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| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
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PAULO UCELLO.
Cap. I. In prima come Paulo dipintore fiorentino s'invogliò d'un monachino o ciuffolotto e non poté comprarlo e allora lo dipinse.
Di buona ora tornato all'abituro Paulo di Dono non finì un mazzocchio ch'egli scortava. Dipingea sul muro
un monachino che tenea nell'occhio dalla mattina, che con Donatello e ser Filippo era ristato a crocchio.
Quelli compravan uova. Esso un fringuello in gabbia vide, dietro il banco, rosso cinabro il petto, e nero un suo mantello;
nero un cappuccio ed un mantello indosso. Paulo di Dono era assai trito e parco; ma lo comprava, se ci aveva un grosso.
Ma non l'aveva. Andò a dipinger l'arco di porta a San Tomaso. E gli avveniva di dire: E` un fraticino di San Marco.
Ne tornò presto. Era una sera estiva piena di voli. Il vecchio quella sera dimenticò la dolce prospettiva.
Dipingea con la sua bella maniera nella parete, al fiammeggiar del cielo. E il monachino rosso, ecco, lì era,
posato sopra un ramuscel di melo.
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