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LINEE
ECCLESIOLOGICHE PIU’ RILEVANTI DELL’INSTRUMENTUM LABORIS
Don Mario
MIDALI, SDB
L’instrumentum
laboris ha chiaramente un’intonazione teologico-pratica o pastorale (da non
contrapporre a dottrinale) in quanto cerca di mettere in evidenza il
ministero episcopale considerato non in generale, ma come responsabile oggi di
un rinnovato annuncio, in opere e parole, del Vangelo della speranza. Il punto
di osservazione da tenere presente è, quindi, la figura del vescovo, ma non
preso a se stante, bensì collocato
sempre nella cornice della chiesa universale (come membro del collegio
episcopale) e della chiesa particolare a lui assegnata, e visto in modo particolare
come servitore del Vangelo di Gesù Cristo
per la speranza del mondo. È in questa visuale che viene offerta una
visione di fede della chiesa nell’attuale congiuntura storica.
Nel mio
intervento cerco di presentare, a larghi tratti, le linee portanti
dell’ecclesiologia riscontrabili nel documento (che per lo più fa proprie
notevoli acquisizioni del magistero conciliare e postconciliare) e segnalo
alcuni punti che meriterebbero di essere chiariti o integrati. Ciò al fine di
facilitare una lettura teologica trasversale del documento (che porta i segni
di più redattori, contiene
comprensibili ripetizioni e rivela diversificate accentuazioni) e la
formulazione di possibili proposte per i partecipanti al sinodo.
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