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La grande interpellanza che verrà
Al momento, quello che sta accadendo nel mondo sovietico
attira talmente l'attenzione generale che non c'è qui spazio per riflessioni,
analisi e chiamate in causa più profonde.
Ma per tutto ciò giungerà il momento opportuno. E in
quel momento l'opinione pubblica domanderà più perspicacemente ai capi dei Partiti
comunisti, in tutto l'Occidente, perché essi restarono comunisti, nonostante
sapessero a quale miseria il comunismo aveva trascinato le nazioni sottomesse
da Mosca. Esigerà da loro che spieghino perché, conoscendo la miserabile
situazione della Russia e delle nazioni prigioniere, acconsentirono a
capeggiare un partito politico che non aveva altro scopo che trascinare in
questa situazione di miseria, schiavitù e vergogna i Paesi del mondo libero, in
cui erano nati; perché, infine avevano desiderato con tanta ostinazione questo
risultato tenebroso al punto di non aver esitato ad occultare ai loro stessi
seguaci quella verità che avrebbe spinto almeno alcuni a disertare inorriditi
dalle fila rosse.
Questo atteggiamento dei capi comunisti delle varie
nazioni libere, in combutta con Mosca per rovinare ogni rispettiva Patria,
dovrà essere considerato dalla posterità come uno dei grandi enigmi della
storia.
Fin d’ora questo enigma comincia a stimolare la
curiosità di quelli che hanno acutezza di vista sufficiente per percepire il
problema e chiedersene il perché.
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