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| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
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III.E per la via moveano i due più oltre. E li seguiva, a bocca aperta, un lupo, grande, peloso. E ne vedeva l'ombra il pellegrino, e lo credè venuto dietro i suoi passi dalla bianca steppa. Ma il poverello: «È frate Lupo, un lupo ch'era omicida pessimo, e la terra gli era nemica; ma gli accattai grazia e feci dar le spese, ch'io sapeva che tutto il male lo facea per fame». Così dicendo il poverello, il lupo chiuse la bocca che teneva aperta per anelare, e mosse un po' la coda. E per la via moveano i due più oltre. E la campagna piena era d'uccelli lieti del sole; e il poverello disse: «Frate Leone, nella via m'aspetta tanto che un poco io predichi a gli uccelli». Entrò nel campo, e cominciò da quelli ch'erano in terra; e subito a lui tutta venne la moltitudine infinita che v'era, di su gli alberi; ed insieme coglieano il frutto delle sue parole, aprendo i becchi, distendendo i colli, movendo l'alie; e quando fine e' pose, in schiera su frullarono cantando. E per la via moveano i due più oltre. Ed un mendico venne loro incontro e chiese loro carità d'un pane per Dio; ma il poverello nella tasca non avea pane, e n'era assai dolente. Ma un libro avea, ch'era il sol che avesse, ed e' lo prese dalla tasca, e diello all'uom digiuno, e: «To'» gli disse «e vendi questo a chi voglia, poi ch'a me non giova: e compra pane, e Dio ringrazia e loda». E questi prese il libricciolo e corse verso una terra, per mutarlo in pane. E 'l libro era il Vangelo di Gesù.
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