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Leon Battista Alberti
Versione volgare della "Dissuasio Valerii" di W. Map

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a'-riput | rispo-zoppo

                                                  grassetto = Testo principale
    Capoverso                                     grigio = Testo di commento
501 4 | mie mogli s'impiccorono». Rispose Arrio: «Non mi maraviglio 502 5 | domandava gran peso d'oro. Risposegli Demostene: «Non imparai 503 5 | Fallace femmine, che in sue risposte sempre sono ambigue, e negandoti 504 4 | mai avessi avuto moglie». Rispuosegli Leonzio: «Che nuoce avere 505 3 | lettere. Conviene che i rivoli sieno non dissimile al fonte 506 1 | non permise la terra di Roma cadere in incendio e rapina. 507 3 | senti e in tempo sono da rompere, e così fuggi inanzi che 508 3 | premesse. A chi inconsiderato e ruinoso corresse nelle mani e nelle 509 2 | suo primo peccato prima ruppe il digiuno, inobediente 510 4 | Qualunche sia marito il sa, perché tutti il provano». 511 2 | Lucrezia e se alcuna fu tanta Sabina non si truovano; troverrai 512 2 | inobediente. Guarti Davit nella sacra storia chiamato beato, e 513 2 | non sarai più savio che Salamone, che so non potrai, non 514 2 | che allora fosse in Davit. Salomon, un sole in fra gli uomini 515 5 | quello medico la cui opera ti sani; né ti si conviene impigrire 516 5 | Precipitosa femmina e sanza niuna sanità sempre reputa da seguire 517 2 | eloquenza come Dalila di Sansone, e bellezza come Bersabe, 518 4 | Foroneo re, autore di molte e santissime leggi morendo disse a Leonzio 519 4 | nell'orto mio di quegli santissimi rami». Sulpizio rispuose 520 5 | pentermi». E prudente chi saperà fuggendo più che pentendosi 521 1 | darti tossico melato, né saprei condurti con varie parole. 522 1 | non posso però tacere, né saprò darti tossico melato, né 523 2 | beffato da tutti gli dii satiri.~ 524 2 | amico, se non sarai più savio che Salamone, che so non 525 2 | come mai pare vengano gli scandali soli, tanto può la iniquità 526 5 | pentendosi conoscerle e schifarle. Livia odiava il marito 527 3 | dico zoppo, ma al tutto sciancato e debole, ... o potere fuggire 528 5 | preziose, e per questo ti scrissi un poco forse acerbo più 529 3 | sollecito conoscere quello gli scrivea il suo amico. Tu vero me 530 4 | libera che qual sia ottima scusa; ma pure così credo che 531 2 | si dice: «trovai l'uomo secondo il mio cuore»; concitato 532 5 | ma a Pallade, disgiunto e segregato da ogni consorzio femminile 533 2 | avesse amplitudine e dignità seguette Europa renduto in costumi 534 3 | leggi, né molto gustare la sentenza, ma più tosto aspettare 535 3 | catene quale forse in parte senti e in tempo sono da rompere, 536 5 | verme, massime quando il sentiamo in noi possino fare frutto. 537 2 | esso non vedea, ma certo le sentiva, e beffato da tutti gli 538 1 | ad Ulisse la voce della Serena; conobbe ancora i veneni 539 1 | commise in Enna, udirai e serverai le mie parole quale mi pare 540 3 | che lodasse amandolo sua sfrenata audacia e durezza di fronte? 541 5 | dicono partorì Platone. Sicura forse fu costei vegghiando, 542 | sieno 543 2 | non si truovano; troverrai Silla, Mirra, Cilene e quanta 544 3 | trattabile ove gli convenga sofferire, a cui sarebbe utilissimo 545 2 | pare vengano gli scandali soli, tanto può la iniquità coinquinare 546 3 | cadde perché poco a tempo fu sollecito conoscere quello gli scrivea 547 2 | digiuno, inobediente contro al Sommo Padre e Creatore: vizio 548 | sopra 549 5 | civili e pregiati. Piacemi sopratutto ch'io abbi l'animo bene 550 5 | sue spalle, né però valse sostenere se stessi in dispregiare 551 5 | una femmina. Avea costui sostenuto il cielo con sue spalle, 552 5 | sostenuto il cielo con sue spalle, né però valse sostenere 553 1 | il pericolo. Credo e tu sperando in Dio, imitatore d'Ulisse 554 1 | dell'altrui parole, gli spiacerà udirci, come cantare una 555 2 | te da te stesso e da tuo spirito. Solo in tanto numero Lucrezia 556 5 | doveva vestirsi la camicia spogliò sua vita. Precipitosa femmina 557 2 | perfetto e inocente marito. Chi spregi eloquenza come Dalila di 558 | stesso 559 | stia 560 2 | non però restò d'essere stimolo a perversione e morte del 561 4 | donde in te tanta fosse o stoltizia o inezia. Vorrei potessimo 562 2 | Guarti Davit nella sacra storia chiamato beato, e di cui 563 4 | stia bene e bello; pure mi stringe e io so dove». A molti dole, 564 5 | femminile e tutto dato allo studio e investigazione delle cose 565 | subito 566 2 | dilettagli tenere i suoi suggetti in profonda miseria. Giove 567 4 | quegli santissimi rami». Sulpizio rispuose a chi lo domandava 568 | suoi 569 5 | vittorioso, poi ch'ebbe superato infiniti terribilissimi 570 5 | laboriosa ti conduca in suprema cognizione di cose ottime 571 | t' 572 4 | dove». A molti dole, ma tacciono non potendo deporlo. Prudente 573 1 | parole quale mi pare da non tacerle. Grande credo che sia l' 574 2 | dovunche ella entri. Bersabes, taciturna e nulla maligna, non però 575 | tale 576 4 | così godere la natura ne' tempi e nell'altre cose con sua 577 4 | però che vivere in perpetue tenebre era simile a giacere in 578 4 | con uno Arrio suo vicino: «Tengo nell'orto mio un arbore 579 4 | Cicerone repudiato ch'egli ebbe Terrenzia sua moglie, «Non poteva 580 5 | ch'ebbe superato infiniti terribilissimi mostri, solo da uno inumanissimo 581 2 | sole in fra gli uomini e tesoro delle delizie di Dio, tutto 582 [Titolo]| Testo.~ ~ 583 3 | dissimile al fonte suo, chiari o torbi, così mie parole simile 584 2 | vacuo; se tu l'ami, elle ti tormentano e godono per tenere te a 585 5 | copia dell'oro non valse la torre d'Acrisi, se bene interpetriamo, 586 1 | però tacere, né saprò darti tossico melato, né saprei condurti 587 3 | gustare la sentenza, ma più tosto aspettare qualche motto 588 | Tra 589 3 | non giova esser facile e trattabile ove gli convenga sofferire, 590 5 | lione e dallo eleofante tratti, quanto da un vile verme, 591 | tre 592 2 | beato, e di cui si dice: «trovai l'uomo secondo il mio cuore»; 593 2 | Sabina non si truovano; troverrai Silla, Mirra, Cilene e quanta 594 2 | Quella che più raro si truova che fenice, buona femmina, 595 2 | alcuna fu tanta Sabina non si truovano; troverrai Silla, Mirra, 596 2 | datoci dalla natura, che si truovi luogo niuno da loro è vacuo; 597 2 | Cilene e quanta vorrai turba esercitata in tutt'i vizi, 598 | tutt' 599 5 | perché troppo l'amava, ancora uccise il suo, quella con veneno, 600 5 | Livia odiava il marito e ucciselo: Lucilia perché troppo l' 601 1 | altrui parole, gli spiacerà udirci, come cantare una oca fra 602 3 | non sono. Bastiti il vero udire da me e piacciati la mia 603 3 | agradirà e piacceratti avere udito, né sarà in te tanta contumacia 604 2 | Salomon, un sole in fra gli uomini e tesoro delle delizie di 605 1 | odio mi sono le gru e gli urli e ciascuna voce luttuosa. 606 1 | quando che sia fu l'oca utilissima, e non permise la terra 607 3 | pazienza ed esplicherotti cose utilissime. E non mi volere così esquisito 608 3 | sofferire, a cui sarebbe utilissimo prima aversi lasciato consigliare 609 2 | truovi luogo niuno da loro è vacuo; se tu l'ami, elle ti tormentano 610 4 | pure diletti essere marito. Valenzio imperadore in età d'anni 611 4 | nell'altre cose con sua varietà. Non però lodo chi se pari 612 2 | con catene quale esso non vedea, ma certo le sentiva, e 613 3 | giudicio fia il tuo? Parmi vedere qui ti fastidia quello che 614 5 | tanto desidero in te quanto vederti giunto non a Venere, ma 615 5 | sono maligne e malefiche. Vedesi essemplo di loro che amando 616 4 | moglie: «Questo mio calzare vedete quanto stia bene e bello; 617 5 | Sicura forse fu costei vegghiando, non fu dormendo. Né ti 618 5 | pure nuocono. Deianira si vendicò, e quello era preparato 619 1 | Serena; conobbe ancora i veneni di Circes: fu la virtù in 620 | vengano 621 | vengono 622 5 | della pudicizia, né uno solo vento commuove la quercia. Licia 623 1 | quali hanno faccia di leone, ventre di capra e coda di drago; 624 4 | l'amore, non il censo, la venustà, non le veste, i costumi 625 5 | tratti, quanto da un vile verme, massime quando il sentiamo 626 4 | censo, la venustà, non le veste, i costumi e non le ricchezze. 627 5 | a lagrime, e chi doveva vestirsi la camicia spogliò sua vita. 628 5 | quella incominciata tua via, quale bene che sia erta 629 | vicino 630 1 | verso altrui. Né vorrei ti vincesse tanto che forse doverrei 631 2 | in te non sarà cuore più virile che allora fosse in Davit. 632 5 | Ercule con sue fatiche vittorioso, poi ch'ebbe superato infiniti 633 2 | turba esercitata in tutt'i vizi, qual sanno, e dilettagli 634 | Volle 635 1 | saranno persuasori della voluttà facundissimi ed eloquentissimi, 636 | vorrai 637 4 | considera che non t'è utile, poi vorrassi seguire l'amore, non il 638 | vorrebbe 639 2 | inchinossi a Balaim e mutossi in zabulo per cadere maggiore precipizio 640 3 | fatto a Ulgano, non dico zoppo, ma al tutto sciancato e


a'-riput | rispo-zoppo

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