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L'affrettata rimbiancatura della facciata dei PC non garantisce che i
comunisti stiano mutando effettivamente dottrina
Il quadro, vecchio di sette decenni, che tanti capi
dei vari PC disseminati per il mondo non hanno voluto o non hanno potuto vedere
e che è ora tanto crudamente messo in evidenza dai drammatici avvenimenti che
vanno agitando il mondo sovietico - tale quadro, dicevamo, comincia a proiettare
in questi giorni un visibile malessere nei Partiti comunisti dei vari Paesi. La
stessa etichetta di "Partito comunista", di cui tanto si gloriavano,
già va sembrando loro inefficace sul piano psicologico e vessatorio su quello
tattico.
Per questo molti fra di loro tendono ad etichettarsi
oggi come "socialisti". Questo mutamento - dicono - però non è solo
di etichetta, ma pretende essere anche di contenuto.
Tali mutamenti ci suggeriscono naturalmente alcune
riflessioni:
1. Ciò che i PC faranno nel futuro non può servire,
di per sé, a giustificare ciò che hanno fatto o hanno smesso di fare fino a
questo momento. Per esempio, il loro mutamento di etichetta non spiega in alcun
modo perché, fino ad oggi, hanno appoggiato tutto ciò che si faceva nel mondo
sovietico, né il completo silenzio dei PC del mondo libero sulla terribile
miseria regnante in Russia e nelle nazioni prigioniere. Detto questo, le
domande e le chiamate in causa che abbiamo appena enunciato restano intatte.
2. I mutamenti in corso potrebbero essere presi sul
serio solo nel caso in cui i PC annunciassero chiaramente:
a)
ciò che hanno mutato nelle loro dottrine filosofiche, socio-economiche, etc.
b)
perché hanno realizzato questo mutamento e che relazione esso ha con la
perestrojka.
3.
Oltre a questo, è necessario che i PC chiariscano in concreto:
a)
come definiscono oggi le loro posizioni nei confronti della libertà della
Chiesa cattolica e, mutatis mutandis, delle altre religioni;
b)
in che modo siano passati a concepire la libertà dei partiti politici come pure
quella delle differenti correnti filosofiche e culturali, alla luce dei diritti
assicurati alla persona umana nel Decalogo;
c)
se hanno mutato - e in che cosa - le loro dottrine e i loro progetti
legislativi in ciò che tocca le istituzioni della famiglia, della proprietà e
della libera iniziativa;
d)
infine, se considerano questo loro "new look" come un ordine di cose
dotato di ragionevole stabilità o come mera tappa di un processo evolutivo
tendente ad altre posizioni;
e)
in quest'ultimo caso, quali sono queste posizioni?
Senza questi chiarimenti, l'affrettata riverniciatura
di facciata dei PC con colori socialisti non dà la minima garanzia sul fatto
che i comunisti abbiano mutato effettivamente di dottrina.
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