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| Pontificio Consiglio per la Famiglia Dichiarazione sulla diminuzione della fecondità IntraText CT - Lettura del testo |
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1. L'attenzione per le evoluzioni demografiche Conformemente al mandato che gli è stato affidato, il Pontificio Consiglio per la Famiglia segue da vicino le evoluzioni demografiche dei diversi Paesi del mondo (1). A tal fine il Consiglio ha già riunito in diverse occasioni esperti di fama mondiale. Le riunioni hanno consentito di esaminare in modo più particolareggiato le situazioni proprie dei vari continenti. Quelle del continente americano sono state il tema del congresso svoltosi a Città del Messico (2) (21-23 aprile 1993). Quelle dell'Asia e dell'Oceania sono state esaminate durante un colloquio tenutosi a Taipei (3) (18-20 settembre 1995). Le differenze nelle evoluzioni demografiche dei Paesi d'Europa sono state analizzate a Roma (17-19 ottobre 1996) (4). Il Pontificio Consiglio per la Famiglia sta attualmente preparando una riunione che sarà dedicata all'esame della situazione dei Paesi africani. Allo stesso tempo il Consiglio sta seguendo con attenzione e interesse i lavori dei centri di ricerca che si occupano delle questioni demografiche. Fra questi centri figura la Divisione della Popolazione presso il Consiglio economico e sociale dell'ONU. Dal 4 al 6 novembre 1997, questo prestigioso organismo ha riunito quattordici esperti di fama internazionale al fine di esaminare il calo della fecondità su scala mondiale, la sua importanza attuale, le sue cause e le sue conseguenze. Questi esperti non hanno potuto che confermare quello che tutti i dati demografici indicano da diversi anni: il calo della fecondità che da vent'anni colpisce la maggior parte dei Paesi industrializzati — Europa del Nord e Occidentale, Canada, Stati Uniti, Giappone, Australia, Nuova Zelanda — si sta estendendo a un numero crescente di Paesi in via di sviluppo, nell'Europa Meridionale e dell'Est, in Asia e nei Caraibi. Uno di questi esperti ha osservato, riguardo al carattere costante di questo calo a partire dal 1975 in Paesi che già allora presentavano una fecondità debole: «Una volta iniziata la transizione della fecondità, il suo calo prosegue in modo invariabile» (5).
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1) Cfr Pontificio Consiglio per la Famiglia, Evoluzioni demografiche. Dimensione etica e pastorale, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1994, ISBN 88-209-1991-5. 2) Cuestiones Demográficas en América Latina en perspectiva del año internacional de la familia 1994, México, aprile 1993, Ediciones Provive, ISBN 980-6256-04-2. 3) International Conference on Demography and the Family in Asia and Oceania, Taipei, Taiwan, R.O.C. 18-20 settembre 1995, The Franciscan Gabriel Printing Co ltd, Dicembre 1996, ISBN 957-98831-1-4. 4) Familia et Vita, Anno II, n. 1, 1997, pp. 3-137. 5) «Una volta che la transizione della fertilità ha inizio, seguono inevitabilmente ulteriori cali» Aminur Khan, Fertility Trends among Low Fertility Countries, Expert Group Meeting on Below-Replacement Fertility, Population Division, Department of Economic and Social Affairs, United Nations Secretariat, UN/POP/BRF/BP/1997/1, p. 11. |
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