Il riferimento primordiale della
spiritualità cristiana è Gesù: la conversione a Lui e la sua sequela. La vita
cristiana è una vita “in Cristo” e “nello Spirito”, che viene accolta dalla
fede, viene espressa nell’amore e viene vissuta nella speranza. Questa vita
cristiana si rende diversa a motivo della ricchezza del suo contenuto e delle
circostanze in cui è vissuta. C’è unità di vita cristiana e diversità di spiritualità: orientale ed
occidentale, antica, medioevale, moderna, contemporanea, laicale, sacerdotale,
religiosa, maschile e femminile. Il che accade perché la spiritualità abbraccia
tutta la vita, persino l’azione, ed è condizionata dalle circostanze in cui è
vissuta. Da esse sorgono accenti differenti che caratterizzano le spiritualità
entro la Chiesa.
La vita consacrata è uno stile o modo di vivere la vita
cristiana. Essa ha come punto di partenza un carisma comunicato dallo Spirito
per seguire Gesù in una consacrazione
mediante i voti, vissuta in comunione per la missione. Tra gli aspetti
caratteristici della spiritualità della vita consacrata c’è il fatto di vivere
la fede, la speranza e l’amore cristiano fin dall’impegno dei voti di
obbedienza, di povertà e di castità. Questi voti introducono sfumature
particolari nel modo di vivere la vita teologale. I tre voti sono espressione
delle tre virtù teologali, ma ognuno ne sottolinea ed esercita particolarmente
una.
L’obbedienza è,
in modo particolare, un’esperienza viva
di fede nell’apertura alle strade di Dio, cercate e scoperte con la
mediazione del superiore e della comunità. Limitando la propria volontà e
rinunciando ai progetti esclusivamente personali, i consacrati/e cercano di
adempiere con responsabilità ed iniziativa la loro missione al servizio del
Regno. È un modo di essere libero nell’adesione, per amore, alla volontà del
Padre, come fece Cristo. L’obbedienza manifesta ed instaura un nuovo genere di
rapporti nella società: quello di un’autorità come servizio e quello di una libertà
che ha conto del bene degli altri. Contesta, in questo modo, l’esercizio
totalitario ed oppressore dell’autorità e l’egoismo individualista nell’uso
della libertà.
La povertà è in
rapporto molto particolarmente con la speranza,
che guida il cristiano nell’uso dei beni di questo mondo. I beni sono stati
messi da Dio per il bene di tutti e devono essere condivisi nella giustizia e
nella fraternità. I consacrati/e per mezzo del voto di povertà, si sentono
impegnati a vivere una vita semplice e sobria, fatta di lavoro, di distacco e
di disponibilità personale e comunitaria, e a mettere tutto quel che sono ed
hanno al servizio dei più bisognosi, in una comunione evangelica dei beni
spirituali e materiali.
La castità
consacrata insieme alla vita fraterna
in comunità, sono espressione particolare di amore cristiano. Esse generano
una fraternità universale. Aiutano a capire meglio le ricchezze e le esigenze
dell’amore, frutto dello Spirito. Danno, al proprio esercizio, delle
connotazioni particolari: universalità, gratuità, disponibilità. La castità
consacrata permette, d’altra parte, di poter formare comunità come famiglie
riunite non da legami della carne e del sangue, ma dalla comune vocazione
ricevuta da Dio. In esse viene espressa e manifestata la forza della
risurrezione di Gesù che convoca alla comunione fraterna.
La spiritualità dei voti dà una particolare impostazione
alle tre esigenze fondamentali della sequele di Gesù (cfr. Lc 14,2-35), che
sono rivolte a tutti i cristiani: relativizzare i legami familiari, viene
espressa nella castità consacrata; relativizzare i beni, viene concretizzata
nella povertà; relativizzare il proprio progetto autonomo di vita, viene
simboleggiata nel portare la croce cercando ed adempiendo la volontà di Dio
nell’obbedienza. Questa spiritualità dei voti spinge anche a superare la voglia
smisurata dei beni con la povertà; la bramosia di potere con l’obbedienza; e a
vivere liberi per il servizio del Regno nella castità consacrata.
DOMANDA: Reputi valida
questa impostazione della spiritualità dei voti? Perché? Quali sono, per te, le
principali conseguenze pratiche che da essa si tirano?
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