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| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
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Cap. V. Della mormorazione che fece Paulo, il quale avrebbe pur voluto alcun uccellino vivo.Pensava: «Io sono delle pecorelle, Madonna Povertà, di tua pastura. E qui non ha né fanti né fancelle.
E vivo di pan d'orzo e d'acqua pura. E vo come la chiocciola ch'ha solo quello ch'ha seco, a schiccherar le mura.
Oh! non voglio un podere in Cafaggiolo, come Donato: ma un cantuccio d'orto sì, con un pero, un melo, un azzeruolo.
Ch'egli è pur, credo, il singolar conforto un capodaglio per chi l'ha piantato! Basta. Di bene, io ho questo in iscorto,
dipinto a secco. E s'io non son Donato, son primo in far paesi, alberi, e sono pur da quanto chi vende uova in mercato.
Ora, al nome di Dio, Paulo di Dono sta contento, poderi, orti, a vederli: ma un rosignolo io lo vorrei di buono.
Uno di questi picchi o questi merli, in casa, che ci sia, non che ci paia! un uccellino vero, uno che sverli,
e mi consoli nella mia vecchiaia».
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