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La crociata che non
c'è stata
Non sappiamo se queste nazioni sottomesse giungeranno
un giorno ad essere realmente libere, prima che sopravvengano le catastrofi
punitrici e risanatrici previste dalla Madonna nelle apparizioni di Fatima
(cfr. A. Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima, Cristianità,
Piacenza 1982, pag.37).
Quello che sappiamo è che, quando un giorno queste
nazioni saranno libere, il malcontento esigerà una stretta resa dei conti per
tutto questo dai "benefattori" delle nazioni prigioniere. Ed essi
saranno obbligati, per la salvezza dei loro onore, a rovistare in molti archivi
e a tirar fuori dalla polvere molti conti... a meno che non preferiscano
troncare tutto ciò e far sì che il silenzio copra ancora una volta tale
questione.
In realtà, le belle dichiarazioni dell'ONU,
dell'UNESCO e simili li lasceranno indifferenti come lascerebbero indifferenti
le vittime i sorrisi levigati di soddisfazione e di solidarietà provenienti da
persone che assistessero a braccia conserte ai tormenti che essi stanno
soffrendo.
"Noi avevamo bisogno di una crociata che ci
liberasse! - esclameranno - Voi invece ci avete inviato solamente un po' di
pane che ci aiutasse a sopportare a tempo indefinito la nostra prigionia.
Ignoravate forse che, per dei prigionieri, la grande soluzione non sta in un
pezzo di pane bensì soprattutto nella libertà? "
Potrebbero forse esserci argomenti validi da opporre
a queste proteste dei prigionieri. Ci sembra però che non sarà facile trovarne.
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