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| Giovanni Pascoli Poemi italici IntraText CT - Lettura del testo |
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Canto Primo.I.E si levò la Parvoletta in pianto. Piangea, la povera anima, e mirava il suo fratello rauco gramo franto...
«Se tu crescesti, se, qual ero, io resto, piccola, perché farne la tua schiava, di me che nacqui, tu lo sai, più presto?»
Piangea la semplice anima fanciulla: «Sono più grande! Quando tu, smarrito del mondo immenso, pigolavi in culla,
io era là, tra l'ombre mute e sole, fui io che il tenero umido tuo dito guidai ver' gli occhi di tua madre e il sole!
Fui io che prima, per un tuo gran male, ti dissi, St! ascolta!... Una soave nenia sonava presso il tuo guanciale.
E tu la udisti, e ti chetavi, attento attento, di sulla tua lieve nave che uguale uguale dondolava al vento...
Io, che così, con una piuma, il viso ti vellicai, che tu torcesti alquanto le labbra, e nacque il primo tuo sorriso!
Io, che picchiando sulla sponda un giglio, battevo il tempo, e tu movesti al canto la bocca, e nacque il tuo primo bisbiglio!
Io, che girai, per darti gioia, il talco d'una stellina, che agitai gli squilli d'un sistro, onde stridivi come un falco
di nido; e quando, solo, in mano a Dio, restavi, a sera, in casa, coi gingilli tuoi, bono bono, era che c'ero anch'io!»
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