| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
III.Poi disse: «Pensa al giorno, così lento, quand'eri messo a lavorare il ferro. Movevi tu da striduli otri il vento.
E quattro fabbri mezzo neri e nudi traeano il masso dal carbon di cerro e lo battean sull'echeggiante incudine.
Ero con te. Battevo lieve l'ale assecondando quell'ansar concorde e quello squillo de' martelli uguale.
Toccavo un poco l'arpa tra il lavoro sonante, e il suono tu delle mie corde udivi sotto il muto gesto loro.
Io nel gran bosco ch'urla al nembo ignoto, fo che tu senta il canto d'un uccello che gonfia il collo ed apre il becco a vuoto.
Io fo che in mezzo ad un crosciar di frane e di valanghe, là, d'un paesello soavi e piane oda le tre campane.
Io per te colgo il suono d'ogni cosa. Su tutte io picchio le mie tenui dita, stelle del cielo o petali di rosa.
Di tutte io sento il dolce flutto occulto, la gioia e il pianto, il riso ed il singulto.
E tu mi scacci! E chiudi me che volo! che senza me, per te sarebbe il mondo tutto silenzio! un grande fragor solo!
Ma, non so come, tutto quel fragore interminabile, io te lo nascondo dietro il ronzio d'un'ape attorno un fiore».
Parlava; e l'altro udiva in sogno; anch'esso, il clavicembalo; e fremea sommesso.
|
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |