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Malcontento con la "M"
maiuscola
Abbiamo scritto questa ultima parola con la "M"
maiuscola, perché è un Malcontento nel quale convergono tutti i malcontenti
regionali e nazionali, economici e culturali accumulati da molti decenni nel
mondo sovietico sotto forma di apatia indolente e tragica; malcontento di chi
non concorda in nulla ma è fisicamente impedito di parlare, muoversi,
sollevarsi, insomma di manifestare una dissidenza efficace. Già esisteva un
malcontento totale ma, per così dire, muto e paralizzato, di ogni individuo
nella sua casa, tugurio o catapecchia, in cui la famiglia spesso non esiste più,
essendo stato il matrimonio frequentemente sostituito dal concubinato.
Malcontento, perché i figli spesso sono stati sottratti al "focolare"
e affidati forzatamente allo Stato, che solo offre loro la globalità
dell'educazione. Malcontento nei posti di lavoro, in cui la pigrizia,
l'inattività e la noia hanno invaso buona parte del tempo e i bassi salari
bastano appena per comprare generi e articoli insufficienti e di cattiva
qualità, prodotti tipici dell'industria statalizzata a forza dal capitalismo di
Stato. Lungo le file che si formano presso gli stabilimenti commerciali, dalle
cui scansie quasi vuote traspare vergognosamente la miseria, si commenta
bisbigliando l'assoluta carenza qualitativa e quantitativa di tutto.
Malcontento, soprattutto, perché quasi dovunque vi sono casi di proibizione del
culto religioso, le chiese sono chiuse, la predicazione religiosa è ostacolata;
nelle scuole impera l'insegnamento obbligatorio del materialismo, dell'ateismo,
in una parola dell'irreligione comunista.
L'insieme di questi mali penalizza ancor più della
semplice considerazione di ciascuno di essi in particolare. In una parola, se
contro questo o quell'aspetto della realtà sovietica si avanzano lamentele,
contro l'insieme di questa realtà gli avvenimenti più recenti mostrano che si
sta propagando un incendio furibondo. È un furore che, per il fatto stesso di
attaccare l'insieme, attacca il regime e appicca il fuoco a tutte le capacità
d'indignazione dell'animo umano: un malcontento globale contro il regime
comunista, contro il capitalismo di Stato, contro l'ateismo dispotico e
poliziesco, insomma contro tutto ciò che deriva dall'ideologia marxista e dalla
sua applicazione a tutti i Paesi oggi in convulsione.
È proprio il caso dunque di parlare di malcontento:
probabilmente il più vasto e totale malcontento che la storia conosca.
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