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| P. Aquilino BOCOS MERINO C.M.F. Superiore Generale In comunione con i nostri vescovi IntraText CT - Lettura del testo |
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Tutto ciò non offusca né attenua l'autorità del vescovo, che è responsabile nella sua Chiesa particolare di tutta la vita spirituale, liturgica, catechetica, pastorale e caritativa55, evidenzia solamente il modo in cui esercitarla. È chiaro che, quando si parla di partecipazione e collaborazione in una ecclesiologia di comunione organica56, è opportuno sottolineare contemporaneamente la differenza, la coordinazione e la complementarità nei rapporti personali. Essendo il mistero, la comunione e la missione le tre coordinate intorno alle quali devono muoversi i Vescovi, i presbiteri, i consacrati e i secolari, bisogna considerare che il dialogo non è mai tra uguali e che non si partecipa allo stesso modo né con identica responsabilità alla vita e alla missione della Chiesa. Questo carattere differenziale nei rapporti riguarda non solo i ministeri, ma i livelli di coordinamento. Una cosa è parlare, partecipare e collaborare a titolo personale, altra cosa è farlo in rappresentanza di un'istituzione, che sia a livello locale, nazionale o internazionale. Le caratteristiche del dialogo e della partecipazione-collaborazione tra Vescovi e Superiori Maggiori sono ben diverse da quelle che solitamente riguardano i rapporti tra i membri di una comunità di consacrati.
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52 Cf IL. 117-19. 53 IL. 119. Cf 120 54 Cf LG 21-28.; CD 2.4.12-18; 33-35. 55 Partecipare e collaborare alla vita e alla missione della Chiesa è qualcosa di più di una concessione o delega di funzioni e implica qualcosa di più dell'“essere presenti” nei fori dove si informa. Si partecipa e collabora quando si esprime la responsabilità e si genera speranza. Le persone consacrate, non solamente a titolo personale, ma istituzionale, possono e devono mettere a disposizione la loro capacità di ricerca, la loro creatività e l'impegno in ciò che si ritiene essere “il maggior bene per la Chiesa”. Nell'autentica partecipazione non vi è posto né per l'inerzia, né per le riserve, né per lo scetticismo e la riservatezza. 56 “Per promuovere la reciproca conoscenza, presupposto necessario di una fattiva cooperazione soprattutto in ambito pastorale, è quanto mai opportuno un costante dialogo di superiori e superiore degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica con i vescovi” (VC 50). 57 Cf IL. 30. 58 Diamo per acquisiti gli orientamenti ricevuti dalla 54 Assemblea semestrale della USG (1998). Don Juan Vecchi, SDB, Ridisegnare le presenze. Criteri, prospettive, ristrutturazioni. Vedi anche AA.VV. Oltre il ridimensionamento. La vita consacrata coglie il futuro. CISM, Roma, 1998. |
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