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Fr. Camilo Maccise, OCD
Spiritualità dei voti

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          Il riferimento primordiale della spiritualità cristiana è Gesù: la conversione a Lui e la sua sequela. La vita cristiana è una vita “in Cristo” e “nello Spirito”, che viene accolta dalla fede, viene espressa nell’amore e viene vissuta nella speranza. Questa vita cristiana si rende diversa a motivo della ricchezza del suo contenuto e delle circostanze in cui è vissuta. C’è unità di vita cristiana e diversità di spiritualità: orientale ed occidentale, antica, medioevale, moderna, contemporanea, laicale, sacerdotale, religiosa, maschile e femminile. Il che accade perché la spiritualità abbraccia tutta la vita, persino l’azione, ed è condizionata dalle circostanze in cui è vissuta. Da esse sorgono accenti differenti che caratterizzano le spiritualità entro la Chiesa.

 

            La vita consacrata è uno stile o modo di vivere la vita cristiana. Essa ha come punto di partenza un carisma comunicato dallo Spirito per seguire Gesù in una consacrazione mediante i voti, vissuta in comunione per la missione. Tra gli aspetti caratteristici della spiritualità della vita consacrata c’è il fatto di vivere la fede, la speranza e l’amore cristiano fin dall’impegno dei voti di obbedienza, di povertà e di castità. Questi voti introducono sfumature particolari nel modo di vivere la vita teologale. I tre voti sono espressione delle tre virtù teologali, ma ognuno ne sottolinea ed esercita particolarmente una.

 

            L’obbedienza è, in modo particolare, un’esperienza viva di fede nell’apertura alle strade di Dio, cercate e scoperte con la mediazione del superiore e della comunità. Limitando la propria volontà e rinunciando ai progetti esclusivamente personali, i consacrati/e cercano di adempiere con responsabilità ed iniziativa la loro missione al servizio del Regno. È un modo di essere libero nell’adesione, per amore, alla volontà del Padre, come fece Cristo. L’obbedienza manifesta ed instaura un nuovo genere di rapporti nella società: quello di un’autorità come servizio e quello di una libertà che ha conto del bene degli altri. Contesta, in questo modo, l’esercizio totalitario ed oppressore dell’autorità e l’egoismo individualista nell’uso della libertà.

 

            La povertà è in rapporto molto particolarmente con la speranza, che guida il cristiano nell’uso dei beni di questo mondo. I beni sono stati messi da Dio per il bene di tutti e devono essere condivisi nella giustizia e nella fraternità. I consacrati/e per mezzo del voto di povertà, si sentono impegnati a vivere una vita semplice e sobria, fatta di lavoro, di distacco e di disponibilità personale e comunitaria, e a mettere tutto quel che sono ed hanno al servizio dei più bisognosi, in una comunione evangelica dei beni spirituali e materiali.

 

            La castità consacrata insieme alla vita fraterna in comunità, sono espressione particolare di amore cristiano. Esse generano una fraternità universale. Aiutano a capire meglio le ricchezze e le esigenze dell’amore, frutto dello Spirito. Danno, al proprio esercizio, delle connotazioni particolari: universalità, gratuità, disponibilità. La castità consacrata permette, d’altra parte, di poter formare comunità come famiglie riunite non da legami della carne e del sangue, ma dalla comune vocazione ricevuta da Dio. In esse viene espressa e manifestata la forza della risurrezione di Gesù che convoca alla comunione fraterna.

 

            La spiritualità dei voti una particolare impostazione alle tre esigenze fondamentali della sequele di Gesù (cfr. Lc 14,2-35), che sono rivolte a tutti i cristiani: relativizzare i legami familiari, viene espressa nella castità consacrata; relativizzare i beni, viene concretizzata nella povertà; relativizzare il proprio progetto autonomo di vita, viene simboleggiata nel portare la croce cercando ed adempiendo la volontà di Dio nell’obbedienza. Questa spiritualità dei voti spinge anche a superare la voglia smisurata dei beni con la povertà; la bramosia di potere con l’obbedienza; e a vivere liberi per il servizio del Regno nella castità consacrata.

 

 

DOMANDA: Reputi valida questa impostazione della spiritualità dei voti? Perché? Quali sono, per te, le principali conseguenze pratiche che da essa si tirano?





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