'l-compa | compi-figur | filem-morbi | moria-puntu | puose-temer | temo-zenon
grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
504 2, 0, 6 | dispiaceri. E quando el ben sia compiuto e offirmato in sue forza
505 1, 0, 24| nocerà a quello animo ben composto quale in sé sia splendido
506 2, 0, 15| perturbato sé stessi entro a sé compreme e agita. Recita Pomponio
507 1, 0, 7 | fortuna, quale stimo certo comprenderemo ch'elle sono e buone in
508 1, 0, 25| E solete voi ricchissimi computare a felicità el numero dei
509 1, 0, 25| ancora di dì in dì io dolze comunicassi miei instituti, volontà
510 0, ded, 1 | a te porto. Ubbidirotti. Comunicherò teco le cose mie per l'avenire
511 1, 0, 20| centinara. Ma sia, quanto a te conceda la fortuna e ottima tua
512 1, 0, 12| maestro delle cose, così a te concedesse quale dimanderai essere
513 1, 0, 24| e necessarie. Se così mi concedete, affermo me molto più che
514 1, 0, 14| fastidiva. Quello non ti concedo che la povertà lo faccia
515 1, 0, 10| questo posso satisfarti: concedoti ne lo porti teco questo
516 1, 0, 24| chi siede in magistrato, concedute a qualunque infimo plebeo
517 1, 0, 7 | convenientissimi a sollevarti da questa conceputa tristezza tua e mala valitudine.
518 2, 0, 6 | ferma età quasi continuo concertando contra alla debolezza, sempre
519 1, 0, 24| ingegni nulla troveranno da concertare, quale a persona mai volli
520 2, 0, 4 | che solo alli dii essere concesso durare in perpetua felicità
521 1, 0, 16| rispondere, e con voce e gesti concitati, con parole rissose, sdegnando
522 1, 0, 26| insolente o teco non ben concorde, se in questi miei ragionamenti
523 2, 0, 33| principi presso a Omero, sta concreato di terra e d'acqua. Adunque
524 2, 0, 5 | terra de' Lacedemoniesi concussa da e' monti Tageti nel quarto
525 2, 0, 6 | contenti di quello che li si condice: l'omo solo sempre investigando
526 2, 0, 5 | e quaranta 'nanzi a Roma condita dicono fu sumersa dalle
527 1, 0, 24| mai era uscito. Solone, conditore delle prime leggi ateniese,
528 2, 0, 6 | impazientissimo di suo alcuno stato e condizione, tale che io credo che qualche
529 2, 0, 7 | grazia, poiché voi arete da condolervi del nostro privato caso
530 1, 0, 24| raro accade che possano ben conducere cosa alcuna in sua republica
531 1, 0, 7 | errore più molto che non si conduole della fortuna. Gli altri
532 1, 0, 26| cosa niuna a te manchi a condurti e statuirti in summa e vera
533 2, 0, 33| sé imposero al giogo e condussero la madre sua in tempo al
534 1, 0, 9 | maggiori: qual cosa ancora si confermerebbe per quanto io recitai che
535 1, 0, 18| infiniti onde imparai nulla confidarmi né obligarmi alla fortuna.
536 1, 0, 22| armi. Altri volevano suoi confini essere inculti e in gran
537 1, 0, 8 | amministrazione delle cose publiche, confiscato e predato le sue fortune;
538 1, 0, 26| alcuna a te superiore. Ben conforto te quanto per ingegno, opera,
539 1, 0, 5 | disturbare qualunque grata congiunzione e offirmata grazia. In simili
540 2, 0, 8 | Maravigliomi e di me fo coniettura quanto io in me tutto el
541 2, 0, 6 | stata svelta una terra da' conigli, e in Tessaglia simile dalle
542 2, 0, 6 | adulteriamo innestandoli e coniungendoli. Diedeci fiumi quali ne
543 0, ded, 1 | qual sole cose noi mortali coniungono molto al principe di tutte
544 2, 0, 3 | fusse stata summa modestia coniunta con summa industria, non
545 1, 0, 12| differenza sia tra te e me, se conosceranno che tu non puoi farmi parte
546 2, 0, 33| già che nulla presente conosciamo la morte tale che possiamo
547 1, 0, 7 | istoria certo degna d'essere conosciuta. E come furono suoi argomenti
548 1, 0, 10| manchino più cose non da te conosciute facile ad averle, e molto
549 1, 0, 24| e detta; onde quanto più conoscono, tanto più viveno mesti
550 1, 0, 25| del figliuolo mentre che consecrava el tempio, nulla si mosse;
551 2, 0, 7 | amplificazione del nostro imperio conseguisse qualche male. Per questo
552 2, 0, 8 | pervestigare cose per quali a me ne conseguiti povertà, odio, invidia,
553 2, 0, 33| morirsi infermi: per questo consentiscono da' suoi in vari modi essere
554 2, 0, 33| numero de' populi con opera consentono la morte essere e lieve
555 2, 0, 31| qualunque mortale, se bene considereremo, nulla arebbe ricevuto cosa
556 1, 0, 18| reverito, pregiato, reputato; consigliansi meco, odonmi come padre,
557 1, 0, 25| figliuolo, venne in senato a consigliare la patria. Pericle el simile,
558 1, 0, 24| a dignità quanto voi ben consigliate e' vostri cittadini, sarebbe
559 1, 0, 12| noi due chiederesti essere consimile?». Qui rispuosi io: «Preeleggerei
560 2, 0, 31| sentiva sé nulla potere consistere. Temea insieme non perdere
561 1, 0, 24| vedo escluso dal numero e consorzio di molti rapacissimi, invidissimi
562 2, 0, 3 | capitale e ultimo periculo. Constituta legge della fortuna pervertere
563 1, 0, 16| vivete pallidi, estenuati, consumati, poveri e infermicci? Che
564 1, 0, 25| quale come donatore così consumatore di tutte le cose, qual maturando
565 1, 0, 16| me pare la prima che voi consumiate vostre vigilie, espognate
566 1, 0, 25| essiccorono le vane lacrime e consumorono in me tutte le inezie feminili,
567 1, 0, 7 | ma non vorrei come quel contadino incauto, quale tornando
568 1, 0, 18| coll'animo libero da tanta contagione del corpo, e fuggito lo
569 2, 0, 6 | non pericoloso a morte ma contagioso e fastidiosissimo. Cominciava
570 1, 0, 3 | soffre ch'io in lui me stesso contempli e specchi. Agiungi che qui
571 1, 0, 18| saggio, a me stesso insegnai contenere mia volontà e frenare e'
572 2, 0, 6 | se non quando se stessi contenne in tristezza interi almeno
573 1, 0, 2 | come per non sturbarti me contenni ch'io non gridassi una e
574 1, 0, 22| inimica delle sollecitudini, contenta di piccole e facile cose
575 1, 0, 25| suoi nipoti. Non tanto si contentava lui di tanta sua famiglia
576 2, 0, 5 | tempo essere stata iunta e continente con Italia, quale ora Silla
577 0, ded, 1 | debito mandarteli solo per continuare mostrandoti con miei piccioli
578 0, ded, 1 | che non potessero ogni dì continuarli. E a' prudenti principi
579 2, 0, 6 | secreto suo ed emendarla e contrafarla, ella truova nuove calamità
580 1, 0, 22| ingrati, e in suo fronte contratti. Lieta povertà, inimica
581 2, 0, 17| indignazione, facilità più che contumacia, poiché ogni perturbazione
582 1, 0, 24| cittadini dal popolo soffersono contumelia. Aristide ateniese, cognominato
583 1, 0, 14| Atorno te ancora, Tichipedo, convengono moltitudine di domestici
584 1, 0, 7 | qui saranno attissimi e convenientissimi a sollevarti da questa conceputa
585 1, 0, 5 | usati gesti e costumi non convenire lieti fra la moltitudine
586 1, 0, 10| Simile a costui, o Tichipedo, convien che sia chi vuol essere
587 1, 0, 24| ciò che vuole, a costui conviene manchi nulla; a colui manca
588 1, 0, 7 | sì diversa parte variano. Conviensi pertanto moderare e bene
589 1, 0, 16| cedere alla ragione che li convince, meno patire ordine o tempo
590 2, 0, 3 | inconsiderate e piene di fastidio e convizio. E' mal voluti in tempo
591 2, 0, 33| bene. Scapula pompeiano, convocati e' suoi servi, apparecchiata
592 2, 0, 15| appresso di Salustio in conzione al populo: «Così a me volli
593 2, 0, 5 | Atene, crebbero l'acque e copersono la maggior parte di Tessaglia.
594 1, 0, 24| mostrava le sue maravigliose copie e potenza, e domandava quale
595 1, 0, 3 | Qui sopra dal sole noi copre ombra lietissima di questi
596 1, 0, 14| manchi e' panni, può non bene coprirsi. Ma saratti non ingrata
597 2, 0, 6 | poi dagli occhi in fuori copriva tutta la persona, e cadevagli
598 2, 0, 5 | città nobilissime appresso Corinto, e parte di Antiochia furono
599 1, 0, 5 | loro dalla natura, ungue, corna, denti e simile. Solo all'
600 1, 0, 24| iniusta repulsa dal populo. Coroliano, Camillo e più altri modestissimi
601 2, 0, 4 | prima Ippocrate, essere a' corpi umani ascritta vicissitudine,
602 1, 0, 1 | Vedo io Microtiro mio? Corro per abbracciarlo, o parte
603 2, 0, 6 | Latini. Silla dittatore perì corroso da' pidocchi. A Pericle
604 1, 0, 24| ragione, e piena d'ogni corrotto iudizio. Apresso e' suoi
605 1, 0, 23| Flacco poeta:~ ~Qualunque corse ad acquistarsi laude,~giovane,
606 1, 0, 24| adattato a gloria che la coscienza in noi de' nostri meriti.
607 | costei
608 1, 0, 23| educazione de' figliuoli, e del costumare e reggere la famiglia, e
609 | cotesta
610 2, 0, 33| Eraclito, purgato da ogni crassitudine e peso della terra, fugge
611 2, 0, 6 | egli ha con tutte le cose create e seco stessi, quasi come
612 2, 0, 14| fare che in parte e' non credano quello ch'egli odono.~
613 1, 0, 23| vero e chi finto amico. Né credere che persona si possa ben
614 2, 0, 23| quella parte come se noi credessimo da loro potere ricevere
615 1, 0, 25| furon grandi i loro dolori, crediate non li sentirono. E hanno
616 1, 0, 25| agli altri inetti, quali credono, graffiandosi e picchiandosi
617 2, 0, 4 | ascritta vicissitudine, che o crescano continuo o scemino: quello
618 1, 0, 9 | recitai che simili mali cresceno in noi e scemano quanto
619 1, 0, 25| mancatomi e' maggiori, crescermi cura e sollicitudine domestica,
620 1, 0, 25| avversi, educato in delizie, cresciuto fra uomini assentatori da'
621 1, 0, 24| prime leggi ateniese, quando Creso, re fortunatissimo, gli
622 2, 0, 3 | sulla cima d'un monte in croce. E se bene essamineremo,
623 2, 0, 12| perniziosissimi ed essecrabili, più crudeli, più malefici che le rabiosissime
624 1, 0, 22| re Treicio non per altro crudelissime e iniustissime ucciso che
625 2, 0, 29| crudelità. E che adunque di que' crudelissimi inimici a Tichipedo quali
626 1, 0, 24| temere tiranno alcuno per crudelissimo che sia. Ammunirollo pieno
627 2, 0, 6 | giurasse in sé osservare ultima crudeltà e immanità. Volle el suo
628 2, 0, 33| quelli che sono dati al culto delli dii e alla sapienza.
629 2, 0, 5 | terre, Elea, Mirina, Pitane, Cume, rotte da' terremuoti mancorono.
630 1, 0, 22| che a tua custodia stiano cumuli d'oro e gemme, ché se così
631 2, 0, 6 | spine, piuma, penne, squame, cuorio e lapidoso scorzo, e persino
632 1, 0, 24| cose quale egli stimano o curano d'acquistarsi. Forse a qualche
633 2, 0, 21| offizio di noi studiosi curare che dentro al nostro petto
634 2, 0, 9 | da ora te offermi a nulla curarli.~
635 2, 0, 3 | anni trenta mai li bisognò curarsi con alcuna medicina. E Antonio
636 1, 0, 23| alla sua patria Fabrizio, e Curio e altri simili parcissimi
637 2, 0, 6 | guasto da incanti amatori. Curione oratore si dolea in iudizio
638 1, 0, 25| nulla può tormi. Non la curo, ché nulla più desidero
639 | dagli
640 2, 0, 6 | spenta anneca el parto e dàllo abortivo. E non solo queste
641 2, 0, 6 | col suo veneno pervenne dando a morte infiniti mortali
642 1, 0, 7 | sempre fu presto a nuocere e danneggiare. Adunque, quanto le vediamo
643 2, 0, 7 | alcuna mai molto essere dannosi. Ché se come disputava Genipatro
644 2, 0, 3 | volubile la fortuna. Quale a me darai tu omo da te in questa età
645 2, 0, 6 | in quale non sia forza di darci a morte. Un pelo beuto fra
646 2, 0, 7 | in arme avea superato e' Dardani inimici, el terzo che Olimpia
647 1, 0, 25| loro laude e lieto frutto. Dario re, padre di Serse, tra
648 0, ded, 1 | qualunque cosa io possa darmiti grato. Tanto t'affermo,
649 2, 0, 21| un vizioso via brevissima darti alla virtù, ché se tu con
650 1, 0, 5 | offendono con quelle armi sue date loro dalla natura, ungue,
651 1, 0, 25| tetto era espirato, disse: 'Datelo alle donne: noi fra noi
652 2, 0, 33| essere uno degli ottimi doni datoci dalla natura, poiché niuna
653 2, 0, 6 | investigando solvere uno enigma datoli da' pescatori, in quel pensiero
654 2, 0, 9 | queste tue triste memorie. Datti ad ascoltarmi con l'animo
655 2, 0, 32| suo ultimo dì? Glaucopis dea, presso ad Omero, negava
656 2, 0, 3 | pervertere ogni dì nuove cose. Né debbasi uno e un altro maravigliare
657 2, 0, 6 | concertando contra alla debolezza, sempre in qual vuoi cosa
658 2, 0, 33| quanto se stessi gravi e debolissimi sostengono in aria, e di
659 2, 0, 6 | animanti in terra vivere debolissimo. Sentenza di Pindaro, poeta
660 2, 0, 3 | assumere per suo bere acqua decotta quale chiamavano mulsa.
661 2, 0, 6 | uscì d'una cassetta d'oro dedicata ad Apolline in Babilonia
662 2, 0, 6 | vedesi collegato in fascie e dedicato a perpetua servitù, in quale
663 1, 0, 7 | sia parato ad incendere e dedurre a cenere ogni oposta materia.
664 1, 0, 10| vedendosi fatto loro giuoco dedusse e' ragionamenti, e con maturità
665 1, 0, 25| nostri visi sucidi e troppo deformati dal pianto, e tormentiànci
666 1, 0, 5 | contento di me stessi nulla degnava quella moltitudine data
667 1, 0, 11| MICROTIRO. O disputazione degnissima! Seguita, non ti interrumpo.~
668 1, 0, 21| MICROTIRO. Cose degnissime e verissime, né puossi non
669 1, 0, 9 | vedesti essemplo ottimo e degnissimo onde tu discerna la volubilità
670 1, 0, 24| accomodate alla amplitudine e degnità della nostra republica.
671 1, 0, 23| essere attorno chieditori, delatori, assentatori, ottrettatori,
672 1, 0, 3 | e ornatissimi, a chi non delettasse? Bellissimi, che d'ora in
673 1, 0, 24| Qualunque vilissimo potrà, così deliberando in tempo, e calunniare e
674 2, 0, 32| E la natura più fa avea deliberato che neanche loro sempre
675 1, 0, 24| sempre fu luogo a chi così deliberi. Qualunque vilissimo potrà,
676 2, 0, 32| anunziava ch'e' suoi cittadini deliberorono che morisse, rispuose: «
677 1, 0, 3 | questi mirti, luogo non meno delizioso che i vostri teatri e templi
678 2, 0, 7 | sostenerla, non come dicea [Demifo] presso a Terenzio, pensando
679 1, 0, 24| suoi cittadini Abderites Democrito, summo filosofo, era riputato
680 1, 0, 24| dalla natura, non possiamo denegare a noi stessi, e queste sono
681 1, 0, 5 | dalla natura, ungue, corna, denti e simile. Solo all'uomo
682 | dentro
683 1, 0, 7 | alcuno mai sia non atto a descendere, sempre volle che 'l fuoco
684 2, 0, 6 | di ciascuno membro umano descrivesse qual fusse el suo sapore?
685 1, 0, 22| inculti e in gran spazio deserti per meno allettare chi cerchi
686 2, 0, 6 | grandissimi monti e ne' luoghi desertissimi. Noi frugoli omicciuoli
687 2, 0, 33| d'essere. E se alcuni la desiderano, hanno costoro in odio la
688 1, 0, 24| volete degne, e siano da desiderarle, dilettivi la pompa civile,
689 1, 0, 10| fonte, e certo pur troppo desiderarlo presso alla sua ornatissima
690 1, 0, 12| fusse tardo e stoldo, e sé desiderasse essere infelicissimo. Ma
691 1, 0, 10| fonte amenissimo da te tanto desiderato». «Anzi», dissi io, «a te,
692 1, 0, 25| de' miei alcuno mancava, desideravalo, ma poi quando io fra me
693 1, 0, 24| licito perturbare quanto e' desideravano le leggi e la libertà della
694 1, 0, 7 | tenersi lungi da chi molto li desideri. Altri piange la moglie
695 1, 0, 10| muoverci a riso, «quali desideriamo essere felici, sarà nostra
696 2, 0, 31| che cagione molti tanto desiderino perseverare in vita, quasi
697 1, 0, 20| quasi da tutti e' giovani desperate. Con sua maturità Fabio
698 | desse
699 1, 0, 25| quali uomini a maggior cose desti, rispuosero: 'Sapea io me
700 2, 0, 32| naturale sua innata necessità, destinatoli stare el suo ultimo dì?
701 2, 0, 6 | legno. Che più essemplo detestabile della superstizione degli
702 1, 0, 24| loro in tempo preveduta e detta; onde quanto più conoscono,
703 2, 0, 5 | fuggirono al monte Parnaso ove Deucalion regnava. Quinci trassono
704 2, 0, 5 | la generazione umana da Deucalione restituita. E scrisse Eutropio
705 1, 0, 8 | O Microtiro, Dio a te dia miglior fortuna. Io dalla
706 2, 0, 6 | regioni, e cincischiànle, diamoli nuova lima e forma. Ella
707 2, 0, 32| posso non biasimare chi se dica non potere fare che non
708 2, 0, 7 | certo lo vedrai verissimo. Dicoti, uomo per iniusto che sia
709 1, 0, 26| disse e immutò quel verso di Didone presso a Virgilio: Sic tua
710 2, 0, 6 | innestandoli e coniungendoli. Diedeci fiumi quali ne saziassero
711 1, 0, 24| utilità. Da me, quale sempre diedi opera che niuna mia cosa
712 1, 0, 5 | natura, raro se non a sua difesa irati offendono con quelle
713 2, 0, 21| commosso simile a lui con false diffamazioni e tradimenti, opera d'uomini
714 2, 0, 29| cittadino debba quanto in sé sia diffendere e mantenere. E sono le leggi
715 2, 0, 6 | freddo e non disutile a diffendersi dal caldo, l'uomo solo stia
716 1, 0, 12| se e' sapranno qual altra differenza sia tra te e me, se conosceranno
717 2, 0, 4 | sempre stiano in moto, e in difforme successo vediamo e' cieli
718 1, 0, 10| io in essilio ignobile. Difformità tra noi grandissima. Ma
719 1, 0, 12| Gridò Tichipedo e disse: «Dileggi tu, che se questo udissero
720 1, 0, 24| asseguirla. E parebbemi essere dileggiato se altri m'ascrivesse quello
721 1, 0, 5 | posso sofferirmi in ozio, e dilettami in prima essercitarmi scrivendo.
722 2, 0, 2 | potrei narrarti quanto mi dilettasti e persuadesti e sollevasti
723 1, 0, 7 | studiosi, aranno autorità, e diletteratti la nostra istoria certo
724 1, 0, 24| e siano da desiderarle, dilettivi la pompa civile, la amministrazione
725 1, 0, 25| se in avere figliuoli sta diletto alcuno, a me non mancorono:
726 1, 0, 18| cose quale a me giovane dilettorono; quale premolestia non ora
727 1, 0, 10| molto più che questo fonte dilettose, senza quali non puoi essere
728 1, 0, 25| essercitato da' casi avversi diligente gli ascoltai, e intesile
729 1, 0, 5 | favellava che solo dove esso o dimandasse per imparare, o rispondesse
730 1, 0, 12| così a te concedesse quale dimanderai essere quello sarai, a quale
731 1, 0, 7 | questi tuoi mali. Quando io dimando chi forse viene a salutarmi
732 1, 0, 25| ora in me minuiva dolore dimenticandomi el mio sinistro. L'altro
733 1, 0, 18| simili cose ridicule per dimenticarci el dolore sorridendo. Sorrise
734 2, 0, 21| dottrine. E in più modi gioverà dimenticarli e iudicare che sendo di
735 2, 0, 33| trista e mesta, e a chi esce dimostra sé lieta e iocunda. Forse
736 | dinanzi
737 2, 0, 6 | veemente vergognarsi uccise Diodoro filosofo. Aulo Manlio Torquato
738 2, 0, 33| Per questo bene diceano Diogenes e Archelao e gli altri filosofi
739 1, 0, 25| ricevo averne a piangere'. Dion siracusano, udendo che '
740 2, 0, 3 | cagione la sua continenza. Dione, tiranno siragusano, persino
741 2, 0, 6 | perirono. Chilo filosofo, Dionisio tiranno, Sofocles tragico
742 1, 0, 3 | uccelletti con sue piume dipintissimi e ornatissimi, a chi non
743 1, 0, 20| faccia, nel petto, niuna dirietro, premio di tanta sua virtù
744 1, 0, 24| quiete de' buoni. Adunque la diritta affezione in prima verso
745 1, 0, 24| essere sofferte da chi voglia dirsi felice. Qual cosa se forse
746 1, 0, 20| sofferenti in ogni fatica e disagio possiate la polvere, el
747 1, 0, 9 | ottimo e degnissimo onde tu discerna la volubilità e mutabilità
748 1, 0, 23| natura, s'io desidero modo a discernere el vero dal falso, el bene
749 1, 0, 2 | in molta parte recreato; discesi e rimanda'ne e' cavagli
750 2, 0, 6 | senza precettore, senza disciplina, o al tutto sanza grandissima
751 1, 0, 18| poi richiedermi el suo e discontentarmi. A questo l'uso delle cose,
752 1, 0, 25| famiglia quanto io non mi discontento della mia solitudine. Fui
753 2, 0, 21| vederti inceso d'ira e di disdegno e simili perturbazioni.
754 1, 0, 7 | molti divisi da' fratelli, disereditati da' suoi, cacciati da' padri.
755 1, 0, 7 | su, quale in queste selve disopra vive filosofando, omo per
756 1, 0, 25| né tali ch'io non potessi dispensandole a' miei amici lasciar in
757 2, 0, 6 | ponemmolo fra' primi usi. Ella disperse le gemme lucidissime e in
758 0, ded, 1 | intesi quanto e' non ti dispiaceano, parsemi debito mandarteli
759 2, 0, 6 | diletta in che duriamo fatica dispiacendo in molti modi alla natura.
760 2, 0, 15| fuggirlo, né a loro debba dispiacere se altri racconta quello
761 1, 0, 25| risuscitasse, giurerebbe dispiacerli la nostra stultizia, qual
762 1, 0, 24| el mio essilio per questo dispiacermi, poiché io me vedo escluso
763 1, 0, 18| in cosa niuna a me stesso dispiacio: qual cosa giovane non m'
764 1, 0, 25| fu licito quanto io così disposto volli, e imitando que' savi
765 1, 0, 25| memoria in que' miei casi, e dispuosi imitarli. E tanto di me
766 1, 0, 5 | prodighi potevo né imparare né disputare di cosa alcuna degna. Ma
767 1, 0, 26| Così avea Genipatro disputato; adunque fermossi alquanto
768 1, 0, 25| di cose intanto più degne disputeremo'. Quinto Marzio, lasciato
769 1, 0, 10| tanto desiderato». «Anzi», dissi io, «a te, Genipatro, sia
770 1, 0, 14| ingrata la mia risposta. Dissili: «Tu, Tichipedo, non nego,
771 1, 0, 23| appare che tu ancora non distingui di tanta tua moltitudine
772 2, 0, 6 | nuova lima e forma. Ella distinse gli albori e suoi frutti.
773 2, 0, 6 | possono né vietarle né ben distorle. E insieme aggiugni e' nuovi
774 2, 0, 32| qual vuoi loro amico potere distorli che non caggia in eterno
775 1, 0, 23| ciascuno tuo amico avessi da distribuire sesterzi undici milia quanti
776 1, 0, 5 | uomo pessimo l'adopera in disturbare qualunque grata congiunzione
777 1, 0, 7 | forse paiono utili qual sono disutili, e stimiamo cose non poche
778 2, 0, 20| a cui niuna sua fatta o ditta cosa piace. Infamerollo,
779 2, 0, 6 | a' nostri Latini. Silla dittatore perì corroso da' pidocchi.
780 1, 0, 23| stessi satisfacendo me senta divenire più dotto anche e migliore.
781 1, 0, 24| in me, né parebbemi però diventare migliore quando ora non
782 2, 0, 15| per altrui fizione nulla diventi piggiore, e loro ingannati
783 1, 0, 10| monti che le nostre mani diventino callose per non essere dissimili
784 2, 0, 21| per sua cagione così fossi divenuto vizioso. Né sarà laude d'
785 1, 0, 7 | e iudizio tanto e in sì diversa parte variano. Conviensi
786 2, 0, 6 | affaticò el suo essercito in dividere el Ginde, fiume grandissimo,
787 1, 0, 7 | della moglie, trovansi molti divisi da' fratelli, disereditati
788 2, 0, 6 | terra, nulla che esso non divori. Inimico capitale di ciò
789 1, 0, 26| Virgilio: Sic tua te victum doceat fortuna dolere. E poi raggiunse
790 1, 0, 25| intesile essere ragioni e documenti ottime e santissime; intesi
791 2, 0, 5 | notte ruinorono in Asia dodici grandissime e famose città,
792 1, 0, 24| sollicitudine, certo sentirai dolcezza niuna, frutto niuno di qualunque
793 1, 0, 18| prendo voluttà maggiori e dolci molto più che quelle quali
794 2, 0, 33| chi poi ne esca la sente dolcissima, e da uscirne simile qual
795 1, 0, 10| Adunque disse Genipatro: «O dolcissimi, quando voi arete inteso
796 1, 0, 25| inezie feminili, con quali dolendoci del nostro male vogliamo
797 1, 0, 25| fele che mele, certo troppo dolerà non avere premeditato la
798 1, 0, 25| d'altro nulla aremo da dolerci che solo forse dove non
799 1, 0, 5 | moltitudine data alla voluttà. E dolevagli ch'io offirmato, a chi pur
800 1, 0, 12| molta voce e disse: «Potrai domandarne tutti e' nostri cittadini
801 1, 0, 9 | Tichipedo, ma parsemi utile così domandartene per redurti a memoria quanto
802 1, 0, 24| maravigliose copie e potenza, e domandava quale egli avesse altrove
803 1, 0, 7 | sono de' quali, se io ne domando, mi referiscono stiano molto
804 1, 0, 10| danno saresti meco liberale donando a me quello ch'io non posso
805 0, ded, 1 | meriti essere amato, si vol donare, a mio iudizio, sé stessi.
806 1, 0, 25| Prima el tempo, quale come donatore così consumatore di tutte
807 1, 0, 25| espirato, disse: 'Datelo alle donne: noi fra noi di cose intanto
808 | dopo
809 1, 0, 22| povertà, libera dalle fraude e doppiezza, libera dalle assentazioni
810 2, 0, 33| come que' populi chiamati Dorbici e Tibareni, reputano cosa
811 2, 0, 6 | tre senza mai riposarsi dormendo. Ma che più? Cosa incredibile!
812 2, 0, 21| buone principiate arti e dottrine. E in più modi gioverà dimenticarli
813 1, 0, 24| se vorrete essere quanto dovete iusti, vi temerà niuno se
814 2, 0, 33| di Nestoro promessi, poco dovrebbono avere in noi momento perdendogli
815 2, 0, 7 | le cose troppo secunde, dovremo averle sospette. Lodano
816 1, 0, 25| sollazzi; forse ancora mi parea dovuto piangendo mostrarmi simile
817 1, 0, 23| acquistarle e timido in dubbio di non le perdere; in qual
818 1, 0, 25| ricchezze, né tante ch'io dubitassi arrichissero mio niuno inimico,
819 2, 0, 32| di vita. E chi sarà che dubiti a ciascuno de' mortali,
820 2, 0, 7 | altro che Parmenione suo duca in arme avea superato e'
821 1, 0, 12| tua fortuna in quale me duole vederti, se di tutti loro
822 2, 0, 2 | infelicità! Maravigliomene e duolmene.~
823 2, 0, 6 | albori stieno sue veste duplicate l'una sopra all'altra contro
824 1, 0, 25| se sono veementi e grandi duran poco, però che vincono e
825 2, 0, 4 | alli dii essere concesso durare in perpetua felicità contenti.
826 2, 0, 3 | la memoria interissima e duravali ottimo vigore. Publio Romulo,
827 1, 0, 23| laude,~giovane, cose molte e dure e gravi~sofferse al freddo
828 2, 0, 6 | quello ci diletta in che duriamo fatica dispiacendo in molti
829 1, 0, 16| espognate tanta opera, duriate con tanta assiduità in cose
830 1, 0, 25| però voglio stimiate me sì duro né sì inumano che a me fussero
831 2, 0, 3 | In uno dì Paulo Emilio, duttore degli esserciti romani,
832 1, 0, 22| padre portato. Scrive Iosofo ebreo istorico che molti giudei
833 1, 0, 22| brutte fatiche e servitù, ed ecci in odio la povertà. Cosa
834 2, 0, 14| inseminando suspizione, odio, eccitando inimicizie con sue fizioni
835 1, 0, 23| Marziale e simili facetissimi eccitano in me quanto io voglio riso.
836 2, 0, 15| lassi errarci, e chi noi ecciti a virtute e laude.~
837 2, 0, 6 | volare per aria un palombo edificato di legno. Che più essemplo
838 2, 0, 33| premio pel tempio quale edificorono. Ma molti non aspettorono
839 1, 0, 22| virtuosi che se fussero stati educati in purpure e delizie. Né
840 1, 0, 25| evitare gl'impeti avversi, educato in delizie, cresciuto fra
841 1, 0, 23| della agricoltura, e della educazione de' figliuoli, e del costumare
842 2, 0, 6 | perdona ai simili a sé. L'uomo efferattissimo si truova mortale agli altri
843 1, 0, 23| principi di quanto io vedo vari effetti prodotti della natura, s'
844 2, 0, 6 | quanto vediamo, solo per effundere lacrime, poiché subito uscito
845 1, 0, 7 | natura propria attitudine di effundersi, e adempiere ogni forma
846 1, 0, 22| incomodi seco porti l'ultima egestà. E per asseguire ricchezze
847 2, 0, 3 | Albania, Capadocia, Siria, Egitto, provincie amplissime, ricchissime,
848 1, 0, 20| parati a grandissime e ultime egritudine, e de' giovani morire numero
849 2, 0, 6 | de' Parti. E così molte egritudini e peste a' tempi nascono
850 1, 0, 10| seconda e prospera fortuna elato, insolente, ostentava le
851 2, 0, 5 | pur in Asia quattro terre, Elea, Mirina, Pitane, Cume, rotte
852 0, ded, 1 | non scrivendo materia sì elegante in lingua più tosto latina.
853 2, 0, 2 | tanta tua copia e varietà ed eleganza. Fu certo disputazione degna
854 1, 0, 12| non in tutto stoltissimo elegge non in prima essere me che
855 2, 0, 33| vivere come de' cibi dobbiamo eleggere e' suavissimi, non quelli
856 1, 0, 25| questo quasi come al fonte d'Elicona a sacrificare, qual fece
857 2, 0, 6 | Scriveno che nei tempi di Luzio Elio Antonino principe romano
858 1, 0, 23| meco stanno uomini periti, eloquentissimi, apresso di quali io posso
859 2, 0, 6 | sapere ogni secreto suo ed emendarla e contrafarla, ella truova
860 1, 0, 14| suoi da sé ben composti ed emendatissimi, pieni di dottrina e maravigliosa
861 2, 0, 3 | fortuna. In uno dì Paulo Emilio, duttore degli esserciti
862 1, 0, 12| a me ricchissimo con mio emolumento e utilità, forse non responderanno
863 2, 0, 6 | investigando solvere uno enigma datoli da' pescatori, in
864 2, 0, 33| del tempio rilevato a chi entra par trista e mesta, e a
865 2, 0, 33| la nostra vita in quale entrammo con tanta tristezza e tante
866 2, 0, 33| che la terra, come dicea Epicarmo, ritorni alla terra e lo
867 2, 0, 33| Valerio Marziale in quello epigramma in quale e' racconta qual
868 1, 0, 20| e raddusse la provincia Epirotarum armatissima e bellicosissima
869 1, 0, 24| stolto. Ancora si leggono le epistole per quale Ippocrate medico
870 2, 0, 3 | non sempre fu la fortuna equale e secunda, quale per sua
871 1, 0, 25| questo sarebbe lodata la tua equità, non la umanità e frugalità;
872 2, 0, 33| animo sendo, come affermava Eraclito, purgato da ogni crassitudine
873 1, 0, 25| modesti e di lieto ingegno, erami acerbo ogni sospetto quale
874 | eran
875 2, 0, 6 | svolselo per varie vie in mare. Eransi fuggiti gli abeti in su
876 1, 0, 3 | freschissime e vezzosissime erbette, ora con sue onde sollevandosi
877 2, 0, 7 | sua donna avea partorito erede un figliuolo maschio, levò
878 2, 0, 7 | figliuolo. Ora orbato de' miei eredi rendo a lui grazia, poiché
879 2, 0, 5 | Affrica, non e' giumenti ermafroditi quali menavano el giogo
880 2, 0, 3 | ambigui passi la fortuna erra,~né segue certa in alcun
881 2, 0, 15| non odiare chi non lassi errarci, e chi noi ecciti a virtute
882 2, 0, 31| TEOGENIO. Non errare in questo, Microtiro mio.
883 2, 0, 15| gli altri qualche volta errassi, - fusse materia de' tuoi
884 2, 0, 15| indulgentissimi, e udendo gli altrui errati riconoscono in sé come negli
885 1, 0, 18| incolpava, castigava miei errori, mia tardità, mie' precipitosi
886 1, 0, 3 | tante quante tu vedi albori ertissimi. Qui sopra dal sole noi
887 0, ded, 1 | sì e anche avere te, omo eruditissimo, non inculpatore di quello
888 1, 0, 25| fortuna, non apparecchiato con erudizione alcuna a sostenere o ad
889 2, 0, 33| trista e mesta, e a chi esce dimostra sé lieta e iocunda.
890 2, 0, 33| in prima acceso el fuoco escon di vita con volontaria morte.
891 1, 0, 25| ferma quiete, e troppo me escrucciava non avermi co' e' miei amici
892 2, 0, 21| quanto dobbiamo liberi ed espediti dare opera alle buone principiate
893 2, 0, 6 | ordinò loro corso libero ed espedito, ma a noi come all'altre
894 1, 0, 20| Quale uno uomo ancora in espedizioni e pugne numero cento e venti
895 1, 0, 22| onestare la patria tua e i tuoi espenderai non le ricchezze sole, ma
896 2, 0, 3 | propizia, quello el quale per esperimentare quanto in tutte le cose
897 1, 0, 7 | grata. Né cosa sarà tanto espettata, quale in qualche tempo
898 1, 0, 18| da me state desiderate ed espettate. Quanto fu prima la molestia
899 1, 0, 22| assidui, vigilantissimi per espilarci e satisfarsi de' nostri
900 1, 0, 25| figliuolo caduto da un tetto era espirato, disse: 'Datelo alle donne:
901 1, 0, 16| consumiate vostre vigilie, espognate tanta opera, duriate con
902 2, 0, 7 | casi, a quanti noi istessi espogniamo, alla temerità e furore
903 1, 0, 6 | In cosa niuna potresti esponere tua opera con tua tanta
904 1, 0, 14| ricchezze; ma chi in mezzo esponesse le ricchezze di Genipatro,
905 2, 0, 19| sia in odio vive vizioso, esponga ogni tua opera e industria.~
906 1, 0, 24| così farò di dì in dì, esporrò quel ch'io sappia, possa
907 2, 0, 6 | noi come all'altre cose esposteci dalla natura, benché perfetta,
908 1, 0, 25| infelice quanto più vivi esposto a ogni strazio della fortuna.
909 2, 0, 6 | Ma che più? Non solo la essalazion, quale fumma d'alcune aperture
910 2, 0, 3 | monte in croce. E se bene essamineremo, forse troveremo vecchio
911 2, 0, 7 | mio trionfo me in parte essaudì togliendomi uno carissimo
912 1, 0, 5 | che qual sia altro animale essecrabile, quali tutti, pacifica la
913 1, 0, 18| in me e in altri veduto essempli quasi infiniti onde imparai
914 1, 0, 25| Quinto Marzio, lasciato le essequie del figliuolo, venne in
915 | esser
916 2, 0, 33| viveno in milizia, altri sé essercitano in portare cose utili a'
917 2, 0, 6 | giuoco di noi e insieme essercitarci a riconoscerla. Che stoltizia
918 1, 0, 5 | dati a vilissimi e infami essercizi. Ma molte più fortissime
919 1, 0, 23| giovorono a' miei amici essermi licito richiederne da chi
920 | esserti
921 | esservi
922 1, 0, 25| spessi in casa mia mortori essiccorono le vane lacrime e consumorono
923 2, 0, 6 | periti e' populi. Potrei estendermi in quante erbe, in quanti
924 0, ded | illustrissimum Principem Estensem.~ ~
925 1, 0, 16| occupati vivete pallidi, estenuati, consumati, poveri e infermicci?
926 2, 0, 6 | intere suggette ad ultimi estermini e ruine. E quale stolto
927 2, 0, 29| essecrabili, quasi el primo estimano la crudelità. E che adunque
928 1, 0, 7 | noi a noi le riceveremo ed estimeremo. E insieme vederemo le cose
929 2, 0, 33| fiume nascono, le notti estive e brevissime, piccioli animali
930 1, 0, 22| in ora vedrai ne' luoghi estremi delle città la moltitudine
931 2, 0, 8 | sollicitudine e paura, ed estremo pericolo d'ogni mia fortuna
932 1, 0, 7 | prima investighiamo le cose estrinseche e proprie della fortuna,
933 | et
934 2, 0, 33| vita. Ancora comparata alla eternità la nostra vita mortale in
935 2, 0, 32| distorli che non caggia in eterno sonno e morte. Socrate a
936 1, 0, 24| fusse pari veneno a quelli Etiopi, de' quali chiunche tocca
937 2, 0, 4 | dii essere beati. Negava Euripide ad altri che solo alli dii
938 1, 0, 25| figliuoli cento e quindici. Eutromo, re d'Arabia, scriveno vide
939 1, 0, 25| alcuna a sostenere o ad evitare gl'impeti avversi, educato
940 2, 0, 6 | beuto fra el latte strangolò Fabbio senatore. Uno acino d'uva
941 1, 0, 3 | suntuosissimi. Qui colonne fabricate dalla natura tante quante
942 1, 0, 23| ornamento alla sua patria Fabrizio, e Curio e altri simili
943 | facciano
944 1, 0, 18| incendio amatorio, sedate le face dell'ambizione, acquietato
945 | facessero
946 1, 0, 23| Luciano, Marziale e simili facetissimi eccitano in me quanto io
947 1, 0, 7 | quali certo sono levissime e facillime. E a potere questo m'occorreno
948 1, 0, 3 | ombra lietissima di questi faggi e abeti, e atorno, dovunque
949 2, 0, 7 | usare perfidia, quale una falacissima mostra pacificarsi per avere
950 1, 0, 3 | maledico, niuno ottrettatore fallace, qui iniquo niuno perturba
951 1, 0, 23| per uso ed età conosco le fallacie e simulazioni degli uomini
952 1, 0, 12| tardissimo, e a te e a me familiare. Cominciamo. Dimmi, o Teogenio,
953 2, 0, 5 | Asia dodici grandissime e famose città, dove ancora e ne'
954 1, 0, 24| fascinano erbe, arbori, fanciugli e tutti gli animali, per
955 2, 0, 33| dicea Palestra, non indotta fanciulla, cosa niuna meglio trovarsi
956 1, 0, 7 | trovò da una ripa caduto un fanciullo, e cupido aitarlo el prese
957 1, 0, 14| di domestici e familiari, fannoti ridere, lodano te in presenza
958 1, 0, 5 | pervicace, e quanto e' diceano, fantastico e bizzarro, quale contento
959 2, 0, 21| e' fusse dotto e buono, farebbe e direbbe cose non pochissime
960 | faremo
961 | farmi
962 | farò
963 | farsi
964 2, 0, 6 | primo dì vedesi collegato in fascie e dedicato a perpetua servitù,
965 1, 0, 24| uomini quali nati in Affrica fascinano erbe, arbori, fanciugli
966 2, 0, 6 | incredibile che le parole fascinino e perdano gli uomini. Lucio
967 2, 0, 6 | tempo: all'uomo mai ben fastidia la sua incontinenza. Gli
968 2, 0, 6 | a morte ma contagioso e fastidiosissimo. Cominciava al mento, poi
969 2, 0, 6 | natura, benché perfetta, fastidirono le fonte e i fiumi, onde
970 1, 0, 14| in quali sazio sé stesso fastidiva. Quello non ti concedo che
971 2, 0, 4 | mortali certo vediamo essere fatale e ascritto ordine dalla
972 1, 0, 7 | incommodi co' quali el nostro fato noi urteggia o i pessimi
973 | fatte
974 2, 0, 23| quanto dalle superstizioni e fatture de' magici e incantatori,
975 2, 0, 14| quasi come a qualunque e' favellano sia dotto e buono. Né possono
976 1, 0, 5 | benivolenza e dolce pace, el favellare, lo uomo pessimo l'adopera
977 1, 0, 5 | biasimassino colui che non altrove favellava che solo dove esso o dimandasse
978 1, 0, 24| essere dalla moltitudine favoreggiata che 'l buono ammonimento
979 | fece
980 1, 0, 22| perdute le mie ricchezze, feci come quel Menippo cinico
981 1, 0, 25| suoi la fortuna più puose fele che mele, certo troppo dolerà
982 1, 0, 25| consumorono in me tutte le inezie feminili, con quali dolendoci del
983 1, 0, 25| Anassagora insieme e quella femmina lacedemoniese; quali uomini
984 2, 0, 6 | potere uccidere qualunque fera a lui si opponesse, gli
985 1, 0, 10| vilissimi uomini cacciando le fere sopragiunse; giovane in
986 2, 0, 13| presso, da lungi, percotendo, ferendo?~
987 1, 0, 20| virilissimo, tale che ricevute ferite gravi non meno che cinque
988 1, 0, 20| quello quale solo e grave ferito salvò el capitolio assediato
989 1, 0, 22| volontà di mangiare, quasi fermento della fame, poi la sera
990 1, 0, 24| ragione del vivere me truovo fermissimo contro ogni ingiuria. Truovomi
991 1, 0, 18| adunque Genipatro e alquanto fermò gli occhi; poi se raccolse
992 1, 0, 26| Genipatro disputato; adunque fermossi alquanto summirando Tichipedo,
993 1, 0, 20| certare a solo a solo, vinse ferocissimi otto uomini armati inimici,
994 1, 0, 23| mi dilettano e' iocosi e festivi, tutti e' comici, Plauto,
995 1, 0, 25| simile ad Ilario Crisippo fesulano, venissi qui a questo quasi
996 2, 0, 5 | scrive Iustino, perirono fiaccati da terremuoti uomini numero
997 2, 0, 6 | ad Apolline in Babilonia fiato sì pestilente che col suo
998 2, 0, 10| insieme gloriarmi d'avere te fidatissimo amico in cui riposi l'animo
999 1, 0, 22| d'animo vile, che non si fidava potere in povertà sostenersi
1000 2, 0, 7 | questi lodatissimi nulla ci fideremo della fortuna, quale sa
1001 1, 0, 24| lacedemoniese chiamata Lampido, figliuola di re, moglie a re, madre
1002 1, 0, 25| con cinque figliuoli e due figliuole, dieci e sette nepoti maschi
1003 2, 0, 6 | sapere che materia, che figura, che natura, che forza sia
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