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Appendice: Riferimenti alle persone consacrate
Elenco qui
di seguito in modo telegrafico i riferimenti espliciti dell’instrumentum
agli istituti di vita consacrata, oltre quelli già segnalati.
- Il
fiorire di vocazioni nelle chiese dell’est Europa (n. 23) e in giovani
chiese dell’Africa, dell’America latina e dell’Asia (nn. 24 29); la preoccupazione per la scarsità di
tali vocazioni in altri contesti (nn. 20 90); l’importanza di una pastorale
vocazionale frutto di collaborazione tra tutti i soggetti della chiesa
particolare, ivi compresi i consacrati e le consacrate (n. 90).
- «Segno di
una forte spiritualità di comunione ed elemento di grande valore per la
santità e santificazione del vescovo è la comunione con i suoi presbiteri, con
i diaconi, i religiosi e le religiose, con i laici, sia nel rapporto personale
che nei diversi raduni» (nn. 51 47).
«La chiamata alla santità impegna il vescovo» ad essere «animatore di una
spiritualità pastorale» con «iniziative specifiche accogliendo i carismi
antichi e recenti, segni della ricchezza dello Spirito santo» (n. 52 e 92).
- «Al presbiterio
della diocesi appartengono anche tutti i presbiteri degli Istituti di vita
consacrata e delle Società di vita apostolica. Costoro vivono i propri carismi
nell’unità, nella comunione e nella missione della chiesa particolare. In essa
contribuiscono a mettere in comune la ricchezza dei doni di spiritualità e di
apostolato che sono loro propri. Così le chiese particolari possono essere
arricchite a livello carismatico “ad immagine” della chiesa universale, alla
quale fanno riferimento certe istituzioni sopradiocesane» (n. 86 e anche 92).
- L’intero
n. 92, dal titolo sollecitudine per la vita consacrata riporta alcune
dichiarazioni maggiori di VC: la vita consacrata è parte integrante della
chiesa; appartiene alla sua struttura fondamentale, carismatico-istituzionale;
ha una relazione particolare di comunione con il Successore di Pietro;
importanza della collaborazione tra vescovo e persone consacrate per un
armonioso sviluppo della pastorale diocesana. In concreto, si tratta di
superare pastorali parallele od
omologanti sulla pastorale diocesana oppure su quella degli istituti, e
incentivare invece una pastorale pluriforme o pluralista e organica.
-
«All’interno della comunità parrocchiale è necessario che trovino
particolari momenti ed espressioni di presenza e convergenza, nel rispetto
della propria vocazione e carisma, i religiosi e le religiose, i membri degli
istituti secolari e delle società di vita apostolica, le diverse associazioni
dei fedeli laici…» (n. 97 ed anche 99).
-
Ministeri e uffici affidati a persone consacrate (n. 91) e loro apporto specifico
nella catechesi (n. 105) e nell’inculturazione (n. 110).
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Mancano riferimenti espliciti alle persone consacrate per quanto concerne il servizio del
vangelo per la speranza del mondo a cui è dedicato l’intero capitolo V. Ciò
meraviglia non poco se si tiene conto del fatto che VC dedica l’intero cap. III
a indicare gli impegni delle persone
consacrate nel diffondere il vangelo della speranza proprio in tutti i campi
indicati da detto capitolo dell’instrumentum laboris .
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