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| P. Aquilino BOCOS MERINO C.M.F. Superiore Generale In comunione con i nostri vescovi IntraText CT - Lettura del testo |
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Dobbiamo fare tutto il possibile affinché non resti delusa la speranza dei poveri e degli afflitti (Cf Sal 9,18). Senza solidarietà non vi è speranza autentica. Gesù, l'uomo per gli altri, ci ha aperto il cammino. Oggi si rende particolarmente necessario esercitare la profezia della solidarietà perché l'epoca postmoderna ha magnificato l'individualismo e l'egocentrismo ed ha promosso il guadagno di pochi portando alla prostrazione una moltitudine di uomini e donne, di bambini, adulti e anziani, che soffrono il peso insostenibile della miseria101. Il sentiero della solidarietà passa attraverso una più intensa vita di fraternità nella missione come segno ed esperienza anticipata della nuova umanità e della nuova Chiesa102. È necessario entrare nella dinamica della condivisione e del lavoro infaticabile per la giustizia e la trasformazione del mondo, la qual cosa va ben oltre il semplice aiuto offerto “per carità” o come elemosina. E, da questa prospettiva, una particolare attenzione esigono oggi i fenomeni migratori, con tutte le problematiche che generano: multiculturalità, pluralismo religioso e politico, disintegrazione della famiglia, necessità economiche ed educative.
Chi ha sperimentato la grazia della benedizione divina, non sopporta il male e si ribella con speranza. Il mondo e la Chiesa attendono i loro profeti di pace e di giustizia e il vescovo ne è il pastore103. È d'obbligo collaborare, non solo per far parte di commissioni diocesane di giustizia e pace, ma per orientare la vita della comunità cristiana e far sì che si impegni a favore dei diritti e della dignità della persona. Gli Istituti religiosi hanno un potenziale enorme per creare reti di solidarietà, ma non si può certo dire che sia ancora ben organizzato. |
97 VC segnala il mondo dell’educazione, evangelizzare la cultura e il mondo dei mezzi di comunicazione, Cf nn.96-99. 98 Cf IL capp. I e V. 99 La compassione della quale qui si parla “non ha niente a che vedere né con l'affetto né con il permissivismo, ma con l'ardore della brace. Se ti tocca, ti infiamma. Non è possibile sperimentarla senza sentire la spinta a cambiare vita. Sentirla è entrare in una corrente che ti trascina fino a farti prossimo dei più lontani, perché porta in sé la forza di una rivoluzione: la rivoluzione della tenerezza”. (Libera traduzione, N.d.T.) LECLERC, E. El Reino escondido. Sal Terrae. Santander, 1997, 106. Cf ROCHETTA,C: Teologia della tenerezza. Un “vangelo” da riscoprire. EDB, Bologna, 2000. 100 Cf IL 139-140. Sono sempre più scandalose le differenze, le disuguaglianze, la dominazione da una parte e la dipendenza dall’altra; cresce l’esclusione dal benessere e dal progresso per migliaia di uomini e donne. La dignità della persona è ogni volta più degradata e la comunione nella famiglia, nella società e nella Chiesa sempre più minacciata. Viviamo in un processo di globalizzazione che è, al contempo, privilegio per una minoranza e minaccia per l’immensa maggioranza. 101 Rivivere lo stile della primitiva comunità, narrata dagli Atti degli Apostoli, in cui “nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune”. (Atti 4, 32). 102 Cf IL 142. 103 NMI 58. |
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