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Leon Battista Alberti
Theogenius

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-compa | compi-figur | filem-morbi | moria-puntu | puose-temer | temo-zenon

                                                            grassetto = Testo principale
     Parte,  Capitolo, Capoverso                            grigio = Testo di commento
1004 2, 0, 6 | fratello, per dolore espirò: Filemon pel troppo ridere. Omero 1005 1, 0, 7 | queste selve disopra vive filosofando, omo per età ben vivuta, 1006 1, 0, 22| ricchezze ora con men molestie filosoferemo in ozio'. E così troviamo, 1007 2, 0, 3 | statoli presentato, costui finì morendo con grandissima 1008 1, 0, 25| el merore piangendo, si finirebbe ogni fatica e arebbono le 1009 1, 0, 23| chi a te sia vero e chi finto amico. Né credere che persona 1010 1, 0, 2 | selva te vidi sì assederti fiso ora pensare ora scrivere, 1011 2, 0, 3 | grandissima sua ignominia fitto sulla cima d'un monte in 1012 2, 0, 15| presso di te quale per altrui fizione nulla diventi piggiore, 1013 1, 0, 23| con virtù. Disse Orazio Flacco poeta:~ ~Qualunque corse 1014 2, 0, 3 | istorico, fu sopra degli altri formosissimo. Visse anni tre e novanta 1015 1, 0, 5 | essercizi. Ma molte più fortissime ragioni a me provavano la 1016 1, 0, 20| quale tanto numero d'armati fortissimi giovani con suo petto e 1017 2, 0, 6 | essere sopra degli altri fortissimo e potere uccidere qualunque 1018 2, 0, 21| tu per sua cagione così fossi divenuto vizioso. Né sarà 1019 2, 0, 15| negli altri uomini la natura fragile essere e prona, così e ancora 1020 1, 0, 7 | infra' primi tuoi salutarmi frantesi, te essere coll'animo perturbato. 1021 2, 0, 15| incauti prestarono orecchie a' fraudolenti. E quando ben così fusse 1022 1, 0, 23| amplitudine tua e pompa civile, la frequenza di molti salutatori mai 1023 1, 0, 3 | fra le chiome di queste freschissime e vezzosissime erbette, 1024 2, 0, 4 | frutti, ora nuda senza sue fronde e chiome, ora squallida 1025 1, 0, 25| equità, non la umanità e frugalità; non sarebbe ascrittoti 1026 2, 0, 6 | luoghi desertissimi. Noi frugoli omicciuoli lo producemmo 1027 1, 0, 20| patria, alla famiglia vostra? Fugarete, ucciderete, sometterete 1028 1, 0, 8 | in essilio, proscritto e fugato da que' suoi inimici quali 1029 1, 0, 24| presto la virtù a chi non la fugga. Forse cercate amplitudine 1030 2, 0, 33| crassitudine e peso della terra, fugge da questo carcere come saetta 1031 2, 0, 33| riceve che quando tu la fuggi. Anzi quasi la morte nulla 1032 1, 0, 22| monti, per mille pericoli fuggiamo la povertà, e più molte 1033 2, 0, 31| a' mortali più essere da fuggirla che da desiderarla? E qualunque 1034 1, 0, 7 | essere se non inutili e da fuggirle: el vizio, la levità, l' 1035 2, 0, 15| che iudicano in sé da non fuggirlo, né a loro debba dispiacere 1036 2, 0, 6 | varie vie in mare. Eransi fuggiti gli abeti in su e' monti 1037 1, 0, 18| contagione del corpo, e fuggito lo strepito e fastidio della 1038 2, 0, 4 | poi sereno, poi pioggie, fulgori, tuoni, e così sempre di 1039 2, 0, 6 | solo la essalazion, quale fumma d'alcune aperture della 1040 0, ded, 1 | servo a memoria e amoti. E fummi caroel far cosa fusse 1041 | fummo 1042 2, 0, 3 | visse vacuo d'ogni lutto funebre in casa sua. Non però crederò 1043 2, 0, 6 | d'ogni membro in minuta furfura. El carbunculo, pessimo 1044 1, 0, 7 | colui uccise, quell'altro furò, quell'altro tradì, e per 1045 1, 0, 25| mancorono: prova'gli, e furonmi gratissimi. Se in essere 1046 2, 0, 4 | notte, lucido la mattina, fusco la sera, testé vento, subito 1047 1, 0, 24| instabile, volubile, lieve, futile, bestiale, ignava, quale 1048 2, 0, 7 | pensando sempre a qualche futuro incommodo, acciò che poi 1049 1, 0, 20| e pregiato che l'arme e gagliardia della gioventù».~ 1050 2, 0, 5 | quali menavano el giogo a Gaio Nerone Cesare, e simile 1051 2, 0, 5 | mancorono. E ne' tempi di Galieno Augusto principe romano 1052 1, 0, 20| capitolio assediato da' Galli, gente arditissima; e insieme 1053 1, 0, 23| romano, quale a tempo di Gallo Asinio e Marco Cirinno consoli 1054 2, 0, 15| perturbò el vero giudizio, o gastigano sé stessi quali incauti 1055 1, 0, 24| gl'ingiusti. E se vorrete gastigare l'iniustizie altrui a vostro 1056 2, 0, 15| che al sole. E recita Aulo Gelio di que' populi chiamati 1057 1, 0, 22| teatri tutti e' togati e gemmati cittadini stanno agitandosi, 1058 1, 0, 25| rispuosero: 'Sapea io me avere generato un uom mortale e aspettavalo, 1059 2, 0, 21| Quinci affermano che chi sia generoso sóle odiare ogni cura del 1060 2, 0, 33| scrivono trovarsi alcune genti chiamate Beloe, quali colle 1061 1, 0, 14| dottrina e maravigliosa gentilezza, grati a' buoni e a tutti 1062 1, 0, 24| via troverai dall'ultima Germania quanto e dalla estrema India 1063 2, 0, 4 | ora squallida e orrida pe' ghiacci e per la neve canute le 1064 1, 0, 20| la polvere, el sole, e' ghiazzi, e' venti, che utilità presterete 1065 1, 0, 7 | male, gravato di febbre giace con dolori debole e lasso; 1066 2, 0, 6 | essercito in dividere el Ginde, fiume grandissimo, in rami 1067 1, 0, 23| quattro milia cento e sedici, gioghi di buoi trecento e sessanta, 1068 1, 0, 18| sollèvati dal tuo merore. Così giova ridursi a memoria simili 1069 1, 0, 25| sospiri né ad altri né a me giovano, ché se le lacrime potessero 1070 2, 0, 7 | abbi a te, possono forse giovare, ma nulla nuocere. Parti 1071 2, 0, 15| sia può altro nulla che giovarti. Dicea Mario appresso di 1072 1, 0, 26| e avversa, o Tichipedo, gioveratti avermi udito, e arai me 1073 1, 0, 24| lodino muore e seccasi. Gioverebbevi ancora essere simili a quelli 1074 1, 0, 10| adunque disse Genipatro: «Ti giovi la nostra liberalità che 1075 0, ded, 1 | conobbi a me questa opera giovò, e sollevommi afflitto. 1076 1, 0, 24| d'Appolline rispose al re Gise, Aglao, privato in Arcadia, 1077 1, 0, 25| nulla si mosse; solo disse: 'Gittatelo ove vi pare: non a me ricevo 1078 2, 0, 3 | fusse alla fortuna accetto, gittò in mare el suo anello e 1079 1, 0, 22| ebreo istorico che molti giudei ierosolomite, assediati 1080 2, 0, 33| altra cosa, ma quello che giudicasse a' mortali ottimo. Retribuilli, 1081 2, 0, 15| chi gli perturbò el vero giudizio, o gastigano sé stessi quali 1082 1, 0, 23| che persona si possa ben giugnere ad amicizia se non merita 1083 1, 0, 25| miei amici e meco nati e giunti per sangue e per benivolenza, 1084 2, 0, 7 | lietissimi, l'uno ch'e' suoi ne' giuochi olimpici eran vittori, l' 1085 2, 0, 6 | seco stessi, quasi come giurasse in sé osservare ultima crudeltà 1086 1, 0, 24| quanto la legge e vostro giurato magistrato v'impose, non 1087 1, 0, 25| piangiamo risuscitasse, giurerebbe dispiacerli la nostra stultizia, 1088 1, 0, 10| molto lodare questo luogo, e giurò mancarli a somma felicità 1089 1, 0, 20| uomini armati inimici, e in giusta e ordinata battaglia spogliò 1090 1, 0, 24| vostro arbitrio, non sarete giusti. E se asseguirete quanto 1091 2, 0, 31| tutte le avversità. Versi di Giuvenale, ottimo poeta satiro:~ ~ 1092 2, 0, 32| stare el suo ultimo ? Glaucopis dea, presso ad Omero, negava 1093 2, 0, 6 | Iove, compagno di Diana, gloriandosi d'essere sopra degli altri 1094 2, 0, 10| tua virtù, e indi insieme gloriarmi d'avere te fidatissimo amico 1095 1, 0, 22| più arebbono che tu da gloriarsi. Ma tanto te loderò quanto 1096 2, 0, 6 | ricevute. Cesare Augusto si gloriava in sue battaglie, senza 1097 2, 0, 3 | solo. Macedonia, provincia gloriosa, quale ebbe imperio in Asia, 1098 1, 0, 10| essere felice, el quale gode questo fonte amenissimo 1099 2, 0, 8 | benificati da me, impiissimi godono per loro fraude e nequizia 1100 2, 0, 3 | utile a procreare figliuoli. Gorgias visse anni otto e cento 1101 2, 0, 6 | simile a te, verso a chi governa el cielo, volesse riconoscere 1102 2, 0, 33| sieno ottimi e dottissimi governano la republica e hanno cura 1103 1, 0, 24| madre a chi ebbe imperio e governo in tutte le cose, però che 1104 1, 0, 18| quello quale tu con molto grado accettasti da lei? Che può 1105 1, 0, 25| altri inetti, quali credono, graffiandosi e picchiandosi e urlando, 1106 | gran 1107 1, 0, 18| giovane tanto erano dolze e grate quanto erano da me state 1108 1, 0, 3 | aura, indi senti venire a gratificarti suavissimi odori. E poi 1109 1, 0, 18| stesso contento a me stesso gratifico; quale una faccenda tanto 1110 1, 0, 7 | quell'altro ancora pur male, gravato di febbre giace con dolori 1111 1, 0, 25| de' miei dovesse essere gravissima e molestissima, da' quali 1112 1, 0, 2 | sturbarti me contenni ch'io non gridassi una e un'altra voce. Ma 1113 1, 0, 12| certo essere te, Genipatro». Gridò Tichipedo e disse: «Dileggi 1114 2, 0, 6 | inimici a' populi cirenaici e' grilli. E così troverai in le istorie 1115 1, 0, 24| Treballi, quali subito uccidono guardando irati fermo chi si sia; 1116 2, 0, 23| da nulla tanto dobbiamo guardarci, quanto dalle superstizioni 1117 2, 0, 6 | romano, impazzò a morte guasto da incanti amatori. Curione 1118 1, 0, 24| bestiale, ignava, quale solo si guidi con errore, inimica sempre 1119 1, 0, 25| Mitridate, quale uso spesso a gustar el veleno rendette in sé 1120 | ha 1121 2, 0, 33| inutile. Scriveno che apresso Iasium la faccia di Diana posta 1122 2, 0, 3 | imperio in Asia, Armenia, Iberia, Albania, Capadocia, Siria, 1123 2, 0, 31| figliuolo d'Antemione nato in Ida insula apresso il fiume 1124 0, ded, 1 | cose pregiate dalle persone idiote e vulgari; ma in prima quello 1125 1, 0, 22| povertà sostenersi in vita. Iero tiranno siracusano a Senofone 1126 2, 0, 3 | membra alcuno incommodo. Ieronimo istorico, scrive Luciano, 1127 2, 0, 5 | ruinarono, Apamea, Laodicia, Ieropoli e Colossa. E scrive Tacito 1128 1, 0, 22| istorico che molti giudei ierosolomite, assediati dallo essercito 1129 1, 0, 24| avesse fatti, qual scrive Ifigenio e Ninfodoro, simili a quelli 1130 1, 0, 24| lieve, futile, bestiale, ignava, quale solo si guidi con 1131 1, 0, 10| nominato: io in essilio ignobile. Difformità tra noi grandissima. 1132 1, 0, 16| tu mai el costume degli ignoranti e insolenti uomini? Vedili 1133 | II 1134 1, 0, 25| meno che se io, simile ad Ilario Crisippo fesulano, venissi 1135 1, 0, 24| ancora essere simili a quelli Illirici e Treballi, quali subito 1136 0, ded | Ad Leonellum illustrissimum Principem Estensem.~ ~ 1137 2, 0, 7 | furore della fortuna, alla imbecillità, di nostra sorte, alla nostra 1138 1, 0, 22| quale, perché gli furono imbolati i suoi danari, se impiccò: 1139 1, 0, 25| que' miei casi, e dispuosi imitarli. E tanto di me a me stessi 1140 1, 0, 14| essere a te stessi simile per imitarlo. A te, Tichipedo, non mancano 1141 1, 0, 5 | con arme e modi infiniti immette sua peste e morte. E quello 1142 2, 0, 7 | apparecchiata alla nostra republica, immettesse a me e alla mia famiglia. 1143 1, 0, 12| parte de' tuoi beni sanza imminuirli a te, e vederanno le mie 1144 1, 0, 18| precipitosi consigli, mie immoderate voluntà, miei studi lievi, 1145 2, 0, 7 | cose succederanno bene. Dio immortale quattro inanzi al mio 1146 1, 0, 14| quanto dobbiamo sperarne immortali. A te ancora, Tichipedo, 1147 1, 0, 3 | onde sollevandosi e dolce immurmurando bello m'inchina e risaluta, 1148 1, 0, 26| stessi pispigliando disse e immutò quel verso di Didone presso 1149 1, 0, 26| e arai me essemplo donde impari ch'ella così soglia e possa 1150 2, 0, 6 | vita, molti da subiti tuoni impauriti caderono e perirono. Chilo 1151 2, 0, 6 | O animale irrequieto e impazientissimo di suo alcuno stato e condizione, 1152 2, 0, 6 | summo principe romano, impazzò a morte guasto da incanti 1153 2, 0, 33| senza volontà del sommo imperadore uscire del luogo a te dato 1154 1, 0, 20| sua virtù ebbe da' suoi imperadori prigioni ventimilia e altri 1155 2, 0, 6 | minima bestiuola, e nato per imperare a tutti gli animanti conosce 1156 1, 0, 22| cerchi a ricchire in altrui imperi. Ma sia qui argumento non 1157 1, 0, 25| sostenere o ad evitare gl'impeti avversi, educato in delizie, 1158 1, 0, 22| imbolati i suoi danari, se impiccò: omo avaro e, quanto io 1159 2, 0, 8 | molti modi benificati da me, impiissimi godono per loro fraude e 1160 2, 0, 33| giumenti indugiavano, sé imposero al giogo e condussero la 1161 1, 0, 7 | variare, nulla uscire da sua imposta e ascritta legge, né può 1162 1, 0, 7 | casa, peritoli el naviglio, impoverito; quell'altro pur male, perduto 1163 1, 0, 6 | difficultà de' tempi che la improbità degli uomini. Io e dalla 1164 2, 0, 33| diletterà morire, se serà non imprudente, quanto conoscerà che per 1165 2, 0, 23| superstizioni e fatture de' magici e incantatori, quale nuoceno ad altri 1166 2, 0, 6 | impazzò a morte guasto da incanti amatori. Curione oratore 1167 2, 0, 3 | massimo pontefice, morì incatenato nella publica carcere. Policrate, 1168 2, 0, 15| gastigano sé stessi quali incauti prestarono orecchie a' fraudolenti. 1169 1, 0, 7 | vorrei come quel contadino incauto, quale tornando a' suoi 1170 1, 0, 7 | che 'l fuoco sia parato ad incendere e dedurre a cenere ogni 1171 2, 0, 33| poi arderlo, e comandò la incendessero. Virrio capuano con suoi 1172 1, 0, 23| iniquità della fortuna, non gli incendi, naufragi, ruine, potranno 1173 1, 0, 18| Refrigerato, spento, sublato l'incendio amatorio, sedate le face 1174 2, 0, 21| quanto dicevi, cerca vederti inceso d'ira e di disdegno e simili 1175 1, 0, 3 | dolce immurmurando bello m'inchina e risaluta, ora lieto molto 1176 1, 0, 22| la fame e peste in quale inchiusi nella terra perìano, in 1177 2, 0, 33| ancora e per non essere inchiuso in questo loto de' membri 1178 1, 0, 18| m'interveniva. Accusava, incolpava, castigava miei errori, 1179 1, 0, 7 | tale ch'io non so donde incominciare. Ma piacemi in prima investighiamo 1180 2, 0, 7 | sia incorriamo in qualche incomodo. Più tosto fie nostro offizio, 1181 2, 0, 3 | con loro gesti e parole inconsiderate e piene di fastidio e convizio. 1182 2, 0, 6 | mai ben fastidia la sua incontinenza. Gli altri animali contenti 1183 2, 0, 23| ma solo per non lasciarli incorrere in maggior iniustizia.~ 1184 2, 0, 7 | maravigliarci se quando che sia incorriamo in qualche incomodo. Più 1185 2, 0, 33| che in noi sia libero e incorrotto da quello che sia caduco, 1186 2, 0, 5 | natura in cose grandissime e incredibili non meno che la fortuna 1187 2, 0, 8 | uomini, quali ottrettando, inculpando, insimulando, e con quanta 1188 0, ded, 1 | te, omo eruditissimo, non inculpatore di quello che molti m'ascriveno 1189 1, 0, 22| volevano suoi confini essere inculti e in gran spazio deserti 1190 2, 0, 29| parte quel vizio se per tua indiligenza chi si sia venisse contro 1191 0, ded, 1 | facilità e umanità non fu indizio esserti Battista Alberti 1192 1, 0, 25| meno con suoi costumi e indole mi satisfaceano, adoloravo. 1193 1, 0, 10| ostentava le gemme, luceali indosso la seta, le perle e le pitture 1194 2, 0, 33| Plauto dicea Palestra, non indotta fanciulla, cosa niuna meglio 1195 2, 0, 6 | e piaceli quello che li induca spesso in brutto furore 1196 1, 0, 5 | la difficultà de' tempi inducere povertà e necessità; onde 1197 2, 0, 33| Iunone: perché e' giumenti indugiavano, sé imposero al giogo e 1198 1, 0, 25| animo forte e constante non indugiorono che 'l tempo li vendicasse 1199 2, 0, 15| buoni, loro natura, sono indulgentissimi, e udendo gli altrui errati 1200 1, 0, 24| offenda, non quasi per altro indursi quanto che per trarsene 1201 2, 0, 7 | mostra pacificarsi per avere induzie a maggior guerra e occasione 1202 1, 0, 18| domestiche e assidue alla inesperta gioventù, truovomi ancora 1203 1, 0, 3 | Cosa rarissima, ricchezza inestimabile un vero amico, poiché oltre 1204 1, 0, 25| mostrarmi simile agli altri inetti, quali credono, graffiandosi 1205 1, 0, 10| quindi furon fra quelli inettissimi assentatori, per quali Genipatro 1206 1, 0, 22| Ma sia qui argumento non inetto quanto d'ora in ora vedrai 1207 2, 0, 20| fatta o ditta cosa piace. Infamerollo, acquisterogli inimici, 1208 1, 0, 5 | borse e dati a vilissimi e infami essercizi. Ma molte più 1209 2, 0, 8 | inimicizia, mala vita e grave infamia. Pessimi uomini, quali in 1210 1, 0, 24| vi molestano, e avendole infastidiano. Le cose buone forse sono 1211 1, 0, 24| essere nulla che inconstanza, inferma, instabile, volubile, lieve, 1212 2, 0, 33| reputano cosa misera morirsi infermi: per questo consentiscono 1213 1, 0, 16| estenuati, consumati, poveri e infermicci? Che cercate voi con tante 1214 2, 0, 6 | tutti gli altri animali infermissimi, se mai quando che sia riceviamo 1215 1, 0, 7 | urteggia o i pessimi uomini c'infestano, se vorremo investigarne, 1216 1, 0, 18| molestissime quali me soleano infestare giovane, ora o sazio o libero 1217 1, 0, 22| inimicissimo, con opera infestissima, assidui, vigilantissimi 1218 1, 0, 24| calunniare e uccidere e infiammare templi e sacri luoghi. Che 1219 1, 0, 24| magistrato, concedute a qualunque infimo plebeo non meno che a' primari 1220 2, 0, 5 | natura, che sarebbe materia infinita a raccontarli. Notissima 1221 1, 0, 22| nati al spendere, numero infinito d'uomini pestilenziosi, 1222 2, 0, 6 | meno che gli altri suoi infortuni premono e' mortali. Agiugni 1223 2, 0, 33| apparecchiata la cena, infuso d'unguenti odoriferi, bevendo 1224 2, 0, 15| diventi piggiore, e loro ingannati si dolgono di chi gli perturbò 1225 1, 0, 18| essere stato spesso da lei ingannato, l'avere in ogni cosa notato 1226 2, 0, 18| MICROTIRO. Non adunque m'ingegnerò esserli grave e molestissimo?~ 1227 1, 0, 24| pari. Ma meco simili odiosi ingegni nulla troveranno da concertare, 1228 1, 0, 22| ne portavano trangusate e inghiottite occulte alcune monete: qual 1229 2, 0, 5 | Cesare e Antonio, ruinò inghiottito dalla terra.~ 1230 1, 0, 24| vi temerà niuno se non gl'ingiusti. E se vorrete gastigare 1231 1, 0, 22| ne assediano con animo inimicissimo, con opera infestissima, 1232 2, 0, 8 | malignità de' perfidi e iniquissimi uomini, quali ottrettando, 1233 1, 0, 23| perfidia degli uomini, non la iniquità della fortuna, non gli incendi, 1234 1, 0, 24| reputato ottimo, due volte ebbe iniusta repulsa dal populo. Coroliano, 1235 1, 0, 22| per altro crudelissime e iniustissime ucciso che solo pel molto 1236 1, 0, 24| E se vorrete gastigare l'iniustizie altrui a vostro arbitrio, 1237 2, 0, 6 | frutti. Noi gli adulteriamo innestandoli e coniungendoli. Diedeci 1238 2, 0, 4 | vediamo e' cieli continuo innovare sua varietà. Affermava Platone, 1239 1, 0, 16| cercate voi con tante vostre inquietissime fatiche? Volete sapere che 1240 2, 0, 6 | in brutto furore e ultima insania; tanto nulla pare ci piaccia 1241 1, 0, 18| ben saggio, a me stesso insegnai contenere mia volontà e 1242 1, 0, 5 | imparare, o rispondesse per insegnare e riconfermare virtù e dottrina 1243 1, 0, 20| vittorie, né asseguirai pari insegne e lode in arme a Luzio Tizio 1244 2, 0, 14| odio e veneno delle parole inseminando suspizione, odio, eccitando 1245 2, 0, 7 | e occasione a gravissime insidie; e aparecchiarènci con animo 1246 2, 0, 8 | ottrettando, inculpando, insimulando, e con quanta possono opera, 1247 1, 0, 8 | e precipitoso, per false insimulazioni e relazioni da occulti loro 1248 1, 0, 20| TEOGENIO. «Non insisto», disse Genipatro, «disputando 1249 1, 0, 16| costume degli ignoranti e insolenti uomini? Vedili superbi, 1250 1, 0, 24| e palese temerità d'uno insolentissimo più essere dalla moltitudine 1251 1, 0, 24| che inconstanza, inferma, instabile, volubile, lieve, futile, 1252 1, 0, 18| fortuna. Conosco la sua instabilità e perfidia, provo che chi 1253 1, 0, 7 | qualche iocundità quanto instituimo, mi pare da recitarti la 1254 1, 0, 7 | pertanto moderare e bene instituire nostre oppinioni e sentenza, 1255 2, 0, 6 | cure ad imparare leggi e instituiti della patria sua; e poi 1256 1, 0, 25| io dolze comunicassi miei instituti, volontà e studi. Adunque 1257 2, 0, 6 | a piangere, sì come che instrutto dalla natura presentisca 1258 2, 0, 31| d'Antemione nato in Ida insula apresso il fiume Simeonte, 1259 2, 0, 3 | fra l'altre simile selve e insule una trovarsi nelle acque 1260 1, 0, 14| madre d'ogni sua volontà, l'intelletto sincero e la ragione interissima. 1261 2, 0, 6 | cielo, de' pianeti, delle intelligenze, e mille secreti vogliamo 1262 1, 0, 5 | chi l'ascoltasse; ché bene intendeva io quanto apresso simili 1263 2, 0, 6 | vediamo le terre e provincie intere suggette ad ultimi estermini 1264 2, 0, 6 | stessi contenne in tristezza interi almeno quaranta . Di poi 1265 2, 0, 10| di chi senza modo, senza intermissione, senza fine mi stimola? 1266 2, 0, 3 | fermo e in ogni suo membro intero. Lucio Volusio, scrive Cornelio 1267 1, 0, 22| omo avaro e, quanto io interpetro, d'animo vile, che non si 1268 2, 0, 10| di me tanto valse ch'io interposi ogni altra cura, e solo 1269 1, 0, 11| degnissima! Seguita, non ti interrumpo.~ 1270 1, 0, 25| dolea quanto io stimava interrutte mie speranze ed espettazioni, 1271 2, 0, 15| sommerse. Così par sempre intervenga che questi maligni sé stessi 1272 1, 0, 9 | infelicissimo; se già non intervenisse, come dicono, ch'e' nostri 1273 1, 0, 18| qual cosa giovane non m'interveniva. Accusava, incolpava, castigava 1274 1, 0, 18| premolestia non ora in mie voluttà interviene. Godo testé qui ragionando 1275 1, 0, 25| diligente gli ascoltai, e intesile essere ragioni e documenti 1276 1, 0, 3 | perfettissimi colori di vari fiori intessuti fra el verde splendere in 1277 1, 0, 5 | superbia, lascivia, ambizione e intollerabile licenza. Scritto adunque 1278 1, 0, 25| interverrebbono; ogni minimo intoppo aresterebbe ogni tuo corso 1279 1, 0, 25| stimiate me sì duro né sì inumano che a me fussero ingrati 1280 2, 0, 5 | dicono fu sumersa dalle inundazioni dell'acque, e nei tempi 1281 2, 0, 31| morte sarebbe stata non inutilissima. Non arebbe veduto tanta 1282 1, 0, 16| tanta assiduità in cose inutilissime. Saravve licito mai restare 1283 2, 0, 31| pianti e perpetuo merore~s'invecchi adolorato in veste nera.~ ~ 1284 1, 0, 7 | c'infestano, se vorremo investigarne, gli troveremo tali che 1285 1, 0, 6 | due disputazioni una terza investigazione, quale ora a me soviene 1286 2, 0, 6 | con tante vigilie, tante investigazioni, tanta industria, tanta 1287 1, 0, 18| abitare fra li dii quando io investigo e ritruovo el sito e forze 1288 2, 0, 3 | gravi le malivolenze, l'invidie, inimicizie, suspizioni, 1289 1, 0, 13| ora per povertà diventato invidiosissimo e maledicentissimo; a cui 1290 1, 0, 14| faccia essere maledico e invidioso. Erano in lui questi uniti 1291 1, 0, 24| consorzio di molti rapacissimi, invidissimi e immanissimi, a' quali 1292 1, 0, 3 | specchi. Agiungi che qui niuno invido, niuno maledico, niuno ottrettatore 1293 1, 0, 23| se forse mi dilettano e' iocosi e festivi, tutti e' comici, 1294 2, 0, 33| esce dimostra sé lieta e iocunda. Forse così a noi la nostra 1295 1, 0, 22| inanzi e affaticarsi dava iocundissime vivande al desinare, e levarsi 1296 1, 0, 7 | asseguire questo con qualche iocundità quanto instituimo, mi pare 1297 1, 0, 22| suo padre portato. Scrive Iosofo ebreo istorico che molti 1298 2, 0, 6 | che a Orione, figliuolo di Iove, compagno di Diana, gloriandosi 1299 2, 0, 21| cerca vederti inceso d'ira e di disdegno e simili perturbazioni. 1300 2, 0, 5 | forse non raro co' mortali irata la natura mostra quanto 1301 1, 0, 20| numero de inimici assidui e iratissimi forse quanti ne uccise M. 1302 2, 0, 6 | el suo sapore? O animale irrequieto e impazientissimo di suo 1303 2, 0, 6 | in quel pensiero mancò. Isocrate, quale nato anni sei e novanta 1304 2, 0, 6 | E scrisse M. Varrone in Ispagna essere stata svelta una 1305 2, 0, 6 | Scrive Iustino e Paulo Orosio istorici ch'e' populi chiamati Obderite, 1306 2, 0, 31| a chi molto ci vive,~che iterata sempre clade in casa,~con 1307 1, 0, 25| che restammo. E ancora le iterate mie calamità offirmorono 1308 1, 0, 7 | suoi, perduta la patria, ito in essilio, rimaso in solitudine; 1309 2, 0, 7 | fortuna coll'animo staremo iudicando che né essa con sua perfidia, 1310 2, 0, 15| udendo in altri quello che iudicano in sé da non fuggirlo, né 1311 1, 0, 24| dall'oraculo d'Appolline iudicato santissimo, dal populo fu 1312 1, 0, 10| nostro ragionamento, credo iudicherete questi miei calli come segni 1313 1, 0, 7 | le adopriamo. Ma pareno a iudizi corrotti e pieni d'errore 1314 2, 0, 33| figliuoli d'Argia sacerdote di Iunone: perché e' giumenti indugiavano, 1315 2, 0, 5 | Sicilia un tempo essere stata iunta e continente con Italia, 1316 1, 0, 24| buoni. Scipione Nassica per iuramento del senato reputato ottimo, 1317 1, 0, 25| desiderate a chi lasciare iusta eredità, le vostre fortune. 1318 1, 0, 24| vorrete essere quanto dovete iusti, vi temerà niuno se non 1319 2, 0, 5 | truova tutta Italia stata labefattata da' terremuoti. E ne' tempi 1320 1, 0, 13| degna faccenda era faccenda laboriosissima. Vita odiosa la sua!~ 1321 2, 0, 21| astritti d'una catena e laccio quale quanto più cerchi 1322 2, 0, 5 | suo populo. La terra de' Lacedemoniesi concussa da e' monti Tageti 1323 2, 0, 3 | trovarsi nelle acque presso al laco Vadimonio quale né né 1324 1, 0, 2 | molto commovere, e insieme lacrimai per letizia. Né so come 1325 1, 0, 8 | infortunio me abbracciò e disse lacrimando: «O Microtiro, Dio a te 1326 1, 0, 26| sé suspeso e tacito quasi lacrimava; poi si volse a me e con 1327 1, 0, 22| uomini, sicura in mezzo de' ladroni, né tanto facile ad asseguirla, 1328 1, 0, 24| quella lacedemoniese chiamata Lampido, figliuola di re, moglie 1329 2, 0, 6 | natura vario e utile vestire, lana, setole, spine, piuma, penne, 1330 2, 0, 5 | città ruinarono, Apamea, Laodicia, Ieropoli e Colossa. E scrive 1331 2, 0, 6 | penne, squame, cuorio e lapidoso scorzo, e persino agli albori 1332 0, ded, 1 | mie per l'avenire con più larghezza. Amami.~ ~ 1333 2, 0, 22| MICROTIRO. Che faremo adunque? Lasceremo noi seguitarli con sua insolenza 1334 2, 0, 15| i buoni in parte alcuna lasciano persuadersi, el danno sta 1335 1, 0, 25| dispensandole a' miei amici lasciar in loro mano qualche segno 1336 1, 0, 25| solliciti desiderate a chi lasciare iusta eredità, le vostre 1337 2, 0, 23| alcuno, ma solo per non lasciarli incorrere in maggior iniustizia.~ 1338 1, 0, 22| in naufragio: 'Così noi lasciate le ricchezze ora con men 1339 1, 0, 25| disputeremo'. Quinto Marzio, lasciato le essequie del figliuolo, 1340 1, 0, 5 | la insolenza, superbia, lascivia, ambizione e intollerabile 1341 1, 0, 13| arrogante, levissimo, temerario, lascivo in que' tempi, e ora per 1342 2, 0, 15| abbiamo da non odiare chi non lassi errarci, e chi noi ecciti 1343 2, 0, 32| colla età surgono infinite lassitudini a nostre membra, infiniti 1344 1, 0, 7 | giace con dolori debole e lasso; e questi simili vedo a 1345 0, ded, 1 | elegante in lingua più tosto latina. A questi fie altrove da 1346 1, 0, 20| bellicosissima a ubbidire latine legge e imperio. Potrei 1347 2, 0, 6 | morte. Un pelo beuto fra el latte strangolò Fabbio senatore. 1348 1, 0, 24| cantuccio della provincia, lavorava una sua villuccia, di qual 1349 1, 0, 18| ragionando con voi, godo solo leggendo in questi libri, godo pensando 1350 1, 0, 10| trovarci spesso insieme, leggiavamo. Ecco Tichipedo con suoi 1351 2, 0, 6 | un palombo edificato di legno. Che più essemplo detestabile 1352 0, ded | Ad Leonellum illustrissimum Principem 1353 2, 0, 6 | tigri, amici fra loro e' leoni, e' lupi, gli orsi; qual 1354 2, 0, 7 | mediocre calamità a tante letizie. Scrive Livio istorico che 1355 1, 0, 16| el pane che queste vostre letteruzze?»~ 1356 0, ded, 1 | si richiedea per essere letti da te, e principe e litteratissimo. 1357 1, 0, 25| se le lacrime potessero levarci el merore piangendo, si 1358 1, 0, 7 | moleste quali certo sono levissime e facillime. E a potere 1359 1, 0, 10| suoi cani e moltitudine di levissimi e vilissimi uomini cacciando 1360 1, 0, 13| inerte, ambizioso, arrogante, levissimo, temerario, lascivo in que' 1361 2, 0, 7 | erede un figliuolo maschio, levò le mani al cielo e pregò 1362 1, 0, 10| Genipatro: «Ti giovi la nostra liberalità che tu conosca te tanto 1363 2, 0, 21| per potere quanto dobbiamo liberi ed espediti dare opera alle 1364 1, 0, 24| ingiurie, da queste sono io liberissimo. A niuno con detti miei 1365 0, ded, 1 | affermo, io scrissi questi libretti non ad altri che a me per 1366 2, 0, 5 | Antistia presso a' Meoti, e Licen e Biria città nobilissime 1367 1, 0, 24| mezzo, facile ad asseguirle, licite a' privati come a chi siede 1368 0, ded, 1 | Licurgus, dicono, statuì in Sparta 1369 1, 0, 3 | dal sole noi copre ombra lietissima di questi faggi e abeti, 1370 2, 0, 7 | Macedonici, quale avuti tre nunzi lietissimi, l'uno ch'e' suoi ne' giuochi 1371 1, 0, 20| Ariopagite, insieme e ancora Ligurgo e sue santissime leggi, 1372 2, 0, 6 | cincischiànle, diamoli nuova lima e forma. Ella distinse gli 1373 0, ded, 1 | accetto a chi simile a te, Lionello, meriti essere amato, si 1374 2, 0, 6 | l'acqua naturale e ottimo liquore, trovorono el vino, non 1375 2, 0, 6 | Sentenza di Pindaro, poeta lirico, l'omo essere quasi umbra 1376 2, 0, 5 | figliuolo, la terra chiamata Lisimachia ruinando sfracellò tutto 1377 0, ded, 1 | che io offesi la maiestà litteraria non scrivendo materia sì 1378 1, 0, 16| usitata vostra astuzia di voi litterati, o Teogenio! Tu lodasti 1379 0, ded, 1 | fussi inteso da' miei non litteratissimi cittadini. Certo conobbi 1380 1, 0, 16| litterati, o Teogenio! Tu lodasti qui costui per insieme lodare 1381 1, 0, 25| Non per questo sarebbe lodata la tua equità, non la umanità 1382 1, 0, 25| urlando, o da' vivi essere lodati o da' morti essere uditi 1383 1, 0, 7 | sono buone e utilissime e lodatissime. In qual numero si scrive 1384 2, 0, 7 | Simile adunque a questi lodatissimi nulla ci fideremo della 1385 1, 0, 24| modo che ciò che troppo lodino muore e seccasi. Gioverebbevi 1386 1, 0, 24| cielo sono né più di voi lontani né più vicini, tanta via 1387 2, 0, 33| essere inchiuso in questo loto de' membri nostri quale, 1388 2, 0, 6 | perdano gli uomini. Lucio Luccullo, summo principe romano, 1389 2, 0, 6 | omicciuoli lo producemmo in luce e ponemmolo fra' primi usi. 1390 1, 0, 10| insolente, ostentava le gemme, luceali indosso la seta, le perle 1391 2, 0, 6 | e ancora el fummo della lucerna spenta anneca el parto e 1392 2, 0, 6 | Ella disperse le gemme lucidissime e in forma quanto a lei 1393 2, 0, 4 | el , freddo la notte, lucido la mattina, fusco la sera, 1394 2, 0, 32| poco a poco? Sono versi di Lucrezio poeta vetustissimo:~ ~Già 1395 2, 0, 3 | sino entro alla India terre luntanissime, costei cadde in calamità 1396 2, 0, 6 | amici fra loro e' leoni, e' lupi, gli orsi; qual vuoi animale 1397 2, 0, 6 | umana, inimico a se stessi. Lupo dicea Plauto poeta essere 1398 1, 0, 3 | l'ombra, e vincere tanto lustro e chiarore dei cielo; e 1399 2, 0, 3 | sessanta visse vacuo d'ogni lutto funebre in casa sua. Non 1400 1, 0, 22| ottengonsi. Dicea Allessandro re macedone che levarsi inanzi e 1401 2, 0, 3 | fu ridutta a un solo. Macedonia, provincia gloriosa, quale 1402 2, 0, 3 | vendette a servitù città macedoniche trionfali numero settanta 1403 2, 0, 7 | sospette. Lodano Filippo re de' Macedonici, quale avuti tre nunzi lietissimi, 1404 1, 0, 24| per la seguita vittoria macedonico, lasciò in vita suoi quattro 1405 2, 0, 23| superstizioni e fatture de' magici e incantatori, quale nuoceno 1406 0, ded, 1 | dicono che io offesi la maiestà litteraria non scrivendo 1407 1, 0, 13| diventato invidiosissimo e maledicentissimo; a cui il non avere alcuna 1408 2, 0, 21| Assai gli acquisteran odio e malivolenza e mala fortuna e' suoi vizi, 1409 2, 0, 3 | molesta. Furono loro gravi le malivolenze, l'invidie, inimicizie, 1410 1, 0, 20| ancora agiunta la prodezza di Mallio Capitolino, quello quale 1411 2, 0, 6 | scriveno sopravenne nuovo malore non pericoloso a morte ma 1412 1, 0, 25| sentimenti. Adunque a me mancandomi e' miei solo mi dolea quanto 1413 1, 0, 10| lodare questo luogo, e giurò mancarli a somma felicità altro nulla 1414 1, 0, 25| per quale io me riputava, mancatomi e' maggiori, crescermi cura 1415 1, 0, 25| quando de' miei alcuno mancava, desideravalo, ma poi quando 1416 1, 0, 14| A Genipatromanca, né mancherà iusto padre d'ogni suo instituto 1417 2, 0, 3 | inerte di Tichipedo non mancherebbono presta miseria e tristezza. 1418 1, 0, 10| Tichipedo mio, che a te non manchino più cose non da te conosciute 1419 1, 0, 25| Fui padre amato da' miei. Mancoronmi in età mia quando io potea 1420 2, 0, 5 | proverbio de' Greci, sempre ne manda el Nillo e l'Affrica, non 1421 0, ded, 1 | e per questa quale i' ti mando operetta, manifesto potrà 1422 1, 0, 20| Fabio propulsò l'ultima manifesta e pronta ruina alla patria, 1423 0, ded, 1 | quale i' ti mando operetta, manifesto potrà parerti, quanto reputo 1424 2, 0, 32| usciamo in vita, come dicea Manilio Probo, quel poeta astronomico, 1425 2, 0, 6 | uccise Diodoro filosofo. Aulo Manlio Torquato per troppa volontà 1426 2, 0, 4 | vediamo ora niuna, come dicea Mannilio poeta, segue mai simile 1427 2, 0, 3 | Né debbasi uno e un altro maravigliare se ella seco usa sua innata 1428 2, 0, 10| a meco lodarti tacito e maravigliarmi di tua virtù, e indi insieme 1429 2, 0, 3 | industria, non però sarebbe da maravigliarsi se a lui non sempre fu la 1430 2, 0, 2 | ruinare in tanta infelicità! Maravigliomene e duolmene.~ 1431 2, 0, 8 | MICROTIRO. Maravigliomi e di me fo coniettura quanto 1432 2, 0, 5 | romano furono terremuoti maravigliosi. Muggirono e' monti e in 1433 2, 0, 7 | nuocere. Parti che detto maraviglioso? Tu certo lo vedrai verissimo. 1434 2, 0, 6 | altro uso in prima che a marcirlo in mare. Stavansi e' marmi 1435 2, 0, 15| nulla che giovarti. Dicea Mario appresso di Salustio in 1436 2, 0, 5 | salse, e molte furono terre marittime oppresse dal mare e summerse. 1437 2, 0, 6 | marcirlo in mare. Stavansi e' marmi giacendo in terra: noi li 1438 1, 0, 25| figliuole, dieci e sette nepoti maschi e venti e nuove figliuoli 1439 2, 0, 7 | partorito erede un figliuolo maschio, levò le mani al cielo e 1440 2, 0, 33| preseno el veneno. E apresso Massageti populi era costume vetustissimo 1441 1, 0, 10| ricco, abbiente danari, massarizie, armenti, prati, boschi, 1442 1, 0, 25| biasimare. Scrive Eutropio che Massinissa re lasciò in vita di sé 1443 2, 0, 4 | comune sentenza di tutti e' matematici, non prima con sue stelle 1444 2, 0, 6 | E non solo queste cose materiali, ma e in qualunque vòi altra 1445 1, 0, 25| consumatore di tutte le cose, qual maturando leva ogni acerbità, d'ora 1446 1, 0, 25| autorità presso de' gravi e maturi, che dignità presso de' 1447 2, 0, 33| quello che sempre ci sia maturo e necessario. Accusone la 1448 2, 0, 6 | serpenti ruppeno del suo corpo. Mecenate sofferse in sua vita perpetua 1449 | medesimi 1450 2, 0, 3 | gente estremissime, Battri, Medi, Persi, e quasi a tutto 1451 1, 0, 24| Ippocrate medico fu chiesto a medicarlo. Antiquissimo e usitato 1452 2, 0, 3 | bisognò curarsi con alcuna medicina. E Antonio Castore dicono 1453 1, 0, 24| epistole per quale Ippocrate medico fu chiesto a medicarlo. 1454 | mei 1455 1, 0, 25| fortuna più puose fele che mele, certo troppo dolerà non 1456 2, 0, 33| inchiuso in questo loto de' membri nostri quale, come dicea 1457 2, 0, 5 | tempo essere stato sopra Memfi, sopra sino a' monti di 1458 2, 0, 5 | giumenti ermafroditi quali menavano el giogo a Gaio Nerone Cesare, 1459 2, 0, 15| altre e pari e maggiori mende. Ma pur dove questo a te 1460 1, 0, 22| ricchezze, feci come quel Menippo cinico quale, perché gli 1461 1, 0, 23| e cauli apparecchiate in mensa con vasi di terra, ornorono 1462 2, 0, 6 | quale continuo abita in le menti degli uomini, poiché di 1463 2, 0, 6 | fastidiosissimo. Cominciava al mento, poi dagli occhi in fuori 1464 2, 0, 5 | Pira e Antistia presso a' Meoti, e Licen e Biria città nobilissime 1465 2, 0, 33| vecchiezza essere pur mala mercantia qual seco porta più cose 1466 2, 0, 33| gente strane suoi frutti e merce, altri quali sieno ottimi 1467 1, 0, 23| giugnere ad amicizia se non merita essere amato per cosa stabile 1468 1, 0, 23| intera laude, ma solo ben meritando con virtù. Disse Orazio 1469 1, 0, 24| offizio mio dare ogni opera di meritare lode e grazia che d'asseguirla. 1470 1, 0, 24| errore di chi cade in quella meritata pena. E se pur vi diletterà 1471 2, 0, 33| a chi entra par trista e mesta, e a chi esce dimostra sé 1472 2, 0, 6 | esserciti. In puerizia vive mesto sotto el pedagogo; e seguenli 1473 2, 0, 6 | capitale. Nascose la natura e' metalli, nascose l'oro e l'altre 1474 1, 0, 24| questo felice io, quanto quel Metello, quale sopra molti suoi 1475 1, 0, 22| morto nutrisce più e più migliaia d'uomini'. Simile adunque 1476 2, 0, 6 | una torta perì. A Tales milesio el tedio d'ascoltare e' 1477 1, 0, 20| ventimilia e altri doni militari; suo nomi: aste pure, torque, 1478 2, 0, 33| agricoltura, alcuni viveno in milizia, altri sé essercitano in 1479 2, 0, 6 | nascose l'oro e l'altre minere sotto grandissimi monti 1480 1, 0, 24| e queste sono e poche e minime. Quello satisfarà a te quale 1481 1, 0, 18| non pochissimi, né certo minimi. Ramentami avere in me e 1482 1, 0, 25| non interverrebbono; ogni minimo intoppo aresterebbe ogni 1483 1, 0, 24| necessarie in copia non minore che a qual si sia uomo stato 1484 1, 0, 25| sollicitudine domestica, e sanza e' minori non potere quanto a me stessi 1485 1, 0, 25| acerbità, d'ora in ora in me minuiva dolore dimenticandomi el 1486 2, 0, 6 | la pelle d'ogni membro in minuta furfura. El carbunculo, 1487 2, 0, 6 | quanto non raro ancora e' minutissimi animali insieme coniunti 1488 1, 0, 22| e a sé e a chi così li miri ingrati, e in suo fronte 1489 2, 0, 5 | Asia quattro terre, Elea, Mirina, Pitane, Cume, rotte da' 1490 1, 0, 3 | ti piace, qui fra questi mirti, luogo non meno delizioso 1491 2, 0, 33| Tibareni, reputano cosa misera morirsi infermi: per questo 1492 1, 0, 25| dice Valerio Marziale di Mitridate, quale uso spesso a gustar 1493 2, 0, 4 | degli uomini solo, quali mo lieti, poi tristi, indi 1494 1, 0, 20| quanto meno ch'e' vecchi moderati e continenti, tanto più 1495 1, 0, 25| io troppo gli desiderava, modesti e di lieto ingegno, erami 1496 2, 0, 13| qual serà che a te, uomo modestissimo e ornato d'ottimi costumi, 1497 1, 0, 24| chi sarà che senza cagione molesti chi, come io, né voglia 1498 1, 0, 25| dovesse essere gravissima e molestissima, da' quali se fussero in 1499 1, 0, 18| utilità, ove molte cose molestissime quali me soleano infestare 1500 2, 0, 8 | mai restano infestissimi e molestissimi fare e dire e pervestigare 1501 2, 0, 18| ingegnerò esserli grave e molestissimo?~ 1502 1, 0, 22| inghiottite occulte alcune monete: qual cosa saputa, in uno 1503 2, 0, 6 | aggiugni e' nuovi e vari morbi quali di in surgono


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