Parte, Capitolo, Capoverso
1 1, 0, 5 | infiniti immette sua peste e morte. E quello che la natura
2 1, 0, 20| battaglia sarmatica diede a morte armati uomini quaranta,
3 1, 0, 22| migliara, tanto fu loro danno e morte trovarsi non in tutto poveri
4 1, 0, 24| pestifero sudore casca infermo a morte, però che a questo modo
5 1, 0, 24| dal populo fu agiudicato a morte. Alcibiade, ricco, fortunato,
6 1, 0, 25| alcuno tanto da dolermi della morte de' miei, che la morte di
7 1, 0, 25| della morte de' miei, che la morte di chi io nulla mi dolea,
8 1, 0, 25| non a me molto più che la morte de' miei dovesse essere
9 1, 0, 25| alcuno de' miei, che della morte di chi era uscito di tante
10 1, 0, 25| Publicola, si loda che, udito la morte del figliuolo mentre che
11 2, 0, 6 | scorpione lo atterrò in morte. Affermano e' medici una
12 2, 0, 6 | ponesse contro di noi veneno e morte, e quasi possiamo affermare
13 2, 0, 6 | non sia forza di darci a morte. Un pelo beuto fra el latte
14 2, 0, 6 | vòi altra cosa troverai morte. L'agitazion dell'animo
15 2, 0, 6 | principe romano, impazzò a morte guasto da incanti amatori.
16 2, 0, 6 | malore non pericoloso a morte ma contagioso e fastidiosissimo.
17 2, 0, 6 | veneno pervenne dando a morte infiniti mortali persino
18 2, 0, 29| truova terribile quanto la morte. E fra' vizi odiosissimi,
19 2, 0, 31| Chi sarà che affermi la morte a' mortali più essere da
20 2, 0, 31| della fortuna, a cui la morte sarebbe stata non inutilissima.
21 2, 0, 31| sua calamità. Era felice morte morirsi felice. Né so per
22 2, 0, 32| caggia in eterno sonno e morte. Socrate a chi gli anunziava
23 2, 0, 32| pende il nostro fine in morte. Ma el vivere nostro è egli
24 2, 0, 33| a chi sia acquietato in morte. Così el morire possiamo
25 2, 0, 33| nulla dubitare che seco la morte aporti a noi dolore niuno.
26 2, 0, 33| chi non sente. Adunque la morte non aduce, ma leva el dolore.
27 2, 0, 33| filosofi nulla essere la morte da temerla, quale meno sia
28 2, 0, 33| la fuggi. Anzi quasi la morte nulla tiene in sé d'acerbità
29 2, 0, 33| non debba offendere, e la morte, quando noi siamo, ella
30 2, 0, 33| in cena qual fusse ottima morte, rispose la non premeditata,
31 2, 0, 33| nulla presente conosciamo la morte tale che possiamo sentirla,
32 2, 0, 33| che per benefizio della morte, come dicea Eschillo, esso
33 2, 0, 33| mali. Silio poeta dicea la morte essere porta apertaci dalla
34 2, 0, 33| niuna meglio trovarsi che la morte quando in noi sono le cose
35 2, 0, 33| truova miseria di quale te la morte non vendichi, povertà, carcere,
36 2, 0, 33| chiesta niuna quanto la morte essere dalli dii frequentata;
37 2, 0, 33| escon di vita con volontaria morte. E scrivono trovarsi alcune
38 2, 0, 33| con opera consentono la morte essere e lieve e utile.
39 2, 0, 33| Ma benché così in sé la morte, quale e' dicono sia e necessaria
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