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grassetto = Testo principale
Parte, Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1504 2, 0, 32| astronomico, quasi nascendo moriamo. E dal nostro primo principio
1505 2, 0, 33| ché infra tre dì ambo due morirono. Trofonio e Agamede, scrive
1506 2, 0, 32| cittadini deliberorono che morisse, rispuose: «E la natura
1507 1, 0, 25| vivi essere lodati o da' morti essere uditi o alli dii
1508 2, 0, 6 | cadavere venenoso potere essere mortifera. E raccontano e' fisici
1509 1, 0, 25| me gli spessi in casa mia mortori essiccorono le vane lacrime
1510 2, 0, 6 | Affermano e' medici una moscolina pasciuta d'un cadavere venenoso
1511 1, 0, 24| perversi diletta el male altrui mossi da 'nvidia, ma verso di
1512 0, ded, 1 | litteratissimo. Poich'io te li mostrai e intesi quanto e' non ti
1513 0, ded, 1 | mandarteli solo per continuare mostrandoti con miei piccioli doni che
1514 2, 0, 7 | tanta nostra gloria ancora mostrò piacerli le mie preghiere
1515 2, 0, 4 | natura che sempre stiano in moto, e in difforme successo
1516 1, 0, 12| vediamo chi con più ragione si movesse, o que' tuoi cittadini tutti,
1517 2, 0, 33| sedati in noi gli appetiti e movimenti stiamo non dissimili a chi
1518 2, 0, 5 | terremuoti maravigliosi. Muggirono e' monti e in profondo sé
1519 2, 0, 3 | decotta quale chiamavano mulsa. Visse anni sopra cento
1520 1, 0, 24| che ciò che troppo lodino muore e seccasi. Gioverebbevi
1521 1, 0, 3 | qualunque parte verso te si muove l'aura, indi senti venire
1522 1, 0, 10| quello assentatore, credo per muoverci a riso, «quali desideriamo
1523 1, 0, 24| barbero abiti entro quelle mura, ma più tosto iudichi inimico
1524 1, 0, 9 | discerna la volubilità e mutabilità della fortuna, e insieme
1525 1, 0, 7 | buone o non buone, quale mutata la oppinione e iudizio tanto
1526 1, 0, 14| Genipatro, forse tu in prima muteresti opinione, e piacerebbeti
1527 2, 0, 5 | una regione oltre al fiume Nabar lungi da ogni mare trovarvisi
1528 2, 0, 6 | quasi umbra d'un sogno. Nacque l'uomo fra tanto numero
1529 2, 0, 5 | provincia anni mille e quaranta 'nanzi a Roma condita dicono fu
1530 2, 0, 33| quante miserie di sopra narrammo, e chi conoscerà essere
1531 2, 0, 2 | MICROTIRO. Non facile potrei narrarti quanto mi dilettasti e persuadesti
1532 2, 0, 32| poeta astronomico, quasi nascendo moriamo. E dal nostro primo
1533 1, 0, 3 | avolge vezzeggiando, ora nascondendosi fra le chiome di queste
1534 1, 0, 24| odiare e' buoni. Scipione Nassica per iuramento del senato
1535 1, 0, 7 | dannose. Alcune contro, sua natural malignità, mai si truovano
1536 1, 0, 23| fortuna, non gli incendi, naufragi, ruine, potranno a me rapire
1537 1, 0, 22| dicea, udendo essere la nave sua perita in naufragio: '
1538 2, 0, 5 | quale avea prima con molte navi combattuto. Racconta Pomponio
1539 1, 0, 7 | arseli la casa, peritoli el naviglio, impoverito; quell'altro
1540 2, 0, 3 | quale impose sue leggi a nazione e gente estremissime, Battri,
1541 2, 0, 6 | quello quale la natura ci nega, e quello ci diletta in
1542 1, 0, 24| che sarà in me, chi potrà negarmi ch'io non sia vero suo e
1543 1, 0, 24| perirono. Ma son certo a me non negherete la cognizione delle buone
1544 | negli
1545 | nell'
1546 | nello
1547 2, 0, 3 | miserie? Recita Cornelio Nepote istorico che Pomponio Attico,
1548 1, 0, 25| figliuole, dieci e sette nepoti maschi e venti e nuove figliuoli
1549 2, 0, 8 | godono per loro fraude e nequizia vedermi pieno di indignazione,
1550 2, 0, 31| invecchi adolorato in veste nera.~ ~
1551 2, 0, 32| forze in noi~straccò e' nervi e allassò le membra,~claudica
1552 2, 0, 29| mantenere. E sono le leggi nervo e fermezza della republica,
1553 1, 0, 20| a quel vecchio prudente Nestore, ché nulla dubitava per
1554 2, 0, 33| natura a noi gli anni di Nestoro promessi, poco dovrebbono
1555 2, 0, 4 | orrida pe' ghiacci e per la neve canute le fronti e summità
1556 1, 0, 23| ingrata, non adoperando lo 'ngegno e la industria sua in acquistarsi
1557 2, 0, 33| egli avea ucciso, ebbe da' nigromanti risposta che tosto sarebbe
1558 2, 0, 5 | Greci, sempre ne manda el Nillo e l'Affrica, non e' giumenti
1559 1, 0, 24| che a ragione egli abbi da nimicarmi, né posso solo, vecchio
1560 1, 0, 24| qual scrive Ifigenio e Ninfodoro, simili a quelli pestiferi
1561 1, 0, 25| nuove figliuoli de' suoi nipoti. Non tanto si contentava
1562 2, 0, 5 | ne' tempi di Nerone più nobile città ruinarono, Apamea,
1563 2, 0, 5 | Meoti, e Licen e Biria città nobilissime appresso Corinto, e parte
1564 1, 0, 24| principe de' suoi cittadini, nobilitata la patria sua con sua virtù
1565 1, 0, 24| qualunque ivi sia ignominia poco nocerà a quello animo ben composto
1566 1, 0, 7 | voglia poco stimarli poco noceranno. E vedesi per pruova che,
1567 2, 0, 27| cui ella fosse, non a te nocerebbe.~
1568 2, 0, 24| sua iniustizia non a me nocesse?~
1569 1, 0, 25| più niun tossico gli potea noiare. Così a me gli spessi in
1570 1, 0, 6 | a te e a' tuoi acquisti nome e fama di tuo ingegno, e
1571 1, 0, 20| altri doni militari; suo nomi: aste pure, torque, armille,
1572 2, 0, 6 | Obderite, e que' che si nominano Avienate, fuggirono e abandonarono
1573 1, 0, 10| amministratori delle cose noto e nominato: io in essilio ignobile.
1574 1, 0, 18| una e l'altra via non sia nota. Tanto t'affermo, questo
1575 1, 0, 8 | fortune; el suo figliuolo notando affogò; la moglie e pel
1576 1, 0, 16| TEOGENIO. Notasti tu mai el costume degli
1577 2, 0, 5 | infinita a raccontarli. Notissima istoria della natura presso
1578 1, 0, 10| amministratori delle cose noto e nominato: io in essilio
1579 | nullo
1580 2, 0, 7 | Macedonici, quale avuti tre nunzi lietissimi, l'uno ch'e'
1581 2, 0, 23| magici e incantatori, quale nuoceno ad altri niuno che a chi
1582 2, 0, 8 | che modo possa non molto nuocermi la malignità de' perfidi
1583 2, 0, 6 | Cesare scriveno sopravenne nuovo malore non pericoloso a
1584 1, 0, 22| dolea non avere bene donde nutrirsi, rispose: 'Benché Omero
1585 1, 0, 22| anni morto, pur così morto nutrisce più e più migliaia d'uomini'.
1586 1, 0, 23| maggiore che a Crasso, e nutrissi a tutela della patria tua
1587 1, 0, 24| esculto di qualche dottrina, nutrito in fra le lettere, essere
1588 1, 0, 5 | fortunato nasce l'ozio, padre e nutritore d'ogni vizio: indi la insolenza,
1589 2, 0, 6 | sforzossi andare di sopra e' nuvoli. Dicono che in Atene fu
1590 1, 0, 24| el male altrui mossi da 'nvidia, ma verso di me, nudo d'
1591 2, 0, 6 | istorici ch'e' populi chiamati Obderite, e que' che si nominano
1592 0, ded, 1 | a' casi tuoi passati in obitu parentis mandarteli, ché
1593 1, 0, 18| imparai nulla confidarmi né obligarmi alla fortuna. Conosco la
1594 0, ded, 1 | vedo si possa con più fermo obligo che con la benivolenza e
1595 2, 0, 7 | induzie a maggior guerra e occasione a gravissime insidie; e
1596 1, 0, 7 | stesi in vari e quanto a me occorreano soavi ragionamenti. Ora
1597 1, 0, 7 | facillime. E a potere questo m'occorreno infinite sentenze, bellissimi
1598 1, 0, 5 | essercitarmi scrivendo. Occorsemi materia degna, né fia inutile,
1599 1, 0, 22| trangusate e inghiottite occulte alcune monete: qual cosa
1600 1, 0, 8 | insimulazioni e relazioni da occulti loro inimici tratto in iudizio,
1601 1, 0, 23| posso tradurmi a sera e occuparmi a molta notte ragionando;
1602 1, 0, 8 | suoi inimici quali con arme occuparono la amministrazione delle
1603 1, 0, 16| vostri libri, fra' quali voi occupati vivete pallidi, estenuati,
1604 1, 0, 24| perturbato, se penderai occupato da brutta alcuna espettazione,
1605 1, 0, 23| da' quali ora per ora tu oda e riceva cose odiose e da
1606 1, 0, 7 | chi ne racconta e a chi ode dolgono. Altri sono de'
1607 1, 0, 24| molesta e piena d'invidia, odi e pericoli, se delle tue
1608 2, 0, 6 | tanto da tutti gli altri odiato quanto l'uomo. Agiugni ancora
1609 1, 0, 23| ora tu oda e riceva cose odiose e da sdegnarti. A me niuno
1610 1, 0, 24| avere pari. Ma meco simili odiosi ingegni nulla troveranno
1611 2, 0, 29| quanto la morte. E fra' vizi odiosissimi, essecrabili, quasi el primo
1612 1, 0, 7 | cittadino stia, non raro odo quanto siamo tutti sottoposti
1613 1, 0, 18| reputato; consigliansi meco, odonmi come padre, ricordanmi in
1614 2, 0, 14| non credano quello ch'egli odono.~
1615 1, 0, 3 | gratificarti suavissimi odori. E poi la festività di questi
1616 2, 0, 33| cena, infuso d'unguenti odoriferi, bevendo e lieto s'asettò
1617 1, 0, 24| a nuocere chi nulla gli offenda, non quasi per altro indursi
1618 2, 0, 33| perturba, espettato non debba offendere, e la morte, quando noi
1619 2, 0, 21| se tu con fraude cercassi offenderlo, qual cosa non potresti
1620 2, 0, 9 | stimarli, e voglio da ora te offermi a nulla curarli.~
1621 2, 0, 31| quale in più modi ricevea offesa. Prima vedea un de' suoi
1622 0, ded, 1 | biasimo, e dicono che io offesi la maiestà litteraria non
1623 2, 0, 3 | ornato di buone arti e nulla offeso da tanti sceleratissimi
1624 1, 0, 5 | qualunque grata congiunzione e offirmata grazia. In simili cose,
1625 1, 0, 25| le iterate mie calamità offirmorono in me uno animo tale, che
1626 1, 0, 18| e in questo mi conosco oggi dì più felice che mai, poiché
1627 2, 0, 7 | Dardani inimici, el terzo che Olimpia sua donna avea partorito
1628 2, 0, 5 | altrove. E a' tempi della olimpiade centesima quinta si truova
1629 2, 0, 7 | uno ch'e' suoi ne' giuochi olimpici eran vittori, l'altro che
1630 2, 0, 3 | ungere el corpo de fuori con olio, entro assumere per suo
1631 1, 0, 2 | che da lungi fra queste ombre di questa selva te vidi
1632 1, 0, 23| assentatori, ottrettatori, omini lascivi, lievi, immodesti,
1633 1, 0, 22| loderò quanto in salvare e onestare la patria tua e i tuoi espenderai
1634 2, 0, 5 | venti le ville, gli albori e onni pianta in tutta la provincia
1635 1, 0, 14| lodano te in presenza e onorano, vedi la casa tua ornata
1636 1, 0, 14| chi mai lo vide lodato e onorato».~
1637 1, 0, 24| sopra molti suoi amplissimi onori chiamato per la seguita
1638 2, 0, 6 | onde trovammo quasi ad onta della natura profondi pozzi.
1639 2, 0, 10| non sentire li sdegni, l'onte, el fastidio di chi senza
1640 0, ded, 1 | questa quale i' ti mando operetta, manifesto potrà parerti,
1641 1, 0, 25| non altronde che da una opinion inetta, per quale io me
1642 1, 0, 14| forse tu in prima muteresti opinione, e piacerebbeti non essere
1643 1, 0, 7 | e dedurre a cenere ogni oposta materia. All'acqua diede
1644 1, 0, 25| el numero dei figliuoli, oppinion certo non in tutto da non
1645 1, 0, 7 | e bene instituire nostre oppinioni e sentenza, ove molte cose
1646 2, 0, 6 | qualunque fera a lui si opponesse, gli dii comossi dierono
1647 2, 0, 17| loderò se tu verso chi sé opponga a te inimico porgerai amore
1648 2, 0, 15| chiamati Psiles, quali irati sé opposero coll'arme al vento austro
1649 2, 0, 5 | molte furono terre marittime oppresse dal mare e summerse. Pesaro,
1650 2, 0, 6 | richiede, e così a dare opra a' figliuoli servano certa
1651 | or
1652 2, 0, 2 | questo a me parse simile all'oracolo di Appolline. E con che
1653 2, 0, 6 | incanti amatori. Curione oratore si dolea in iudizio avere
1654 1, 0, 23| meritando con virtù. Disse Orazio Flacco poeta:~ ~Qualunque
1655 2, 0, 7 | figliuoli, ebbe al populo simile orazione: «Io temea, o cittadini
1656 2, 0, 7 | amantissimo figliuolo. Ora orbato de' miei eredi rendo a lui
1657 1, 0, 20| armati inimici, e in giusta e ordinata battaglia spogliò combattendo
1658 2, 0, 15| quali incauti prestarono orecchie a' fraudolenti. E quando
1659 2, 0, 3 | Persi, e quasi a tutto l'oriente, quale se facea ben riverire
1660 2, 0, 6 | Scriveno e' poeti che a Orione, figliuolo di Iove, compagno
1661 1, 0, 10| tutte le gemme, con quali ornamenti spesso gli ambiziosi sogliono
1662 1, 0, 14| vedi tuttora essercitarsi e ornarsi di virtù e pregio tale,
1663 1, 0, 10| desiderarlo presso alla sua ornatissima villa. A cui Genipatro,
1664 1, 0, 3 | sue piume dipintissimi e ornatissimi, a chi non delettasse? Bellissimi,
1665 1, 0, 23| mensa con vasi di terra, ornorono la patria sua non meno di
1666 2, 0, 4 | chiome, ora squallida e orrida pe' ghiacci e per la neve
1667 2, 0, 6 | loro e' leoni, e' lupi, gli orsi; qual vuoi animale venenosissimo
1668 1, 0, 10| armenti, prati, boschi, orti, ville, possessioni entro
1669 1, 0, 10| essercitarsi alla coltura dell'orto suo quando ogni dì esso
1670 1, 0, 16| Tichipedo con molti gesti osceni, con molte parole ventose
1671 0, ded, 1 | mio verso di te non m'è oscuro, quando vedo qual sia el
1672 2, 0, 13| sordidissimi uomini ascolteranno e ossecunderanno a loro perfidia. Ma qual
1673 1, 0, 24| e applauderai al tiranno osservando e temendo ogni suo cenno,
1674 1, 0, 24| io quanto in me sia non osservi fermo amore e integra carità
1675 1, 0, 10| spesso gli ambiziosi sogliono ostentare sue ricchezze». Molte parole
1676 1, 0, 10| fortuna elato, insolente, ostentava le gemme, luceali indosso
1677 1, 0, 23| Non con pompa, non con ostentazione, non con molto populo d'
1678 1, 0, 23| giovorono costoro che le ostentazioni di sue infinite ricchezze
1679 1, 0, 16| uomini? Vedili superbi, ostinati, poco cedere alla ragione
1680 1, 0, 16| in vita pel vostro troppo ostinato studio. Ma che, potete voi
1681 2, 0, 5 | di pesci e molta copia d'ostree e non raro qualche ancore.
1682 1, 0, 20| oro e d'argento; numero: ottanta volte dieci e sette centinara.
1683 1, 0, 22| fatica e presto si trovano e ottengonsi. Dicea Allessandro re macedone
1684 2, 0, 8 | iniquissimi uomini, quali ottrettando, inculpando, insimulando,
1685 1, 0, 3 | invido, niuno maledico, niuno ottrettatore fallace, qui iniquo niuno
1686 2, 0, 3 | Adunque, non iniuria, dicea Ovidio poeta:~ ~con ambigui passi
1687 1, 0, 22| molestie filosoferemo in ozio'. E così troviamo, benefizio
1688 2, 0, 3 | lascivi e a quella vita oziosa e inerte di Tichipedo non
1689 1, 0, 5 | io quanto apresso simili oziosi e prodighi potevo né imparare
1690 1, 0, 13| simile a quella di Tichipedo? Ozioso, inerte, ambizioso, arrogante,
1691 2, 0, 6 | morto, per letizia cadde. P. Apuleio, udita la repulsa
1692 1, 0, 5 | essecrabile, quali tutti, pacifica la loro natura, raro se
1693 2, 0, 7 | quale una falacissima mostra pacificarsi per avere induzie a maggior
1694 2, 0, 6 | fuggirono e abandonarono el suo paese cacciati dalla moltitudine
1695 2, 0, 5 | simili spesso rivedute cose paion men maravigliose. Così stima,
1696 1, 0, 14| ma non aveano luogo da palesarsi; onde ben dicono quel proverbio,
1697 2, 0, 33| E apresso Plauto dicea Palestra, non indotta fanciulla,
1698 1, 0, 16| quali voi occupati vivete pallidi, estenuati, consumati, poveri
1699 2, 0, 6 | facea volare per aria un palombo edificato di legno. Che
1700 1, 0, 16| laboriosa ad accatarvi el pane che queste vostre letteruzze?»~
1701 1, 0, 14| proverbio, che a chi manchi e' panni, può non bene coprirsi.
1702 2, 0, 6 | sei e novanta scrisse e' panogirici, udita la clade de' suoi
1703 1, 0, 20| e continenti, tanto più parati a grandissime e ultime egritudine,
1704 1, 0, 7 | sempre volle che 'l fuoco sia parato ad incendere e dedurre a
1705 1, 0, 23| e Curio e altri simili parcissimi e modestissimi, quali spregiarono
1706 1, 0, 7 | e bene le adopriamo. Ma pareno a iudizi corrotti e pieni
1707 0, ded, 1 | casi tuoi passati in obitu parentis mandarteli, ché gli stimava
1708 2, 0, 31| crudelità dovesse in sé parerli acerba. Chi sarà che affermi
1709 0, ded, 1 | operetta, manifesto potrà parerti, quanto reputo ti parrà,
1710 2, 0, 15| ma a te dato alle virtù parlar di chi si sia può altro
1711 1, 0, 5 | ma ben trovarsi chi del parlare suo sia pentuto spesso;
1712 1, 0, 18| della plebe in solitudine parlarsi colla natura, maestra di
1713 2, 0, 7 | eran vittori, l'altro che Parmenione suo duca in arme avea superato
1714 1, 0, 18| sottili e rare sono felice, e parmi abitare fra li dii quando
1715 2, 0, 5 | quali fuggirono al monte Parnaso ove Deucalion regnava. Quinci
1716 1, 0, 8 | in dì infinite miserie». Partissi. Di poi intesi vivea in
1717 1, 0, 14| frequentata. Da Genipatro mai si partono quanto e' vuole ottimi e
1718 2, 0, 7 | che Olimpia sua donna avea partorito erede un figliuolo maschio,
1719 1, 0, 22| straccarsi per acquistarsi donde pascersi e vestirsi; pur d'ogni età
1720 1, 0, 16| sapete donde abbiate da pascervi e vestirvi. Cercate immortalità
1721 2, 0, 6 | e' medici una moscolina pasciuta d'un cadavere venenoso potere
1722 2, 0, 6 | infermità quale già tante passate età con tante vigilie, tante
1723 0, ded, 1 | latini. Piaceami a' casi tuoi passati in obitu parentis mandarteli,
1724 2, 0, 3 | Ovidio poeta:~ ~con ambigui passi la fortuna erra,~né segue
1725 2, 0, 3 | E Antonio Castore dicono passò vivendo anni cento che mai
1726 1, 0, 24| e domestici scurre molte patirai cose a te moleste e da non
1727 1, 0, 24| costumati, e contento non pativa contro sua voglia alcuna
1728 2, 0, 31| vita, quasi come abbino pattuito quiete con tutte le avversità.
1729 2, 0, 33| ignominia, dolori e simili. Pausanias dicono che assiduo vessato
1730 2, 0, 4 | ora squallida e orrida pe' ghiacci e per la neve canute
1731 2, 0, 6 | puerizia vive mesto sotto el pedagogo; e seguenli suoi giorni
1732 2, 0, 6 | persona, e cadevagli la pelle d'ogni membro in minuta
1733 2, 0, 6 | forza di darci a morte. Un pelo beuto fra el latte strangolò
1734 2, 0, 32| primo principio in vita pende il nostro fine in morte.
1735 1, 0, 24| da e' vizi perturbato, se penderai occupato da brutta alcuna
1736 1, 0, 25| E se da ora ivi tu forse pendi con l'animo quanto mi pare
1737 2, 0, 6 | lana, setole, spine, piuma, penne, squame, cuorio e lapidoso
1738 2, 0, 33| perturbarci. E noi stolti pur pensandovi ci perturbiamo di quello
1739 1, 0, 2 | vidi sì assederti fiso ora pensare ora scrivere, me io senti'
1740 2, 0, 33| stessi promettemo, e non pensiamo quanta sia la brevità de'
1741 1, 0, 22| peste sottomettiamo nostri pensieri, opere e studi a mille brutte
1742 1, 0, 12| TEOGENIO. Percosse Tichipedo el piede suo in
1743 1, 0, 7 | prese pel braccio quale percosso el tormentava. Adonque gioverà
1744 2, 0, 13| sua, da presso, da lungi, percotendo, ferendo?~
1745 2, 0, 6 | che le parole fascinino e perdano gli uomini. Lucio Luccullo,
1746 2, 0, 33| dovrebbono avere in noi momento perdendogli a perturbarci. E noi stolti
1747 2, 0, 29| Tichipedo quali cercavano perderlo, che iudichi tu più fussero
1748 1, 0, 23| consoli morendo, benché perdesse assai in la battaglia civile,
1749 2, 0, 6 | animale venenosissimo irato perdona ai simili a sé. L'uomo efferattissimo
1750 2, 0, 33| Vediamo che morendo si perdono e' sentimenti, né può dolersi
1751 1, 0, 22| o Tichipedo. Non però, perdute le mie ricchezze, feci come
1752 1, 0, 7 | dispiace; molti hanno voluttà peregrinando tenersi lungi da chi molto
1753 2, 0, 6 | esposteci dalla natura, benché perfetta, fastidirono le fonte e
1754 1, 0, 18| ragione, modo e ordine di sue perfettissime e ottime opere, riconoscendo
1755 1, 0, 3 | dovunque te volgi, vedi mille perfettissimi colori di vari fiori intessuti
1756 1, 0, 22| libera dalle assentazioni e perfidie de' pessimi uomini, sicura
1757 1, 0, 22| quale inchiusi nella terra perìano, in sussidio al suo essilio
1758 1, 0, 25| io el desiderava in cose pericolose per la sua patria, ancora
1759 2, 0, 6 | sopravenne nuovo malore non pericoloso a morte ma contagioso e
1760 2, 0, 5 | maggior parte di Tessaglia. Perironvi anime innumerabili, e da
1761 1, 0, 22| udendo essere la nave sua perita in naufragio: 'Così noi
1762 1, 0, 22| satiro, altrove grave e perito poeta, quale ascrive alla
1763 1, 0, 7 | sta male, arseli la casa, peritoli el naviglio, impoverito;
1764 1, 0, 10| luceali indosso la seta, le perle e le pitture fatte ad ago,
1765 1, 0, 23| nulla più che si volesse e permettesse la fortuna, ma di quelle
1766 2, 0, 12| che tu dicevi pestiferi, perniziosissimi ed essecrabili, più crudeli,
1767 1, 0, 5 | chi seco vive pestifero e perniziosissimo più che qual sia altro animale
1768 2, 0, 31| casa,~con molti pianti e perpetuo merore~s'invecchi adolorato
1769 2, 0, 7 | Paulo, quale vinse el re Perses, perduto infra dì otto due
1770 1, 0, 20| insieme vi sia in te la perseveranza in arme di Marco Sergio,
1771 2, 0, 32| e l'ingegno e la lingua,~persin che manca ogni cosa in un
1772 0, ded, 1 | non cose pregiate dalle persone idiote e vulgari; ma in
1773 1, 0, 5 | pochissimi quali a me stessi persuadeano che i casi avversi molto,
1774 2, 0, 33| Così el morire possiamo persuaderci forse fie non sanza qualche
1775 2, 0, 15| in parte alcuna lasciano persuadersi, el danno sta presso di
1776 2, 0, 15| istorico, così certo arai da persuaderti che un sollicito inimico
1777 2, 0, 2 | narrarti quanto mi dilettasti e persuadesti e sollevasti con tanta tua
1778 1, 0, 7 | non dubito a noi rimarrà persuaso solo in noi essere qualunque
1779 1, 0, 25| espettato comodo seco troppo si perturbano. E così degli altri miei,
1780 2, 0, 15| sole. Più certo loro quella perturbazion d'animo nuoce che al sole.
1781 1, 0, 24| con suoi detti e fatti perturbi l'ozio e quiete de' buoni.
1782 2, 0, 33| stolti pur pensandovi ci perturbiamo di quello che sempre ci
1783 1, 0, 5 | quanto presente si vede, perturbino la quiete e tranquillo stato
1784 2, 0, 15| ingannati si dolgono di chi gli perturbò el vero giudizio, o gastigano
1785 2, 0, 6 | pestilente che col suo veneno pervenne dando a morte infiniti mortali
1786 1, 0, 5 | ripensava quanto un vizioso e perverso ingegno fusse a sé e a chi
1787 2, 0, 8 | molestissimi fare e dire e pervestigare cose per quali a me ne conseguiti
1788 2, 0, 9 | con l'animo più libero, e pervestigheremo insieme quello a noi porgerà
1789 1, 0, 5 | e accusarmi taciturno e pervicace, e quanto e' diceano, fantastico
1790 2, 0, 5 | oppresse dal mare e summerse. Pesaro, dice Plutarco, inanzi alla
1791 2, 0, 15| Ma pur dove questo a te pesasse, come disputava Plutarco,
1792 2, 0, 6 | solvere uno enigma datoli da' pescatori, in quel pensiero mancò.
1793 2, 0, 3 | ritrovollo in corpo a un pesce statoli presentato, costui
1794 2, 0, 33| purgato da ogni crassitudine e peso della terra, fugge da questo
1795 2, 0, 33| qual seco porta più cose pessime. Qualunque cosa ebbe principio,
1796 1, 0, 24| vidi spesso la sentenza pestifera e palese temerità d'uno
1797 2, 0, 6 | Apolline in Babilonia fiato sì pestilente che col suo veneno pervenne
1798 1, 0, 22| numero infinito d'uomini pestilenziosi, ne assediano con animo
1799 2, 0, 9 | TEOGENIO. Ah, Microtiro mio, piacciati secludere intanto queste
1800 0, ded, 1 | gli avessi scritti latini. Piaceami a' casi tuoi passati in
1801 2, 0, 6 | pregiate cose el serbano, e piaceli quello che li induca spesso
1802 1, 0, 23| salutatori mai a me più piacerà che la mia quieta solitudine.
1803 2, 0, 21| né può un buono se non piacere a un altro buono, e volendo
1804 1, 0, 14| prima muteresti opinione, e piacerebbeti non essere a te stessi simile
1805 2, 0, 21| cose non pochissime qual ti piacerebbono, né può un buono se non
1806 2, 0, 7 | nostra gloria ancora mostrò piacerli le mie preghiere quando
1807 2, 0, 4 | summità de' monti e delle piaggie. E quanto pronto vediamo
1808 1, 0, 12| mio», disse Genipatro, «piangerebbe che tanto fusse tardo e
1809 1, 0, 25| dii grati. Ché se chi noi piangiamo risuscitasse, giurerebbe
1810 1, 0, 8 | inimici della nostra patria. Piansi. ~
1811 2, 0, 5 | ville, gli albori e onni pianta in tutta la provincia si
1812 2, 0, 6 | di tutte le cose, erbe, piante, frutti, uccelli, quadrupedi,
1813 2, 0, 31| clade in casa,~con molti pianti e perpetuo merore~s'invecchi
1814 1, 0, 25| sucidi e troppo deformati dal pianto, e tormentiànci in opera
1815 1, 0, 25| nostro male vogliamo parere piatosi di chi ben morendo ben sia
1816 1, 0, 25| credono, graffiandosi e picchiandosi e urlando, o da' vivi essere
1817 1, 0, 25| con animo ben virile el picciol male; ma se furon grandi
1818 2, 0, 29| TEOGENIO. Ma tuo sarebbe non in picciola parte quel vizio se per
1819 1, 0, 22| sollecitudini, contenta di piccole e facile cose quale con
1820 1, 0, 7 | vedesi per pruova che, per piccoli che essi sieno, pur possono
1821 2, 0, 6 | dittatore perì corroso da' pidocchi. A Pericle sirio molta copia
1822 1, 0, 24| periculo ed espettazione di piggior fortuna. Dicea Assioco,
1823 2, 0, 15| altrui fizione nulla diventi piggiore, e loro ingannati si dolgono
1824 2, 0, 22| insolenza e temerità che pigliano in noi ogni licenza, persino
1825 1, 0, 5 | vacui di maggiore sue cure pigliarsi faccenda a riprendermi e
1826 2, 0, 6 | debolissimo. Sentenza di Pindaro, poeta lirico, l'omo essere
1827 2, 0, 4 | quieto, poi sereno, poi pioggie, fulgori, tuoni, e così
1828 2, 0, 5 | ruinò in profundo abisso. Pira e Antistia presso a' Meoti,
1829 1, 0, 26| me socquete fra sé stessi pispigliando disse e immutò quel verso
1830 2, 0, 5 | quattro terre, Elea, Mirina, Pitane, Cume, rotte da' terremuoti
1831 1, 0, 10| indosso la seta, le perle e le pitture fatte ad ago, e arrogante
1832 2, 0, 6 | vestire, lana, setole, spine, piuma, penne, squame, cuorio e
1833 1, 0, 3 | vedi uccelletti con sue piume dipintissimi e ornatissimi,
1834 1, 0, 24| Sauromati e posti sotto qualvuoi plaga del cielo sono né più di
1835 2, 0, 33| sa. E quell'altro vecchio plautino dicea la vecchiezza essere
1836 1, 0, 24| concedute a qualunque infimo plebeo non meno che a' primari
1837 | pochi
1838 | pochissime
1839 | Poich'
1840 2, 0, 3 | incatenato nella publica carcere. Policrate, tiranno samio, a cui la
1841 1, 0, 22| atta a quiete e dolce ozio. Polidoro, figliuolo di Priamo re
1842 1, 0, 20| fatica e disagio possiate la polvere, el sole, e' ghiazzi, e'
1843 2, 0, 33| adiudicato bene. Scapula pompeiano, convocati e' suoi servi,
1844 2, 0, 6 | lo producemmo in luce e ponemmolo fra' primi usi. Ella disperse
1845 2, 0, 6 | quante cose la natura vi ponesse contro di noi veneno e morte,
1846 1, 0, 6 | accettissime, in quali tu ponga diligenza e molto studio
1847 1, 0, 10| porti teco questo fonte; ponlo ove a te piace». Rispuose
1848 2, 0, 3 | stato consule e massimo pontefice, morì incatenato nella publica
1849 2, 0, 6 | stata sofferta miseria da' popoli e gente degna di memoria.~
1850 1, 0, 24| virtuosissimi cittadini dal popolo soffersono contumelia. Aristide
1851 2, 0, 3 | a Scipione la sua grazia populare, furono capitale e ultimo
1852 1, 0, 18| mia povertà, non la tua populosa famiglia alla mia solitudine».~
1853 1, 0, 25| quale di ora in ora mi si porgea di loro vita e sanità e
1854 2, 0, 17| sé opponga a te inimico porgerai amore più che odio, umanità
1855 1, 0, 22| d'ogni età fra loro ti si porgeranno molti e molti lieti quali
1856 1, 0, 7 | ragionamenti. Ora mi parse da porgerti mano a sollevarti, ma non
1857 1, 0, 6 | ingegno, e a chi te ami porgi di dì in dì nuova ragione
1858 1, 0, 25| a noi essere odiosa ove porgiamo e' nostri visi sucidi e
1859 1, 0, 10| fortunatissimo?». Qui Genipatro porse la mano aperta verso di
1860 2, 0, 33| altri sé essercitano in portare cose utili a' suoi commutando
1861 1, 0, 22| seco avea dal suo padre portato. Scrive Iosofo ebreo istorico
1862 1, 0, 22| sussidio al suo essilio ne portavano trangusate e inghiottite
1863 2, 0, 6 | E quella donna in sulle porte di Roma vedendo el figliuolo,
1864 2, 0, 5 | adoperarsi. Non recito e' portenti e monstri quali, proverbio
1865 2, 0, 6 | tu credo non iniuria li porteresti odio capitale. Nascose la
1866 2, 0, 6 | animali insieme coniunti portino peste ed eccidio contro
1867 2, 0, 33| voluttà, el mangiare, bere, posarsi, adormirsi e simili, per
1868 2, 0, 3 | quale né dì né notte si posi in alcuno luogo. Ancora
1869 1, 0, 22| sua vecchiezza essere da posporla alla gioventù di Tichipedo,
1870 | possano
1871 1, 0, 23| oro per signoreggiare chi possedeva oro, e contenti cenarsi
1872 1, 0, 10| prati, boschi, orti, ville, possessioni entro e fuori della terra:
1873 1, 0, 25| tuo stato, certo non vedo possi turbato essere felice».~
1874 | possiate
1875 1, 0, 10| di cose alcune a te non possibili. E abbi cura, o Tichipedo
1876 1, 0, 22| famiglia tua, non quanto tu le possiedi e procuri, ma quanto tu
1877 1, 0, 7 | a me parte sieno le cose poste fuori al tutto di noi sotto
1878 1, 0, 24| a quale e' Sauromati e posti sotto qualvuoi plaga del
1879 2, 0, 3 | amplissime, ricchissime, potentissime, quale ancora vincendo superò
1880 1, 0, 20| suvvertere e perdere amplissimi e potentissimi populi contro la sua patria
1881 1, 0, 23| ricchezze e fortune mie poterne richiedere nulla più che
1882 | potessi
1883 | potete
1884 | potette
1885 1, 0, 25| uscire di vita. Non però potetti non dolermi; quando de'
1886 | potevo
1887 | Potrai
1888 | potrebbe
1889 1, 0, 5 | presso a Platone: terra niuna povera potere vacua essere di molta
1890 2, 0, 6 | onta della natura profondi pozzi. Né di questo sazi, con
1891 2, 0, 6 | della terra, come presso a Pozzuolo e presso a Suessa, uccide,
1892 1, 0, 10| danari, massarizie, armenti, prati, boschi, orti, ville, possessioni
1893 1, 0, 5 | forza e merito de' costumi pravi e corrotti, caderono in
1894 2, 0, 23| inimici temendo nulla con ogni precauzione molto e molto provederemo
1895 2, 0, 33| sazi del vivere, sé stessi precipitano in mare. E molti altri,
1896 1, 0, 25| dì, in un momento possono precipitarti di questo tuo stato, certo
1897 1, 0, 18| errori, mia tardità, mie' precipitosi consigli, mie immoderate
1898 1, 0, 8 | fratello, uomo temerario e precipitoso, per false insimulazioni
1899 1, 0, 22| verrebbero dove poco sperassero preda alle sue armi. Altri volevano
1900 1, 0, 8 | cose publiche, confiscato e predato le sue fortune; el suo figliuolo
1901 2, 0, 5 | ruinò, quale Anassimander li predisse. E in Siria ne' tempi che
1902 1, 0, 12| consimile?». Qui rispuosi io: «Preeleggerei certo essere te, Genipatro».
1903 2, 0, 33| desiderarla, pur sarà sempre da preferire la sentenza di Platone a
1904 1, 0, 12| vedesse de' suoi amici chi preferisse lo stato tuo al mio», disse
1905 2, 0, 7 | qualche male. Per questo io pregai Dio ottimo e massimo padre
1906 1, 0, 5 | suo sia pentuto spesso; e pregavali non biasimassino colui che
1907 2, 0, 7 | ancora mostrò piacerli le mie preghiere quando mi tolse l'altro
1908 1, 0, 24| qual voi molto abbiate da pregiarla. Più tosto, se sarete umani,
1909 1, 0, 7 | ora più li sento da molto pregiarli e comendarli, così certo
1910 1, 0, 22| e' buoni beffati e nulla pregiati. Assai arà in sé pregio
1911 1, 0, 25| volendo ancora averne. Non mi premea quella sollicitudine qual
1912 2, 0, 33| ottima morte, rispose la non premeditata, già che nulla presente
1913 1, 0, 25| troppo dolerà non avere premeditato la sua perfidia. E se da
1914 2, 0, 6 | gli altri suoi infortuni premono e' mortali. Agiugni la somma
1915 2, 0, 6 | stracco di dolersi prima prende refrigerio a' suoi mali,
1916 1, 0, 18| mie quale io vecchio testé prendo voluttà maggiori e dolci
1917 2, 0, 33| mortale, e con summa voluttà preoccuporono tanto dalli dii adiudicato
1918 1, 0, 26| studio e diligenza vali, preponga essere con tua modestia,
1919 1, 0, 18| alla tua gioventù, così prepongo non le tue ricchezze e amplitudine
1920 1, 0, 7 | fanciullo, e cupido aitarlo el prese pel braccio quale percosso
1921 2, 0, 33| scrive Livio, cenando e lieti preseno el veneno. E apresso Massageti
1922 2, 0, 3 | corpo a un pesce statoli presentato, costui finì morendo con
1923 2, 0, 6 | che instrutto dalla natura presentisca le miserie a quali venne
1924 1, 0, 18| più che quelle quali io presi giovane, però ch'io sono
1925 1, 0, 8 | intesi vivea in servitù preso da inimici della nostra
1926 2, 0, 4 | simile a questa qual sia più pressa alla fine, più lungi dal
1927 2, 0, 21| non potresti senza cura e pression d'animo, in prima in questo
1928 2, 0, 3 | Tichipedo non mancherebbono presta miseria e tristezza. Mai
1929 1, 0, 6 | reverirti per tue rare e prestantissime virtù. E saranno certo queste
1930 2, 0, 15| sé stessi quali incauti prestarono orecchie a' fraudolenti.
1931 1, 0, 20| ghiazzi, e' venti, che utilità presterete voi giovani alla patria,
1932 1, 0, 24| republica da loro in tempo preveduta e detta; onde quanto più
1933 2, 0, 5 | rintoppati noi rendono più preveduti e meno proni a perturbarci.
1934 1, 0, 22| Polidoro, figliuolo di Priamo re de' Troiani, presso di
1935 1, 0, 20| ebbe da' suoi imperadori prigioni ventimilia e altri doni
1936 0, ded | Leonellum illustrissimum Principem Estensem.~ ~
1937 1, 0, 5 | stimo, udirla da' suoi princìpi. Molti de' vostri fortunatissimi
1938 2, 0, 21| espediti dare opera alle buone principiate arti e dottrine. E in più
1939 1, 0, 24| provincie per cose publiche o private, subito resterebbero essere
1940 1, 0, 24| ad asseguirle, licite a' privati come a chi siede in magistrato,
1941 2, 0, 32| vita, come dicea Manilio Probo, quel poeta astronomico,
1942 2, 0, 3 | persino all'ultimo dì utile a procreare figliuoli. Gorgias visse
1943 2, 0, 6 | libertà di qualunque cosa procreata, che ancora ardimmo soggiogarci
1944 1, 0, 18| riconoscendo e lodando el padre e procreatore di tanti beni. E affirmoti
1945 2, 0, 29| la patria, parte chi ne procreò, parte e' nostri a noi per
1946 2, 0, 21| sarebbe inutile fatica la tua procurando che un vizioso sia mal voluto
1947 1, 0, 22| quanto tu le possiedi e procuri, ma quanto tu bene le adoperi.
1948 1, 0, 20| siavi ancora agiunta la prodezza di Mallio Capitolino, quello
1949 1, 0, 5 | apresso simili oziosi e prodighi potevo né imparare né disputare
1950 1, 0, 23| insieme intendere le cose prodotte in vita per indi riconoscere
1951 1, 0, 23| quanto io vedo vari effetti prodotti della natura, s'io desidero
1952 2, 0, 6 | Noi frugoli omicciuoli lo producemmo in luce e ponemmolo fra'
1953 2, 0, 33| non quasi sofficiente a produrre uno uomo in vita. Ancora
1954 2, 0, 3 | potesse non ruinare in profonda miseria. Quelli simili a
1955 2, 0, 6 | quasi ad onta della natura profondi pozzi. Né di questo sazi,
1956 2, 0, 5 | Muggirono e' monti e in profondo sé apersono, e insieme in
1957 2, 0, 5 | fu trangugiata e ruinò in profundo abisso. Pira e Antistia
1958 1, 0, 7 | sempre in ogni suo ordine e progresso la natura; nulla suol variare,
1959 1, 0, 22| ogni ricchezza. E sarebbe prolisso recitare, non dico e' principi
1960 2, 0, 33| noi gli anni di Nestoro promessi, poco dovrebbono avere in
1961 2, 0, 31| qualunque felicità a se stessi promettano gli altri, qualunque aspettino
1962 2, 0, 33| vita quanto a noi stessi promettemo, e non pensiamo quanta sia
1963 1, 0, 24| non conosciuto, poi fussi promulgato buono. Onde con questa mia
1964 2, 0, 15| cose vere, insieme sieno promulgatori delle lode mie. Se forse
1965 2, 0, 15| natura fragile essere e prona, così e ancora esservi più
1966 2, 0, 5 | rendono più preveduti e meno proni a perturbarci. Ma e' suole
1967 2, 0, 2 | con che modo bellissimo pronosticò a Tichipedo la sua prossima
1968 1, 0, 20| propulsò l'ultima manifesta e pronta ruina alla patria, e sostenne
1969 1, 0, 14| fortunatissimo cittadino, e sono pronte e palese le tue ricchezze;
1970 1, 0, 5 | E quello che la natura propio e divino suo dono atribuì
1971 1, 0, 23| in qual cosa certo io me propongo a te, o Tichipedo. Io per
1972 1, 0, 25| volli, e imitando que' savi proposi a me stessi simile a loro
1973 1, 0, 7 | disputazione ebbe a questo proposito Genipatro, quel vecchio
1974 | propria
1975 | proprie
1976 | proprio
1977 1, 0, 24| copia di salutatori per propulsare da sé tante ingiurie, da
1978 1, 0, 20| Con sua maturità Fabio propulsò l'ultima manifesta e pronta
1979 2, 0, 2 | pronosticò a Tichipedo la sua prossima calamità; cosa quasi incredibile
1980 1, 0, 12| el piede suo in terra, e protendendo aperte le mani rise con
1981 2, 0, 10| quali d'ora in ora me vedo protratto? Posso io non sentire li
1982 1, 0, 25| alcuno, a me non mancorono: prova'gli, e furonmi gratissimi.
1983 2, 0, 33| Qualunque cosa ebbe principio, provano e' filosofi, arà suo fine
1984 1, 0, 25| del suo. A te quale non provasti quanto ne' doni suoi la
1985 1, 0, 22| TEOGENIO. Così adunque provato non la sua vecchiezza essere
1986 1, 0, 5 | fortissime ragioni a me provavano la facilità della fortuna
1987 2, 0, 23| precauzione molto e molto provederemo alla salute nostra, non
1988 1, 0, 8 | qual calamità Tichipedo provide alla sua salute, e fuggendo
1989 1, 0, 25| ragion e consiglio subito providero fuggire in sé ogni merore.
1990 1, 0, 18| instabilità e perfidia, provo che chi con la fortuna vorrà
1991 2, 0, 3 | cento che mai in sua vita provò in sue membra alcuno dolore,
1992 1, 0, 20| quale uno uomo invittissimo, provocato a certare a solo a solo,
1993 1, 0, 22| ultimo eccidio e strage. E' prudentissimi Spartani abdicorono da sé
1994 1, 0, 20| qualunque sia vecchio, mediocre prudenza e certo uso delle cose potrà
1995 1, 0, 3 | gli ascriveno, ancora tu pruovi la presenza di chi tu ami
1996 2, 0, 15| di que' populi chiamati Psiles, quali irati sé opposero
1997 2, 0, 32| ci vive più ci piange». E publico vediamo colla età surgono
1998 1, 0, 25| Marco Valerio, fratello di Publicola, si loda che, udito la morte
1999 2, 0, 3 | duravali ottimo vigore. Publio Romulo, domandato da Augusto
2000 2, 0, 6 | la sua età esserciti. In puerizia vive mesto sotto el pedagogo;
2001 1, 0, 20| ancora in espedizioni e pugne numero cento e venti sé
2002 2, 0, 6 | irato quasi come volesse punire la natura, con spesa maravigliosa
2003 2, 0, 6 | el molesta; ogni minima puntura l'uccide. Scriveno e' poeti
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