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La vita consacrata è una realtà complessa, una
realtà carismatica che si vive ed esprime in diverse forme di ministerialità.
La grande maggioranza delle persone che appartengono alla vita consacrata sono
laici o laiche (vale a dire non appartengono al ministero ordinato) e una
minoranza di esse sono ministri ordinati (appartenenti a quelli che
giuridicamente vengono chiamati “istituti clericali”). Alcuni membri
dell'Episcopato provengono dalla vita consacrata. Ciò vuol dire che – da un
punto di vista numerico - la vita consacrata appartiene nella sua maggioranza
al laicato ecclesiale.
Vi è poi tra noi una minoranza di istituti o di persone consacrate che
appartengono al ministero ordinato e sono chierici.
Quando – nell'ecclesiologia di comunione - parliamo di rapporti, è
importante tenere conto di queste differenze, che saranno determinanti per la
configurazione della vita consacrata clericale e del ministero ordinato dei
consacrati nel futuro. Si tratta di un aspetto che andrebbe affrontato nel
Sinodo23.
Diverso è il rapporto che si stabilisce tra i Vescovi e i laici (questi
ultimi comprendono i membri degli Istituti di fratelli e sorelle) e tra i
Vescovi e i presbiteri e i diaconi (tra questi vi sono ministri ordinati
appartenenti alla vita consacrata). Nel primo caso, il rapporto si stabilisce a
partire dalla struttura gerarchica della Chiesa, differenziata, nella quale vi
sono chierici e laici o laiche; nel secondo, a partire dalla partecipazione
allo stesso ministero ordinato, sacramentale.
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