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Giovanni Pascoli
Poemi italici

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  • PAULO UCELLO.
    • Cap. IV. Come mirando le creature del suo pennello non disse l'Angelus e fu tentato.
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Cap. IV. Come mirando le creature del suo pennello non disse l'Angelus e fu tentato.

 

Poi che senza né vischio ebbe né rete

anche, nella stanzuola, il ciuffolotto,

Paulo mirò la bella sua parete.

 

E non udì che gli avea fatto motto

la vecchia moglie; e non udì sonare

l'Avemaria dal campanil di Giotto.

 

Le creature sue piccole e care

mirava il terziario canuto

nella serenità crepuscolare.

 

E non disse, com'era uso, il saluto

dell'angelo. Saliva alla finestra

un suono di vivuola e di leuto.

 

Chiara la sera, l'aria era silvestra:

regamo e persa uliva sui balconi,

e giuncava le vie fior di ginestra.

 

Passeri arguti empìan gli archi e gli sproni

incominciati di ser Brunellesco.

Cantavano laggiù donne e garzoni.

 

C'era tanto sussurro e tanto fresco

intorno a te, Santa Maria del fiore!

E Paulo si scordò Santo Francesco,

 

e fu tentato, e mormorò nel cuore.

 

 

 




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