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Giovanni Pascoli
Poemi italici

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  • PAULO UCELLO.
    • Cap. I. In prima come Paulo dipintore fiorentino s'invogliò d'un monachino o ciuffolotto e non poté comprarlo e allora lo dipinse.
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PAULO UCELLO.

 

Cap. I. In prima come Paulo dipintore fiorentino s'invogliò d'un monachino o ciuffolotto e non poté comprarlo e allora lo dipinse.

 

Di buona ora tornato all'abituro

Paulo di Dono non finì un mazzocchio

ch'egli scortava. Dipingea sul muro

 

un monachino che tenea nell'occhio

dalla mattina, che con Donatello

e ser Filippo era ristato a crocchio.

 

Quelli compravan uova. Esso un fringuello

in gabbia vide, dietro il banco, rosso

cinabro il petto, e nero un suo mantello;

 

nero un cappuccio ed un mantello indosso.

Paulo di Dono era assai trito e parco;

ma lo comprava, se ci aveva un grosso.

 

Ma non l'aveva. Andò a dipinger l'arco

di porta a San Tomaso. E gli avveniva

di dire: E` un fraticino di San Marco.

 

Ne tornò presto. Era una sera estiva

piena di voli. Il vecchio quella sera

dimenticò la dolce prospettiva.

 

Dipingea con la sua bella maniera

nella parete, al fiammeggiar del cielo.

E il monachino rosso, ecco, era,

 

posato sopra un ramuscel di melo.

 

 

 




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