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Leon Battista Alberti
Theogenius

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-compa | compi-figur | filem-morbi | moria-puntu | puose-temer | temo-zenon

                                                            grassetto = Testo principale
     Parte,  Capitolo, Capoverso                            grigio = Testo di commento
1 | 'l 2 1, 0, 22| animo non abietto, e nulla abandonai me stesso, e ridussimi a 3 2, 0, 6 | nominano Avienate, fuggirono e abandonarono el suo paese cacciati dalla 4 1, 0, 10| debole, languido. Tu ricco, abbiente danari, massarizie, armenti, 5 2, 0, 31| perseverare in vita, quasi come abbino pattuito quiete con tutte 6 1, 0, 1 | Microtiro mio? Corro per abbracciarlo, o parte dell'anima mia! 7 1, 0, 8 | apparecchiato infortunio me abbracciò e disse lacrimando: «O Microtiro, 8 1, 0, 24| Apresso e' suoi cittadini Abderites Democrito, summo filosofo, 9 1, 0, 22| E' prudentissimi Spartani abdicorono da sé ogni uso dell'oro 10 1, 0, 22| dottrina, così fui d'animo non abietto, e nulla abandonai me stesso, 11 2, 0, 33| sono que' due Cleobis e Abinoto figliuoli d'Argia sacerdote 12 2, 0, 5 | trangugiata e ruinò in profundo abisso. Pira e Antistia presso 13 2, 0, 6 | stoltizia quale continuo abita in le menti degli uomini, 14 1, 0, 7 | e male averci. E queste abitano quanto volemo in noi, né 15 1, 0, 18| rare sono felice, e parmi abitare fra li dii quando io investigo 16 1, 0, 24| prima verso la patria, non l'abitarvi fa me essere vero cittadino, 17 1, 0, 22| Fabii insieme sotto un tetto abitavano. Questo potea la povertà 18 1, 0, 7 | come la valitudine, forma e abitudine delle nostre membra, non 19 1, 0, 24| contro a' perversi raro accade che possano ben conducere 20 1, 0, 16| Restavi cosa più laboriosa ad accatarvi el pane che queste vostre 21 2, 0, 33| merito a molti buoni gli dii accelerorono. Celebrati in tutte le istorie 22 1, 0, 10| me quello ch'io non posso accettare». Questo adunque disse Genipatro: « 23 1, 0, 18| quale tu con molto grado accettasti da lei? Che può ella farti 24 1, 0, 6 | tue bellissime e ai dotti accettissime, in quali tu ponga diligenza 25 0, ded, 1 | Battista Alberti se non molto accettissimo. A te forse come altronde 26 2, 0, 7 | qualche futuro incommodo, acciò che poi ciò che meno aviene 27 1, 0, 25| Ma due cose a me trovai accommodatissime a sollevarmi da tanta inezia. 28 1, 0, 6 | in trattarle con ordine e accomodata eloquenza. Ma forse non 29 1, 0, 24| con scritti, cose utili e accomodate alla amplitudine e degnità 30 1, 0, 10| qualche industria così più accomodati a felicità che tutte le 31 2, 0, 6 | salse, di veneno simile all'acconito, ed esserne già periti e' 32 1, 0, 22| distorti da virtù quale t'accresca industria, se così è che 33 1, 0, 5 | faccenda a riprendermi e accusarmi taciturno e pervicace, e 34 2, 0, 33| sia maturo e necessario. Accusone la molizie nostra. Adunque 35 1, 0, 25| di lieto ingegno, erami acerbo ogni sospetto quale di ora 36 2, 0, 5 | sumerse dal mare. E tutta la Achaia provincia anni mille e quaranta ' 37 1, 0, 24| cittadino in la terra degli Achei più di te molto felice. 38 2, 0, 6 | strangolò Fabbio senatore. Uno acino d'uva strozzò Anacreonte 39 1, 0, 16| addutta argumentazione nulla acquistano disputando che solo farsi 40 1, 0, 23| quali si viva sollicito ad acquistarle e timido in dubbio di non 41 2, 0, 21| o capiti male. Assai gli acquisteran odio e malivolenza e mala 42 2, 0, 20| cosa piace. Infamerollo, acquisterogli inimici, vendicherommi.~ 43 1, 0, 6 | studi, onde a te e a' tuoi acquisti nome e fama di tuo ingegno, 44 2, 0, 6 | in vita a nulla prima se adatta che a piangere, sì come 45 2, 0, 33| conoscerà essere stoltizia non adattarsi a quello che sia necessario, 46 1, 0, 24| filosofo, più si truova ben adattato a gloria che la coscienza 47 2, 0, 17| sente che verso cui ella sia addiritta.~ 48 2, 0, 5 | quanto insieme li diletti adducere cose rare in nostra calamità. 49 1, 0, 20| legge e imperio. Potrei addurvi Solone e suoi Ariopagite, 50 1, 0, 25| qui lungo recitarli, a me addussi a memoria in que' miei casi, 51 1, 0, 16| vero, spregiando ogni bene addutta argumentazione nulla acquistano 52 2, 0, 6 | mortali gravissime calamitate addutte da tali vilissimi animanti. 53 1, 0, 7 | attitudine di effundersi, e adempiere ogni forma di qualunque 54 2, 0, 30| cui ogni loro ingiuria s'adirizzava e assedea.~ 55 1, 0, 7 | buone quanto noi a bene le adirizziamo e bene le adopriamo. Ma 56 1, 0, 26| posto in questa quale tu m'adiudicasti infelicità, che mostrarmi 57 2, 0, 33| preoccuporono tanto dalli dii adiudicato bene. Scapula pompeiano, 58 1, 0, 8 | dolore, e quello che più m'adolora è la carissima madre mia 59 2, 0, 31| perpetuo merore~s'invecchi adolorato in veste nera.~ ~ 60 1, 0, 25| indole mi satisfaceano, adoloravo. Ora se in avere figliuoli 61 1, 0, 7 | percosso el tormentava. Adonque gioverà teco investigare 62 1, 0, 5 | favellare, lo uomo pessimo l'adopera in disturbare qualunque 63 1, 0, 23| a se stessa ingrata, non adoperando lo 'ngegno e la industria 64 1, 0, 25| uom mortale e aspettavalo, adoperandosi quanto io el desiderava 65 2, 0, 5 | meno che la fortuna con noi adoperarsi. Non recito e' portenti 66 1, 0, 20| invittissimo e per sue bene adoperate forze e arme celebratissimo; 67 1, 0, 22| procuri, ma quanto tu bene le adoperi. Non ascrivo a laude che 68 1, 0, 5 | essere nostro quanto lo adoperiamo.~ 69 1, 0, 7 | le adirizziamo e bene le adopriamo. Ma pareno a iudizi corrotti 70 2, 0, 33| mangiare, bere, posarsi, adormirsi e simili, per quali sedati 71 2, 0, 33| sente. Adunque la morte non aduce, ma leva el dolore. Per 72 2, 0, 6 | albori e suoi frutti. Noi gli adulteriamo innestandoli e coniungendoli. 73 1, 0, 22| che levarsi inanzi e affaticarsi dava iocundissime vivande 74 2, 0, 6 | con spesa maravigliosa affaticò el suo essercito in dividere 75 2, 0, 6 | morte, e quasi possiamo affermare nulla trovarsi fra e' mortali 76 1, 0, 7 | sono tali che noi possiamo affermarle da natura buone o non buone, 77 2, 0, 15| TEOGENIO. Affermoti, può certo con questa nulla: 78 1, 0, 24| buoni. Adunque la diritta affezione in prima verso la patria, 79 1, 0, 18| procreatore di tanti beni. E affirmoti ancora (disse Genipatro), 80 1, 0, 8 | el suo figliuolo notando affogò; la moglie e pel dolore 81 1, 0, 25| El figliuolo di Scipione Affricano superiore nulla fu al padre 82 2, 0, 33| due morirono. Trofonio e Agamede, scrive Platone, simile 83 1, 0, 20| circa mille? Apresso Omero, Agamennon desiderava in tanto suo 84 2, 0, 6 | ben distorle. E insieme aggiugni e' nuovi e vari morbi quali 85 1, 0, 6 | forse non sarebbe da non aggiungere a queste tue due disputazioni 86 2, 0, 6 | certissimi di nostra stoltizia. Aggiungi ancora la poca concordia 87 2, 0, 3 | colla felicità sempre sia aggiunta summa miseria. A Pompeio 88 2, 0, 4 | simile sito el cielo, che agiratosi per infiniti avolgimenti 89 1, 0, 16| quella e quell'altra stella s'agiri, e non sapete donde abbiate 90 2, 0, 15| stessi entro a sé compreme e agita. Recita Pomponio Mela ch' 91 1, 0, 25| altri mortali siamo assiduo agitati; e imparai in molte parte 92 2, 0, 6 | altra cosa troverai morte. L'agitazion dell'animo ci sta mortale. 93 1, 0, 24| santissimo, dal populo fu agiudicato a morte. Alcibiade, ricco, 94 1, 0, 5 | dono atribuì a' mortali per agiungerli a cara insieme benivolenza 95 1, 0, 7 | TEOGENIO. Non tanto mi diletta agiunghi alli studi miei atta e degna 96 1, 0, 3 | stesso contempli e specchi. Agiungi che qui niuno invido, niuno 97 1, 0, 22| ottima cena; qual cose sono agiunte alla povertà, e domestiche 98 1, 0, 10| perle e le pitture fatte ad ago, e arrogante agitandosi 99 1, 0, 23| ottime e approvatissime. Se m'agrada conoscere le cagioni e principi 100 1, 0, 24| quanto presso e' nostri Agrippina, sorella che fu e moglie 101 | Ah 102 1, 0, 7 | caduto un fanciullo, e cupido aitarlo el prese pel braccio quale 103 2, 0, 6 | desiderando e aspettando l'aito d'altrui. Nulla può senza 104 2, 0, 33| brevissime, piccioli animali alati quali tanto viveno quanto 105 2, 0, 33| rari di sì lunga età che l'alba di quelle notti in quali 106 2, 0, 3 | in Asia, Armenia, Iberia, Albania, Capadocia, Siria, Egitto, 107 2, 0, 6 | tutti e' pomi in su quello albero dove e' salse, di veneno 108 0, ded, 1 | indizio esserti Battista Alberti se non molto accettissimo. 109 1, 0, 24| populo fu agiudicato a morte. Alcibiade, ricco, fortunato, amato, 110 | alcun 111 1, 0, 5 | stessi solinghi e tutti alieni da quelli suoi prima usati 112 2, 0, 31| non potette rendere grati alimenti al padre, così forse e' 113 2, 0, 32| in noi~straccò e' nervi e allassò le membra,~claudica el piede 114 1, 0, 22| trovano e ottengonsi. Dicea Allessandro re macedone che levarsi 115 1, 0, 22| spazio deserti per meno allettare chi cerchi a ricchire in 116 1, 0, 22| benefizio della povertà, allevati in veste stracciate più 117 1, 0, 24| sete e freddo. Ma a chi sia allevato in questa vita splendida, 118 | almeno 119 1, 0, 10| mostrava in sé levità e odiosa alterezza. Cominciò a molto lodare 120 2, 0, 6 | gli abeti in su e' monti altissimi lungi dal mare: noi li strascinammo 121 0, ded, 1 | avenire con più larghezza. Amami.~ ~ 122 2, 0, 7 | quando mi tolse l'altro amantissimo figliuolo. Ora orbato de' 123 1, 0, 7 | sue parole presso di te, amatore de' dotti e studiosi, aranno 124 2, 0, 6 | morte guasto da incanti amatori. Curione oratore si dolea 125 1, 0, 18| molestia desiderando cose amatorie, tanto fu poi dolze la voluttà; 126 1, 0, 18| spento, sublato l'incendio amatorio, sedate le face dell'ambizione, 127 2, 0, 3 | dicea Ovidio poeta:~ ~con ambigui passi la fortuna erra,~né 128 2, 0, 6 | infesta. Non contento di tanto ambito della terra, volle solcare 129 2, 0, 33| Retribuilli, ché infra tre ambo due morirono. Trofonio e 130 1, 0, 10| molto più che questo fonte amenissime e da volerle. Ma se altro 131 1, 0, 10| quale gode questo fonte amenissimo da te tanto desiderato». « 132 2, 0, 16| MICROTIRO. Ameremo che, adunque, e' nostri 133 2, 0, 6 | maggiore rabbia che nello uomo? Amiche insieme sono le tigri, amici 134 2, 0, 31| pare, benché in que' tempo amicissimo della fortuna, a cui la 135 1, 0, 23| famiglia, e della ragion delle amicizie, e della amministrazione 136 1, 0, 10| la tua patria fra' primi amministratori delle cose noto e nominato: 137 1, 0, 24| favoreggiata che 'l buono ammonimento d'uno sapientissimo e ottimo 138 1, 0, 25| non potea udire la voce e ammonizione de' sapientissimi filosofi, 139 1, 0, 24| per crudelissimo che sia. Ammunirollo pieno di libertà. Tu e gli 140 1, 0, 2 | per veder te, quale uno io amo quanto me stesso. E sperai 141 2, 0, 23| TEOGENIO. Come amoniscono e' dottissimi filosofi che 142 2, 0, 33| infelicità. Pertanto, come amoniva Valerio Marziale in quello 143 0, ded, 1 | sempre te servo a memoria e amoti. E fummi caroel far 144 2, 0, 7 | noi nel nostro trionfo e amplificazione del nostro imperio conseguisse 145 2, 0, 3 | Siria, Egitto, provincie amplissime, ricchissime, potentissime, 146 2, 0, 6 | pur crebbero suoi libri in amplissimo volume, tanta trovò stata 147 2, 0, 6 | Uno acino d'uva strozzò Anacreonte filosofo. Ma che più? Non 148 1, 0, 25| e Antigono e Senofonte e Anassagora insieme e quella femmina 149 2, 0, 5 | terremuoto ruinò, quale Anassimander li predisse. E in Siria 150 2, 0, 5 | ostree e non raro qualche ancore. Erodoto istorico affermava 151 2, 0, 6 | cosa razzolare, e sforzossi andare di sopra e' nuvoli. Dicono 152 2, 0, 3 | accetto, gittò in mare el suo anello e ritrovollo in corpo a 153 2, 0, 5 | dell'acque, e nei tempi d'Anfione, terzo re di Cicrope in 154 1, 0, 20| patria, e sostenne quello Anibale quale tanto numero d'armati 155 1, 0, 1 | abbracciarlo, o parte dell'anima mia! E qual cagione o ragione 156 2, 0, 5 | di Tessaglia. Perironvi anime innumerabili, e da tanto 157 2, 0, 6 | fummo della lucerna spenta anneca el parto e dàllo abortivo. 158 2, 0, 5 | monti Tageti nel quarto anno che Archidamo regnava, dicono 159 1, 0, 23| sei migliara, in danari anoverati oro pesi secento milia; 160 2, 0, 31| che Simiossomo figliuolo d'Antemione nato in Ida insula apresso 161 1, 0, 25| Pericle el simile, Telamon e Antigono e Senofonte e Anassagora 162 2, 0, 5 | appresso Corinto, e parte di Antiochia furono sumerse dal mare. 163 2, 0, 5 | Scriveno che lo essercito d'Antioco re in solo uno apresso 164 1, 0, 24| fu chiesto a medicarlo. Antiquissimo e usitato costume di tutti 165 2, 0, 5 | profundo abisso. Pira e Antistia presso a' Meoti, e Licen 166 2, 0, 6 | nei tempi di Luzio Elio Antonino principe romano uscì d'una 167 2, 0, 32| morte. Socrate a chi gli anunziava ch'e' suoi cittadini deliberorono 168 2, 0, 5 | nobile città ruinarono, Apamea, Laodicia, Ieropoli e Colossa. 169 2, 0, 7 | a gravissime insidie; e aparecchiarènci con animo forte e pronto 170 1, 0, 22| della fame, poi la sera aparecchiava ottima cena; qual cose sono 171 2, 0, 5 | e' monti e in profondo sé apersono, e insieme in più luoghi 172 1, 0, 10| Genipatro porse la mano aperta verso di me in mezzo e sorridendo 173 2, 0, 33| dicea la morte essere porta apertaci dalla natura per quale sia 174 1, 0, 12| in terra, e protendendo aperte le mani rise con molta voce 175 2, 0, 6 | ruine. E quale stolto non aperto conosce l'uomo, come dicea 176 2, 0, 6 | essalazion, quale fumma d'alcune aperture della terra, come presso 177 2, 0, 33| dubitare che seco la morte aporti a noi dolore niuno. Vediamo 178 2, 0, 15| palese da' miei costumi appaia che sono bugiardi». S'e' 179 1, 0, 23| tanto meglio che tu, quanto appare che tu ancora non distingui 180 1, 0, 23| suoi tuguri rape e cauli apparecchiate in mensa con vasi di terra, 181 1, 0, 20| nulla poterono sostenerlo. Appio Claudio, vecchio e cieco, 182 1, 0, 24| assentatori e riderai e applauderai al tiranno osservando e 183 1, 0, 23| republica, cose ottime e approvatissime. Se m'agrada conoscere le 184 1, 0, 3 | molto e quietissimo mi s'apre, e soffre ch'io in lui me 185 2, 0, 33| nulla si dorrà se 'l tempo s'apressa che la terra, come dicea 186 2, 0, 15| non facciamo cose per non aprire a' nostri inimici addito 187 1, 0, 18| ricordanmi in suoi ragionamenti, aprovano, seguono i miei ammonimenti; 188 2, 0, 29| poiché come dicea Platone, aprovata sentenza da tutti e' filosofi, 189 1, 0, 23| Terrenzio, e gli altri ridicoli, Apulegio, Luciano, Marziale e simili 190 2, 0, 6 | morto, per letizia cadde. P. Apuleio, udita la repulsa del fratello, 191 1, 0, 25| quindici. Eutromo, re d'Arabia, scriveno vide di sé nati 192 1, 0, 7 | amatore de' dotti e studiosi, aranno autorità, e diletteratti 193 1, 0, 3 | purissimo fonte, testimone e arbitro in parte delli studi mei, 194 1, 0, 24| Affrica fascinano erbe, arbori, fanciugli e tutti gli animali, 195 1, 0, 24| Gise, Aglao, privato in Arcadia, più era con sua modestia 196 2, 0, 33| bene diceano Diogenes e Archelao e gli altri filosofi nulla 197 2, 0, 5 | Tageti nel quarto anno che Archidamo regnava, dicono ancora per 198 2, 0, 33| la catasta posta per poi arderlo, e comandò la incendessero. 199 2, 0, 6 | cosa procreata, che ancora ardimmo soggiogarci a servitù noi 200 2, 0, 6 | virtù e dottrina, non però ardisce non temere ogni minima bestiuola, 201 1, 0, 20| assediato da' Galli, gente arditissima; e insieme vi sia in te 202 1, 0, 25| interverrebbono; ogni minimo intoppo aresterebbe ogni tuo corso a laude. 203 1, 0, 25| molti, tu e di ciascuno aresti qualche cura, e di tutti 204 1, 0, 3 | salutarmi! E questo qui presso argenteo e purissimo fonte, testimone 205 1, 0, 20| armille, grillande d'oro e d'argento; numero: ottanta volte dieci 206 2, 0, 33| Cleobis e Abinoto figliuoli d'Argia sacerdote di Iunone: perché 207 2, 0, 33| se non quanto l'aspetti. Argomentava qui l'Epicuro filosofo in 208 1, 0, 16| spregiando ogni bene addutta argumentazione nulla acquistano disputando 209 0, ded, 1 | richiedesti, ricevere da me simili argumenti e segni dell'amore quale 210 1, 0, 22| altrui imperi. Ma sia qui argumento non inetto quanto d'ora 211 1, 0, 20| Potrei addurvi Solone e suoi Ariopagite, insieme e ancora Ligurgo 212 1, 0, 24| popolo soffersono contumelia. Aristide ateniese, cognominato Iusto, 213 1, 0, 24| essere cosa ottima. Dicea Aristotile, quella essere beata patria 214 1, 0, 20| la provincia Epirotarum armatissima e bellicosissima a ubbidire 215 2, 0, 3 | quale ebbe imperio in Asia, Armenia, Iberia, Albania, Capadocia, 216 1, 0, 20| nomi: aste pure, torque, armille, grillande d'oro e d'argento; 217 1, 0, 25| né tante ch'io dubitassi arrichissero mio niuno inimico, né tali 218 2, 0, 5 | scoperta forse troppo rimase arrida. E forse non raro co' mortali 219 1, 0, 3 | delli studi mei, sempre m'arride in fronte, e quanto in lui 220 1, 0, 26| raggiunse parole simili alquanto arridendo: «Non però voglio, o Tichipedo, 221 2, 0, 6 | li fastidii tanta nostra arroganza che vogliamo sapere ogni 222 1, 0, 7 | fortuna: colui sta male, arseli la casa, peritoli el naviglio, 223 2, 0, 15| populi atlanti in Etiopia arsi dal caldo, quasi come capitale 224 1, 0, 25| uomini quaranta e quattro. Ad Artasserses, re de' Persi, scrive Iustino, 225 2, 0, 6 | inezie nacquero e crebbero artefici innumerabili, segni e argomenti 226 1, 0, 25| casi avversi diligente gli ascoltai, e intesile essere ragioni 227 2, 0, 6 | Tales milesio el tedio d'ascoltare e' poeti tragici, e a Crisippo 228 2, 0, 9 | triste memorie. Datti ad ascoltarmi con l'animo più libero, 229 1, 0, 5 | dottrina a sé e a chi l'ascoltasse; ché bene intendeva io quanto 230 2, 0, 1 | qual tu sì attentissimo ascoltasti, satisfeci io in parte alcuna 231 2, 0, 13| perduti e sordidissimi uomini ascolteranno e ossecunderanno a loro 232 2, 0, 10| seguita, Teogenio mio. Io t'ascolterò con voluttà e attenzione.~ 233 2, 0, 4 | vediamo essere fatale e ascritto ordine dalla natura che 234 1, 0, 25| e frugalità; non sarebbe ascrittoti a virilità, non a continenza, 235 1, 0, 22| grave e perito poeta, quale ascrive alla povertà ch'ella rende 236 1, 0, 25| uomini a te si potrebbe ascrivere? Non per questo sarebbe 237 1, 0, 24| essere dileggiato se altri m'ascrivesse quello ch'io non sentissi 238 1, 0, 22| tu bene le adoperi. Non ascrivo a laude che a tua custodia 239 2, 0, 33| odoriferi, bevendo e lieto s'asettò in mezzo la catasta posta 240 1, 0, 23| quale a tempo di Gallo Asinio e Marco Cirinno consoli 241 0, ded, 1 | molto e molto dilettano, e aspetta di in , quanto mi richiedesti, 242 2, 0, 6 | vuoi cosa desiderando e aspettando l'aito d'altrui. Nulla può 243 1, 0, 25| generato un uom mortale e aspettavalo, adoperandosi quanto io 244 2, 0, 33| acerbità se non quanto l'aspetti. Argomentava qui l'Epicuro 245 2, 0, 31| promettano gli altri, qualunque aspettino vivendo bene, pur Tichipedo 246 2, 0, 33| edificorono. Ma molti non aspettorono che li dii per sua pietà 247 2, 0, 5 | si trovò svelta e lungi asportata. E ne' tempi di Vespasiano 248 2, 0, 30| ingiuria s'adirizzava e assedea.~ 249 1, 0, 2 | questa selva te vidiassederti fiso ora pensare ora scrivere, 250 1, 0, 22| uomini pestilenziosi, ne assediano con animo inimicissimo, 251 1, 0, 22| molti giudei ierosolomite, assediati dallo essercito de' Romani, 252 1, 0, 20| ferito salvò el capitolio assediato da' Galli, gente arditissima; 253 2, 0, 33| uscire del luogo a te dato e assegnato. Dicea Biante filosofo summa 254 1, 0, 20| avanzerai le vittorie, né asseguirai pari insegne e lode in arme 255 1, 0, 24| esposte in mezzo, facile ad asseguirle, licite a' privati come 256 1, 0, 10| Noi adunque», disse quello assentatore, credo per muoverci a riso, « 257 1, 0, 22| doppiezza, libera dalle assentazioni e perfidie de' pessimi uomini, 258 1, 0, 7 | Onde, non iniuria, possiamo assentire a que' dottissimi quali 259 1, 0, 21| verissime, né puossi non assentirli.~ 260 1, 0, 22| concordia e fermo amore. Né assentisco a quel satiro, altrove grave 261 2, 0, 15| cupidi d'udire e vedere male assentiscono a loro fizioni, o se i buoni 262 2, 0, 6 | fiumi quali ne saziassero assetati, e ordinò loro corso libero 263 2, 0, 32| domestica alcuna e quasi assidua infermità e dolore. Poi 264 1, 0, 18| quale sono domestiche e assidue alla inesperta gioventù, 265 1, 0, 24| di piggior fortuna. Dicea Assioco, presso a Platone, la plebe 266 2, 0, 3 | de fuori con olio, entro assumere per suo bere acqua decotta 267 1, 0, 20| doni militari; suo nomi: aste pure, torque, armille, grillande 268 1, 0, 23| freddo e al caldo, e ben se astene~fuggendo con virtù Venere 269 1, 0, 24| immanissimi, a' quali la mia astinenza e modestia era in odio, 270 2, 0, 21| tiene gli animi nostri astritti d'una catena e laccio quale 271 2, 0, 32| Manilio Probo, quel poeta astronomico, quasi nascendo moriamo. 272 1, 0, 16| che bella e usitata vostra astuzia di voi litterati, o Teogenio! 273 2, 0, 6 | udita la clade de' suoi ateniesi ricevuta in Cheronia da 274 2, 0, 15| Pomponio Mela ch'e' populi atlanti in Etiopia arsi dal caldo, 275 1, 0, 5 | propio e divino suo dono atribuì a' mortali per agiungerli 276 1, 0, 24| cercate potere ciò che v'attagli. A chi desidera potere ciò 277 1, 0, 7 | figliuolo; a non pochissimi attedia la presenza della moglie, 278 2, 0, 1 | nostra istoria qual tu sì attentissimo ascoltasti, satisfeci io 279 2, 0, 10| t'ascolterò con voluttà e attenzione.~ 280 2, 0, 33| presente pur perturba e atterra gli animi non ben composti. 281 1, 0, 25| poco, però che vincono e atterrano subito e' sentimenti. Adunque 282 1, 0, 20| luoghi da lui si trovorono atterrati inimici circa mille? Apresso 283 2, 0, 6 | un picciolo scorpione lo atterrò in morte. Affermano e' medici 284 1, 0, 20| venti e tre armati inimici e atterrogli? Forse quanti ne uccise 285 2, 0, 10| ogni altra cura, e solo attesi a meco lodarti tacito e 286 2, 0, 3 | Nepote istorico che Pomponio Attico, omo litteratissimo, fu 287 2, 0, 6 | lei ottima maestra parse attissima. Noi le raccoglemmo persino 288 1, 0, 7 | così certo qui saranno attissimi e convenientissimi a sollevarti 289 1, 0, 7 | diede la natura propria attitudine di effundersi, e adempiere 290 1, 0, 7 | grave alcuno mai sia non atto a descendere, sempre volle 291 1, 0, 3 | parte verso te si muove l'aura, indi senti venire a gratificarti 292 1, 0, 23| que' fortunatissimi con sue auree cene e spettaculi. La amplitudine 293 1, 0, 20| Forse quanti ne uccise Aureliano Augusto principe romano, 294 2, 0, 15| opposero coll'arme al vento austro quale commossa in loro molta 295 1, 0, 24| felice che lui re, a cui avanzava tanta regia amplitudine. 296 1, 0, 20| Non però tu, o Tichipedo, avanzerai le vittorie, né asseguirai 297 1, 0, 22| tutti gl'invidi, tutti gli avari, tutti gli ambiziosi, cupidi, 298 2, 0, 6 | dannoso con sua ambizione e avarizia e troppa cupidità del vivere 299 1, 0, 22| danari, se impiccò: omo avaro e, quanto io interpetro, 300 | avendo 301 | avendole 302 2, 0, 6 | salamandra quale solo salendo avenena tutti e' pomi in su quello 303 1, 0, 5 | onde quel detto di Socrate avenia quale e' dice presso a Platone: 304 0, ded, 1 | Comunicherò teco le cose mie per l'avenire con più larghezza. Amami.~ ~ 305 1, 0, 24| da volerla certo se solo avenisse a' degni, sarebbe da non 306 | averci 307 1, 0, 5 | affluenza e prosperità che in aversità. Dalla copia e successo 308 1, 0, 20| consuetudine della gioventù avervi robusti, sofferenti in ogni 309 | avessero 310 2, 0, 6 | e que' che si nominano Avienate, fuggirono e abandonarono 311 2, 0, 7 | acciò che poi ciò che meno aviene sia in guadagno, qual cosa 312 1, 0, 3 | in lui sia, attorno mi si avolge vezzeggiando, ora nascondendosi 313 2, 0, 4 | che agiratosi per infiniti avolgimenti anni numero sei e trenta 314 | avuti 315 | avverso 316 2, 0, 33| quello che dicea Plinio ne avviene che vediamo chiesta niuna 317 2, 0, 6 | dedicata ad Apolline in Babilonia fiato sì pestilente che 318 1, 0, 23| fuggendo con virtù Venere e Bacco.~ ~ 319 1, 0, 24| reputi cittadino qualunque barbero abiti entro quelle mura, 320 2, 0, 7 | qualche perturbazione, e assai basterà, venuto l'incommodo, sopportarlo; 321 2, 0, 6 | Augusto si gloriava in sue battaglie, senza la strage civile, 322 0, ded, 1 | umanità non fu indizio esserti Battista Alberti se non molto accettissimo. 323 2, 0, 3 | nazione e gente estremissime, Battri, Medi, Persi, e quasi a 324 2, 0, 4 | vorremo pari alli dii essere beati. Negava Euripide ad altri 325 1, 0, 22| povertà ch'ella rende e' buoni beffati e nulla pregiati. Assai 326 1, 0, 16| lieve parole disse: «E che bella e usitata vostra astuzia 327 1, 0, 20| Epirotarum armatissima e bellicosissima a ubbidire latine legge 328 1, 0, 6 | disputazioni pari all'altre tue bellissime e ai dotti accettissime, 329 2, 0, 2 | Appolline. E con che modo bellissimo pronosticò a Tichipedo la 330 2, 0, 33| trovarsi alcune genti chiamate Beloe, quali colle grillande in 331 1, 0, 7 | natura cosa buona atta a non benificare, e ogni male sempre fu presto 332 2, 0, 8 | uomini, quali in molti modi benificati da me, impiissimi godono 333 1, 0, 24| volubile, lieve, futile, bestiale, ignava, quale solo si guidi 334 2, 0, 12| malefici che le rabiosissime bestie, perturbare l'ozio e quiete 335 2, 0, 6 | ardisce non temere ogni minima bestiuola, e nato per imperare a tutti 336 2, 0, 6 | di darci a morte. Un pelo beuto fra el latte strangolò Fabbio 337 2, 0, 33| infuso d'unguenti odoriferi, bevendo e lieto s'asettò in mezzo 338 2, 0, 33| dato e assegnato. Dicea Biante filosofo summa essere infelicità 339 2, 0, 4 | inconstanza non aremo tanto da biasimarne la fortuna, quanto in prima 340 1, 0, 5 | spesso; e pregavali non biasimassino colui che non altrove favellava 341 1, 0, 5 | a chi pur me accusava e biasimava la mia taciturnità, solo 342 2, 0, 15| possono, sera e mattina biastemmano el sole. Più certo loro 343 2, 0, 5 | presso a' Meoti, e Licen e Biria città nobilissime appresso 344 2, 0, 3 | che in anni trenta mai li bisognò curarsi con alcuna medicina. 345 1, 0, 5 | e' diceano, fantastico e bizzarro, quale contento di me stessi 346 1, 0, 5 | molta copia di tagliatori di borse e dati a vilissimi e infami 347 1, 0, 10| massarizie, armenti, prati, boschi, orti, ville, possessioni 348 2, 0, 6 | si potesse versarlo delle botti. E a questo uso fra le prime 349 1, 0, 7 | cupido aitarlo el prese pel braccio quale percosso el tormentava. 350 | breve 351 2, 0, 21| essere grave a un vizioso via brevissima darti alla virtù, ché se 352 2, 0, 33| nascono, le notti estive e brevissime, piccioli animali alati 353 2, 0, 33| non pensiamo quanta sia la brevità de' nostri giorni. Sopra 354 1, 0, 24| se penderai occupato da brutta alcuna espettazione, o non 355 1, 0, 22| pensieri, opere e studi a mille brutte fatiche e servitù, ed ecci 356 2, 0, 6 | che li induca spesso in brutto furore e ultima insania; 357 2, 0, 15| costumi appaia che sono bugiardi». S'e' simili a loro cupidi 358 1, 0, 23| cento e sedici, gioghi di buoi trecento e sessanta, altri 359 2, 0, 5 | Tantalo, terra grandissima, e Buzorni in Tracia, città nobilissima, 360 1, 0, 7 | urteggia o i pessimi uomini c'infestano, se vorremo investigarne, 361 1, 0, 23| ancora ricco simile a quel C. Cecilio Claudio romano, 362 1, 0, 10| levissimi e vilissimi uomini cacciando le fere sopragiunse; giovane 363 2, 0, 6 | moscolina pasciuta d'un cadavere venenoso potere essere mortifera. 364 1, 0, 24| vi dorrà l'errore di chi cade in quella meritata pena. 365 2, 0, 6 | copriva tutta la persona, e cadevagli la pelle d'ogni membro in 366 2, 0, 33| incorrotto da quello che sia caduco, mortale, e sottoposto a 367 2, 0, 33| e' nacquero non li truovi caduti e spenti, spazio non quasi 368 2, 0, 32| potere distorli che non caggia in eterno sonno e morte. 369 2, 0, 6 | uomini essere periti per cagion degli altri uomini che per 370 1, 0, 23| sesterzi undici milia quanti Caio Cecilio ordinò si spendesse 371 2, 0, 6 | state a' mortali gravissime calamitate addutte da tali vilissimi 372 1, 0, 6 | altrove si truovi misero calamitoso simile a me!~ 373 1, 0, 10| iudicherete questi miei calli come segni di qualche industria 374 1, 0, 24| deliberando in tempo, e calunniare e uccidere e infiammare 375 1, 0, 24| repulsa dal populo. Coroliano, Camillo e più altri modestissimi 376 2, 0, 5 | Tacito in que' tempi stata in Campagnaveemente tempesta che 377 2, 0, 5 | tanto naufragio quelli solo camparono quali fuggirono al monte 378 2, 0, 5 | lungi dal mare a mezzo e' campi acque salse, e molte furono 379 1, 0, 10| Ecco Tichipedo con suoi cani e moltitudine di levissimi 380 1, 0, 20| a Trebia, a Trasimene, a Canne, nulla poterono sostenerlo. 381 2, 0, 33| qual si dice fa el cigno cantando. Cosa niuna dell'altre necessarie 382 1, 0, 22| molti e molti lieti quali cantano e soffrano sé stessi sanza 383 1, 0, 3 | in ora vengono con nuovi canti lodando i cieli a salutarmi! 384 1, 0, 24| Stavasi Aglao in uno ultimo cantuccio della provincia, lavorava 385 2, 0, 4 | pe' ghiacci e per la neve canute le fronti e summità de' 386 2, 0, 3 | Armenia, Iberia, Albania, Capadocia, Siria, Egitto, provincie 387 2, 0, 6 | templi e sopra a' nostri capi. E tanto ci dispiace ogni 388 2, 0, 10| io non ricordarmi delle capitali ricevute iniurie? Posso 389 2, 0, 21| vizioso sia mal voluto o capiti male. Assai gli acquisteran 390 1, 0, 20| agiunta la prodezza di Mallio Capitolino, quello quale solo e grave 391 2, 0, 33| quali colle grillande in capo, con molta festività, sazi 392 2, 0, 33| la incendessero. Virrio capuano con suoi senatori numero 393 1, 0, 5 | mortali per agiungerli a cara insieme benivolenza e dolce 394 2, 0, 6 | membro in minuta furfura. El carbunculo, pessimo male ne' tempi 395 1, 0, 8 | quello che più m'adolora è la carissima madre mia rimasta sola a 396 1, 0, 14| non mancano gratissimi e carissimi figliuoli, non forse costumati, 397 2, 0, 7 | essaudì togliendomi uno carissimo de' miei figliuoli, e infra 398 1, 0, 24| osservi fermo amore e integra carità verso la patria mia. E sempre 399 2, 0, 5 | re in solo uno apresso Carmania in quello proprio luogo 400 2, 0, 5 | Italia, quale ora Silla e Carriddi, monstri immanissimi, tengono 401 1, 0, 16| notte ancora queste vostre carte? E che dolce amicizia vi 402 1, 0, 24| tocca suo pestifero sudore casca infermo a morte, però che 403 2, 0, 6 | principe romano uscì d'una cassetta d'oro dedicata ad Apolline 404 1, 0, 18| interveniva. Accusava, incolpava, castigava miei errori, mia tardità, 405 2, 0, 3 | alcuna medicina. E Antonio Castore dicono passò vivendo anni 406 2, 0, 33| lieto s'asettò in mezzo la catasta posta per poi arderlo, e 407 2, 0, 21| animi nostri astritti d'una catena e laccio quale quanto più 408 2, 0, 3 | superò ultimi monti Tauro e Caucaso, quale impose sue leggi 409 1, 0, 23| sotto suoi tuguri rape e cauli apparecchiate in mensa con 410 1, 0, 2 | discesi e rimanda'ne e' cavagli per rimanermi teco.~ 411 2, 0, 5 | proprio luogo combatterono a cavallo in quale avea prima con 412 2, 0, 6 | fiume grandissimo, in rami ccclx, e svolselo per varie vie 413 1, 0, 16| superbi, ostinati, poco cedere alla ragione che li convince, 414 2, 0, 33| buoni gli dii accelerorono. Celebrati in tutte le istorie sono 415 1, 0, 25| quali in tutte le istorie celebratissimi con animo forte e constante 416 1, 0, 20| bene adoperate forze e arme celebratissimo; ucciderai con tua mano 417 2, 0, 33| ventisette, scrive Livio, cenando e lieti preseno el veneno. 418 1, 0, 23| possedeva oro, e contenti cenarsi sotto suoi tuguri rape e 419 1, 0, 23| fortunatissimi con sue auree cene e spettaculi. La amplitudine 420 1, 0, 7 | ad incendere e dedurre a cenere ogni oposta materia. All' 421 1, 0, 24| osservando e temendo ogni suo cenno, ma e ancora a qualsisia 422 2, 0, 33| nostri quale, come dicea quel censore de' principi presso a Omero, 423 2, 0, 6 | Luzio Paulo e Quinto Marzio censori, primo fu veduto a' nostri 424 2, 0, 6 | patria sua; e poi sotto la censura del vulgo in più età ferma 425 2, 0, 5 | a' tempi della olimpiade centesima quinta si truova tutta Italia 426 1, 0, 20| ottanta volte dieci e sette centinara. Ma sia, quanto a te conceda 427 2, 0, 3 | estrema infelicità. Quinto Cepione dopo el trionfo suo, e stato 428 2, 0, 21| quale certo, quanto dicevi, cerca vederti inceso d'ira e di 429 2, 0, 21| virtù, ché se tu con fraude cercassi offenderlo, qual cosa non 430 2, 0, 29| inimici a Tichipedo quali cercavano perderlo, che iudichi tu 431 1, 0, 23| el bene dal male, s'io cerco conoscere me stesso e insieme 432 1, 0, 20| invittissimo, provocato a certare a solo a solo, vinse ferocissimi 433 | certi 434 2, 0, 6 | innumerabili, segni e argomenti certissimi di nostra stoltizia. Aggiungi 435 1, 0, 24| ch'io non sia vero suo e certissimo suo cittadino? Né crederò 436 2, 0, 6 | suoi ateniesi ricevuta in Cheronia da Filippo, per dolore espirò. 437 2, 0, 33| scrivono trovarsi alcune genti chiamate Beloe, quali colle grillande 438 2, 0, 3 | bere acqua decotta quale chiamavano mulsa. Visse anni sopra 439 1, 0, 3 | e vincere tanto lustro e chiarore dei cielo; e da qualunque 440 1, 0, 12| sarai, a quale di noi due chiederesti essere consimile?». Qui 441 1, 0, 23| possono non essere attorno chieditori, delatori, assentatori, 442 2, 0, 33| Plinio ne avviene che vediamo chiesta niuna quanto la morte essere 443 1, 0, 24| quale Ippocrate medico fu chiesto a medicarlo. Antiquissimo 444 2, 0, 6 | impauriti caderono e perirono. Chilo filosofo, Dionisio tiranno, 445 1, 0, 18| appetiti. E così a me fu licito chiudere ogni addito verso me alla 446 1, 0, 24| quelli Etiopi, de' quali chiunche tocca suo pestifero sudore 447 2, 0, 33| che del vivere come de' cibi dobbiamo eleggere e' suavissimi, 448 2, 0, 6 | altri animali contenti d'un cibo quanto la natura richiede, 449 2, 0, 5 | tempi d'Anfione, terzo re di Cicrope in Atene, crebbero l'acque 450 1, 0, 20| Appio Claudio, vecchio e cieco, con sua sentenza restituì 451 2, 0, 33| simile qual si dice fa el cigno cantando. Cosa niuna dell' 452 2, 0, 3 | sua ignominia fitto sulla cima d'un monte in croce. E se 453 2, 0, 6 | estremissime regioni, e cincischiànle, diamoli nuova lima e forma. 454 1, 0, 22| feci come quel Menippo cinico quale, perché gli furono 455 1, 0, 23| sessanta, altri armenti cinquanta e sei migliara, in danari 456 2, 0, 5 | ne' tempi di Vespasiano in Cipro e ne' tempi di Traiano pur 457 | circa 458 2, 0, 6 | infestissimi inimici a' populi cirenaici e' grilli. E così troverai 459 1, 0, 23| di Gallo Asinio e Marco Cirinno consoli morendo, benché 460 2, 0, 6 | natura. Scrive Erodoto che Ciro re de' Persi, irato quasi 461 1, 0, 25| Fabio Massimo, cittadino clarissimo, fu da Quinto Pompeio, pretore 462 2, 0, 32| nervi e allassò le membra,~claudica el piede e l'ingegno e la 463 2, 0, 33| le istorie sono que' due Cleobis e Abinoto figliuoli d'Argia 464 1, 0, 18| mille sollicitudini e cure cocentissime quale sono domestiche e 465 1, 0, 24| certo a me non negherete la cognizione delle buone cose, l'ingegno 466 1, 0, 24| Iusto, solo per odio di tal cognome fu da' suoi cittadini escluso 467 1, 0, 24| contumelia. Aristide ateniese, cognominato Iusto, solo per odio di 468 | col 469 2, 0, 6 | che dal primo vedesi collegato in fascie e dedicato a perpetua 470 2, 0, 6 | giacendo in terra: noi li collocammo sulle fronti de' templi 471 1, 0, 22| tiranno siracusano a Senofone Colofonio, omo litterato, quale si 472 1, 0, 3 | amplissimi e suntuosissimi. Qui colonne fabricate dalla natura tante 473 1, 0, 3 | vedi mille perfettissimi colori di vari fiori intessuti 474 | coloro 475 2, 0, 5 | Apamea, Laodicia, Ieropoli e Colossa. E scrive Tacito in que' 476 1, 0, 10| per lo essercitarsi alla coltura dell'orto suo quando ogni 477 2, 0, 33| posta per poi arderlo, e comandò la incendessero. Virrio 478 1, 0, 20| ordinata battaglia spogliò combattendo armati uomini trenta e quattro. 479 2, 0, 5 | in quello proprio luogo combatterono a cavallo in quale avea 480 1, 0, 20| consule, quale, dice Plutarco, combattette con venti e tre armati inimici 481 2, 0, 5 | avea prima con molte navi combattuto. Racconta Pomponio Mela 482 1, 0, 7 | sento da molto pregiarli e comendarli, così certo qui saranno 483 1, 0, 5 | patria. E già in questi comentari essercitandomi scrissi argomenti 484 1, 0, 23| iocosi e festivi, tutti e' comici, Plauto, Terrenzio, e gli 485 2, 0, 33| E apresso a Plauto poeta comico dicea Lisimaco, subito che 486 1, 0, 5 | tristezza e taciturnità, cominciai meco a ripensare qual più 487 1, 0, 12| e a te e a me familiare. Cominciamo. Dimmi, o Teogenio, se chi 488 2, 0, 6 | contagioso e fastidiosissimo. Cominciava al mento, poi dagli occhi 489 1, 0, 10| levità e odiosa alterezza. Cominciò a molto lodare questo luogo, 490 1, 0, 16| per insieme lodare te e commendare l'arte tua. Ma fra l'altre 491 1, 0, 18| questi libri, godo pensando e commentando queste e simili cose de' 492 1, 0, 18| avere niuna trama, niuno commercio, costui da lei nullo potrà 493 1, 0, 25| speranze ed espettazioni, mie' commodi e miei sollazzi; forse ancora 494 2, 0, 15| arme al vento austro quale commossa in loro molta rena gli sommerse. 495 2, 0, 21| e se tu da sue iniurie commosso simile a lui con false diffamazioni 496 1, 0, 2 | non so dove dolce molto commovere, e insieme lacrimai per 497 2, 0, 33| portare cose utili a' suoi commutando colle gente strane suoi 498 1, 0, 25| ma d'un solo espettato comodo seco troppo si perturbano. 499 2, 0, 6 | lui si opponesse, gli dii comossi dierono che un picciolo 500 1, 0, 23| delle ricchezze sempre fu compagna la prodigalità. Più fu ornamento 501 2, 0, 6 | Orione, figliuolo di Iove, compagno di Diana, gloriandosi d' 502 2, 0, 33| uno uomo in vita. Ancora comparata alla eternità la nostra 503 1, 0, 25| se fussero in vita, senza comparazione potrei ricevere e dottrina


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