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La TFP nella bufera
Tutto questo succedersi di eventi veramente
drammatici non avrebbe potuto fare a meno di scuotere nell'intimo (se non ci
fosse la fiducia nella Beatissima Vergine, meglio sarebbe dire "angustiare
atrocemente") i membri della TFP brasiliana.
Perciò fin dalla torbida e livida "alba" di
questa crisi, il pugno di cattolici dal quale sarebbe nata in futuro la nostra
associazione diede l'allarme (cfr. Plinio Corrêa de Oliveira, "Em Defesa
da Acão Católica", 1943, prefazione del cardinale Benedetto Aioisi
Masella, allora nunzio apostolico in Brasile. L'opera fu oggetto di una
significativa lettera di elogio scritta a nome di Papa Pio XII dal Sostituto
della Segreteria di Stato della Santa Sede, mons. G.B. Montini, poi Paolo VI).
Immediatamente iniziò una universale gragnuola di
contro-attacchi che fece sì che un gran numero di ambienti cattolici (vivai di
futuri comunisti nelle agitazioni degli anni 1963-1964) si chiudessero alla
nostra azione. Così, ecumenici con tutto e con tutti e soprattutto nei riguardi
dei sinistrorsi, i cattolici di sinistra si manifestavano fin da allora "inquisitori"
nei nostri confronti!
Ingaggiammo allora la parte più dolorosa della nostra
lotta. Questa lotta, che un tempo intraprendevamo contro il lupo vorace, ora in
nome della nostra fedeltà alla Chiesa eravamo costretti a condurla contro le
pecore del nostro stesso ovile e, supremo dolore!, perfino contro i pastori di
questo o quell'ovile benedetto di Nostro Signore Gesù Cristo.
Tutta questa lotta, così lunga e costellata di
lacrime, di sudore e di sangue per le delusioni subite, la TFP l'ha raccontata
in due libri, uno dei quali di recente apparizione (Meio Seculo de Epopeia
anticomunista, 1980; Um Homem, uma obra, uma gesta, 1989), che qui non è
necessario riassumere.
Diciamo semplicemente che, con il sostegno delle
valorose e brillanti TFP allora esistenti (rispettivamente in Argentina,
Bolivia, Canada, Cile, Colombia, Equador, Spagna, Stati Uniti, Uruguay e
Venezuela), fu lanciato il documento intitolato "La politica vaticana di
distensione con i governi comunisti: per la TFP, omissione o resistenza?",
rivolto a Papa Paolo VI in cui tutte le associazioni consorelle e autonome si
dichiaravano con noi in stato di rispettosa resistenza all'Ostpolitik vaticana.
Lo spirito che ci ha condotto a questo gesto e che anima parimenti le TFP e i
Bureaux oggi costituiti in 22 Paesi, si può riassumere in questo appello della
stessa dichiarazione: "In questo filiale atteggiamento diciamo al Pastore
dei Pastori: la nostra anima è Vostra, la nostra vita è Vostra. Comandateci
quello che volete. Soltanto, non domandateci di incrociare le braccia di fronte
al lupo rosso che assale. La nostra coscienza vi si oppone".
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