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| Plinio Corrêa de Oliveira Comunismo e anticomunismo... IntraText CT - Lettura del testo |
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Gli "utili-idioti": borghesi, politici, ecclesiastici che non hanno attaccato il comunismo ma hanno appoggiato un incessante diluvio di diffamazioni contro le organizzazioni anticomuniste
Gli "utili-idioti" erano addestrati per estinguere l'idea che il comunismo fosse nocivo e costituisse un grave pericolo prossimo per ogni Paese. L'"utile-idiota" era di preferenza un ecclesiastico di apparenza conservatrice, un pacato e spensierato borghese, un politico che si sarebbe detto interamente assorbito dagli intrighi e dai maneggi a-ideologici del politicantismo. E così via. Nessuno di loro vedeva nei mass media nemmeno il poco da essi diffuso sui disastri interni del regime comunista, né percepiva l'avanzata dell'offensiva rossa nella vita interna del Paese. Non temeva per l'avvenire un golpe e meno ancora una vittoria comunista. Viveva tranquillo e diffondeva intorno a sé la spensieratezza. Tutto questo faceva sì che si creasse un clima di prevenzione e di disprezzo verso l'anticomunismo, simmetrico e opposto al clima di simpatia e fiducia creato a favore del comunismo dalla loro stessa ingenuità, così raramente sincera. Il comunismo non si è mai astenuto dall'approfittarsi della collaborazione degli sciocchi dei quali dice la Scrittura che "infinitus est numerus" (Eccl. 1, 15) nell'umanità in genere, e "quorum parvus est numerus" fra le schiere rosse. Si noti bene che, il più delle volte gli "utili-idioti" non prendevano l'iniziativa di parlare contro le personalità delle associazioni anticomuniste, perché preferivano ignorarle sistematicamente. Tuttavia, quando, in alcune cerchia, qualcuno riferiva un avvenimento sconveniente attribuendolo a questo o quel personaggio o gruppo anticomunista, l'"utile-idiota" era quello che più premurosamente accreditava il fatto, che più se ne indignava, che più frequentemente presentava un dettaglio (verosimile o inverosimile) per "confermarlo". Al contrario, se nelle stesse cerchia qualcuno raccontava un fatto che screditava un personaggio o un gruppo comunista, l'"utile-idiota", usando sistematicamente un benevolo metodo di analisi basato sul dubbio, si metteva immediatamente a perorare circostanze attenuanti in favore dell'innocenza dell'incriminato, si affliggeva per il pericolo che investigazioni poliziesche eccessive turbassero la tranquillità delle famiglie delle persone in causa, ecc. In tutto questo ci potrà esser una certa dose di equità e di buon senso, ma, soprattutto, di vile e ipocrita parzialità a favore del comunista. Questo appare evidente se consideriamo che tutti questi melliflui atteggiamenti l'"utile-idiota" li teneva soltanto in favore di personalità e di gruppi di sinistra, ma mai in favore di personalità della destra. In tutto questo comportamento l'"utile idiota" abilmente non pronunciava mai una parola in favore del comunismo; il che era indispensabile alla sua azione, poiché se avesse elogiato in qualcosa il comunismo avrebbe sollevato sospetti, avrebbe cessato di sembrare ingenuo e, di conseguenza, di essere utile.
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