a Paulo biasimai costume alcuno in femmine, stimava 103 13 | oppinion dell'animo, che tu creda ne' nostri incetti non essere 104 6 | degnare una sì vile, chi crederà a chi forse persuadesse 105 11 | solitarie in casa in ombra, ma crescere fuori in mezzo l'uso e conversazion 106 11 | a nostra posta mostrarci crucciate, dove ben nulla a voi pensiamo, 107 2 | se tu non sai soffrire un cruccio di chi t'ama, dove tu scrivi, 108 4 | precetti iustissimi essere non crudeli, inique e rissose. E tu 109 | cui 110 1 | noi ogni tristezza e mala cura d'animo, presi per sollazzo 111 8 | di loro fiamme nulla vi curate.~ 112 | dalla 113 14 | ragunate donne, e dissi di dar opera ch'elle intenderebbono 114 3 | l'ardesse, solo per non dare occasione altri stimassi 115 12 | animo, che non dubitando darsi a' suoi molesta, stesse 116 12 | riguardo grandissimo si debba tempo e lunga fermezza, 117 1 | mediocre né volgare amico, debbi stimare io, non men che 118 1 | sentiva ammonito essere nostro debito, quanto in noi sia, ossistere 119 14 | sorrisi, e parsemi luogo a dedurmi da Sofrona e da quelle seco 120 13 | noi a voi sempre paremo dee. Ma che fo io? Traduco io 121 11 | perseguitino odiando chi noi deliberammo iniuriarlo; e presente tutti 122 | dell' 123 1 | stimare io, non men che tu, desidero, ove così dai fati a noi 124 11 | restate d'interpetrare nostri detti e fatti, e perdetevi in 125 9 | da noi come dono, ma come devuto aspettate ogni nostra cortesia, 126 8 | voi donne più tosto vi diate, quanto e' dicono, a uno 127 8 | tosto vi diate, quanto e' dicono, a uno vile, e di loro fiamme 128 1 | autore e tutore d'ogni mia dignità e autorità, quando per molti 129 11 | e ivi, gente cieca, vi dileggiamo! Ché se così fusse a noi 130 12 | ostinata perseguendo e' suoi diletti; dove a simili imprese pure 131 11 | credi che più niuno si può diletto a noi trovare maggiore, 132 7 | nostra volontà ritrarci, e dimenticar l'impresa: voi sempre perseverate 133 6 | leggiadrissime? Madonne, Dio proibisca da me tanto infortunio, 134 5 | eloquenti ed eruditi in dir male di noi oziose e illitterate: 135 6 | sforza ad amarvi: altri forse direbbe trovarsi mai chi sia savio 136 13 | costanza nostra. Potrei dirti de' costumi nostri, delle 137 4 | io meriti essere non in disgrazia a chi io mai offesi e sempre 138 10 | grato piacere altrui per dispiacerli, non vi lodo.~ 139 11 | sappiamo tenere in casa chi disponemmo averlo per quasi continuo 140 2 | Disse adunque Sofrona con voce 141 7 | se noi femmine, quali voi dite essere volubile, non viviamo 142 13 | fanciulla, vi fermate, e veggovi diventati statue balocche; e che qui 143 3 | minacciarmi. Poi meco mi dolsi del nostro Paulo, che in 144 9 | sia chi goda de' nostri doni, non della sua vittoria 145 12 | persuadeva tanto durare in donna virile animo, che non dubitando 146 9 | richiesti; non da noi come dono, ma come devuto aspettate 147 | dopo 148 12 | donna virile animo, che non dubitando darsi a' suoi molesta, stesse 149 1 | meriti tuoi. E voglio non dubiti me d'ogni tuo incomodo e 150 4 | Qual cosa se farete, non dubito affermerete me degno d'essere 151 4 | quando sarà che forse tu sia ductore e guida, Sofrona, di costoro, 152 4 | queste, a cui senza cagion mi duole mostriate me esservi ad 153 12 | non mi persuadeva tanto durare in donna virile animo, che 154 13 | intero inverno simulando durò costante; mostrò al tutto 155 | ebbe 156 | ed 157 | egli 158 5 | tue, e bene intendiamo tue egloghe: sì, amasti una trecca tignosa!~ 159 | Eh 160 11 | bisognarci di molti tristi eleggere uno forse buono. Ma credi 161 11 | scrivere simili alle tue elegie e pianti amatori. Sciocchi 162 | ella 163 14 | e dissi di dar opera ch'elle intenderebbono questi loro 164 5 | Tutti volete mostrarvi eloquenti ed eruditi in dir male di 165 13 | tu vituperi in quella tua epistola, se io non vedessi con opera 166 7 | pur in questo ancora tanto errate, che miracolo se noi femmine, 167 14 | lodandole, accuserei me aver errato, se mai non molto le ornai 168 5 | volete mostrarvi eloquenti ed eruditi in dir male di noi oziose 169 4 | stimo e da te aranno ottimi essempli e precetti iustissimi essere 170 | esservi 171 | fa 172 1 | poi terzo, moglie di quel famoso procuratore, onde testé 173 2 | avesti presso di tutte le fanciulle! E ch'è nostra colpa, se 174 5 | illitterate: e poi, per sciocca fanciulletta che sia tutto il si fa 175 | farete 176 | farvi 177 5 | e biasimandoti? Ingrato fastidio di questi litterati! Ciascuno 178 1 | desidero, ove così dai fati a noi fosse permesso, vederlo 179 11 | e fatti, e perdetevi in fatica inutile e vana. Può egli 180 | fatta 181 11 | interpetrare nostri detti e fatti, e perdetevi in fatica inutile 182 | fece 183 4 | a benificare chi ami con fede e con prudenza, nel numero 184 13 | qualche ornata fanciulla, vi fermate, e veggovi diventati statue 185 8 | dicono, a uno vile, e di loro fiamme nulla vi curate.~ 186 13 | per potere a primavera fiorire e fruttare le voglie sue. 187 7 | perpetua sterilità? Ma in noi fiorisce questa prudenza, che sappiamo 188 13 | sempre paremo dee. Ma che fo io? Traduco io me in altro 189 1 | ove così dai fati a noi fosse permesso, vederlo in vita 190 2 | Sofrona con voce altiera e fronte aspera, e con gli occhi, 191 13 | potere a primavera fiorire e fruttare le voglie sue. Così credi, 192 | fu 193 13 | costante; mostrò al tutto fuggire quello ch'ella appetiva, 194 | fuori 195 11 | presenza vi vediamo; e ivi, gente cieca, vi dileggiamo! Ché 196 1 | molto si consiglia con quel giovane teologo in chiesa qual tu 197 14 | meco ragionamenti averli giovato, in tanto ch'io, quando 198 6 | sia savio dalla cintola in giù, né stare altrove el gran 199 11 | maggiore, che avere nostro giuoco voi altri molto onoratissimi, 200 9 | ogni nostra cortesia, e gloriatevi quasi vostra virtù più che 201 4 | onorai; onde sino a qui mi glorio mai ad alcuna amata mia 202 9 | bene vogliamo, sia chi goda de' nostri doni, non della 203 10 | molti chieditori, se non vi grada pattuirvi a loro; e se v' 204 | gran 205 5 | da questi poeti e oratori grandissimi. E tu, fra loro el primo, 206 12 | imprese pure oltre al riguardo grandissimo si debba tempo e lunga fermezza, 207 10 | pattuirvi a loro; e se v'è grato piacere altrui per dispiacerli, 208 1 | sollevarti l'animo da ogni gravezza o miseria.~ 209 2 | altre femmine? Indegno della grazia quale sempre avesti presso 210 7 | astuzia non meno che con guadagno, pur in questo ancora tanto 211 3 | sopra tutti rattenuto e guardingo, dubitai alquanto se altra 212 3 | servitù, in quale e' misero iacea. Ma ultimo che io mi raccolsi, 213 11 | delle persone, che credi? Oh Iddio, qual sarebbe e quanta la 214 | il 215 5 | dir male di noi oziose e illitterate: e poi, per sciocca fanciulletta 216 6 | modi nobilissimi e degni d'imperio, chi a ragione me ne biasimerà! 217 7 | ritrarci, e dimenticar l'impresa: voi sempre perseverate 218 12 | suoi diletti; dove a simili imprese pure oltre al riguardo grandissimo 219 3 | amovesse, e se altro odio le incendesse a tanto e sì severo minacciarmi. 220 8 | che sia, in sé soffrisse incendi amatori. Ma forse questi 221 13 | che tu creda ne' nostri incetti non essere molto ostinata 222 1 | non dubiti me d'ogni tuo incomodo e sinistro caso sentirne 223 2 | vituperando noi altre femmine? Indegno della grazia quale sempre 224 1 | quando per molti verissimi indizi conosci me a te essere non 225 10 | scorgo assai che ragion v'induca ad allettare molti chieditori, 226 11 | conoscete sarebbe, però inducesti questa consuetudine di recluderci 227 11 | quando così vedi nostra industria, ch'e' nostri mariti amino 228 11 | d'Apolline, poiché così inesperte vi soprastiamo! E ben comprendo, 229 11 | sete astuti, più ivi sete inetti. Volete prevedere e investigare 230 13 | SOFRONA. O inetto letterato! Se sapremo, quanto 231 6 | Dio proibisca da me tanto infortunio, ch'io poco pregi l'autorità 232 11 | Quasi come tu sia sì tardo d'ingegno che tu non conosca bisognarci 233 5 | odiando e biasimandoti? Ingrato fastidio di questi litterati! 234 2 | averci tutte tue capitali inimiche».~ 235 4 | iustissimi essere non crudeli, inique e rissose. E tu da loro, 236 11 | odiando chi noi deliberammo iniuriarlo; e presente tutti e' nostri, 237 11 | Può egli trovarsi simile insania che quietarsi mai, pensando 238 14 | dissi di dar opera ch'elle intenderebbono questi loro meco ragionamenti 239 5 | delle trame tue, e bene intendiamo tue egloghe: sì, amasti 240 1 | recitarli. Né a questo di che io intendo scriverti, sarebbe molto 241 11 | pensammo, darvi che pensare intere le notti, e prestarvi occasione 242 [Titolo]| Testo.~ ~(INTERLOCUTORI SOFRONA E BATTISTA)~ ~ 243 13 | io che tu conosci chi uno intero inverno simulando durò costante; 244 11 | e fra voi non restate d'interpetrare nostri detti e fatti, e 245 13 | quando e tu e gli altri intoppate in qualche ornata fanciulla, 246 11 | fatti, e perdetevi in fatica inutile e vana. Può egli trovarsi 247 13 | tu conosci chi uno intero inverno simulando durò costante; 248 11 | inetti. Volete prevedere e investigare e conietturare nostre parole 249 1 | ragionamenti degni di memoria, iocosi, e atti a sollevarti l'animo 250 12 | occulta, quale el tempo non iscuopra.~ 251 4 | me statuire senza prima iudicare ogni merito mio. Qual cosa 252 4 | ottimi essempli e precetti iustissimi essere non crudeli, inique 253 1 | tutti e' miei mostrò in vita L. Conte, tuo zio, cardinale 254 1 | necessità ad amicizia e ottimi legami di benivolenza, sarebbe 255 6 | altre tutte nobilissime e leggiadrissime? Madonne, Dio proibisca 256 11 | nostra posta ritornate in letizia con noi. E che prudenza 257 13 | SOFRONA. O inetto letterato! Se sapremo, quanto certo 258 | li 259 9 | benificenza essere contenti per liberalità nostra.~ 260 3 | che solo per vendicarlo in libertà da quella amatoria sua servitù, 261 11 | Ché se così fusse a noi licito non starci sedendo solitarie 262 13 | altro che di comandarli? Eh, lievati quella oppinion dell'animo, 263 5 | Ingrato fastidio di questi litterati! Ciascuno vuole essere contro 264 13 | me in altro ragionamento: lodando noi, rest'io biasimar te. -~ 265 14 | tanto ch'io, quando che sia lodandole, accuserei me aver errato, 266 12 | grandissimo si debba tempo e lunga fermezza, e cosa niuna tanto 267 | lungo 268 14 | Qui io sorrisi, e parsemi luogo a dedurmi da Sofrona e da 269 6 | nobilissime e leggiadrissime? Madonne, Dio proibisca da me tanto 270 6 | poco pregi l'autorità e maestà vostra! Ma forse a questo 271 11 | sentimento! Ché siamo tutte maestre a nostra posta mostrarci 272 | maggiore 273 1 | da noi ogni tristezza e mala cura d'animo, presi per 274 5 | eloquenti ed eruditi in dir male di noi oziose e illitterate: 275 8 | questi altri giovani si maravigliano che cagion sia che, seguite 276 1 | dopo le nozze del medico maritata a quel iurisconsulto, e 277 11 | quasi continuo altro a noi marito?~ 278 1 | questi Sofrona, quella matrona dopo le nozze del medico 279 | medesime 280 1 | matrona dopo le nozze del medico maritata a quel iurisconsulto, 281 1 | conosci me a te essere non mediocre né volgare amico, debbi 282 1 | ebbe ragionamenti degni di memoria, iocosi, e atti a sollevarti 283 1 | amico, debbi stimare io, non men che tu, desidero, ove così 284 | meno 285 8 | storia mai mi rammenta fatta menzione di femmina quale non, quando 286 14 | molto le ornai quanto le meritano. Parti'mi.~ 287 9 | ne venite pomposi, parvi meritare da tutte essere richiesti; 288 6 | questa in prima voi donne meritate lodo da me, che sapete farvi 289 | mie 290 | miei 291 3 | incendesse a tanto e sì severo minacciarmi. Poi meco mi dolsi del nostro 292 | mio 293 7 | ancora tanto errate, che miracolo se noi femmine, quali voi 294 7 | voi sempre perseverate miseri.~ 295 1 | animo da ogni gravezza o miseria.~ 296 3 | sua servitù, in quale e' misero iacea. Ma ultimo che io 297 8 | seguite da belli, prudenti, modesti, nobili giovani, voi donne 298 4 | quanto in me sia costanza, modestia, riguardo e incredibile 299 1 | iurisconsulto, e poi terzo, moglie di quel famoso procuratore, 300 12 | dubitando darsi a' suoi molesta, stesse ostinata perseguendo 301 7 | quali, trascorso tutto el mondo, tornate a casa con assai 302 3 | scriverli da cagione alcuna mosso che solo per vendicarlo 303 11 | tutte maestre a nostra posta mostrarci crucciate, dove ben nulla 304 5 | vituperazione. Tutti volete mostrarvi eloquenti ed eruditi in 305 4 | cui senza cagion mi duole mostriate me esservi ad odio. E quando 306 13 | ornamenti vestito non paresse un mostruo, dove noi a voi sempre paremo 307 3 | Io qual, tu sai, sono di natura vergognosa e sopra tutti 308 | ne' 309 1 | fra noi siano in più modi necessità ad amicizia e ottimi legami 310 6 | Non a te mai, Sofrona, negarò per ogni altra virtù e per 311 | nel 312 | niuna 313 | niuno 314 8 | belli, prudenti, modesti, nobili giovani, voi donne più tosto 315 6 | in trecca costumi e modi nobilissimi e degni d'imperio, chi a 316 1 | religiosissimo, e omo per costumi, nobilità, virtù, e per perizia di 317 | nostre 318 11 | darvi che pensare intere le notti, e prestarvi occasione di 319 1 | quella matrona dopo le nozze del medico maritata a quel 320 4 | fede e con prudenza, nel numero de' quali mi persuado ascriverete 321 2 | fronte aspera, e con gli occhi, uhi!... turbati: «E tu, 322 12 | cosa niuna tanto si tiene occulta, quale el tempo non iscuopra.~ 323 4 | in disgrazia a chi io mai offesi e sempre onorai; onde sino 324 | Oh 325 | oltre 326 11 | sedendo solitarie in casa in ombra, ma crescere fuori in mezzo 327 1 | cardinale religiosissimo, e omo per costumi, nobilità, virtù, 328 4 | chi io mai offesi e sempre onorai; onde sino a qui mi glorio 329 11 | nostro giuoco voi altri molto onoratissimi, e con cosa a qual mai pensammo, 330 13 | comandarli? Eh, lievati quella oppinion dell'animo, che tu creda 331 11 | nostro consiglio simile all'oracolo d'Apolline, poiché così 332 5 | adorare da questi poeti e oratori grandissimi. E tu, fra loro 333 14 | errato, se mai non molto le ornai quanto le meritano. Parti' 334 13 | qui qual di voi co' nostri ornamenti vestito non paresse un mostruo, 335 13 | altri intoppate in qualche ornata fanciulla, vi fermate, e 336 1 | debito, quanto in noi sia, ossistere e propulsare da noi ogni 337 | ove 338 5 | eruditi in dir male di noi oziose e illitterate: e poi, per 339 13 | mostruo, dove noi a voi sempre paremo dee. Ma che fo io? Traduco 340 13 | nostri ornamenti vestito non paresse un mostruo, dove noi a voi 341 11 | di recluderci in fra e' pareti solitari. E con tutto ciò, 342 8 | stimi, sono e io; né mai mi parse cosa non ragionevole se 343 14 | Qui io sorrisi, e parsemi luogo a dedurmi da Sofrona 344 1 | sentirne come amico in ogni parte dolore. Ma poiché dai prudenti 345 9 | SOFRONA. Parti! Cosa, sì, bene vogliamo, 346 14 | ornai quanto le meritano. Parti'mi.~ 347 9 | Voi ne venite pomposi, parvi meritare da tutte essere 348 10 | chieditori, se non vi grada pattuirvi a loro; e se v'è grato piacere 349 11 | onoratissimi, e con cosa a qual mai pensammo, darvi che pensare intere 350 11 | insania che quietarsi mai, pensando sempre alle volubilità d' 351 11 | crucciate, dove ben nulla a voi pensiamo, solo per darvi dolore. 352 | perché 353 11 | nostri detti e fatti, e perdetevi in fatica inutile e vana. 354 1 | virtù, e per perizia di perfettissime arti fra tutti e' sacerdoti, 355 1 | nobilità, virtù, e per perizia di perfettissime arti fra 356 1 | così dai fati a noi fosse permesso, vederlo in vita studioso 357 | però 358 7 | volubile, non viviamo in perpetua sterilità? Ma in noi fiorisce 359 12 | molesta, stesse ostinata perseguendo e' suoi diletti; dove a 360 5 | sono e' tuoi? E chi te non perseguisse odiando e biasimandoti? 361 11 | amino chi noi vogliamo e perseguitino odiando chi noi deliberammo 362 7 | dimenticar l'impresa: voi sempre perseverate miseri.~ 363 11 | tanta è astuzia in noi, che persino assiduo sappiamo tenere 364 11 | uso e conversazion delle persone, che credi? Oh Iddio, qual 365 6 | chi crederà a chi forse persuadesse me non molto degnare e reverire 366 12 | ne fece certo. Ma non mi persuadeva tanto durare in donna virile 367 4 | nel numero de' quali mi persuado ascriverete me, quale di 368 10 | pattuirvi a loro; e se v'è grato piacere altrui per dispiacerli, 369 11 | simili alle tue elegie e pianti amatori. Sciocchi uomini! 370 4 | taciturnità. E priegovi, donne pietosissime, vogliate nulla verso di 371 5 | si fa adorare da questi poeti e oratori grandissimi. E 372 9 | vittoria con noi. Voi ne venite pomposi, parvi meritare da tutte 373 3 | altre ivi presenti donne mi porsero animosissime. Io qual, tu 374 13 | quello ch'ella appetiva, per potere a primavera fiorire e fruttare 375 | Potrei 376 4 | aranno ottimi essempli e precetti iustissimi essere non crudeli, 377 3 | mie medesime lettere el pregai l'ardesse, solo per non 378 6 | tanto infortunio, ch'io poco pregi l'autorità e maestà vostra! 379 1 | vederlo in vita studioso di premiare le virtù e meriti tuoi. 380 11 | deliberammo iniuriarlo; e presente tutti e' nostri, tanta è 381 3 | gesti tutte l'altre ivi presenti donne mi porsero animosissime. 382 11 | di voi e appena quanto in presenza vi vediamo; e ivi, gente 383 1 | tristezza e mala cura d'animo, presi per sollazzo a questa nostra 384 | presso 385 1 | suo merito, avuto primo e prestantissimo. Quale autore e tutore d' 386 11 | pensare intere le notti, e prestarvi occasione di scrivere simili 387 11 | ivi sete inetti. Volete prevedere e investigare e conietturare 388 4 | incredibile taciturnità. E priegovi, donne pietosissime, vogliate 389 13 | ella appetiva, per potere a primavera fiorire e fruttare le voglie 390 1 | terzo, moglie di quel famoso procuratore, onde testé rimasa vedova, 391 6 | leggiadrissime? Madonne, Dio proibisca da me tanto infortunio, 392 12 | maravigliosa astuzia a qualunque proponete cosa, mai dubitai; e ancor 393 6 | vostra! Ma forse a questo proposito sarebbe chi rispondesse: 394 1 | in noi sia, ossistere e propulsare da noi ogni tristezza e 395 4 | me, quale di voi qualcuna provò quanto in me sia costanza, 396 4 | Sofrona, né tu prudentissima credo me reputi stolto, 397 12 | diletti; dove a simili imprese pure oltre al riguardo grandissimo 398 | qualcuna 399 | qualunque 400 | quanta 401 | Quanti 402 | quello 403 11 | trovarsi simile insania che quietarsi mai, pensando sempre alle 404 3 | iacea. Ma ultimo che io mi raccolsi, tutto remisso dissi:~ 405 1 | sarebbe molto adattato raccontar qui l'amore sempre a me 406 10 | ma non scorgo assai che ragion v'induca ad allettare molti 407 13 | Traduco io me in altro ragionamento: lodando noi, rest'io biasimar 408 6 | e degni d'imperio, chi a ragione me ne biasimerà! E se io 409 8 | né mai mi parse cosa non ragionevole se una femmina amasse. In 410 14 | Sofrona e da quelle seco ragunate donne, e dissi di dar opera 411 8 | amasse. In ogni storia mai mi rammenta fatta menzione di femmina 412 3 | vergognosa e sopra tutti rattenuto e guardingo, dubitai alquanto 413 1 | benivolenza, sarebbe lungo recitarli. Né a questo di che io intendo 414 11 | inducesti questa consuetudine di recluderci in fra e' pareti solitari. 415 1 | Conte, tuo zio, cardinale religiosissimo, e omo per costumi, nobilità, 416 3 | che io mi raccolsi, tutto remisso dissi:~ 417 4 | tu prudentissima credo me reputi stolto, né queste donne 418 13 | ragionamento: lodando noi, rest'io biasimar te. -~ 419 11 | parole e gesti, e fra voi non restate d'interpetrare nostri detti 420 6 | persuadesse me non molto degnare e reverire te e queste altre tutte 421 9 | meritare da tutte essere richiesti; non da noi come dono, ma 422 11 | prudenti, quali tanto ci ricordiamo di voi e appena quanto in 423 1 | procuratore, onde testé rimasa vedova, molto si consiglia 424 6 | questo proposito sarebbe chi rispondesse: se noi amiamo, vostra virtù 425 4 | essere non crudeli, inique e rissose. E tu da loro, credo, arai 426 11 | simplicetti, a nostra posta ritornate in letizia con noi. E che 427 7 | sappiamo a ogni nostra volontà ritrarci, e dimenticar l'impresa: 428 1 | perfettissime arti fra tutti e' sacerdoti, certo, suo merito, avuto 429 6 | meritate lodo da me, che sapete farvi amare. E se io amai 430 13 | O inetto letterato! Se sapremo, quanto certo sappiamo, 431 | sarà 432 5 | essere contro le femmine satiro, come se in voi uomini fusse 433 6 | direbbe trovarsi mai chi sia savio dalla cintola in giù, né 434 5 | illitterate: e poi, per sciocca fanciulletta che sia tutto 435 10 | sentenza tua, Sofrona, ma non scorgo assai che ragion v'induca 436 1 | poiché dai prudenti antiqui scrittori me sentiva ammonito essere 437 3 | altri stimassi me a così scriverli da cagione alcuna mosso 438 2 | cruccio di chi t'ama, dove tu scrivi, chi non sa soffrirli non 439 | 440 | seco 441 11 | a noi licito non starci sedendo solitarie in casa in ombra, 442 8 | maravigliano che cagion sia che, seguite da belli, prudenti, modesti, 443 5 | primo, so che amasti: ben sentiamo delle trame tue, e bene 444 1 | incomodo e sinistro caso sentirne come amico in ogni parte 445 1 | prudenti antiqui scrittori me sentiva ammonito essere nostro debito, 446 3 | libertà da quella amatoria sua servitù, in quale e' misero iacea. 447 3 | incendesse a tanto e sì severo minacciarmi. Poi meco mi 448 6 | amiamo, vostra virtù ci sforza ad amarvi: altri forse direbbe 449 | siamo 450 | siano 451 13 | quanto certo sappiamo, essere signore de' nostri mariti, stimi 452 11 | per darvi dolore. E voi, simplicetti, a nostra posta ritornate 453 13 | conosci chi uno intero inverno simulando durò costante; mostrò al 454 1 | me d'ogni tuo incomodo e sinistro caso sentirne come amico 455 | sino 456 2 | nostra colpa, se tu non sai soffrire un cruccio di chi t'ama, 457 2 | dove tu scrivi, chi non sa soffrirli non sa amare? Aspetta, e 458 8 | non, quando che sia, in sé soffrisse incendi amatori. Ma forse 459 11 | recluderci in fra e' pareti solitari. E con tutto ciò, vedi pur 460 11 | licito non starci sedendo solitarie in casa in ombra, ma crescere 461 1 | cura d'animo, presi per sollazzo a questa nostra comune calamità 462 1 | memoria, iocosi, e atti a sollevarti l'animo da ogni gravezza 463 | sopra 464 11 | poiché così inesperte vi soprastiamo! E ben comprendo, perché 465 14 | Qui io sorrisi, e parsemi luogo a dedurmi 466 11 | così fusse a noi licito non starci sedendo solitarie in casa 467 | stare 468 13 | fermate, e veggovi diventati statue balocche; e che qui qual 469 4 | vogliate nulla verso di me statuire senza prima iudicare ogni 470 7 | non viviamo in perpetua sterilità? Ma in noi fiorisce questa 471 | stesse 472 4 | queste donne nobilissime stimano in me non essere qualche 473 1 | né volgare amico, debbi stimare io, non men che tu, desidero, 474 3 | non dare occasione altri stimassi me a così scriverli da cagione 475 4 | costume alcuno in femmine, stimava biasimar te o chi sia altra 476 4 | Sofrona, di costoro, pur stimo e da te aranno ottimi essempli 477 2 | turbati: «E tu, Battista, che stoltizia fu la tua scrivere a Paulo 478 4 | prudentissima credo me reputi stolto, né queste donne nobilissime 479 8 | femmina amasse. In ogni storia mai mi rammenta fatta menzione 480 1 | permesso, vederlo in vita studioso di premiare le virtù e meriti 481 | sue 482 | suo 483 6 | biasimerà! E se io fui non superbo in degnare una sì vile, 484 | t' 485 4 | riguardo e incredibile taciturnità. E priegovi, donne pietosissime, 486 | tante 487 11 | SOFRONA. Quasi come tu sia sì tardo d'ingegno che tu non conosca 488 11 | persino assiduo sappiamo tenere in casa chi disponemmo averlo 489 1 | consiglia con quel giovane teologo in chiesa qual tu sai, fra 490 1 | quel iurisconsulto, e poi terzo, moglie di quel famoso procuratore, 491 | testé 492 [Titolo]| Testo.~ ~(INTERLOCUTORI SOFRONA 493 12 | fermezza, e cosa niuna tanto si tiene occulta, quale el tempo 494 5 | egloghe: sì, amasti una trecca tignosa!~ 495 7 | trascorso tutto el mondo, tornate a casa con assai astuzia 496 8 | nobili giovani, voi donne più tosto vi diate, quanto e' dicono, 497 13 | paremo dee. Ma che fo io? Traduco io me in altro ragionamento: 498 5 | amasti: ben sentiamo delle trame tue, e bene intendiamo tue 499 7 | tanta costanza, e' quali, trascorso tutto el mondo, tornate 500 1 | e propulsare da noi ogni tristezza e mala cura d'animo, presi 501 11 | conosca bisognarci di molti tristi eleggere uno forse buono.


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