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Pontificio Consiglio per la Famiglia
Dichiarazione sulla diminuzione della fecondità

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  • 4. Cause complesse
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4. Cause complesse

Le cause di questa situazione completamente inedita sono indubbiamente complesse. J. Cl. Chesnais, dell'Istituto Nazionale di Studi Demografici (Parigi), le ha analizzate in dettaglio durante la riunione degli esperti demografi sopra citata (7).

Alcune di queste cause sono in ogni caso facilmente individuabili. La nuzialità, in un ambiente che non le è per nulla favorevole, è diminuita considerevolmente; ciò significa che le persone che si sposano sono meno che nel passato. L'età media della maternità è nettamente aumentata e continua a crescere. Le regole del lavoro non rispondono al desiderio delle donne di conciliare in modo armonico la vita familiare e l'attività professionale. L'assenza di una vera politica familiare, nei Paesi maggiormente colpiti dal calo demografico, fa sì che le famiglie non possano avere in pratica il numero di figli che desidererebbero avere: si stima dello 0.6 figli per donna la differenza fra il numero di bambini che le donne europee desiderano avere e quelli che effettivamente hanno (8).

J. Cl. Chesnais conclude il suo rapporto sulle cause del calo della fertilità introducendo in campo demografico un fattore fino a quel momento completamente trascurato dagli esperti: il rapporto fra pessimismo e speranza vissuto dalle popolazioni. Secondo questo autore un aumento della fertilità nei Paesi colpiti dal calo demografico non può avvenire senza un previo cambiamento dell'«umore» dei loro abitanti, che consenta di passare dall'attuale pessimismo a uno stato d'animo simile a quello dell'era del «baby-boom», durante la fase di ricostruzione che seguì la Seconda Guerra Mondiale (9).

Accanto a queste cause legate alle condizioni di vita, e ad alcuni riassetti socio-culturali nei Paesi industrializzati, altri fattori vincolano direttamente il calo demografico alla volontà degli uomini e dunque alla loro responsabilità. Ci riferiamo ai mezzi e alle politiche di limitazione volontaria delle nascite. La diffusione dei metodi chimici di contraccezione e spesso la legalizzazione dell'aborto sono stati decisi nel momento in cui, contemporaneamente, si indebolivano le politiche favorevoli all'accoglienza della vita.

Da alcuni anni a queste cause si è aggiunta la sterilizzazione di massa, segnalata in precedenza. Basta pensare alle campagne massive di sterilizzazione di uomini e donne di cui l'India è stata teatro nel 1954 e nel 1976, con tutti gli scandali a cui hanno dato luogo, portando alla caduta del governo della signora Gandhi (10). In Brasile, fra le donne che ricorrono a un metodo di controllo della natalità, circa il 40% è sterilizzato.

Proprio in questi giorni i mezzi di comunicazione sociale hanno diffuso la notizia della campagna di sterilizzazione condotta lo scorso anno, a tamburo battente, in Perù sotto l'egida del Ministero della Sanità, notizia che ha sollevato un moto generale — e mondiale — d'indignazione (11). Non solo si è parlato di «pressioni» esercitate dagli operatori sanitari (12) per convincere le donne — in maggior parte analfabete e poco o per niente informate della portata reale di tale «operazione» (13) — a farsi sterilizzare, ma si sa anche che l'operazione si è conclusa con la perdita di vite umane. La Chiesa cattolica, attraverso i suoi Vescovi, ha chiesto chiarimenti (14). Non è stata però l'unica a farlo: un vasto gruppo di parlamentari ha chiesto che il Congresso peruviano esamini le sterilizzazioni effettuate (più di 100.000) per verificare in quali condizioni sanitarie e morali sono state compiute. Questi parlamentari esigono che venga a galla tutta la verità sulle violazioni dei Diritti dell'Uomo perpetrate durante questa campagna governativa (15).




7) J. Cl. Chesnais, Determinants of Below-Replacement Fertility, Expert Group Meeting on Below-Replacement Fertility, Population Division, Department of Economic and Social Affairs, United Nations Secretariat, New York, 4-6 novembre 1997, UN/POP/BRF/BP/ 1997/2, pp. 3-17.



8) J. Cl. Chesnais, Determinants of Below-Replacement Fertility, p. 12.



9) «La seconda parte di questo secolo ha sperimentato il declino del puritanesimo e la vittoria del materialismo (edonismo, culto del consumismo, stile di vita americano). Il prossimo secolo potrebbe evidenziare i limiti di questo modello... La semplice interpretazione del baby-boom come risposta alla crescita economica non è più sostenibile. Il vero cruciale cambiamento è stato quello dello stato d'animo, dal dolore alla speranza. Come è possibile immaginare una simile inversione della tendenza storica senza un grande shockJ. Cl. Chesnais, Determinants of Below-Replacement Fertility, pp. 13-14.



10) Il consenso delle persone a un'operazione chirurgica fatta in condizioni che sfidavano qualsiasi norma igienica era ottenuto in cambio di un dono in derrate alimentari. Il numero di queste sterilizzazioni «volontarie» scese del 90% nell'anno successivo alla caduta del governo della signora Gandhi. J.H. Leavesley, Update on sterilization, Family Planning Information Service, vol. 1, n.5, 1980.



11) Come indica il giornale Le Monde, le accuse contro la politica delle nascite in questo Paese non erano nuove, «ma, poiché provenivano fino ad ora dalla Chiesa cattolica, l'opinione pubblica non si esprimeva, attribuendole alla tradizionale opposizione della Chiesa alla contraccezione. Oggi tuttavia queste proteste sono giunte al terzo congresso nazionale delle donne contadine e indigene, proteste riprese dal sindacato contadino, dalle organizzazioni popolari delle donne, dalle femministe e dai parlamentari dell'opposizione».
N. Bonnet, «La campagna di sterilizzazione in Perù sta sollevando numerose critiche. L'esistenza di pressioni esercitate sulle donne è stata denunciata da un giornale e da diverse organizzazioni e riconosciuta dal vice-ministro della sanità», Le Monde, venerdì 2 gennaio 1998, p. 3.



12) Come ha affermato l'esperto americano Richard Clinton: «Gli ambulatori hanno quote mensili da rispettare»... Ciò spiega la fretta, alla fine del mese, con cui gli operatori sanitari, che rischiavano altrimenti di perdere il loro posto, «sollecitavano» le donne quechua a passare «dall'ambulatorio» per la vaccinazione del figlio e per un piccolo intervento indolore e gratuito.
N. Bonnet, La campagne de stérilisation...



13) Il giornale El Comercio, deciso ad avere la coscienza pulita, ha condotto una vasta inchiesta su queste sterilizzazioni, nelle regioni più povere del Paese, raccogliendo testimonianze che confermano che, in cambio di viveri e di cure per i loro figli più giovani, alcune donne si sono sottoposte alla legatura delle tube. Il giornale spiega che lo Stato si è fatto carico degli interventi chirurgici, ma, quando le cose sono andate male, si è rifiutato di addossarsi la responsabilità delle complicazioni e dei decessi.
N. Bonnet, La campagne de stérilisation au Pérou...



14) Joaquín Díez Esteban, La campaña de control de la natalidad se cobra cinco víctimas,Palabra,1/2/1998,p. 22.



15) Ibidem.






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