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Leon Battista Alberti
Villa

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


                                                grassetto = Testo principale
    Capoverso                                   grigio = Testo di commento
1 5 | la ghianda, el pino, l'abete, la picea. La foglia rara, 2 4 | che la fame e il bisogno abita vicina all'ozio. A questi 3 5 | stercorare: la terza bene accomandare alla terra quello di che 4 4 | quello a che e' sieno atti e accommodati. Non vorrai facciano il 5 5 | casa, e' servi e le cose, accomodagli al lavoriero. Dicono a questo 6 6 | aggiugni industria a industria, accresci felicità. Guarda il tuo. 7 1 | terra puoi tu emendare, d'acquosa renderla asciutta, se l' 8 5 | possono. A chi perde tempo s'acrescono faccende, lo 'ndugio rende 9 6 | quelle ricchezze quali s'acumulano senza fraude sono uno bene 10 6 | luogo che tu ve le ritruovi; adoperale quanto bisogna; serbale 11 3 | perdere tempo intanto e adoperar l'altro. Sarà fornito bene 12 4 | puoi con l'asino, non vi adoperare il servo. Tua sia l'industria 13 5 | cruciarsi con la terra, adoperarvi il fuoco e 'l ferro assiduo: 14 4 | quello che sia necessario, e adoperera'li in quello a che e' sieno 15 | adunque 16 6 | iusto a ricchire che la agricultura. E quelle ricchezze quali 17 5 | nutrita dalla terra ama l'aiere temperato. Poni la vigna 18 2 | saranno e' parenti a ogni tuo aiuto più molto tardi che gli 19 | alias 20 1 | non da chi più tempi cercò alienarla. Non è caro quello che si 21 | alle 22 1 | peggiori. Compera da chi amava la possessione, non da chi 23 2 | parte puoi dire esservi tu. Ameratti qualunche riceverà da te 24 2 | da lui le ricevessi, lo ameresti. A chi t'ama fuggi esserli 25 5 | quella che è caduca, non sono amiche, ma non sono nimiche. Nimico 26 2 | amici. E dove ène il vicino amico, in qualche parte puoi dire 27 4 | quello che dovea avere. Niuno animale teme la collotola dell'uomo, 28 6 | dura non morsa da e' minuti animali. Calca co' piedi sotto a 29 1 | Non è sano dove tutto l'anno tutti non siano sani. La 30 5 | nudo, e mieti nudo». Gli antiqui affermano esser utile meno 31 5 | e' pampani il rapano, e aodiano el caule. Ma nulla tanto 32 4 | ti satisfa colui a cui s'apartiene ubidire, se fa quanto e 33 7 | greggi, dello aviario, delle api, dell'orto e simili alias.~ ~- 34 5 | il frutto. Dice Esiodo: «ara nudo, semina nudo, e mieti 35 5 | utile meno seminare e meglio arare; e dicono nulla meno doversi 36 5 | produce vermi. Poni degli arbori piccoli, e pota e' cresciuti. 37 6 | si spenga in casa, e mai arda indarno. D'ogni frutto della 38 7 | Delli armenti, delle greggi, dello aviario, 39 1 | emendare, d'acquosa renderla asciutta, se l'è magra stercorarla, 40 4 | Quello che tu puoi con l'asino, non vi adoperare il servo. 41 5 | Quello che tu puoi oggi, non aspettar domani. Quello che tu non 42 5 | terra quello di che tu ne aspetti il frutto. Dice Esiodo: « 43 5 | al prato dàlli che non asseti. E di ciò che tu predi alla 44 4 | in luogo niuno stieno più assidui che nel campo, e nulla meno 45 5 | adoperarvi il fuoco e 'l ferro assiduo: la seconda bene stercorare: 46 4 | in quello a che e' sieno atti e accommodati. Non vorrai 47 5 | che non nuoce il troppo. Atto a stercorare sarà, adunque, 48 1 | ma sia tale che indi t'avanzi, da sale infuori, se puoi, 49 | avere 50 7 | armenti, delle greggi, dello aviario, delle api, dell'orto e 51 5 | bene cultivare il campo, bastare assai ove e' ben sia governato. 52 4 | collotola dell'uomo, ma, per bestiale e ferocissimo che sia, teme 53 6 | dii. Ma se la terra non beve, ella non mangia. Sono acqua, 54 3 | bisogna e di quello può forse bisognare. Compera niuna di quelle 55 4 | e d'ogni parte farà otto bocconi; e voglionlo tale ch'e' 56 6 | quanto tu puoi. Béi quando la botte sia piena, e béi quando 57 4 | il , stima turbulenta e brutta l'ombra della casa. Quello 58 4 | tutti pessimo. Tutti e' buoni amici fuori di casa non 59 5 | che tremola e quella che è caduca, non sono amiche, ma non 60 6 | morsa da e' minuti animali. Calca co' piedi sotto a te la 61 6 | mangia. Sono acqua, cenere e calce morte a ogni seme. Ciò che 62 6 | discresca. Non spiccar l'uvacalda, né rugiadosa. Dicono l' 63 5 | quattro canti del campo ogni calende. Più lodano chi seminò tre 64 5 | che tu sputi su' quattro canti del campo ogni calende. 65 1 | tempi cercò alienarla. Non è caro quello che si compera quanto 66 5 | il rapano, e aodiano el caule. Ma nulla tanto nuoce a 67 5 | vite è il lauro e anche il caulo; e sdegnano e' pampani il 68 6 | non mangia. Sono acqua, cenere e calce morte a ogni seme. 69 1 | possessione, non da chi più tempi cercò alienarla. Non è caro quello 70 6 | e sarà grande quella che chiederà piccola spesa. Migliore 71 3 | tu prieghi. E col spesso chiedere qual vuoi cosa sempre tu 72 1 | ma non mai immuterai il cielo. Sterile campo sarà non 73 | cioè 74 5 | Impiaga il suscino, il ciriegio e 'l melo. L'ulivo, non 75 6 | e' minuti animali. Calca co' piedi sotto a te la luna 76 5 | prima né poi trassinar il coadunato per stercorare. E' tronchi 77 | cogli 78 | col 79 4 | avere. Niuno animale teme la collotola dell'uomo, ma, per bestiale 80 6 | rugiadosa. Dicono l'uva colta in interlunio dura non morsa 81 | colui 82 4 | vicina all'ozio. A questi comanderai cose utili, darai quello 83 1 | che dal mercato bisogni comperare ogni cosa e portarvi, ma 84 2 | Comperata la villa, in prima cura 85 5 | Composta la casa, e' servi e le cose, 86 1 | padrone. Quello che tu male comprasti una volta te ne pentirai 87 1 | il buon vicino. Così, pel contrario, tanto ène pessima il vicino 88 5 | lo 'ndugio rende il fine contumace e fuggitivo. La mattina 89 6 | mieti e cogli quando e' non cresce e prima ch'e' discresca. 90 5 | arbori piccoli, e pota e' cresciuti. Impiaga il suscino, il 91 5 | questo la prima cosa esser cruciarsi con la terra, adoperarvi 92 5 | doversi che troppo bene cultivare il campo, bastare assai 93 6 | Ben cultivato il campo, ne vengono le 94 2 | Comperata la villa, in prima cura ch'e' vicini t'amino nulla 95 | dagli 96 | dal 97 5 | che non inebrii, al prato dàlli che non asseti. E di ciò 98 4 | casa non rimedieranno a' danni che farà un mal servo in 99 3 | sono intollerabili e più dannose che gravi. E se a te pare 100 1 | la famiglia tua, non per darne diletto ad altri. Vedi e 101 5 | Quello che tu non puoi, non debbi, e quello che tu dovevi, 102 | degli 103 | dello 104 2 | fuggi esserli in fatti o in detti noioso o grave.~ 105 | Dice 106 6 | luna estrema. Ciò che ti diè la terra, fidalo alla terra. 107 6 | terra essere il lupo delli dii. Ma se la terra non beve, 108 1 | famiglia tua, non per darne diletto ad altri. Vedi e rivedi 109 6 | rendine parte e grazia a Dio. Niuno dono sarà maggiore 110 2 | amico, in qualche parte puoi dire esservi tu. Ameratti qualunche 111 1 | piggiore il mal vicino, dirieto o da lato che sia. Cosa 112 6 | non cresce e prima ch'e' discresca. Non spiccar l'uva né calda, 113 3 | bisogni, costui sarà troppo disfornito. Cosa dura il bisogno, e 114 1 | o da lato che sia. Cosa divina dicono essere il buon vicino. 115 6 | senza fraude sono uno bene divino. Il molto crebbe di più 116 5 | puoi oggi, non aspettar domani. Quello che tu non puoi, 117 4 | e voglionlo tale ch'e' domi il campo, non che il campo 118 6 | parte e grazia a Dio. Niuno dono sarà maggiore che quello 119 5 | prima, che chi seminò due doppo. La semente primaticcia 120 4 | perde, perde quello che dovea avere. Niuno animale teme 121 5 | arare; e dicono nulla meno doversi che troppo bene cultivare 122 5 | non debbi, e quello che tu dovevi, rimane tra le cose che 123 | ed 124 4 | Piace ad Esiodo, elegantissimo poeta greco, quel lavoratore 125 | ella 126 1 | siano sani. La terra puoi tu emendare, d'acquosa renderla asciutta, 127 5 | vigna al sole ed ogni tua espettazione. Volgi le spalle all'ombra 128 4 | faccende quale e' possano essequire il della festa. E instituira' 129 2 | ameresti. A chi t'ama fuggi esserli in fatti o in detti noioso 130 | esservi 131 6 | riponi il grano sotto la luna estrema. Ciò che ti diè la terra, 132 5 | stercorare se non con l'estremo della luna. E né prima né 133 5 | viene il terzo d'ogni buona faccenda.~ 134 | fai 135 4 | darai ozio. E dicono che la fame e il bisogno abita vicina 136 1 | la villa per pascere la famiglia tua, non per darne diletto 137 1 | sarà ottima a cui bisognerà fatica, non ispesa. E sia la villa 138 1 | non ti renda premio alle fatiche pari. Fertile sarà quello 139 5 | stercorare. E' tronchi delle fave sono veneno a ogni culto. 140 6 | altri. Se tu favelli, non favellare né di te, né d'altri. E 141 6 | per te e per altri. Se tu favelli, non favellare né di te, 142 6 | industria a industria, accresci felicità. Guarda il tuo. Loda l'altrui. 143 5 | l melo. L'ulivo, non lo ferire e non lo strignere. Non 144 4 | uomo, ma, per bestiale e ferocissimo che sia, teme il fronte. 145 5 | adoperarvi il fuoco e 'l ferro assiduo: la seconda bene 146 4 | possano essequire il della festa. E instituira'li che in 147 6 | Ciò che ti diè la terra, fidalo alla terra. Altri dicono 148 4 | teme il fronte. E solo il fien greco dicono gode esser 149 1 | vendere a mercato. Come de' figliuoli, così della villa: una ène 150 1 | campo a cui stia di petto il fiume. Ancor e' fie piggiore il 151 5 | pino, l'abete, la picea. La foglia rara, quella che tremola 152 3 | Fornisci la casa di quello bisogna 153 3 | e adoperar l'altro. Sarà fornito bene chi arà da prestar 154 6 | quali s'acumulano senza fraude sono uno bene divino. Il 155 4 | ferocissimo che sia, teme il fronte. E solo il fien greco dicono 156 5 | freddo. Non solo lo ulivo fugge il troppo caldo e anche 157 2 | lo ameresti. A chi t'ama fuggi esserli in fatti o in detti 158 5 | rende il fine contumace e fuggitivo. La mattina porta la metà 159 5 | qualche parte a chi lo nutrì e fugli mamma. Non stercorare se 160 5 | stagione, non lo semini ma lo getti via. Seminerai che la luna 161 5 | spalle all'ombra grave, la ghianda, el pino, l'abete, la picea. 162 4 | stracchi lui. A' servi, a' giumenti mai darai ozio. E dicono 163 3 | il pregare; qual due cose giunte insieme sono intollerabili 164 4 | né da sé, né quando altri gliel ricorda, costui ène di tutti 165 4 | solo il fien greco dicono gode esser negletto: ad ogni 166 5 | bastare assai ove e' ben sia governato. Alla vigna darai nulla 167 6 | de' tuoi vicini, e sarà grande quella che chiederà piccola 168 6 | quella che adempierà tutti e' grannai. Riponi le cose in luogo 169 6 | mosto. Ventilla e riponi il grano sotto la luna estrema. Ciò 170 1 | si sustenti senza altro grassume. Alla possessione se manca 171 5 | meno acqua. Ma di tutti e' grassumi ottimo sarà che tu sputi 172 3 | intollerabili e più dannose che gravi. E se a te pare il pregare 173 6 | della terra rendine parte e grazia a Dio. Niuno dono sarà maggiore 174 7 | Delli armenti, delle greggi, dello aviario, delle api, 175 6 | industria, accresci felicità. Guarda il tuo. Loda l'altrui. Se 176 5 | tutta la villa quanto non guatare ogni dove il sol si lieva 177 1 | stercorarla, ma non mai immuterai il cielo. Sterile campo 178 5 | piccoli, e pota e' cresciuti. Impiaga il suscino, il ciriegio 179 6 | spenga in casa, e mai arda indarno. D'ogni frutto della terra 180 | indi 181 1 | nuoce la fretta, ove per indugiare nulla a te peggiori. Compera 182 5 | Al campo togli che non inebrii, al prato dàlli che non 183 1 | che indi t'avanzi, da sale infuori, se puoi, d'ogni cosa, qual 184 6 | quello quale sia vacuo d'ogni iniustizia. Nulla più iusto a ricchire 185 4 | essequire il della festa. E instituira'li che in luogo niuno stieno 186 | intanto 187 6 | rugiadosa. Dicono l'uva colta in interlunio dura non morsa da e' minuti 188 5 | seme seminato sotto la luna intermenstrua non produce vermi. Poni 189 3 | cose giunte insieme sono intollerabili e più dannose che gravi. 190 1 | cui bisognerà fatica, non ispesa. E sia la villa non come 191 6 | ogni iniustizia. Nulla più iusto a ricchire che la agricultura. 192 5 | che tu predi alla terra, lasciane qualche parte a chi lo nutrì 193 1 | mal vicino, dirieto o da lato che sia. Cosa divina dicono 194 5 | nimiche. Nimico alla vite è il lauro e anche il caulo; e sdegnano 195 4 | fare la notte, né in da lavorare gli occuperai in faccende 196 4 | elegantissimo poeta greco, quel lavoratore quale partirà il pane in 197 5 | le cose, accomodagli al lavoriero. Dicono a questo la prima 198 5 | guatare ogni dove il sol si lieva e dove e' si pone. Quello 199 6 | felicità. Guarda il tuo. Loda l'altrui. Se tu pensi, pensa 200 5 | campo ogni calende. Più lodano chi seminò tre prima, 201 4 | da sé fa le cose utili e lodate, costui ène ottimo. Chi 202 1 | non come una casa posta lungi dalla piazza, tale che dal 203 6 | dicono la terra essere il lupo delli dii. Ma se la terra 204 1 | renderla asciutta, se l'è magra stercorarla, ma non mai 205 1 | buon padrone. Quello che tu male comprasti una volta te ne 206 1 | Né fertile campo in luogo malsano, né sterile campo in paese 207 5 | parte a chi lo nutrì e fugli mamma. Non stercorare se non con 208 1 | gli manca che se alla casa mancano e' terreni. Quella villa 209 6 | terra non beve, ella non mangia. Sono acqua, cenere e calce 210 | me 211 5 | suscino, il ciriegio e 'l melo. L'ulivo, non lo ferire 212 5 | quelle che viddero più soli e men vento, più freddo e meno 213 6 | quella che adempierà tutti e' mesi, che quella che adempierà 214 5 | fuggitivo. La mattina porta la metà della via, e con la mattina 215 | mi 216 6 | chiederà piccola spesa. Migliore ricolta fie quella che adempierà 217 5 | maggiore. E di queste sono migliori quelle che tardi si putrefanno. 218 6 | interlunio dura non morsa da e' minuti animali. Calca co' piedi 219 3 | cosa sempre tu porterai molestia.~ 220 | molte 221 6 | colta in interlunio dura non morsa da e' minuti animali. Calca 222 6 | Sono acqua, cenere e calce morte a ogni seme. Ciò che tu 223 6 | te la luna e insieme il mosto. Ventilla e riponi il grano 224 | n' 225 5 | culto. Ogni altra cosa che nacque e crebbe sempre fie buona 226 5 | in caldo luogo qual sia nato in freddo. Non solo lo ulivo 227 5 | s'acrescono faccende, lo 'ndugio rende il fine contumace 228 | ne' 229 4 | utili, darai quello che sia necessario, e adoperera'li in quello 230 3 | più sarà a me facile il negarti quello che tu prieghi. E 231 4 | greco dicono gode esser negletto: ad ogni altra cosa affermano 232 4 | affermano sempre nuocere la negligenza.~ 233 | nel 234 5 | sono amiche, ma non sono nimiche. Nimico alla vite è il lauro 235 5 | amiche, ma non sono nimiche. Nimico alla vite è il lauro e anche 236 2 | esserli in fatti o in detti noioso o grave.~ 237 4 | quello possono poi fare la notte, né in da lavorare gli 238 4 | altra cosa affermano sempre nuocere la negligenza.~ 239 5 | lasciane qualche parte a chi lo nutrì e fugli mamma. Non stercorare 240 5 | freddo, ma e ogni radice nutrita dalla terra ama l'aiere 241 4 | né in da lavorare gli occuperai in faccende quale e' possano 242 4 | comandare una volta per più opere e per più . Schifa il 243 5 | rimane tra le cose che ora non si possono. A chi perde 244 7 | aviario, delle api, dell'orto e simili alias.~ ~- FINE -~ 245 6 | tu tagli, svegli o tondi, osserva che la luna smagri e non 246 | otto 247 1 | compera chi compera da buon padrone. Quello che tu male comprasti 248 1 | malsano, né sterile campo in paese ben sano mi piace. Non è 249 5 | il caulo; e sdegnano e' pampani il rapano, e aodiano el 250 4 | lavoratore quale partirà il pane in quattro parti e d'ogni 251 3 | dannose che gravi. E se a te pare il pregare facile, molto 252 1 | renda premio alle fatiche pari. Fertile sarà quello quale 253 4 | partirà il pane in quattro parti e d'ogni parte farà otto 254 4 | greco, quel lavoratore quale partirà il pane in quattro parti 255 1 | Compera la villa per pascere la famiglia tua, non per 256 1 | in luogo non buono sarà peggiore che un sodo posto in buon 257 1 | per indugiare nulla a te peggiori. Compera da chi amava la 258 | pel 259 6 | Loda l'altrui. Se tu pensi, pensa a' fatti tuoi. S' tu fai, 260 6 | tuo. Loda l'altrui. Se tu pensi, pensa a' fatti tuoi. S' 261 1 | comprasti una volta te ne pentirai molte. Sempre potrai spendere 262 4 | comandare più volte o a più persone per una cosa. Assai ti satisfa 263 1 | pel contrario, tanto ène pessima il vicino non buono. Né 264 4 | ricorda, costui ène di tutti pessimo. Tutti e' buoni amici fuori 265 1 | quel campo a cui stia di petto il fiume. Ancor e' fie piggiore 266 1 | una casa posta lungi dalla piazza, tale che dal mercato bisogni 267 5 | adunque, qualunque cosa da picciolo crebbe in maggiore. E di 268 6 | grande quella che chiederà piccola spesa. Migliore ricolta 269 5 | vermi. Poni degli arbori piccoli, e pota e' cresciuti. Impiaga 270 5 | ghianda, el pino, l'abete, la picea. La foglia rara, quella 271 6 | minuti animali. Calca co' piedi sotto a te la luna e insieme 272 6 | Béi quando la botte sia piena, e béi quando el'è scema. 273 5 | ombra grave, la ghianda, el pino, l'abete, la picea. La foglia 274 | pochi 275 4 | ad Esiodo, elegantissimo poeta greco, quel lavoratore quale 276 5 | sol si lieva e dove e' si pone. Quello che tu puoi oggi, 277 5 | e non lo strignere. Non por seme in caldo luogo qual 278 5 | e fuggitivo. La mattina porta la metà della via, e con 279 1 | d'ogni cosa, qual possi portare e vendere a mercato. Come 280 1 | bisogni comperare ogni cosa e portarvi, ma sia tale che indi t' 281 3 | qual vuoi cosa sempre tu porterai molestia.~ 282 1 | ti piace oggi, ripensa se posdomane e' possa meno piacerti. 283 | possa 284 | possano 285 1 | puoi, d'ogni cosa, qual possi portare e vendere a mercato. 286 1 | villa non come una casa posta lungi dalla piazza, tale 287 1 | sarà peggiore che un sodo posto in buon sito. Sarà situato 288 5 | degli arbori piccoli, e pota e' cresciuti. Impiaga il 289 5 | togli che non inebrii, al prato dàlli che non asseti. E 290 5 | asseti. E di ciò che tu predi alla terra, lasciane qualche 291 1 | quello che non ti renda premio alle fatiche pari. Fertile 292 3 | quelle cose, quali puoi prendere da e' tuoi terreni. Chi 293 | presso 294 3 | fornito bene chi arà da prestar del suo ad altri. E a chi 295 3 | il negarti quello che tu prieghi. E col spesso chiedere qual 296 5 | due doppo. La semente primaticcia rare volte inganna, ma quella 297 5 | la luna intermenstrua non produce vermi. Poni degli arbori 298 | può 299 5 | migliori quelle che tardi si putrefanno. E di queste quelle che 300 2 | dire esservi tu. Ameratti qualunche riceverà da te quelle cose 301 | qualunque 302 | quell' 303 | questi 304 | questo 305 5 | troppo freddo, ma e ogni radice nutrita dalla terra ama 306 5 | e sdegnano e' pampani il rapano, e aodiano el caule. Ma 307 5 | abete, la picea. La foglia rara, quella che tremola e quella 308 5 | La semente primaticcia rare volte inganna, ma quella 309 1 | ancor quello che non ti renda premio alle fatiche pari. 310 5 | acrescono faccende, lo 'ndugio rende il fine contumace e fuggitivo. 311 1 | puoi tu emendare, d'acquosa renderla asciutta, se l'è magra stercorarla, 312 6 | D'ogni frutto della terra rendine parte e grazia a Dio. Niuno 313 6 | la agricultura. E quelle ricchezze quali s'acumulano senza 314 6 | iniustizia. Nulla più iusto a ricchire che la agricultura. E quelle 315 2 | esservi tu. Ameratti qualunche riceverà da te quelle cose quali, 316 2 | cose quali, se tu da lui le ricevessi, lo ameresti. A chi t'ama 317 6 | il campo, ne vengono le ricolte. Sega, mieti e cogli quando 318 4 | sé, né quando altri gliel ricorda, costui ène di tutti pessimo. 319 5 | e quello che tu dovevi, rimane tra le cose che ora non 320 4 | amici fuori di casa non rimedieranno a' danni che farà un mal 321 1 | se forse ti piace oggi, ripensa se posdomane e' possa meno 322 6 | cose in luogo che tu ve le ritruovi; adoperale quanto bisogna; 323 1 | diletto ad altri. Vedi e rivedi prima che tu statuisca piacerti 324 4 | in casa che in tôrti la roba. Chi non ha che perdere 325 6 | spiccar l'uva né calda, né rugiadosa. Dicono l'uva colta in interlunio 326 1 | tale che indi t'avanzi, da sale infuori, se puoi, d'ogni 327 1 | tutto l'anno tutti non siano sani. La terra puoi tu emendare, 328 | saranno 329 4 | persone per una cosa. Assai ti satisfa colui a cui s'apartiene 330 6 | piena, e béi quando elscema. El fuoco mai si spenga 331 6 | Aggiugni opera a opera, scemerai bisogni: aggiugni industria 332 4 | più opere e per più . Schifa il comandare più volte o 333 3 | senza arato; se n'arà due, sconcio l'uno, arà da non perdere 334 5 | lauro e anche il caulo; e sdegnano e' pampani il rapano, e 335 5 | fuoco e 'l ferro assiduo: la seconda bene stercorare: la terza 336 4 | quando tu l'ordinasti, costui secondo luogo presso a quell'ottimo 337 6 | ne vengono le ricolte. Sega, mieti e cogli quando e' 338 5 | seminò due doppo. La semente primaticcia rare volte inganna, 339 5 | Dice Esiodo: «ara nudo, semina nudo, e mieti nudo». Gli 340 5 | affermano esser utile meno seminare e meglio arare; e dicono 341 5 | Altri dicono che 'l seme seminato sotto la luna intermenstrua 342 5 | semini ma lo getti via. Seminerai che la luna ti vegga. Altri 343 5 | fuori di stagione, non lo semini ma lo getti via. Seminerai 344 6 | adoperale quanto bisogna; serbale quanto tu vuoi; vendile 345 4 | nulla. E tu, quando sia sereno il , stima turbulenta 346 | siano 347 | sieno 348 7 | delle api, dell'orto e simili alias.~ ~- FINE -~ 349 1 | che un sodo posto in buon sito. Sarà situato non bene quel 350 1 | posto in buon sito. Sarà situato non bene quel campo a cui 351 6 | tondi, osserva che la luna smagri e non ti vegga. Sarà ottima 352 1 | buono sarà peggiore che un sodo posto in buon sito. Sarà 353 5 | guatare ogni dove il sol si lieva e dove e' si pone. 354 5 | temperato. Poni la vigna al sole ed ogni tua espettazione. 355 5 | queste quelle che viddero più soli e men vento, più freddo 356 5 | tua espettazione. Volgi le spalle all'ombra grave, la ghianda, 357 5 | tarda inganna sempre. Se spargi il seme fuori di stagione, 358 1 | pentirai molte. Sempre potrai spendere il tuo danaio meglio che 359 6 | è scema. El fuoco mai si spenga in casa, e mai arda indarno. 360 6 | quella che chiederà piccola spesa. Migliore ricolta fie quella 361 3 | quello che tu prieghi. E col spesso chiedere qual vuoi cosa 362 6 | prima ch'e' discresca. Non spiccar l'uva né calda, né rugiadosa. 363 5 | grassumi ottimo sarà che tu sputi su' quattro canti del campo 364 5 | spargi il seme fuori di stagione, non lo semini ma lo getti 365 1 | Vedi e rivedi prima che tu statuisca piacerti quello per cui 366 1 | renderla asciutta, se l'è magra stercorarla, ma non mai immuterai il 367 | stia 368 4 | instituira'li che in luogo niuno stieno più assidui che nel campo, 369 4 | quando sia sereno il , stima turbulenta e brutta l'ombra 370 4 | campo, non che il campo stracchi lui. A' servi, a' giumenti 371 5 | non lo ferire e non lo strignere. Non por seme in caldo luogo 372 4 | fare quanto comandasti. Studia di comandare una volta per 373 | su 374 | suo 375 | suoi 376 5 | e' cresciuti. Impiaga il suscino, il ciriegio e 'l melo. 377 1 | quello quale per sé assai si sustenti senza altro grassume. Alla 378 6 | seme. Ciò che tu tagli, svegli o tondi, osserva che la 379 6 | a ogni seme. Ciò che tu tagli, svegli o tondi, osserva 380 5 | inganna, ma quella che sia tarda inganna sempre. Se spargi 381 5 | dalla terra ama l'aiere temperato. Poni la vigna al sole ed 382 1 | possessione, non da chi più tempi cercò alienarla. Non è caro 383 1 | tu non potrai vendere il terreno. Uno culto campo in luogo 384 5 | seconda bene stercorare: la terza bene accomandare alla terra 385 5 | con la mattina viene il terzo d'ogni buona faccenda.~ 386 [Titolo]| Testo.~ ~ 387 5 | e torrai nulla. Al campo togli che non inebrii, al prato 388 6 | Ciò che tu tagli, svegli o tondi, osserva che la luna smagri 389 5 | Alla vigna darai nulla e torrai nulla. Al campo togli che 390 4 | mal uomo in casa che in tôrti la roba. Chi non ha che 391 | tra 392 5 | luna. E né prima né poi trassinar il coadunato per stercorare. 393 5 | foglia rara, quella che tremola e quella che è caduca, non 394 5 | queste quelle che sono più trite. E di queste quelle che 395 5 | coadunato per stercorare. E' tronchi delle fave sono veneno a 396 | troppi 397 1 | quanto dagli altri se ne truova, e assai bene compera chi 398 4 | sia sereno il , stima turbulenta e brutta l'ombra della casa. 399 | tutta 400 | tutto 401 4 | colui a cui s'apartiene ubidire, se fa quanto e quando tu 402 4 | comandare; de' servi sia opera ubidirti e fare quanto comandasti. 403 5 | antiqui affermano esser utile meno seminare e meglio arare; 404 6 | maggiore che quello quale sia vacuo d'ogni iniustizia. Nulla 405 | ve 406 1 | darne diletto ad altri. Vedi e rivedi prima che tu statuisca 407 6 | serbale quanto tu vuoi; vendile quanto tu puoi. Béi quando 408 5 | tronchi delle fave sono veneno a ogni culto. Ogni altra 409 | vengono 410 6 | luna e insieme il mosto. Ventilla e riponi il grano sotto 411 5 | che viddero più soli e men vento, più freddo e meno acqua. 412 5 | intermenstrua non produce vermi. Poni degli arbori piccoli, 413 | vi 414 4 | fame e il bisogno abita vicina all'ozio. A questi comanderai 415 5 | E di queste quelle che viddero più soli e men vento, più 416 | viene 417 5 | sono nimiche. Nimico alla vite è il lauro e anche il caulo; 418 4 | parte farà otto bocconi; e voglionlo tale ch'e' domi il campo, 419 5 | ed ogni tua espettazione. Volgi le spalle all'ombra grave, 420 | vorrai


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