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| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
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Cap. III. Come in essa parete avea dipinti d'ogni sorta uccelli, per dilettarsi in vederli, poi che averli non poteva.E uccelli, uccelli, uccelli, che il buon uomo via via vedeva, e non potea comprare: per terra, in acqua, presso un fiore o un pomo:
col ciuffo, con la cresta, col collare: uccelli usi alla macchia, usi alla valle: scesi dal monte, reduci dal mare:
con l'ali azzurre, rosse, verdi, gialle: di neve, fuoco, terra, aria, le piume: con entro il becco pippoli o farfalle.
Stormi di gru fuggivano le brume, schiere di cigni come bianche navi fendeano l'acqua d'un ceruleo fiume.
Veniano sparse alle lor note travi le rondini. E tu, bruna aquila, a piombo dal cielo in vano sopra lor calavi.
Ella era lì, pur così lungi! E il rombo del suo gran volo, non l'udian le quaglie, non l'udiva la tortore e il colombo.
Sicuri sulle stipe di sodaglie, tranquilli su' falaschi di paduli, stavano rosignoli, forapaglie,
cincie, verle, luì, fife, cuculi.
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