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Leon Battista Alberti
Theogenius

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-compa | compi-figur | filem-morbi | moria-puntu | puose-temer | temo-zenon

                                                            grassetto = Testo principale
     Parte,  Capitolo, Capoverso                            grigio = Testo di commento
2004 1, 0, 25| doni suoi la fortuna più puose fele che mele, certo troppo 2005 1, 0, 21| degnissime e verissime, né puossi non assentirli.~ 2006 | purché 2007 2, 0, 33| come affermava Eraclito, purgato da ogni crassitudine e peso 2008 1, 0, 3 | questo qui presso argenteo e purissimo fonte, testimone e arbitro 2009 1, 0, 22| fussero stati educati in purpure e delizie. Né può quella 2010 | qua 2011 2, 0, 6 | piante, frutti, uccelli, quadrupedi, vermi, pesci; nulla sopra 2012 1, 0, 24| suo cenno, ma e ancora a qualsisia de' tuoi settatori e domestici 2013 1, 0, 24| Sauromati e posti sotto qualvuoi plaga del cielo sono né 2014 2, 0, 5 | concussa da e' monti Tageti nel quarto anno che Archidamo regnava, 2015 | quegli 2016 1, 0, 23| me più piacerà che la mia quieta solitudine. A te in tanta 2017 1, 0, 3 | risaluta, ora lieto molto e quietissimo mi s'apre, e soffre ch'io 2018 2, 0, 4 | sera, testé vento, subito quieto, poi sereno, poi pioggie, 2019 | quindi 2020 1, 0, 25| nacquero figliuoli cento e quindici. Eutromo, re d'Arabia, scriveno 2021 1, 0, 16| con molte parole ventose quivi si riscaldò, e fra molte 2022 2, 0, 6 | animante troverai tu maggiore rabbia che nello uomo? Amiche insieme 2023 2, 0, 12| crudeli, più malefici che le rabiosissime bestie, perturbare l'ozio 2024 2, 0, 6 | parse attissima. Noi le raccoglemmo persino dalle ultime ed 2025 2, 0, 5 | sarebbe materia infinita a raccontarli. Notissima istoria della 2026 1, 0, 20| virilità a' suoi cittadini, e raddusse la provincia Epirotarum 2027 1, 0, 26| doceat fortuna dolere. E poi raggiunse parole simili alquanto arridendo: « 2028 1, 0, 24| studi spesso e leggono e ragionano. E forse la patria nostra 2029 1, 0, 18| simili cose de' quali io vi ragiono, e ricordandomi la mia ben 2030 1, 0, 18| pochissimi, né certo minimi. Ramentami avere in me e in altri veduto 2031 2, 0, 6 | Ginde, fiume grandissimo, in rami ccclx, e svolselo per varie 2032 2, 0, 6 | moltitudine de' topi e dalle ranelle. E scrisse M. Varrone in 2033 1, 0, 24| numero e consorzio di molti rapacissimi, invidissimi e immanissimi, 2034 1, 0, 23| cenarsi sotto suoi tuguri rape e cauli apparecchiate in 2035 1, 0, 23| naufragi, ruine, potranno a me rapire tanta mia ricchezza quale 2036 1, 0, 24| presso a me, nulla può essere rapito. Mie sono e meco la cognizion 2037 2, 0, 3 | cento sempre sano, e di sì rara sua sana età dicea esserne 2038 1, 0, 3 | la dolce amicizia! Cosa rarissima, ricchezza inestimabile 2039 2, 0, 6 | entro a' monti ogni cosa razzolare, e sforzossi andare di sopra 2040 1, 0, 9 | confermerebbe per quanto io recitai che simili mali cresceno 2041 1, 0, 22| ricchezza. E sarebbe prolisso recitare, non dico e' principi delle 2042 1, 0, 25| quali sarebbe qui lungo recitarli, a me addussi a memoria 2043 1, 0, 7 | quanto instituimo, mi pare da recitarti la disputazione ebbe a questo 2044 2, 0, 5 | con noi adoperarsi. Non recito e' portenti e monstri quali, 2045 1, 0, 2 | tanto potere trovare da recrearmi afflitto e già quasi oppresso 2046 1, 0, 2 | certo ebbi me in molta parte recreato; discesi e rimanda'ne e' 2047 1, 0, 14| quali tu te consigli e recrei. A Genipatromanca, né 2048 1, 0, 24| degni, sarebbe da non la recusar, benché molesta e piena 2049 1, 0, 13| MICROTIRO. E chi non recusasse vita simile a quella di 2050 1, 0, 12| io saremo presenti. Non recuso vivere in questa tua fortuna 2051 1, 0, 9 | utile così domandartene per redurti a memoria quanto a' tuoi 2052 1, 0, 7 | quali, se io ne domando, mi referiscono stiano molto male: colui 2053 1, 0, 18| libero nulla meco possono. Refrigerato, spento, sublato l'incendio 2054 2, 0, 6 | di dolersi prima prende refrigerio a' suoi mali, né prima ride 2055 1, 0, 24| re, a cui avanzava tanta regia amplitudine. Stavasi Aglao 2056 2, 0, 5 | Racconta Pomponio Mela una regione oltre al fiume Nabar lungi 2057 2, 0, 6 | dalle ultime ed estremissime regioni, e cincischiànle, diamoli 2058 1, 0, 7 | ben retto iudizio, e ben regolato ingegno, qual cose mai furon 2059 1, 0, 8 | per false insimulazioni e relazioni da occulti loro inimici 2060 2, 0, 15| quale commossa in loro molta rena gli sommerse. Così par sempre 2061 2, 0, 31| ucciso da Ulisse, non potette rendere grati alimenti al padre, 2062 2, 0, 7 | poco a te serà molestia renderli quello che tu poco stimasti. 2063 1, 0, 12| ricchezze tali ch'io posso renderne te pari a me ricchissimo 2064 2, 0, 7 | al cielo e pregò Dio gli rendesse mediocre calamità a tante 2065 1, 0, 25| spesso a gustar el veleno rendette in sé natura sua sì fatta 2066 2, 0, 2 | disputazione degna di memoria. Rendone a te grazia e a Genipatro, 2067 1, 0, 25| ma poi quando io fra me repetea le cagioni del mio dolore, 2068 2, 0, 33| chiamati Dorbici e Tibareni, reputano cosa misera morirsi infermi: 2069 1, 0, 12| emolumento e utilità, forse non responderanno come tu stimi. Ma ecco qui 2070 1, 0, 25| quante e' lasciò noi che restammo. E ancora le iterate mie 2071 2, 0, 8 | ingegno, con ogni fraude, mai restano infestissimi e molestissimi 2072 1, 0, 16| inutilissime. Saravve licito mai restare di volgere tutto el e 2073 2, 0, 33| è, quando ella sarà, noi restaremo d'essere. E se alcuni la 2074 1, 0, 16| molti scritta e promulgata? Restavi cosa più laboriosa ad accatarvi 2075 1, 0, 24| publiche o private, subito resterebbero essere cittadini. Benché 2076 1, 0, 20| cieco, con sua sentenza restituì dignità e virilità a' suoi 2077 1, 0, 20| Fabio Massimo, quel vecchio, restituire le cose romane quasi da 2078 1, 0, 3 | ami avere in sé forza di restituirne a miglior stato. Ma sediamo, 2079 2, 0, 5 | generazione umana da Deucalione restituita. E scrisse Eutropio che ' 2080 1, 0, 1 | mosse non ben fermo né assai restituito a sanità solo a piede qui 2081 2, 0, 33| giudicasse a' mortali ottimo. Retribuilli, ché infra tre ambo due 2082 1, 0, 7 | ornata di buon costumi, ben retto iudizio, e ben regolato 2083 0, ded, 1 | la benivolenza e insieme reverenza, qual sole cose noi mortali 2084 1, 0, 6 | nuova ragione di lodarti e reverirti per tue rare e prestantissime 2085 1, 0, 10| a te fratelli temuti e reveriti: io solo. Tu in la tua patria 2086 1, 0, 18| truovomi ancora per la età reverito, pregiato, reputato; consigliansi 2087 1, 0, 22| meno allettare chi cerchi a ricchire in altrui imperi. Ma sia 2088 2, 0, 3 | Egitto, provincie amplissime, ricchissime, potentissime, quale ancora 2089 1, 0, 25| E solete voi ricchissimi computare a felicità el 2090 1, 0, 23| quali ora per ora tu oda e riceva cose odiose e da sdegnarti. 2091 2, 0, 33| grave quando presente si riceve che quando tu la fuggi. 2092 2, 0, 31| dolersi, quale in più modi ricevea offesa. Prima vedea un de' 2093 1, 0, 7 | buone quanto noi a noi le riceveremo ed estimeremo. E insieme 2094 1, 0, 25| doni quanti di in ricevereno della natura. Non rendono 2095 2, 0, 33| Platone, simile dalli dii riceverono premio pel tempio quale 2096 1, 0, 23| licito richiederne da chi le ricevette grata memoria e benivolenza. 2097 1, 0, 25| vita; e molti da' figliuoli ricevettono ignominia e calamità a sé 2098 2, 0, 6 | infermissimi, se mai quando che sia riceviamo qualche calamità, poiché 2099 1, 0, 25| Gittatelo ove vi pare: non a me ricevo averne a piangere'. Dion 2100 2, 0, 3 | mal voluti in tempo male ricevono. E quando bene in Tichipedo 2101 2, 0, 6 | clade de' suoi ateniesi ricevuta in Cheronia da Filippo, 2102 1, 0, 25| de' molti e grandissimi ricevuti beni, ma d'un solo espettato 2103 0, ded, 1 | avessero dignità quanto si richiedea per essere letti da te, 2104 1, 0, 18| fortuna onde ella possa poi richiedermi el suo e discontentarmi. 2105 1, 0, 23| miei amici essermi licito richiederne da chi le ricevette grata 2106 0, ded, 1 | aspetta di in , quanto mi richiedesti, ricevere da me simili argumenti 2107 1, 0, 23| molti dotti, quanto io gli richieggio, mi raccontano della agricoltura, 2108 0, ded, 1 | sollevommi afflitto. E vedoli pur richiesti da molti più che se io gli 2109 1, 0, 5 | rispondesse per insegnare e riconfermare virtù e dottrina a sé e 2110 1, 0, 25| cagioni del mio dolore, riconoscealo, quanto egli era, non altronde 2111 1, 0, 18| perfettissime e ottime opere, riconoscendo e lodando el padre e procreatore 2112 2, 0, 6 | e insieme essercitarci a riconoscerla. Che stoltizia de' mortali, 2113 1, 0, 25| adunque più di me debbi riconoscerti infelice quanto più vivi 2114 2, 0, 15| udendo gli altrui errati riconoscono in sé come negli altri uomini 2115 1, 0, 18| de' quali io vi ragiono, e ricordandomi la mia ben transcorsa vita, 2116 1, 0, 18| meco, odonmi come padre, ricordanmi in suoi ragionamenti, aprovano, 2117 2, 0, 10| MICROTIRO. Posso io non ricordarmi delle capitali ricevute 2118 2, 0, 6 | refrigerio a' suoi mali, né prima ride se non quando se stessi 2119 1, 0, 24| gli altri assentatori e riderai e applauderai al tiranno 2120 1, 0, 12| udissero e' nostri cittadini, riderebbero». «E se Teogenio vedesse 2121 1, 0, 23| Terrenzio, e gli altri ridicoli, Apulegio, Luciano, Marziale 2122 1, 0, 18| ridursi a memoria simili cose ridicule per dimenticarci el dolore 2123 1, 0, 17| MICROTIRO. Rido la inezia di costui.~ 2124 1, 0, 18| dal tuo merore. Così giova ridursi a memoria simili cose ridicule 2125 1, 0, 22| nulla abandonai me stesso, e ridussimi a mente a quanti le ricchezze 2126 2, 0, 3 | uomini trecento in un fu ridutta a un solo. Macedonia, provincia 2127 2, 0, 33| posta in luogo del tempio rilevato a chi entra par trista e 2128 1, 0, 2 | parte recreato; discesi e rimanda'ne e' cavagli per rimanermi 2129 1, 0, 7 | Ultimo, non dubito a noi rimarrà persuaso solo in noi essere 2130 1, 0, 25| eredità, le vostre fortune. Rimaseno a me ricchezze, né tante 2131 1, 0, 7 | patria, ito in essilio, rimaso in solitudine; quell'altro 2132 1, 0, 8 | è la carissima madre mia rimasta sola a piangere el mio infortunio 2133 2, 0, 6 | volumi, tanta varietà di rimedi possono né vietarle né ben 2134 2, 0, 5 | e' casi avversi spesso rintoppati noi rendono più preveduti 2135 1, 0, 7 | tornando a' suoi trovò da una ripa caduto un fanciullo, e cupido 2136 1, 0, 5 | taciturnità, cominciai meco a ripensare qual più avesse forza a 2137 1, 0, 5 | questa parte, ora qui meco ripensava quanto un vizioso e perverso 2138 1, 0, 24| dove abbiamo lunga età a riposarci, a quale e' Sauromati e 2139 2, 0, 6 | visse anni tre senza mai riposarsi dormendo. Ma che più? Cosa 2140 2, 0, 15| nostri inimici addito a riprenderci, onde abbiamo da non odiare 2141 1, 0, 5 | cure pigliarsi faccenda a riprendermi e accusarmi taciturno e 2142 1, 0, 5 | que' medesimi antiqui miei riprenditori nelle cose avverse solliciti, 2143 1, 0, 25| prudente. Così fu a me frutto riprovando la fortuna imparare a sofferirla 2144 1, 0, 24| Democrito, summo filosofo, era riputato stolto. Ancora si leggono 2145 2, 0, 7 | vagliono se non quanto le riputiamo, ella può nulla essere a 2146 1, 0, 3 | immurmurando bello m'inchina e risaluta, ora lieto molto e quietissimo 2147 1, 0, 16| parole ventose quivi si riscaldò, e fra molte altre più lieve 2148 2, 0, 21| che dentro al nostro petto risegga niuna perturbazione per 2149 1, 0, 25| santissime; intesi non avere per rispetto alcuno tanto da dolermi 2150 1, 0, 5 | la mia taciturnità, solo rispondea quello antiquo detto di 2151 1, 0, 5 | dimandasse per imparare, o rispondesse per insegnare e riconfermare 2152 1, 0, 25| uomini a maggior cose desti, rispuosero: 'Sapea io me avere generato 2153 1, 0, 12| essere consimile?». Qui rispuosi io: «Preeleggerei certo 2154 1, 0, 16| gesti concitati, con parole rissose, sdegnando el vero, spregiando 2155 1, 0, 25| Ché se chi noi piangiamo risuscitasse, giurerebbe dispiacerli 2156 2, 0, 7 | essere a noi molesta se non ritollendo el suo. Ma poco a te serà 2157 1, 0, 18| Che può ella farti danno ritollendoti quello quale tu da lei nulla 2158 2, 0, 33| vita niuno qual volesse ritornarci, e questo come per altri 2159 2, 0, 33| terra, come dicea Epicarmo, ritorni alla terra e lo spirito 2160 1, 0, 7 | filosofi e ottimi poeti, cose ritrassinate quasi da tutti li scrittori, 2161 2, 0, 3 | in mare el suo anello e ritrovollo in corpo a un pesce statoli 2162 1, 0, 18| dii quando io investigo e ritruovo el sito e forze in noi de' 2163 2, 0, 5 | te queste simili spesso rivedute cose paion men maravigliose. 2164 1, 0, 20| consuetudine della gioventù avervi robusti, sofferenti in ogni fatica 2165 1, 0, 10| Tichipedo, giovane fermo e robusto: io vecchierello, debole, 2166 1, 0, 20| vecchio, restituire le cose romane quasi da tutti e' giovani 2167 2, 0, 3 | duravali ottimo vigore. Publio Romulo, domandato da Augusto Cesare, 2168 1, 0, 24| populo essere una tromba rotta quale si possa mai ben sonare. 2169 2, 0, 5 | Elea, Mirina, Pitane, Cume, rotte da' terremuoti mancorono. 2170 2, 0, 5 | terra chiamata Lisimachia ruinando sfracellò tutto el suo populo. 2171 2, 0, 5 | Nerone più nobile città ruinarono, Apamea, Laodicia, Ieropoli 2172 2, 0, 5 | Tiberio dicono in una notte ruinorono in Asia dodici grandissime 2173 2, 0, 6 | molta copia di serpenti ruppeno del suo corpo. Mecenate 2174 2, 0, 5 | e insieme in più luoghi ruppono lungi dal mare a mezzo e' 2175 2, 0, 33| Abinoto figliuoli d'Argia sacerdote di Iunone: perché e' giumenti 2176 1, 0, 24| uccidere e infiammare templi e sacri luoghi. Che se forse si 2177 1, 0, 25| come al fonte d'Elicona a sacrificare, qual fece lui in capitolio 2178 2, 0, 33| costume vetustissimo che sacrificavano e' loro per età venuti inutili. 2179 0, ded, 1 | Sparta facessero alli dii sacrifici non suntuosi né tali che 2180 2, 0, 33| la madre sua in tempo al sacrificio; per qual pietà la madre 2181 2, 0, 33| fugge da questo carcere come saetta e vola in cielo. E credo 2182 1, 0, 18| e per lungo uso seco ben saggio, a me stesso insegnai contenere 2183 2, 0, 13| TEOGENIO. Sai quando forse questo potranno 2184 2, 0, 6 | trovarsi uno animale chiamato salamandra quale solo salendo avenena 2185 2, 0, 6 | chiamato salamandra quale solo salendo avenena tutti e' pomi in 2186 1, 0, 1 | sanità solo a piede qui salire tanta e sì difficile via?~ 2187 2, 0, 15| Dicea Mario appresso di Salustio in conzione al populo: « 2188 1, 0, 22| tanto te loderò quanto in salvare e onestare la patria tua 2189 1, 0, 2 | MICROTIRO. Salve, Teogenio. A me questa via 2190 1, 0, 20| quale solo e grave ferito salvò el capitolio assediato da' 2191 2, 0, 3 | carcere. Policrate, tiranno samio, a cui la fortuna sempre 2192 2, 0, 3 | sempre sano, e di sì rara sua sana età dicea esserne stata 2193 2, 0, 33| troppo li piace el vivere. Né sanno che del vivere come de' 2194 2, 0, 3 | anni otto e cento sempre sano, e di sì rara sua sana età 2195 1, 0, 14| padre d'ogni suo instituto e santissima madre d'ogni sua volontà, 2196 1, 0, 23| maraviglie, non a me mancano i santissimi filosofi, apresso de' quali 2197 1, 0, 24| oraculo d'Appolline iudicato santissimo, dal populo fu agiudicato 2198 1, 0, 25| cose desti, rispuosero: 'Sapea io me avere generato un 2199 1, 0, 5 | quanto molti troverai meno sapersi reggere in affluenza e prosperità 2200 1, 0, 16| altra stella s'agiri, e non sapete donde abbiate da pascervi 2201 2, 0, 33| al culto delli dii e alla sapienza. Questi sempre in prima 2202 2, 0, 6 | descrivesse qual fusse el suo sapore? O animale irrequieto e 2203 1, 0, 24| in , esporrò quel ch'io sappia, possa e vaglia in premeditare, 2204 1, 0, 12| Genipatro: «O felicissimo, se e' sapranno qual altra differenza sia 2205 1, 0, 22| alcune monete: qual cosa saputa, in uno furono di loro 2206 | sarai 2207 1, 0, 14| può non bene coprirsi. Ma saratti non ingrata la mia risposta. 2208 1, 0, 16| assiduità in cose inutilissime. Saravve licito mai restare di volgere 2209 1, 0, 25| sarebbe alcuna voluttà. Sarebbono sussidio alla tua vecchiezza 2210 | saremo 2211 1, 0, 20| Prisco che in la battaglia sarmatica diede a morte armati uomini 2212 1, 0, 24| Quello satisfarà a te quale satisfa a uno de' servi tuoi contro 2213 1, 0, 25| suoi costumi e indole mi satisfaceano, adoloravo. Ora se in avere 2214 1, 0, 23| d'ora in ora a me stessi satisfacendo me senta divenire più dotto 2215 1, 0, 24| e poche e minime. Quello satisfarà a te quale satisfa a uno 2216 1, 0, 24| irati fermo chi si sia; e satisfarebbevi se in voi fusse pari veneno 2217 1, 0, 22| vigilantissimi per espilarci e satisfarsi de' nostri incomodi; e noi 2218 1, 0, 10| Teogenio ch'io in questo posso satisfarti: concedoti ne lo porti teco 2219 2, 0, 1 | attentissimo ascoltasti, satisfeci io in parte alcuna a quanto 2220 1, 0, 24| a riposarci, a quale e' Sauromati e posti sotto qualvuoi plaga 2221 2, 0, 6 | trovorono el vino, non tanto a saziare la sete, quanto a vomitarlo, 2222 1, 0, 18| sete, la fame, tanto el saziarmi. Fu adunque la premolestia 2223 2, 0, 6 | Diedeci fiumi quali ne saziassero assetati, e ordinò loro 2224 2, 0, 33| dalli dii adiudicato bene. Scapula pompeiano, convocati e' 2225 2, 0, 3 | e nulla offeso da tanti sceleratissimi principi quali furono seco 2226 2, 0, 9 | questi tuoi immanissimi e scelestissimi inimici poco da stimarli, 2227 2, 0, 21| natura e costumi corrotti e scellerati suo offizio fanno e dicono 2228 2, 0, 7 | quanto più sarà verso di te scellerato, più a sé che a te sarà 2229 2, 0, 4 | che o crescano continuo o scemino: quello che tra questi due 2230 2, 0, 21| quale quanto più cerchi scioglierla, te tanto più serra. E sarà 2231 1, 0, 23| Ma per tornare onde io sciolsi el mio ragionare, Tichipedo 2232 2, 0, 5 | Etiopia, qual terra ora scoperta forse troppo rimase arrida. 2233 2, 0, 6 | dierono che un picciolo scorpione lo atterrò in morte. Affermano 2234 2, 0, 6 | squame, cuorio e lapidoso scorzo, e persino agli albori stieno 2235 1, 0, 16| nuova e non prima da molti scritta e promulgata? Restavi cosa 2236 1, 0, 5 | e intollerabile licenza. Scritto adunque in questa parte, 2237 2, 0, 6 | tempi suoi, e benché fusse scrittore succinto e brevissimo, pur 2238 1, 0, 4 | cose sono queste quali tu scrivi?~ 2239 2, 0, 33| con volontaria morte. E scrivono trovarsi alcune genti chiamate 2240 1, 0, 24| tuoi settatori e domestici scurre molte patirai cose a te 2241 1, 0, 16| concitati, con parole rissose, sdegnando el vero, spregiando ogni 2242 1, 0, 23| riceva cose odiose e da sdegnarti. A me niuno più ch'io mi 2243 2, 0, 10| Posso io non sentire li sdegni, l'onte, el fastidio di 2244 1, 0, 24| che troppo lodino muore e seccasi. Gioverebbevi ancora essere 2245 1, 0, 23| danari anoverati oro pesi secento milia; e più a ciascuno 2246 2, 0, 9 | Microtiro mio, piacciati secludere intanto queste tue triste 2247 2, 0, 6 | delle intelligenze, e mille secreti vogliamo essere noti a noi 2248 2, 0, 6 | che vogliamo sapere ogni secreto suo ed emendarla e contrafarla, 2249 2, 0, 7 | seguiranno le cose troppo secunde, dovremo averle sospette. 2250 1, 0, 18| sublato l'incendio amatorio, sedate le face dell'ambizione, 2251 2, 0, 33| adormirsi e simili, per quali sedati in noi gli appetiti e movimenti 2252 1, 0, 22| Scrive Plutarco che uomini sedeci della famiglia nobilissima 2253 1, 0, 24| amministrazione della republica, el sedere in magistrato, stiavi a 2254 2, 0, 33| spirito voli suso a miglior sedia. Quale animo sendo, come 2255 1, 0, 23| servi quattro milia cento e sedici, gioghi di buoi trecento 2256 1, 0, 10| non felice quanto in te seggia desiderio di cose alcune 2257 2, 0, 5 | immanissimi, tengono divisa et segiunta. Scriveno che lo essercito 2258 1, 0, 25| lasciar in loro mano qualche segno della nostra benivolenza. 2259 2, 0, 6 | mesto sotto el pedagogo; e seguenli suoi giorni in gioventù 2260 2, 0, 7 | così noi, se forse mai ci seguiranno le cose troppo secunde, 2261 1, 0, 25| continenza, né molta ti seguirebbe però utilità, forse neanche 2262 2, 0, 21| animo, in prima in questo seguiresti tu quanto el desidera di 2263 2, 0, 22| faremo adunque? Lasceremo noi seguitarli con sua insolenza e temerità 2264 1, 0, 24| più ne fu lodato el caso seguito e fortuna che la diligenza 2265 1, 0, 22| alla gioventù di Tichipedo, seguitò Genipatro e disse: «Le ricchezze 2266 1, 0, 18| ragionamenti, aprovano, seguono i miei ammonimenti; e se 2267 1, 0, 2 | fra queste ombre di questa selva te vidi sì assederti fiso 2268 2, 0, 6 | el latte strangolò Fabbio senatore. Uno acino d'uva strozzò 2269 2, 0, 33| Virrio capuano con suoi senatori numero ventisette, scrive 2270 2, 0, 3 | quali furono seco in vita. Senofilo, dicono, visse anni cento 2271 1, 0, 22| Iero tiranno siracusano a Senofone Colofonio, omo litterato, 2272 1, 0, 25| simile, Telamon e Antigono e Senofonte e Anassagora insieme e quella 2273 1, 0, 23| me stessi satisfacendo me senta divenire più dotto anche 2274 1, 0, 7 | questo m'occorreno infinite sentenze, bellissimi detti da' savi 2275 1, 0, 3 | te si muove l'aura, indi senti venire a gratificarti suavissimi 2276 1, 0, 2 | pensare ora scrivere, me io senti' entro al petto mio non so 2277 2, 0, 3 | cento fermo in ogni suo sentimento, ancora e persino all'ultimo 2278 1, 0, 24| paura e sollicitudine, certo sentirai dolcezza niuna, frutto niuno 2279 2, 0, 33| morte tale che possiamo sentirla, ma non presente pur perturba 2280 1, 0, 25| dolori, crediate non li sentirono. E hanno questa natura e' 2281 1, 0, 24| ascrivesse quello ch'io non sentissi in me, né parebbemi però 2282 2, 0, 31| pericolo, senza le quali sentiva sé nulla potere consistere. 2283 2, 0, 33| chi la conosca essere una seperazione di quello che in noi sia 2284 1, 0, 23| ordinò si spendesse in la sua sepoltura, non però sarebbe presso 2285 2, 0, 6 | suo ventre essere publica sepultura di tutte le cose, erbe, 2286 2, 0, 3 | ora acerba.~Solo una legge serba in esser lieve.~ ~ 2287 2, 0, 6 | le prime pregiate cose el serbano, e piaceli quello che li 2288 2, 0, 4 | vento, subito quieto, poi sereno, poi pioggie, fulgori, tuoni, 2289 1, 0, 20| perseveranza in arme di Marco Sergio, omo invittissimo e per 2290 2, 0, 20| MICROTIRO. Adunque verso di lui serò quale egli se porge verso 2291 2, 0, 6 | Pericle sirio molta copia di serpenti ruppeno del suo corpo. Mecenate 2292 2, 0, 21| scioglierla, te tanto più serra. E sarà nostro offizio di 2293 1, 0, 25| frutto. Dario re, padre di Serse, tra le lode sue dicea sé 2294 2, 0, 6 | a dare opra a' figliuoli servano certa legge in sé e certo 2295 1, 0, 23| domestiche necessità, a servarsi sanza molestia, molti dotti, 2296 2, 0, 3 | Cesare, rispose avere ben servata in sé la valitudine integra 2297 2, 0, 3 | dolore, e in quella età li servia la memoria interissima e 2298 1, 0, 20| forse quanti ne uccise M. Servilio, omo stato consule, quale, 2299 0, ded, 1 | piccioli doni che io sempre te servo a memoria e amoti. E fummi 2300 1, 0, 23| amico avessi da distribuire sesterzi undici milia quanti Caio 2301 1, 0, 10| gemme, luceali indosso la seta, le perle e le pitture fatte 2302 2, 0, 6 | vario e utile vestire, lana, setole, spine, piuma, penne, squame, 2303 1, 0, 24| ancora a qualsisia de' tuoi settatori e domestici scurre molte 2304 1, 0, 25| vide di sé nati figliuoli settecento. Se a te fusse populo de' 2305 2, 0, 9 | dubito qui troveremo ogni sforzo e ogni incetto di questi 2306 2, 0, 6 | monti ogni cosa razzolare, e sforzossi andare di sopra e' nuvoli. 2307 2, 0, 5 | chiamata Lisimachia ruinando sfracellò tutto el suo populo. La 2308 | siate 2309 1, 0, 20| quale fu in Luzio Dentato, siavi ancora agiunta la prodezza 2310 | Sic 2311 1, 0, 22| perfidie de' pessimi uomini, sicura in mezzo de' ladroni, né 2312 1, 0, 24| licite a' privati come a chi siede in magistrato, concedute 2313 1, 0, 23| spregiarono tanto oro per signoreggiare chi possedeva oro, e contenti 2314 2, 0, 33| infesti e apparecchiati mali. Silio poeta dicea la morte essere 2315 2, 0, 31| insula apresso il fiume Simeonte, giovane ucciso da Ulisse, 2316 2, 0, 31| E come dicea Omero che Simiossomo figliuolo d'Antemione nato 2317 1, 0, 23| età conosco le fallacie e simulazioni degli uomini tanto meglio 2318 1, 0, 14| sua volontà, l'intelletto sincero e la ragione interissima. 2319 1, 0, 25| dolore dimenticandomi el mio sinistro. L'altro fu come dice Valerio 2320 2, 0, 3 | continenza. Dione, tiranno siragusano, persino in anni sessanta 2321 2, 0, 6 | da' pidocchi. A Pericle sirio molta copia di serpenti 2322 1, 0, 7 | e quanto a me occorreano soavi ragionamenti. Ora mi parse 2323 1, 0, 26| volse a me e con parole a me socquete fra sé stessi pispigliando 2324 1, 0, 20| gioventù avervi robusti, sofferenti in ogni fatica e disagio 2325 1, 0, 25| piccioli scemano per el sofferire, e se sono veementi e grandi 2326 1, 0, 25| riprovando la fortuna imparare a sofferirla e rimanermi con l'animo 2327 1, 0, 5 | Microtiro. A me pesa, né posso sofferirmi in ozio, e dilettami in 2328 2, 0, 8 | quanto io in me tutto el soffero, né vedo in che modo possa 2329 1, 0, 24| virtuosissimi cittadini dal popolo soffersono contumelia. Aristide ateniese, 2330 2, 0, 6 | volume, tanta trovò stata sofferta miseria da' popoli e gente 2331 2, 0, 33| spenti, spazio non quasi sofficiente a produrre uno uomo in vita. 2332 1, 0, 22| molti lieti quali cantano e soffrano sé stessi sanza tristezza, 2333 1, 0, 22| più molte e molte molestie soffriamo fuggendo la povertà che 2334 2, 0, 6 | filosofo, Dionisio tiranno, Sofocles tragico vittore per troppa 2335 2, 0, 6 | procreata, che ancora ardimmo soggiogarci a servitù noi istessi. E 2336 1, 0, 26| donde impari ch'ella così soglia e possa in noi mortali».~ ~ 2337 2, 0, 6 | essere quasi umbra d'un sogno. Nacque l'uomo fra tanto 2338 1, 0, 8 | carissima madre mia rimasta sola a piangere el mio infortunio 2339 1, 0, 18| la mia vecchiezza truovo solazzi non pochissimi, né certo 2340 2, 0, 6 | ambito della terra, volle solcare el mare e tragettarsi, credo, 2341 2, 0, 21| affermano che chi sia generoso sóle odiare ogni cura del vendicarsi, 2342 1, 0, 5 | tranquillo stato della terra, solere la difficultà de' tempi 2343 1, 0, 25| E solete voi ricchissimi computare 2344 1, 0, 5 | avverse solliciti, seco stessi solinghi e tutti alieni da quelli 2345 1, 0, 25| espettazioni, mie' commodi e miei sollazzi; forse ancora mi parea dovuto 2346 1, 0, 22| Lieta povertà, inimica delle sollecitudini, contenta di piccole e facile 2347 2, 0, 1 | alcuna a quanto ti promisi? Sollevai io te nulla del tuo merore?~ 2348 1, 0, 3 | erbette, ora con sue onde sollevandosi e dolce immurmurando bello 2349 0, ded, 1 | gli stimava ancora atti a sollevare te, ma dubitava non avessero 2350 1, 0, 25| trovai accommodatissime a sollevarmi da tanta inezia. Prima el 2351 2, 0, 2 | dilettasti e persuadesti e sollevasti con tanta tua copia e varietà 2352 1, 0, 18| così fa, Microtiro mio, sollèvati dal tuo merore. Così giova 2353 1, 0, 14| né da tanto suo tedio il sollevava l'affluenza e copia delle 2354 0, ded, 1 | me questa opera giovò, e sollevommi afflitto. E vedoli pur richiesti 2355 2, 0, 6 | ridere. Omero investigando solvere uno enigma datoli da' pescatori, 2356 1, 0, 20| vostra? Fugarete, ucciderete, sometterete a servitù con vostre mani 2357 2, 0, 15| maligni sé stessi porgono a sommergersi in miseria, ma a te dato 2358 2, 0, 15| commossa in loro molta rena gli sommerse. Così par sempre intervenga 2359 2, 0, 33| licito senza volontà del sommo imperadore uscire del luogo 2360 | son 2361 1, 0, 24| rotta quale si possa mai ben sonare. Onde nulla a me può el 2362 2, 0, 32| che non caggia in eterno sonno e morte. Socrate a chi gli 2363 2, 0, 7 | basterà, venuto l'incommodo, sopportarlo; ma più tosto apparecchiati 2364 1, 0, 22| fuggendo la povertà che se sopportassimo qualunque incomodi seco 2365 1, 0, 22| la povertà a chi bene la sopporti da parte niuna si truova 2366 1, 0, 10| uomini cacciando le fere sopragiunse; giovane in que' tempi per 2367 1, 0, 24| male. Molti, per volere soprastare gli altri, perirono. Ma 2368 2, 0, 6 | Tiberio Cesare scriveno sopravenne nuovo malore non pericoloso 2369 1, 0, 14| A te ancora, Tichipedo, sopravive il padre, la madre, co' 2370 2, 0, 13| simili a loro perduti e sordidissimi uomini ascolteranno e ossecunderanno 2371 1, 0, 18| dimenticarci el dolore sorridendo. Sorrise adunque Genipatro e alquanto 2372 2, 0, 7 | alla imbecillità, di nostra sorte, alla nostra voluntaria 2373 2, 0, 7 | vedendoci in troppa lieta sanità sospettano, così noi, se forse mai 2374 2, 0, 7 | secunde, dovremo averle sospette. Lodano Filippo re de' Macedonici, 2375 2, 0, 4 | indi irati, poi pieni di sospetti e simili perturbazioni, 2376 1, 0, 25| ingegno, erami acerbo ogni sospetto quale di ora in ora mi si 2377 1, 0, 25| piangendo ove mie lacrime e sospiri né ad altri né a me giovano, 2378 2, 0, 7 | con animo forte e pronto a sostenerla, non come dicea [Demifo] 2379 1, 0, 20| a Canne, nulla poterono sostenerlo. Appio Claudio, vecchio 2380 1, 0, 22| fidava potere in povertà sostenersi in vita. Iero tiranno siracusano 2381 2, 0, 33| stessi gravi e debolissimi sostengono in aria, e di loro saranno 2382 1, 0, 20| pronta ruina alla patria, e sostenne quello Anibale quale tanto 2383 1, 0, 18| investigando fra me cose sottili e rare sono felice, e parmi 2384 1, 0, 22| per asseguire tanta peste sottomettiamo nostri pensieri, opere e 2385 2, 0, 6 | sua vita e salute essere sottoposta. Un verminuccio el molesta; 2386 1, 0, 7 | meno che quelle di sopra sottoposte a' vari casi. Quale tutte 2387 2, 0, 33| che sia caduco, mortale, e sottoposto a quante miserie di sopra 2388 1, 0, 6 | investigazione, quale ora a me soviene in mente, questa: se forse 2389 1, 0, 22| furono di loro uccisi e sparati più e più migliara, tanto 2390 0, ded, 1 | Licurgus, dicono, statuì in Sparta facessero alli dii sacrifici 2391 1, 0, 22| strage. E' prudentissimi Spartani abdicorono da sé ogni uso 2392 1, 0, 3 | lui me stesso contempli e specchi. Agiungi che qui niuno invido, 2393 1, 0, 22| che la notte sulle torri e specule hanno cura e custodia della 2394 1, 0, 23| tanto erano mie quanto io le spendea, e solo, come dice Valerio 2395 1, 0, 22| dati a guadagno e nati al spendere, numero infinito d'uomini 2396 1, 0, 23| quanti Caio Cecilio ordinò si spendesse in la sua sepoltura, non 2397 1, 0, 5 | simili cose, Microtiro mio, spendo io il tempo essercitandomi, 2398 2, 0, 6 | ancora el fummo della lucerna spenta anneca el parto e dàllo 2399 2, 0, 33| nacquero non li truovi caduti e spenti, spazio non quasi sofficiente 2400 1, 0, 18| meco possono. Refrigerato, spento, sublato l'incendio amatorio, 2401 1, 0, 2 | amo quanto me stesso. E sperai non altrove che qui tanto 2402 1, 0, 25| io stimava interrutte mie speranze ed espettazioni, mie' commodi 2403 1, 0, 14| studiosi, e quanto dobbiamo sperarne immortali. A te ancora, 2404 1, 0, 22| rari verrebbero dove poco sperassero preda alle sue armi. Altri 2405 2, 0, 6 | volesse punire la natura, con spesa maravigliosa affaticò el 2406 2, 0, 6 | tanta fatica, con tante spese, con tanta sollicitudine, 2407 1, 0, 25| potea noiare. Così a me gli spessi in casa mia mortori essiccorono 2408 1, 0, 23| fortunatissimi con sue auree cene e spettaculi. La amplitudine tua e pompa 2409 1, 0, 3 | fiori intessuti fra el verde splendere in fra l'ombra, e vincere 2410 1, 0, 24| allevato in questa vita splendida, a sé stessi statuisce essere 2411 1, 0, 24| composto quale in sé sia splendido e ornato di virtù. E queste 2412 1, 0, 20| giusta e ordinata battaglia spogliò combattendo armati uomini 2413 1, 0, 16| rissose, sdegnando el vero, spregiando ogni bene addutta argumentazione 2414 1, 0, 24| costume di tutti e' populi spregiare e odiare e' buoni. Scipione 2415 1, 0, 23| parcissimi e modestissimi, quali spregiarono tanto oro per signoreggiare 2416 2, 0, 4 | sue fronde e chiome, ora squallida e orrida pe' ghiacci e per 2417 2, 0, 6 | setole, spine, piuma, penne, squame, cuorio e lapidoso scorzo, 2418 1, 0, 23| merita essere amato per cosa stabile e quale niuno avverso gli 2419 | stai 2420 | stare 2421 2, 0, 7 | contro la fortuna coll'animo staremo iudicando che né essa con 2422 1, 0, 25| ingegno ch'io non conosca starmi necessità vivendo vederli 2423 2, 0, 3 | ritrovollo in corpo a un pesce statoli presentato, costui finì 2424 0, ded, 1 | Licurgus, dicono, statuì in Sparta facessero alli 2425 1, 0, 26| a te manchi a condurti e statuirti in summa e vera felicità; 2426 1, 0, 24| vita splendida, a sé stessi statuisce essere infinite cose necessarie, 2427 1, 0, 14| sentenza, Microtiro, e così statuisco: la vita di Tichipedo, quando 2428 | stava 2429 2, 0, 6 | che a marcirlo in mare. Stavansi e' marmi giacendo in terra: 2430 1, 0, 24| tanta regia amplitudine. Stavasi Aglao in uno ultimo cantuccio 2431 1, 0, 16| dove quella e quell'altra stella s'agiri, e non sapete donde 2432 2, 0, 4 | matematici, non prima con sue stelle tornare in simile sito el 2433 1, 0, 7 | tue triste memorie io me stesi in vari e quanto a me occorreano 2434 | stessa 2435 | stiamo 2436 1, 0, 24| el sedere in magistrato, stiavi a dignità quanto voi ben 2437 2, 0, 6 | scorzo, e persino agli albori stieno sue veste duplicate l'una 2438 2, 0, 33| nostra vita. E dobbiamo stimarla sì come necessaria, così 2439 1, 0, 24| cosa se forse vi diletta, e stimate felicità tradurvi a sera 2440 1, 0, 25| benivolenza. Non però voglio stimiate me sì duro né sì inumano 2441 1, 0, 12| che tanto fusse tardo e stoldo, e sé desiderasse essere 2442 1, 0, 12| loro uno solo non in tutto stoltissimo elegge non in prima essere 2443 1, 0, 22| de' poveri nuda sudare, straccarsi per acquistarsi donde pascersi 2444 1, 0, 18| porto ove io riposi ogni stracchezza della vita, se ella forse 2445 1, 0, 22| povertà, allevati in veste stracciate più dotti e virtuosi che 2446 2, 0, 6 | piange la sua infelicità, né stracco di dolersi prima prende 2447 2, 0, 32| tempo con sue forze in noi~straccò e' nervi e allassò le membra,~ 2448 2, 0, 33| suoi commutando colle gente strane suoi frutti e merce, altri 2449 1, 0, 22| soffrire su' suoi terreni strani inimici, quali rari verrebbero 2450 2, 0, 6 | altissimi lungi dal mare: noi li strascinammo non quasi ad altro uso in 2451 1, 0, 25| più vivi esposto a ogni strazio della fortuna. Io me truovo 2452 1, 0, 20| numero cento e venti sé ebbe strenuissimo e virilissimo, tale che 2453 1, 0, 18| del corpo, e fuggito lo strepito e fastidio della plebe in 2454 2, 0, 6 | senatore. Uno acino d'uva strozzò Anacreonte filosofo. Ma 2455 1, 0, 25| giurerebbe dispiacerli la nostra stultizia, qual certo non meno debba 2456 1, 0, 2 | letizia. Né so come per non sturbarti me contenni ch'io non gridassi 2457 2, 0, 6 | romano uscì di vita, molti da subiti tuoni impauriti caderono 2458 1, 0, 18| possono. Refrigerato, spento, sublato l'incendio amatorio, sedate 2459 2, 0, 7 | migliore animo. Le cose succederanno bene. Dio immortale quattro 2460 2, 0, 6 | e benché fusse scrittore succinto e brevissimo, pur crebbero 2461 1, 0, 24| ben consigliato parrà lode succulcare altrui, o timido di non 2462 1, 0, 25| porgiamo e' nostri visi sucidi e troppo deformati dal pianto, 2463 1, 0, 22| moltitudine de' poveri nuda sudare, straccarsi per acquistarsi 2464 2, 0, 6 | presso a Pozzuolo e presso a Suessa, uccide, ma e ancora el 2465 2, 0, 6 | terre e provincie intere suggette ad ultimi estermini e ruine. 2466 | sulla 2467 2, 0, 5 | a Roma condita dicono fu sumersa dalle inundazioni dell'acque, 2468 2, 0, 5 | parte di Antiochia furono sumerse dal mare. E tutta la Achaia 2469 1, 0, 26| adunque fermossi alquanto summirando Tichipedo, quale in sé suspeso 2470 2, 0, 4 | neve canute le fronti e summità de' monti e delle piaggie. 2471 0, ded, 1 | facessero alli dii sacrifici non suntuosi né tali che non potessero 2472 1, 0, 3 | teatri e templi amplissimi e suntuosissimi. Qui colonne fabricate dalla 2473 1, 0, 7 | progresso la natura; nulla suol variare, nulla uscire da 2474 2, 0, 7 | Parmenione suo duca in arme avea superato e' Dardani inimici, el terzo 2475 1, 0, 16| insolenti uomini? Vedili superbi, ostinati, poco cedere alla 2476 1, 0, 5 | vizio: indi la insolenza, superbia, lascivia, ambizione e intollerabile 2477 2, 0, 3 | potentissime, quale ancora vincendo superò ultimi monti Tauro e Caucaso, 2478 2, 0, 6 | essemplo detestabile della superstizione degli uomini, che fra' greci 2479 2, 0, 23| guardarci, quanto dalle superstizioni e fatture de' magici e incantatori, 2480 1, 0, 24| colui manca nulla a cui suppeditano le cose buone e necessarie. 2481 1, 0, 24| delizie, può invidia niuna surgere, ché nulla troveranno apresso 2482 2, 0, 33| terra e lo spirito voli suso a miglior sedia. Quale animo 2483 2, 0, 4 | delle cose presenti, sempre suspesi a varie espettazioni, vorremo 2484 1, 0, 26| summirando Tichipedo, quale in sé suspeso e tacito quasi lacrimava; 2485 2, 0, 3 | l'invidie, inimicizie, suspizioni, cure, sollicitudini e gli 2486 2, 0, 6 | grandissimo, in rami ccclx, e svolselo per varie vie in mare. Eransi 2487 1, 0, 5 | filosofo: me essere mai del mio tacere pentuto, ma ben trovarsi 2488 1, 0, 5 | riprendermi e accusarmi taciturno e pervicace, e quanto e' 2489 2, 0, 5 | Lacedemoniesi concussa da e' monti Tageti nel quarto anno che Archidamo 2490 1, 0, 5 | essere di molta copia di tagliatori di borse e dati a vilissimi 2491 | tal 2492 | Tales 2493 1, 0, 25| e sanità e fama Se forse talora essi meno con suoi costumi 2494 2, 0, 6 | in Tessaglia simile dalle talpe data in ruina un'altra città. 2495 2, 0, 5 | nostra calamità. Scriveno che Tantalo, terra grandissima, e Buzorni 2496 1, 0, 12| né vulgare né d'ingegno tardissimo, e a te e a me familiare. 2497 1, 0, 18| castigava miei errori, mia tardità, mie' precipitosi consigli, 2498 2, 0, 3 | vincendo superò ultimi monti Tauro e Caucaso, quale impose 2499 1, 0, 24| E niun teatro, come dicea l'Epicuro filosofo, 2500 1, 0, 25| patria. Pericle el simile, Telamon e Antigono e Senofonte e 2501 2, 0, 33| odio la vita; se altri la teme, troppo li piace el vivere. 2502 1, 0, 24| quanto dovete iusti, vi temerà niuno se non gl'ingiusti. 2503 2, 0, 33| nulla essere la morte da temerla, quale meno sia grave quando


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