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Una vittoria dei "falchi"
non farebbe che aggravare l'esasperazione e le lamentele
La stampa di tutto il mondo occidentale continua a
far notare che la vittoria di questo gigantesco malcontento non è ancora
incontrastabile. Infatti nessuno può garantire che il soffocamento della
ribellione, realizzato con tanto successo e rapidità nella Piazza Tien-an-men a
Pechino e ripetuto in questi ultimi giorni con successo almeno apparente nella
città di Baku, capitale dell'Azerbaijan, non possa ripetersi ancora varie volte
contro altri focolai di malcontento. Si può ammettere infine che queste
successive repressioni giungano ad imporre agli scontenti una caricatura di
pace. Una pace cadaverica tipica di chi è privo di vita.
Un tale risultato produrrebbe certamente effetti
molteplici, globali, la maggior parte dei quali attualmente ancora non
prevedibili. Tuttavia, dal punto di vista del malcontento, questo aggraverebbe
solamente l'esasperazione e le lamentele, principalmente nei confronti
dell'Occidente. Infine, dal fondo delle loro prigioni, i malcontenti
aggiungeranno ancora alcune imprecazioni alla già vasta lista di quelle che
hanno finora accumulato contro di noi occidentali.
Essi rimprovereranno necessariamente l'Occidente: "Fino
al 1989-1990 non avevamo ancora riempito le aree del mondo intero con le nostre
grida. Nel 1989-90 abbiamo voluto farlo. Da allora non è rimasto nemmeno il più
tenue velo di divisione tra voi e noi. Avete visto tutto, avete udito tutto, e
nonostante questo ben poco avete aggiunto a ciò che d'insufficiente avevate
fatto in nostro favore".
Ancora una volta, sarebbe per noi difficile e
imbarazzante rispondere.
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