a'-riput | rispo-zoppo
grassetto = Testo principale
Capoverso grigio = Testo di commento
1 | a'
2 | abbi
3 3 | dilettare, ma giovare, non fu accettata da quello falso giudice
4 5 | ti scrissi un poco forse acerbo più che non aspettavi. Ma
5 5 | oro non valse la torre d'Acrisi, se bene interpetriamo,
6 2 | La prima moglie del primo Adamo subito dopo la creazione
7 1 | forse fia il tacere. Vorrei adatarmi al vero, né molto mi curerei
8 2 | concitato da femmina, dopo l'adulterio cadde in omicidio; come
9 | Adunque
10 4 | della moglie; ma così s'afferma che l'uno conviene che sia
11 | agli
12 3 | durezza di fronte? Credo a te agradirà e piacceratti avere udito,
13 | alcuna
14 | allo
15 | allora
16 | alquanto
17 | altro
18 5 | come l'ape dell'ortica o altronde pigliano il mele, così io
19 | altrove
20 3 | sollecitudine di chi te ama e te vorrebbe essere felice.
21 3 | chi sarebbe che lodasse amandolo sua sfrenata audacia e durezza
22 2 | potrai non amarla sanza amaritudine, paura, infortunio, sollecitudine.
23 2 | buona femmina, potrai non amarla sanza amaritudine, paura,
24 4 | Cannio poeta, ripreso ch'egli amasse numero molte femmine, diceva
25 5 | Lucilia perché troppo l'amava, ancora uccise il suo, quella
26 5 | sue risposte sempre sono ambigue, e negandoti sempre inframettono
27 2 | da loro è vacuo; se tu l'ami, elle ti tormentano e godono
28 3 | libero, e a me per nostra amicizia debbi non poco, priegoti
29 2 | sue virtù al sole, pazzo amò Leucotea con infamia a sé
30 2 | Iddio, con quanta avesse amplitudine e dignità seguette Europa
31 2 | sollecitudine. Maligno animale, in troppo gran copia datoci
32 5 | dissimili ne' costumi a' bruti animali rende noi civili e pregiati.
33 5 | vizio comunicano i loro animi, che sono iniquissime, sempre
34 4 | Valenzio imperadore in età d'anni ottanta vergine, mentre
35 5 | ti maravigliare se come l'ape dell'ortica o altronde pigliano
36 5 | ragione, ma quello che l'apetito persuade, e come gode piacere
37 2 | fascinato da una femmina. Apri gli occhi. Quella che più
38 4 | Tengo nell'orto mio un arbore infilicissimo, al quale
39 5 | deduca buoni essempli e argomenti. Ma molti increduli fuggono
40 3 | la sentenza, ma più tosto aspettare qualche motto o dilicato
41 3 | motto o dilicato detto: non aspettarlo in queste lettere. Conviene
42 5 | forse acerbo più che non aspettavi. Ma non reputare crudele
43 4 | molte piaghe piccole che una assidua e mortale. Paccuvvio si
44 5 | amando e odiando sempre sono audace e bestiali; sempre parate
45 3 | lodasse amandolo sua sfrenata audacia e durezza di fronte? Credo
46 | averci
47 | aversi
48 | avessi
49 2 | una femmina: inchinossi a Balaim e mutossi in zabulo per
50 3 | confesso e duolmi non sono. Bastiti il vero udire da me e piacciati
51 2 | nella sacra storia chiamato beato, e di cui si dice: «trovai
52 2 | ma certo le sentiva, e beffato da tutti gli dii satiri.~
53 5 | Lais corintia sopra l'altre bella solo ricettava principi
54 1 | desiderano cose che paiono belle, quali a chi le considera
55 2 | come Dalila di Sansone, e bellezza come Bersabe, saranno elle
56 4 | vedete quanto stia bene e bello; pure mi stringe e io so
57 | ben
58 | benché
59 2 | Sansone, e bellezza come Bersabe, saranno elle nocive. Credimi,
60 2 | coinquinare dovunche ella entri. Bersabes, taciturna e nulla maligna,
61 | bisogna
62 5 | dissimili ne' costumi a' bruti animali rende noi civili
63 | buon
64 5 | da queste favole deduca buoni essempli e argomenti. Ma
65 4 | chi lo domandava per che cagione avesse fatto divorzio dalla
66 4 | dalla moglie: «Questo mio calzare vedete quanto stia bene
67 5 | e chi doveva vestirsi la camicia spogliò sua vita. Precipitosa
68 4 | eloquenza dare orecchie. Cannio poeta, ripreso ch'egli amasse
69 1 | gli spiacerà udirci, come cantare una oca fra i cigni. Pure
70 1 | faccia di leone, ventre di capra e coda di drago; né veggo
71 4 | essere che avea vinto la carne e sua inimicissima cupidità.
72 5 | così e deplorando il suo caso e da essere deplorato finì,
73 4 | con una sola fortissima catena. A te piacerà più la vita
74 4 | potendo deporlo. Prudente Cato disse: «Sarebbe la vita
75 4 | seguire l'amore, non il censo, la venustà, non le veste,
76 | certo
77 3 | mia buona volontà. Giulio Cesare, prencipe di tutte le cose,
78 2 | Davit nella sacra storia chiamato beato, e di cui si dice: «
79 3 | dissimile al fonte suo, chiari o torbi, così mie parole
80 1 | considera sono mostri e chimere, quali hanno faccia di leone,
81 | ciascuna
82 1 | come cantare una oca fra i cigni. Pure quando che sia fu
83 2 | troverrai Silla, Mirra, Cilene e quanta vorrai turba esercitata
84 1 | conobbe ancora i veneni di Circes: fu la virtù in lui quale
85 5 | pare non dovuto te porga civile. Né cosa tanto desidero
86 5 | bruti animali rende noi civili e pregiati. Piacemi sopratutto
87 1 | leone, ventre di capra e coda di drago; né veggo si possa
88 5 | laboriosa ti conduca in suprema cognizione di cose ottime e in buona
89 2 | soli, tanto può la iniquità coinquinare dovunche ella entri. Bersabes,
90 | coll'
91 1 | quale non ben consigliato si commise in Enna, udirai e serverai
92 5 | pudicizia, né uno solo vento commuove la quercia. Licia vergine
93 5 | Demostene: «Non imparai comperare tanto un pentermi». E prudente
94 1 | essere in grazia, perché compiacciono e dilettano ad altri. E
95 1 | vero, né molto mi curerei compiacere ad altri o dilettare le
96 5 | fallacie in uno solo vizio comunicano i loro animi, che sono iniquissime,
97 2 | uomo secondo il mio cuore»; concitato da femmina, dopo l'adulterio
98 5 | sia erta e laboriosa ti conduca in suprema cognizione di
99 1 | tossico melato, né saprei condurti con varie parole. Adunche
100 5 | preparato a festività e letizia condusse a lagrime, e chi doveva
101 3 | esquisito oratore quanto confesso e duolmi non sono. Bastiti
102 3 | escono al core. Per questo conoscendo me stessi, forse non voleva
103 1 | arai da riputarmi amico, e conoscerai che la benivolenza mia verso
104 3 | poco a tempo fu sollecito conoscere quello gli scrivea il suo
105 5 | fuggendo più che pentendosi conoscerle e schifarle. Livia odiava
106 1 | doverrei tacere. Ma poich'io conosco che in tempo saranno mordaci
107 3 | utilissimo prima aversi lasciato consigliare che necessità il premesse.
108 1 | Empedocle, quale non ben consigliato si commise in Enna, udirai
109 3 | amico. Tu vero me udirai e consigliera'ti, e di te stessi arai cura
110 5 | disgiunto e segregato da ogni consorzio femminile e tutto dato allo
111 5 | veneno, questa con furore. Contrarie furono queste in volontà
112 3 | udito, né sarà in te tanta contumacia che non degni la fede e
113 2 | dicoti niuna esser pari contumelia, amico mio, a uno uomo quanto
114 3 | facile e trattabile ove gli convenga sofferire, a cui sarebbe
115 3 | parole simile escono al core. Per questo conoscendo me
116 5 | Lais corintia sopra l'altre bella solo
117 3 | puossi sanza danno meglio correggere coll'altrui pericolo che
118 3 | inconsiderato e ruinoso corresse nelle mani e nelle insidie
119 5 | Persino dal cielo vengono i corruttori della pudicizia, né uno
120 | cosa
121 2 | contro al Sommo Padre e Creatore: vizio ereditario a tutte
122 2 | primo Adamo subito dopo la creazione dell'uomo nel suo primo
123 4 | sola sanza femmine». Vuolsi credere a chi prudente per pruova
124 2 | Bersabe, saranno elle nocive. Credimi, in te non sarà cuore più
125 5 | aspettavi. Ma non reputare crudele quello medico la cui opera
126 5 | ch'io abbi l'animo bene culto e ornato; ma né ancora mi
127 4 | carne e sua inimicissima cupidità. Vuolsi come costui non
128 4 | Piacciono i diletti di Cupido, ma sono mai sanza infinito
129 3 | consigliera'ti, e di te stessi arai cura e buon provedimento. A molti
130 1 | adatarmi al vero, né molto mi curerei compiacere ad altri o dilettare
131 2 | Chi spregi eloquenza come Dalila di Sansone, e bellezza come
132 | dallo
133 5 | se bene interpetriamo, e Dannes per questo perdette sua
134 3 | pericoli, e puossi sanza danno meglio correggere coll'altrui
135 4 | Cicerone prencipe d'eloquenza dare orecchie. Cannio poeta,
136 4 | e alla filosofia insieme darmi». Fia tua prudenza adunche
137 5 | principi e reali. Volle costei darsi a Demostene oratore e in
138 1 | posso però tacere, né saprò darti tossico melato, né saprei
139 4 | pare agli Idii se fosse dataci sola sanza femmine». Vuolsi
140 5 | consorzio femminile e tutto dato allo studio e investigazione
141 2 | animale, in troppo gran copia datoci dalla natura, che si truovi
142 3 | a me per nostra amicizia debbi non poco, priegoti me n'
143 3 | ma al tutto sciancato e debole, ... o potere fuggire a
144 5 | così io da queste favole deduca buoni essempli e argomenti.
145 | degl'
146 3 | tanta contumacia che non degni la fede e sollecitudine
147 5 | non volendo pure nuocono. Deianira si vendicò, e quello era
148 2 | gli uomini e tesoro delle delizie di Dio, tutto sapienza,
149 5 | inumanissimo fu vinto: così e deplorando il suo caso e da essere
150 5 | il suo caso e da essere deplorato finì, guasto da una femmina.
151 4 | ma tacciono non potendo deporlo. Prudente Cato disse: «Sarebbe
152 1 | utile favellarti. Molti desiderano cose che paiono belle, quali
153 5 | porga civile. Né cosa tanto desidero in te quanto vederti giunto
154 4 | amasse numero molte femmine, diceva piacergli avere qualche
155 3 | simile fatto a Ulgano, non dico zoppo, ma al tutto sciancato
156 5 | famosa, opressa d'Apolline dicono partorì Platone. Sicura
157 2 | primo peccato prima ruppe il digiuno, inobediente contro al Sommo
158 2 | quanta avesse amplitudine e dignità seguette Europa renduto
159 2 | e beffato da tutti gli dii satiri.~
160 1 | voce luttuosa. Ed ècci chi dileggia qualunque dice il vero,
161 2 | tutt'i vizi, qual sanno, e dilettagli tenere i suoi suggetti in
162 1 | grazia, perché compiacciono e dilettano ad altri. E quegli in prima
163 1 | non tacere. Tra chi piglia diletto solo dell'altrui parole,
164 3 | aspettare qualche motto o dilicato detto: non aspettarlo in
165 5 | a Venere, ma a Pallade, disgiunto e segregato da ogni consorzio
166 4 | sono mai sanza infinito dispiacere. Metello rispuose a Mario
167 5 | valse sostenere se stessi in dispregiare una vile femmina. Fallace
168 3 | Conviene che i rivoli sieno non dissimile al fonte suo, chiari o torbi,
169 5 | religione quanto ancora averci dissimili ne' costumi a' bruti animali
170 3 | stessi, forse non voleva dissuaderti; ma non potendo tacere,
171 2 | Quale era Apolline, e' diventò pastore. Dicoti, amico,
172 5 | furono femmine. Con varie e diverse fallacie in uno solo vizio
173 2 | per tenere te a sé, avere diviso te da te stesso e da tuo
174 4 | che cagione avesse fatto divorzio dalla moglie: «Questo mio
175 1 | sanno con sue fizioni e dolci narrazioni ingannarti. Pure
176 4 | stringe e io so dove». A molti dole, ma tacciono non potendo
177 4 | e mortale. Paccuvvio si doleva con uno Arrio suo vicino: «
178 4 | qualunche di queste». E domandato rispuose questa essere che
179 4 | della furia loro, ma non so donde in te tanta fosse o stoltizia
180 4 | ricchezze. Al tutto fa che la donna si mariti, non tu a lei.~
181 5 | costei vegghiando, non fu dormendo. Né ti maravigliare se come
182 3 | errori giovano a renderne dotti ne' nostri pericoli, e puossi
183 | dove
184 5 | condusse a lagrime, e chi doveva vestirsi la camicia spogliò
185 2 | la iniquità coinquinare dovunche ella entri. Bersabes, taciturna
186 5 | ma né ancora mi pare non dovuto te porga civile. Né cosa
187 1 | ventre di capra e coda di drago; né veggo si possa tacere.
188 3 | oratore quanto confesso e duolmi non sono. Bastiti il vero
189 3 | amandolo sua sfrenata audacia e durezza di fronte? Credo a te agradirà
190 1 | ciascuna voce luttuosa. Ed ècci chi dileggia qualunque dice
191 5 | tanto dal lione e dallo eleofante tratti, quanto da un vile
192 | ella
193 1 | voluttà facundissimi ed eloquentissimi, e io ragionando della verità
194 1 | imitatore d'Ulisse e non d'Empedocle, quale non ben consigliato
195 1 | consigliato si commise in Enna, udirai e serverai le mie
196 2 | coinquinare dovunche ella entri. Bersabes, taciturna e nulla
197 5 | preferisce quello che a sé piace. Ercule con sue fatiche vittorioso,
198 2 | Padre e Creatore: vizio ereditario a tutte le femmine e mai
199 3 | essere felice. Gli altri errori giovano a renderne dotti
200 5 | via, quale bene che sia erta e laboriosa ti conduca in
201 3 | così mie parole simile escono al core. Per questo conoscendo
202 2 | Cilene e quanta vorrai turba esercitata in tutt'i vizi, qual sanno,
203 3 | me n'oda con pazienza ed esplicherotti cose utilissime. E non mi
204 3 | utilissime. E non mi volere così esquisito oratore quanto confesso
205 5 | maligne e malefiche. Vedesi essemplo di loro che amando e odiando
206 | esso
207 2 | amplitudine e dignità seguette Europa renduto in costumi bestiali
208 1 | virtù in lui quale fece evitarlo il pericolo. Credo e tu
209 1 | mostri e chimere, quali hanno faccia di leone, ventre di capra
210 3 | A molti non giova esser facile e trattabile ove gli convenga
211 1 | persuasori della voluttà facundissimi ed eloquentissimi, e io
212 5 | dispregiare una vile femmina. Fallace femmine, che in sue risposte
213 5 | femmine. Con varie e diverse fallacie in uno solo vizio comunicano
214 3 | non fu accettata da quello falso giudice degl'Idii. Ma tu,
215 4 | come costui non pattuirsi a familiarità, ma ostare a tanta peste
216 5 | vergine in grande sua età e famosa, opressa d'Apolline dicono
217 | fare
218 2 | sarà che non possi essere fascinato da una femmina. Apri gli
219 3 | tuo? Parmi vedere qui ti fastidia quello che tu leggi, né
220 1 | ragionando della verità ti sia in fastidio, sarà egli da non tacere.
221 5 | sé piace. Ercule con sue fatiche vittorioso, poi ch'ebbe
222 1 | riprenderai il mio utile favellarti. Molti desiderano cose che
223 1 | tacere: ma con quello animo favellerò col quale sono tuo: giudicane
224 5 | mele, così io da queste favole deduca buoni essempli e
225 2 | però maggiore sarai di lui. Febo simile in terra con sue
226 | fece
227 5 | segregato da ogni consorzio femminile e tutto dato allo studio
228 2 | che più raro si truova che fenice, buona femmina, potrai non
229 2 | renduto in costumi bestiali e feroce. Fu grande Giove, e tu,
230 5 | e quello era preparato a festività e letizia condusse a lagrime,
231 2 | maggiore precipizio che Fetonte. Quale era Apolline, e'
232 4 | rispuose a Mario non volere la figliuola ricca, formosa, nobile e
233 4 | se pari leghi con molti fili, né chi con una sola fortissima
234 5 | di cose ottime e in buona filicità.~ ~- FINE -~ ~ ~ ~
235 4 | disse, «alla moglie e alla filosofia insieme darmi». Fia tua
236 5 | e in buona filicità.~ ~- FINE -~ ~ ~ ~
237 5 | caso e da essere deplorato finì, guasto da una femmina.
238 1 | gratissimi che sanno con sue fizioni e dolci narrazioni ingannarti.
239 3 | rivoli sieno non dissimile al fonte suo, chiari o torbi, così
240 4 | volere la figliuola ricca, formosa, nobile e felice moglie,
241 4 | fili, né chi con una sola fortissima catena. A te piacerà più
242 2 | sé e morte a lei. Marte fortissimo e ornatissimo d'infiniti
243 4 | morendo disse a Leonzio suo fratello: «A essere felice a me nulla
244 5 | furono queste in volontà e fraude, pure furono femmine. Con
245 3 | sfrenata audacia e durezza di fronte? Credo a te agradirà e piacceratti
246 5 | sentiamo in noi possino fare frutto. Non solo la fede e religione
247 5 | E prudente chi saperà fuggendo più che pentendosi conoscerle
248 3 | sono da rompere, e così fuggi inanzi che tu sia simile
249 3 | sciancato e debole, ... o potere fuggire a libertà. Pallas perché
250 5 | argomenti. Ma molti increduli fuggono gli onesti essempli quali
251 4 | Non mi maraviglio della furia loro, ma non so donde in
252 5 | quella con veneno, questa con furore. Contrarie furono queste
253 1 | ad altrui. E veggo molti ghiottoni essere in grazia, perché
254 4 | perpetue tenebre era simile a giacere in inferno; così godere
255 3 | provedimento. A molti non giova esser facile e trattabile
256 3 | felice. Gli altri errori giovano a renderne dotti ne' nostri
257 1 | favellerò col quale sono tuo: giudicane che ti pare: arai da riputarmi
258 3 | accettata da quello falso giudice degl'Idii. Ma tu, che giudicio
259 3 | giudice degl'Idii. Ma tu, che giudicio fia il tuo? Parmi vedere
260 3 | piacciati la mia buona volontà. Giulio Cesare, prencipe di tutte
261 5 | desidero in te quanto vederti giunto non a Venere, ma a Pallade,
262 4 | per vivere felice e morire glorioso. Cicerone repudiato ch'egli
263 5 | apetito persuade, e come gode piacere a tutti, così ostinata
264 4 | giacere in inferno; così godere la natura ne' tempi e nell'
265 2 | ami, elle ti tormentano e godono per tenere te a sé, avere
266 1 | E quegli in prima sono gratissimi che sanno con sue fizioni
267 4 | notte lieta e potere nella gravezza de' pensieri alquanto respirare,
268 1 | molti ghiottoni essere in grazia, perché compiacciono e dilettano
269 1 | lecito. In odio mi sono le gru e gli urli e ciascuna voce
270 2 | quanto la moglie inobediente. Guarti Davit nella sacra storia
271 5 | da essere deplorato finì, guasto da una femmina. Avea costui
272 3 | quello che tu leggi, né molto gustare la sentenza, ma più tosto
273 | hanno
274 2 | miseria. Giove re, detto poi Iddio, con quanta avesse amplitudine
275 1 | Credo e tu sperando in Dio, imitatore d'Ulisse e non d'Empedocle,
276 5 | Risposegli Demostene: «Non imparai comperare tanto un pentermi».
277 4 | essere marito. Valenzio imperadore in età d'anni ottanta vergine,
278 4 | al quale tre mie mogli s'impiccorono». Rispose Arrio: «Non mi
279 5 | sani; né ti si conviene impigrire in quella incominciata tua
280 3 | da rompere, e così fuggi inanzi che tu sia simile fatto
281 2 | gloria per una femmina: inchinossi a Balaim e mutossi in zabulo
282 5 | conviene impigrire in quella incominciata tua via, quale bene che
283 3 | necessità il premesse. A chi inconsiderato e ruinoso corresse nelle
284 5 | essempli e argomenti. Ma molti increduli fuggono gli onesti essempli
285 4 | tanta fosse o stoltizia o inezia. Vorrei potessimo piantare
286 2 | pazzo amò Leucotea con infamia a sé e morte a lei. Marte
287 4 | era simile a giacere in inferno; così godere la natura ne'
288 4 | nell'orto mio un arbore infilicissimo, al quale tre mie mogli
289 4 | Cupido, ma sono mai sanza infinito dispiacere. Metello rispuose
290 2 | sanza amaritudine, paura, infortunio, sollecitudine. Maligno
291 5 | ambigue, e negandoti sempre inframettono parole che paiono prometterti,
292 1 | fizioni e dolci narrazioni ingannarti. Pure non posso però tacere,
293 4 | avea vinto la carne e sua inimicissima cupidità. Vuolsi come costui
294 5 | comunicano i loro animi, che sono iniquissime, sempre sono maligne e malefiche.
295 2 | scandali soli, tanto può la iniquità coinquinare dovunche ella
296 2 | morte del suo perfetto e inocente marito. Chi spregi eloquenza
297 3 | corresse nelle mani e nelle insidie de' ladroni, chi sarebbe
298 4 | moglie e alla filosofia insieme darmi». Fia tua prudenza
299 5 | torre d'Acrisi, se bene interpetriamo, e Dannes per questo perdette
300 5 | terribilissimi mostri, solo da uno inumanissimo fu vinto: così e deplorando
301 5 | tutto dato allo studio e investigazione delle cose occulte e preziose,
302 5 | quale bene che sia erta e laboriosa ti conduca in suprema cognizione
303 3 | mani e nelle insidie de' ladroni, chi sarebbe che lodasse
304 5 | festività e letizia condusse a lagrime, e chi doveva vestirsi la
305 5 | Lais corintia sopra l'altre bella
306 3 | utilissimo prima aversi lasciato consigliare che necessità
307 1 | posso né a me il parlare è lecito. In odio mi sono le gru
308 2 | in amore con Venere, fu legato da Ulgano con catene quale
309 4 | Non però lodo chi se pari leghi con molti fili, né chi con
310 1 | chimere, quali hanno faccia di leone, ventre di capra e coda
311 5 | preparato a festività e letizia condusse a lagrime, e chi
312 3 | non aspettarlo in queste lettere. Conviene che i rivoli sieno
313 2 | virtù al sole, pazzo amò Leucotea con infamia a sé e morte
314 3 | Adunque, amico, fingi a te Leucoten, e fingi le catene quale
315 4 | A te piacerà più la vita libera che qual sia ottima scusa;
316 3 | il tuo animo in parte è libero, e a me per nostra amicizia
317 3 | o potere fuggire a libertà. Pallas perché non permise
318 5 | vento commuove la quercia. Licia vergine in grande sua età
319 4 | piacergli avere qualche notte lieta e potere nella gravezza
320 5 | notargli, non tanto dal lione e dallo eleofante tratti,
321 5 | conoscerle e schifarle. Livia odiava il marito e ucciselo:
322 | lo
323 3 | ladroni, chi sarebbe che lodasse amandolo sua sfrenata audacia
324 4 | mentre che molti trionfi e lode si promulgavano, «una sola
325 4 | con sua varietà. Non però lodo chi se pari leghi con molti
326 5 | odiava il marito e ucciselo: Lucilia perché troppo l'amava, ancora
327 2 | pure amando ottenebrò tanto lume di sapienza e tanta sua
328 2 | dalla natura, che si truovi luogo niuno da loro è vacuo; se
329 1 | gli urli e ciascuna voce luttuosa. Ed ècci chi dileggia qualunque
330 5 | iniquissime, sempre sono maligne e malefiche. Vedesi essemplo di loro
331 2 | Bersabes, taciturna e nulla maligna, non però restò d'essere
332 5 | iniquissime, sempre sono maligne e malefiche. Vedesi essemplo
333 2 | infortunio, sollecitudine. Maligno animale, in troppo gran
334 4 | essere felice a me nulla mancherebbe se mai avessi avuto moglie».
335 3 | e ruinoso corresse nelle mani e nelle insidie de' ladroni,
336 5 | non fu dormendo. Né ti maravigliare se come l'ape dell'ortica
337 4 | Rispose Arrio: «Non mi maraviglio della furia loro, ma non
338 4 | tutto fa che la donna si mariti, non tu a lei.~
339 2 | infamia a sé e morte a lei. Marte fortissimo e ornatissimo
340 5 | quanto da un vile verme, massime quando il sentiamo in noi
341 3 | quanto volontà, in questa materia ti parrebbe avere utile
342 5 | reputare crudele quello medico la cui opera ti sani; né
343 1 | né saprò darti tossico melato, né saprei condurti con
344 5 | ortica o altronde pigliano il mele, così io da queste favole
345 | meno
346 | mentre
347 2 | truovano; troverrai Silla, Mirra, Cilene e quanta vorrai
348 2 | suoi suggetti in profonda miseria. Giove re, detto poi Iddio,
349 4 | infilicissimo, al quale tre mie mogli s'impiccorono». Rispose
350 1 | conosco che in tempo saranno mordaci loro parole e piene di veneno,
351 4 | molte e santissime leggi morendo disse a Leonzio suo fratello: «
352 4 | peste per vivere felice e morire glorioso. Cicerone repudiato
353 4 | piccole che una assidua e mortale. Paccuvvio si doleva con
354 3 | tosto aspettare qualche motto o dilicato detto: non aspettarlo
355 2 | femmina: inchinossi a Balaim e mutossi in zabulo per cadere maggiore
356 | n'
357 1 | con sue fizioni e dolci narrazioni ingannarti. Pure non posso
358 3 | lasciato consigliare che necessità il premesse. A chi inconsiderato
359 5 | risposte sempre sono ambigue, e negandoti sempre inframettono parole
360 5 | prometterti, e benché paiano negare, niuna mai niega. Contro
361 3 | che col nostro: la nostra negligenza sempre nuoce.~
362 | nel
363 5 | paiano negare, niuna mai niega. Contro alla copia dell'
364 | niuno
365 4 | figliuola ricca, formosa, nobile e felice moglie, perché
366 2 | come Bersabe, saranno elle nocive. Credimi, in te non sarà
367 | nostri
368 | nostro
369 5 | onesti essempli quali sono da notargli, non tanto dal lione e dallo
370 4 | piacergli avere qualche notte lieta e potere nella gravezza
371 4 | pure così credo che meno nuocano molte piaghe piccole che
372 5 | bestiali; sempre parate a nuocere nuocono, e volendo giovare
373 2 | da una femmina. Apri gli occhi. Quella che più raro si
374 5 | investigazione delle cose occulte e preziose, e per questo
375 3 | non poco, priegoti me n'oda con pazienza ed esplicherotti
376 5 | essemplo di loro che amando e odiando sempre sono audace e bestiali;
377 5 | conoscerle e schifarle. Livia odiava il marito e ucciselo: Lucilia
378 1 | il parlare è lecito. In odio mi sono le gru e gli urli
379 | ogni
380 2 | dopo l'adulterio cadde in omicidio; come mai pare vengano gli
381 5 | seguire non quello che l'onestà e la ragione, ma quello
382 5 | molti increduli fuggono gli onesti essempli quali sono da notargli,
383 5 | crudele quello medico la cui opera ti sani; né ti si conviene
384 5 | grande sua età e famosa, opressa d'Apolline dicono partorì
385 2 | Penolope forse furono pudiche: ora Penolopes, Lucrezia e se
386 2 | lei. Marte fortissimo e ornatissimo d'infiniti trionfi, perduto
387 5 | abbi l'animo bene culto e ornato; ma né ancora mi pare non
388 5 | maravigliare se come l'ape dell'ortica o altronde pigliano il mele,
389 4 | pattuirsi a familiarità, ma ostare a tanta peste per vivere
390 5 | gode piacere a tutti, così ostinata preferisce quello che a
391 4 | imperadore in età d'anni ottanta vergine, mentre che molti
392 2 | tutto sapienza, pure amando ottenebrò tanto lume di sapienza e
393 4 | vita libera che qual sia ottima scusa; ma pure così credo
394 5 | suprema cognizione di cose ottime e in buona filicità.~ ~-
395 | ove
396 4 | che una assidua e mortale. Paccuvvio si doleva con uno Arrio
397 2 | inobediente contro al Sommo Padre e Creatore: vizio ereditario
398 5 | paiono prometterti, e benché paiano negare, niuna mai niega.
399 5 | giunto non a Venere, ma a Pallade, disgiunto e segregato da
400 3 | potere fuggire a libertà. Pallas perché non permise dilettare,
401 5 | audace e bestiali; sempre parate a nuocere nuocono, e volendo
402 3 | ma non potendo tacere, parlai. E se in me fosse tanta
403 3 | volontà, in questa materia ti parrebbe avere utile autore. Ma poiché
404 5 | opressa d'Apolline dicono partorì Platone. Sicura forse fu
405 2 | era Apolline, e' diventò pastore. Dicoti, amico, se non sarai
406 4 | Vuolsi come costui non pattuirsi a familiarità, ma ostare
407 2 | amarla sanza amaritudine, paura, infortunio, sollecitudine.
408 3 | poco, priegoti me n'oda con pazienza ed esplicherotti cose utilissime.
409 2 | terra con sue virtù al sole, pazzo amò Leucotea con infamia
410 2 | dell'uomo nel suo primo peccato prima ruppe il digiuno,
411 2 | tanto numero Lucrezia e Penolope forse furono pudiche: ora
412 2 | forse furono pudiche: ora Penolopes, Lucrezia e se alcuna fu
413 4 | potere nella gravezza de' pensieri alquanto respirare, però
414 5 | saperà fuggendo più che pentendosi conoscerle e schifarle.
415 5 | imparai comperare tanto un pentermi». E prudente chi saperà
416 5 | interpetriamo, e Dannes per questo perdette sua pudicizia. Persino dal
417 2 | ornatissimo d'infiniti trionfi, perduto in amore con Venere, fu
418 2 | perversione e morte del suo perfetto e inocente marito. Chi spregi
419 3 | renderne dotti ne' nostri pericoli, e puossi sanza danno meglio
420 4 | respirare, però che vivere in perpetue tenebre era simile a giacere
421 5 | perdette sua pudicizia. Persino dal cielo vengono i corruttori
422 5 | ma quello che l'apetito persuade, e come gode piacere a tutti,
423 1 | verità. Se molti saranno persuasori della voluttà facundissimi
424 2 | restò d'essere stimolo a perversione e morte del suo perfetto
425 5 | in premio domandava gran peso d'oro. Risposegli Demostene: «
426 4 | familiarità, ma ostare a tanta peste per vivere felice e morire
427 3 | fronte? Credo a te agradirà e piacceratti avere udito, né sarà in
428 3 | Bastiti il vero udire da me e piacciati la mia buona volontà. Giulio
429 4 | per pruova tutto conobbe. Piacciono i diletti di Cupido, ma
430 5 | preferisce quello che a sé piace. Ercule con sue fatiche
431 5 | rende noi civili e pregiati. Piacemi sopratutto ch'io abbi l'
432 4 | fortissima catena. A te piacerà più la vita libera che qual
433 5 | apetito persuade, e come gode piacere a tutti, così ostinata preferisce
434 4 | numero molte femmine, diceva piacergli avere qualche notte lieta
435 1 | né veggo si possa tacere. Piacque ad Ulisse la voce della
436 4 | credo che meno nuocano molte piaghe piccole che una assidua
437 4 | inezia. Vorrei potessimo piantare nell'orto mio di quegli
438 4 | meno nuocano molte piaghe piccole che una assidua e mortale.
439 1 | saranno mordaci loro parole e piene di veneno, parmi da non
440 1 | egli da non tacere. Tra chi piglia diletto solo dell'altrui
441 5 | ape dell'ortica o altronde pigliano il mele, così io da queste
442 4 | e felice moglie, perché piuttosto voleva essere suo che d'
443 5 | d'Apolline dicono partorì Platone. Sicura forse fu costei
444 4 | eloquenza dare orecchie. Cannio poeta, ripreso ch'egli amasse
445 | poich'
446 | poiché
447 5 | ancora mi pare non dovuto te porga civile. Né cosa tanto desidero
448 | possa
449 2 | potrai, non sarà che non possi essere fascinato da una
450 5 | quando il sentiamo in noi possino fare frutto. Non solo la
451 2 | tutte le femmine e mai da poterlo purgare! E dicoti niuna
452 | potessimo
453 | poteva
454 5 | camicia spogliò sua vita. Precipitosa femmina e sanza niuna sanità
455 2 | zabulo per cadere maggiore precipizio che Fetonte. Quale era Apolline,
456 5 | piacere a tutti, così ostinata preferisce quello che a sé piace. Ercule
457 5 | animali rende noi civili e pregiati. Piacemi sopratutto ch'io
458 3 | consigliare che necessità il premesse. A chi inconsiderato e ruinoso
459 5 | a Demostene oratore e in premio domandava gran peso d'oro.
460 5 | si vendicò, e quello era preparato a festività e letizia condusse
461 5 | investigazione delle cose occulte e preziose, e per questo ti scrissi
462 3 | amicizia debbi non poco, priegoti me n'oda con pazienza ed
463 5 | altre bella solo ricettava principi e reali. Volle costei darsi
464 2 | tenere i suoi suggetti in profonda miseria. Giove re, detto
465 5 | inframettono parole che paiono prometterti, e benché paiano negare,
466 4 | molti trionfi e lode si promulgavano, «una sola mia», disse, «
467 4 | marito il sa, perché tutti il provano». Adunche non tu sarai quello
468 3 | stessi arai cura e buon provedimento. A molti non giova esser
469 4 | chi questo conobbe e a sé provide. Ma se pure bisogna, prima
470 4 | insieme darmi». Fia tua prudenza adunche non a me tanto,
471 4 | credere a chi prudente per pruova tutto conobbe. Piacciono
472 2 | e Penolope forse furono pudiche: ora Penolopes, Lucrezia
473 | può
474 3 | dotti ne' nostri pericoli, e puossi sanza danno meglio correggere
475 2 | femmine e mai da poterlo purgare! E dicoti niuna esser pari
476 | qualunque
477 5 | uno solo vento commuove la quercia. Licia vergine in grande
478 | qui
479 1 | ed eloquentissimi, e io ragionando della verità ti sia in fastidio,
480 5 | quello che l'onestà e la ragione, ma quello che l'apetito
481 4 | mio di quegli santissimi rami». Sulpizio rispuose a chi
482 1 | Roma cadere in incendio e rapina. E se tu sarai prudente,
483 5 | solo ricettava principi e reali. Volle costei darsi a Demostene
484 5 | frutto. Non solo la fede e religione quanto ancora averci dissimili
485 5 | costumi a' bruti animali rende noi civili e pregiati. Piacemi
486 3 | Gli altri errori giovano a renderne dotti ne' nostri pericoli,
487 2 | dignità seguette Europa renduto in costumi bestiali e feroce.
488 4 | morire glorioso. Cicerone repudiato ch'egli ebbe Terrenzia sua
489 5 | sanza niuna sanità sempre reputa da seguire non quello che
490 5 | che non aspettavi. Ma non reputare crudele quello medico la
491 4 | una sola mia», disse, «reputo gloria essere maggiore che
492 4 | gravezza de' pensieri alquanto respirare, però che vivere in perpetue
493 2 | nulla maligna, non però restò d'essere stimolo a perversione
494 4 | non volere la figliuola ricca, formosa, nobile e felice
495 4 | veste, i costumi e non le ricchezze. Al tutto fa che la donna
496 5 | sopra l'altre bella solo ricettava principi e reali. Volle
497 4 | che d'altrui. A cui Mario ridisse: «Anzi sarà tua». E Metello: «
498 1 | se tu sarai prudente, non riprenderai il mio utile favellarti.
499 4 | orecchie. Cannio poeta, ripreso ch'egli amasse numero molte
500 1 | giudicane che ti pare: arai da riputarmi amico, e conoscerai che
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