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Leon Battista Alberti
Theogenius

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-compa | compi-figur | filem-morbi | moria-puntu | puose-temer | temo-zenon

                                                            grassetto = Testo principale
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2504 1, 0, 25| meco essere infesta. Non la temo, ché nulla può tormi. Non 2505 2, 0, 5 | in Campagna sì veemente tempesta che pel furore de' venti 2506 1, 0, 24| che a questo modo saresti temutissimi. Ma se vorrete essere quanto 2507 1, 0, 24| amplitudine, lo stato, l'essere temuto, siano cose buone. Cosa 2508 1, 0, 7 | hanno voluttà peregrinando tenersi lungi da chi molto li desideri. 2509 2, 0, 5 | Carriddi, monstri immanissimi, tengono divisa et segiunta. Scriveno 2510 2, 0, 7 | dicea [Demifo] presso a Terenzio, pensando sempre a qualche 2511 2, 0, 5 | dicono ancora per quello terremuoto ruinò, quale Anassimander 2512 1, 0, 22| per non soffrire su' suoi terreni strani inimici, quali rari 2513 1, 0, 23| tutti e' comici, Plauto, Terrenzio, e gli altri ridicoli, Apulegio, 2514 2, 0, 29| terribili niuna si truova terribile quanto la morte. E fra' 2515 2, 0, 29| Dicono che fra le cose terribili niuna si truova terribile 2516 1, 0, 6 | tue due disputazioni una terza investigazione, quale ora 2517 1, 0, 3 | argenteo e purissimo fonte, testimone e arbitro in parte delli 2518 1, 0, 23| in la battaglia civile, testò servi quattro milia cento 2519 2, 0, 33| populi chiamati Dorbici e Tibareni, reputano cosa misera morirsi 2520 2, 0, 5 | E in Siria ne' tempi che Tigranes regnava, scrive Iustino, 2521 2, 0, 6 | Amiche insieme sono le tigri, amici fra loro e' leoni, 2522 1, 0, 22| principi delle terre, e' tiranni, ma e ancora le provincie, 2523 1, 0, 20| insegne e lode in arme a Luzio Tizio Dentato, quale uno uomo 2524 1, 0, 24| Etiopi, de' quali chiunche tocca suo pestifero sudore casca 2525 1, 0, 22| entro a' teatri tutti e' togati e gemmati cittadini stanno 2526 2, 0, 7 | trionfo me in parte essaudì togliendomi uno carissimo de' miei figliuoli, 2527 2, 0, 33| Platone a ogni nostra poca tolleranza de' casi avversi, quale 2528 2, 0, 33| li dii per sua pietà gli tollesse dalle miserie di questa 2529 2, 0, 7 | mie preghiere quando mi tolse l'altro amantissimo figliuolo. 2530 1, 0, 24| impeto alcuno o fraude essere tolte. Ad alcuni perversi diletta 2531 2, 0, 6 | cacciati dalla moltitudine de' topi e dalle ranelle. E scrisse 2532 1, 0, 18| cose può la fortuna altro torci che solo quello quale tu 2533 1, 0, 23| niuno avverso gli possa torlo. Né stimare potere richiedere 2534 1, 0, 7 | braccio quale percosso el tormentava. Adonque gioverà teco investigare 2535 1, 0, 25| deformati dal pianto, e tormentiànci in opera non solo, come 2536 1, 0, 25| Non la temo, ché nulla può tormi. Non la curo, ché nulla 2537 1, 0, 7 | contadino incauto, quale tornando a' suoi trovò da una ripa 2538 1, 0, 10| Ma torniamo al primo nostro ragionamento. 2539 2, 0, 6 | Diodoro filosofo. Aulo Manlio Torquato per troppa volontà di mangiare 2540 1, 0, 20| militari; suo nomi: aste pure, torque, armille, grillande d'oro 2541 1, 0, 22| quelli che la notte sulle torri e specule hanno cura e custodia 2542 2, 0, 6 | volontà di mangiare una torta perì. A Tales milesio el 2543 1, 0, 25| sua sì fatta che più niun tossico gli potea noiare. Così a 2544 2, 0, 5 | grandissima, e Buzorni in Tracia, città nobilissima, intera 2545 1, 0, 7 | quell'altro furò, quell'altro tradì, e per tanto loro vizio 2546 1, 0, 23| apresso di quali io posso tradurmi a sera e occuparmi a molta 2547 2, 0, 15| non poco a chi ben voglia tradursi in vita sia utilissimo. 2548 1, 0, 24| diletta, e stimate felicità tradurvi a sera vacui di molestia, 2549 2, 0, 6 | volle solcare el mare e tragettarsi, credo, fuori del mondo; 2550 2, 0, 6 | tedio d'ascoltare e' poeti tragici, e a Crisippo figliuolo 2551 2, 0, 6 | Dionisio tiranno, Sofocles tragico vittore per troppa letizia 2552 2, 0, 5 | in Cipro e ne' tempi di Traiano pur in Asia quattro terre, 2553 1, 0, 18| fortuna vorrà avere niuna trama, niuno commercio, costui 2554 2, 0, 5 | città nobilissima, intera fu trangugiata e ruinò in profundo abisso. 2555 1, 0, 22| suo essilio ne portavano trangusate e inghiottite occulte alcune 2556 1, 0, 3 | perturba la nostra quiete e tranquillità. Ma sediamo.~ 2557 1, 0, 5 | perturbino la quiete e tranquillo stato della terra, solere 2558 2, 0, 6 | di provincia in provincia transcorrono. Agiugni quanto non raro 2559 1, 0, 18| ricordandomi la mia ben transcorsa vita, e investigando fra 2560 1, 0, 24| altro indursi quanto che per trarsene utilità. Da me, quale sempre 2561 2, 0, 6 | truova nuove calamità per trarsi giuoco di noi e insieme 2562 1, 0, 20| petto e sangue a Trebia, a Trasimene, a Canne, nulla poterono 2563 2, 0, 5 | Deucalion regnava. Quinci trassono e' poeti quanto dicono la 2564 1, 0, 6 | diligenza e molto studio in trattarle con ordine e accomodata 2565 1, 0, 8 | da occulti loro inimici tratto in iudizio, sé stessi in 2566 1, 0, 24| simili a quelli Illirici e Treballi, quali subito uccidono guardando 2567 1, 0, 20| con suo petto e sangue a Trebia, a Trasimene, a Canne, nulla 2568 1, 0, 22| Virgilio poeta, fu dal re Treicio non per altro crudelissime 2569 2, 0, 3 | servitù città macedoniche trionfali numero settanta e due. Adunque, 2570 2, 0, 33| rilevato a chi entra par trista e mesta, e a chi esce dimostra 2571 1, 0, 24| uno pretore, due aveano triunfato. Tanto sono io in questa 2572 2, 0, 33| tre ambo due morirono. Trofonio e Agamede, scrive Platone, 2573 1, 0, 22| figliuolo di Priamo re de' Troiani, presso di Virgilio poeta, 2574 1, 0, 24| disse el populo essere una tromba rotta quale si possa mai 2575 1, 0, 25| grandissimo. Ma due cose a me trovai accommodatissime a sollevarmi 2576 2, 0, 6 | le fonte e i fiumi, onde trovammo quasi ad onta della natura 2577 1, 0, 22| poca fatica e presto si trovano e ottengonsi. Dicea Allessandro 2578 1, 0, 7 | la presenza della moglie, trovansi molti divisi da' fratelli, 2579 1, 0, 10| sempre fu nostra consuetudine trovarci spesso insieme, leggiavamo. 2580 1, 0, 2 | altrove che qui tanto potere trovare da recrearmi afflitto e 2581 2, 0, 5 | Nabar lungi da ogni mare trovarvisi grandissime spine di pesci 2582 2, 0, 33| vola in cielo. E credo io troveresti uscito di vita niuno qual 2583 1, 0, 22| filosoferemo in ozio'. E così troviamo, benefizio della povertà, 2584 1, 0, 23| contenti cenarsi sotto suoi tuguri rape e cauli apparecchiate 2585 1, 0, 25| stato, certo non vedo possi turbato essere felice».~ 2586 2, 0, 11| contro di te una intera turma di viziosi uomini.~ 2587 1, 0, 23| che a Crasso, e nutrissi a tutela della patria tua uno e più 2588 1, 0, 14| libri co' quali tu 'l vedi tuttora essercitarsi e ornarsi di 2589 0, ded, 1 | amore quale io a te porto. Ubbidirotti. Comunicherò teco le cose 2590 1, 0, 3 | quali tu in presenza vedi uccelletti con sue piume dipintissimi 2591 2, 0, 6 | cose, erbe, piante, frutti, uccelli, quadrupedi, vermi, pesci; 2592 1, 0, 20| forze e arme celebratissimo; ucciderai con tua mano numero de inimici 2593 1, 0, 20| famiglia vostra? Fugarete, ucciderete, sometterete a servitù con 2594 1, 0, 24| e Treballi, quali subito uccidono guardando irati fermo chi 2595 1, 0, 5 | né fia inutile, stimo, udirla da' suoi princìpi. Molti 2596 1, 0, 12| Dileggi tu, che se questo udissero e' nostri cittadini, riderebbero». « 2597 1, 0, 25| lodati o da' morti essere uditi o alli dii grati. Ché se 2598 2, 0, 31| Simeonte, giovane ucciso da Ulisse, non potette rendere grati 2599 2, 0, 6 | fusse chi di ciascuno membro umano descrivesse qual fusse el 2600 2, 0, 6 | lirico, l'omo essere quasi umbra d'un sogno. Nacque l'uomo 2601 1, 0, 23| da distribuire sesterzi undici milia quanti Caio Cecilio 2602 2, 0, 3 | in quale e' lo vedea con ungere el corpo de fuori con olio, 2603 1, 0, 5 | date loro dalla natura, ungue, corna, denti e simile. 2604 2, 0, 33| apparecchiata la cena, infuso d'unguenti odoriferi, bevendo e lieto 2605 1, 0, 14| invidioso. Erano in lui questi uniti con gli altri suoi vizi, 2606 2, 0, 4 | perturbazioni, ma ancora alla tutta universa natura, caldo el , freddo 2607 1, 0, 25| io me avere generato un uom mortale e aspettavalo, adoperandosi 2608 1, 0, 25| Quinto Pompeio, pretore urbano, privato della eredità del 2609 1, 0, 25| graffiandosi e picchiandosi e urlando, o da' vivi essere lodati 2610 1, 0, 7 | quali el nostro fato noi urteggia o i pessimi uomini c'infestano, 2611 2, 0, 3 | maravigliare se ella seco usa sua innata perfidia. La 2612 1, 0, 5 | alieni da quelli suoi prima usati gesti e costumi non convenire 2613 2, 0, 32| che da el primo che noi usciamo in vita, come dicea Manilio 2614 2, 0, 32| potere fare che non tema uscir di vita. E chi sarà che 2615 2, 0, 33| la sente dolcissima, e da uscirne simile qual si dice fa el 2616 2, 0, 6 | vittore per troppa letizia usciron di vita. E quella donna 2617 1, 0, 24| non fusse, e i buoni che uscissero in altrui provincie per 2618 2, 0, 6 | luce e ponemmolo fra' primi usi. Ella disperse le gemme 2619 1, 0, 16| parole disse: «E che bella e usitata vostra astuzia di voi litterati, 2620 1, 0, 24| medicarlo. Antiquissimo e usitato costume di tutti e' populi 2621 1, 0, 7 | ammonimenti a me sì grati e sì utilissimi che in ogni vita mia tutta 2622 2, 0, 15| voglia tradursi in vita sia utilissimo. Molte facciamo e molte 2623 2, 0, 6 | Fabbio senatore. Uno acino d'uva strozzò Anacreonte filosofo. 2624 1, 0, 5 | terra niuna povera potere vacua essere di molta copia di 2625 2, 0, 3 | nelle acque presso al laco Vadimonio quale né notte si 2626 1, 0, 24| quel ch'io sappia, possa e vaglia in premeditare, investigare 2627 2, 0, 7 | della fortuna non più in sé vagliono se non quanto le riputiamo, 2628 2, 0, 5 | che 'l mare ne' tempi di Valentiniano principe di Roma crebbe 2629 1, 0, 23| intesi quelle ricchezze non valere a felicità, per quali si 2630 1, 0, 26| opera, studio e diligenza vali, preponga essere con tua 2631 1, 0, 25| mia mortori essiccorono le vane lacrime e consumorono in 2632 1, 0, 7 | tanto e in sì diversa parte variano. Conviensi pertanto moderare 2633 1, 0, 7 | progresso la natura; nulla suol variare, nulla uscire da sua imposta 2634 2, 0, 6 | animali sia dato dalla natura vario e utile vestire, lana, setole, 2635 2, 0, 6 | dalle ranelle. E scrisse M. Varrone in Ispagna essere stata 2636 1, 0, 23| apparecchiate in mensa con vasi di terra, ornorono la patria 2637 1, 0, 7 | forma di qualunque vacuo vaso. E così mai fu da natura 2638 1, 0, 10| giovane fermo e robusto: io vecchierello, debole, languido. Tu ricco, 2639 1, 0, 24| modestia era in odio, né vedeano essere a loro licito perturbare 2640 2, 0, 7 | uomo, come fanno e' medici vedendoci in troppa lieta sanità sospettano, 2641 1, 0, 10| assentatori, per quali Genipatro vedendosi fatto loro giuoco dedusse 2642 1, 0, 2 | facile ove io venni per veder te, quale uno io amo quanto 2643 1, 0, 12| sanza imminuirli a te, e vederanno le mie ricchezze tali ch' 2644 1, 0, 7 | ed estimeremo. E insieme vederemo le cose aggiunte a noi non 2645 1, 0, 20| altri simili, per quali vederesti sempre el consiglio de' 2646 1, 0, 25| starmi necessità vivendo vederli uscire di vita. Non però 2647 1, 0, 12| riderebbero». «E se Teogenio vedesse de' suoi amici chi preferisse 2648 1, 0, 18| questo stato, in quale voi me vedete debole, solo e povero, molto 2649 1, 0, 16| ignoranti e insolenti uomini? Vedili superbi, ostinati, poco 2650 0, ded, 1 | e sollevommi afflitto. E vedoli pur richiesti da molti più 2651 1, 0, 18| ammonimenti; e se cosa vi manca, vedome presso al porto ove io riposi 2652 1, 0, 9 | dicono, ch'e' nostri mali veduti da presso più che gli altrui 2653 1, 0, 25| el sofferire, e se sono veementi e grandi duran poco, però 2654 1, 0, 25| quale uso spesso a gustar el veleno rendette in sé natura sua 2655 2, 0, 15| lungi da loro ivi sia degna vendetta, ove palese da' miei costumi 2656 2, 0, 3 | degli esserciti romani, vendette a servitù città macedoniche 2657 2, 0, 29| noi, ma parte di noi a sé vendica la patria, parte chi ne 2658 2, 0, 21| sóle odiare ogni cura del vendicarsi, se così sia come si pruova 2659 1, 0, 25| indugiorono che 'l tempo li vendicasse da tristezza in più lieta 2660 2, 0, 20| acquisterogli inimici, vendicherommi.~ 2661 2, 0, 33| di quale te la morte non vendichi, povertà, carcere, servitù, 2662 2, 0, 6 | orsi; qual vuoi animale venenosissimo irato perdona ai simili 2663 2, 0, 6 | moscolina pasciuta d'un cadavere venenoso potere essere mortifera. 2664 1, 0, 23| astene~fuggendo con virtù Venere e Bacco.~ ~ 2665 | vengono 2666 | venire 2667 | venisse 2668 | venissi 2669 1, 0, 20| suoi imperadori prigioni ventimilia e altri doni militari; suo 2670 2, 0, 33| con suoi senatori numero ventisette, scrive Livio, cenando e 2671 1, 0, 16| osceni, con molte parole ventose quivi si riscaldò, e fra 2672 2, 0, 6 | e immanità. Volle el suo ventre essere publica sepultura 2673 | venuto 2674 1, 0, 3 | vari fiori intessuti fra el verde splendere in fra l'ombra, 2675 2, 0, 15| ottrettatori, dicono di me cose vere, insieme sieno promulgatori 2676 2, 0, 6 | espirò. El subito e veemente vergognarsi uccise Diodoro filosofo. 2677 2, 0, 33| al suo male buono fine. Verificossi, che non doppo molti 2678 1, 0, 21| MICROTIRO. Cose degnissime e verissime, né puossi non assentirli.~ 2679 2, 0, 7 | maraviglioso? Tu certo lo vedrai verissimo. Dicoti, uomo per iniusto 2680 2, 0, 9 | quello a noi porgerà la verità e la ragione; ché non dubito 2681 2, 0, 6 | frutti, uccelli, quadrupedi, vermi, pesci; nulla sopra terra, 2682 2, 0, 6 | salute essere sottoposta. Un verminuccio el molesta; ogni minima 2683 1, 0, 22| strani inimici, quali rari verrebbero dove poco sperassero preda 2684 2, 0, 6 | modo non ben si potesse versarlo delle botti. E a questo 2685 1, 0, 23| e' debba lode e fama con vertù e studio di cose lodate 2686 2, 0, 5 | asportata. E ne' tempi di Vespasiano in Cipro e ne' tempi di 2687 2, 0, 33| Pausanias dicono che assiduo vessato dallo spirito d'una quale 2688 2, 0, 6 | dalla natura vario e utile vestire, lana, setole, spine, piuma, 2689 1, 0, 22| acquistarsi donde pascersi e vestirsi; pur d'ogni età fra loro 2690 1, 0, 16| donde abbiate da pascervi e vestirvi. Cercate immortalità già 2691 2, 0, 4 | mondo. Vedi la terra ora vestita di fiori, ora grave di pomi 2692 1, 0, 3 | sia, attorno mi si avolge vezzeggiando, ora nascondendosi fra le 2693 1, 0, 3 | di queste freschissime e vezzosissime erbette, ora con sue onde 2694 1, 0, 24| più di voi lontani né più vicini, tanta via troverai dall' 2695 2, 0, 4 | a' corpi umani ascritta vicissitudine, che o crescano continuo 2696 1, 0, 26| presso a Virgilio: Sic tua te victum doceat fortuna dolere. E 2697 2, 0, 6 | ccclx, e svolselo per varie vie in mare. Eransi fuggiti 2698 | viene 2699 2, 0, 6 | varietà di rimedi possono né vietarle né ben distorle. E insieme 2700 1, 0, 22| opera infestissima, assidui, vigilantissimi per espilarci e satisfarsi 2701 2, 0, 3 | interissima e duravali ottimo vigore. Publio Romulo, domandato 2702 1, 0, 22| quanto io interpetro, d'animo vile, che non si fidava potere 2703 1, 0, 24| così deliberi. Qualunque vilissimo potrà, così deliberando 2704 1, 0, 10| presso alla sua ornatissima villa. A cui Genipatro, omo prudentissimo, 2705 1, 0, 24| provincia, lavorava una sua villuccia, di qual luogo, cupido di 2706 2, 0, 3 | potentissime, quale ancora vincendo superò ultimi monti Tauro 2707 1, 0, 25| grandi duran poco, però che vincono e atterrano subito e' sentimenti. 2708 2, 0, 6 | ottimo liquore, trovorono el vino, non tanto a saziare la 2709 1, 0, 15| MICROTIRO. Rimase, credo, vinto, che?~ 2710 1, 0, 20| venti sé ebbe strenuissimo e virilissimo, tale che ricevute ferite 2711 2, 0, 33| comandò la incendessero. Virrio capuano con suoi senatori 2712 1, 0, 22| veste stracciate più dotti e virtuosi che se fussero stati educati 2713 1, 0, 24| più altri modestissimi e virtuosissimi cittadini dal popolo soffersono 2714 1, 0, 22| sé pregio chi se porgerà virtuoso. E come Zenone filosofo 2715 2, 0, 15| errarci, e chi noi ecciti a virtute e laude.~ 2716 1, 0, 25| odiosa ove porgiamo e' nostri visi sucidi e troppo deformati 2717 0, ded, 1 | E a me, quando venni a visitarti, vedermi ricevuto da te 2718 2, 0, 6 | tiranno, Sofocles tragico vittore per troppa letizia usciron 2719 2, 0, 7 | ne' giuochi olimpici eran vittori, l'altro che Parmenione 2720 1, 0, 24| chiamato per la seguita vittoria macedonico, lasciò in vita 2721 1, 0, 23| a felicità, per quali si viva sollicito ad acquistarle 2722 1, 0, 22| affaticarsi dava iocundissime vivande al desinare, e levarsi dal 2723 1, 0, 8 | Partissi. Di poi intesi vivea in servitù preso da inimici 2724 2, 0, 32| che neanche loro sempre vivessono». E chi non vede che da 2725 1, 0, 16| fra' quali voi occupati vivete pallidi, estenuati, consumati, 2726 1, 0, 7 | filosofando, omo per età ben vivuta, per uso di molte varie 2727 1, 0, 18| apresso se non de' vecchi e vivuti con lunga industria. E truovo 2728 2, 0, 32| dispiaceri, né troverai vivuto alcuno più a cui non 2729 1, 0, 5 | la facilità della fortuna viziare e pervertere ogni ornamento 2730 2, 0, 6 | materiali, ma e in qualunque vòi altra cosa troverai morte. 2731 0, ded, 1 | meriti essere amato, si vol donare, a mio iudizio, sé 2732 2, 0, 33| questo carcere come saetta e vola in cielo. E credo io troveresti 2733 2, 0, 6 | che in Atene fu chi facea volare per aria un palombo edificato 2734 | volea 2735 1, 0, 7 | E queste abitano quanto volemo in noi, né altronde sono 2736 0, ded, 1 | rispondere. Tu ora accetta volentieri le cose mie come da persona 2737 1, 0, 24| queste far male. Molti, per volere soprastare gli altri, perirono. 2738 | volerla 2739 1, 0, 10| questo fonte amenissime e da volerle. Ma se altro a te non manca, 2740 | volevano 2741 1, 0, 16| Saravve licito mai restare di volgere tutto el e poi la notte 2742 1, 0, 3 | abeti, e atorno, dovunque te volgi, vedi mille perfettissimi 2743 2, 0, 33| alla terra e lo spirito voli suso a miglior sedia. Quale 2744 2, 0, 33| fuoco escon di vita con volontaria morte. E scrivono trovarsi 2745 2, 0, 6 | suoi libri in amplissimo volume, tanta trovò stata sofferta 2746 2, 0, 6 | tanta copia di scrittori e volumi, tanta varietà di rimedi 2747 1, 0, 18| consigli, mie immoderate voluntà, miei studi lievi, mia incostanza. 2748 2, 0, 7 | nostra sorte, alla nostra voluntaria miseria, dobbiamo nulla 2749 2, 0, 3 | suo membro intero. Lucio Volusio, scrive Cornelio Tacito 2750 2, 0, 3 | fastidio e convizio. E' mal voluti in tempo male ricevono. 2751 | voluto 2752 1, 0, 22| ambiziosi, cupidi, lascivi, voluttuosi e dati a guadagno e nati 2753 2, 0, 6 | saziare la sete, quanto a vomitarlo, come se in altro modo non 2754 | vorrà 2755 1, 0, 24| amplitudine per essere temuti. Vorrebbesi che la natura v'avesse fatti, 2756 | vorrei 2757 1, 0, 14| ingegno civile e atti quanto vorresti, e di in mortali. 2758 1, 0, 12| ecco qui Teogenio, omovulgare né d'ingegno tardissimo, 2759 0, ded, 1 | pregiate dalle persone idiote e vulgari; ma in prima quello che 2760 2, 0, 6 | poi sotto la censura del vulgo in più età ferma posto soffre 2761 1, 0, 10| sarà nostra opera tanto zappare su questi monti che le nostre 2762 1, 0, 22| porgerà virtuoso. E come Zenone filosofo dicea, udendo essere


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